Furgon (Monte) da Thures

note su accesso stradale :: tutto ok
dalla coppa fino in cima pochi ometti su sfasciumi ma comunque fattibile senza grosse difficoltá.
Gita "tranquilla" organizzata all'ultimo ma comunque di grande soddisfazione. Via di salita all'inizio non molto intuitiva ma comunque agibile. passati all'andate e al ritorno dalla cima del bosco sempre molto bella.


Con Stefano e Luca


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Siamo saliti da Rhuilles verso la cima Furgon per poi chiudere l'anello passando da Cima del Bosco.
Sconsigliato in caso di nebbia perchè il percorso di salita è segnato da ometti non sempre evidenti. Peccato che il meteo non ci abbia permesso di godere della vista dalla vetta, che deve essere splendida. Avvistati numerosi camosci. La valle di Thures in autunno regala colori magnifici.

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percorso tutto senza neve, dalla Coppa bisogna cercare un po' dove accedere hai ripiani sommitali, grazie a vari ometti che abbiamo fatto e le vecchie tacche rosse( poco visibili subito), con buona visibilità, non ci sono grossi problemi.
necessaria molta attenzione al pietrame parecchio mobile su tutto il percorso.
Simpatica salita, nella giornata ideale, con Elio che ritrovo piacevolmente dopo un pò di tempo,


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Non siamo saliti dalla val Thuras ma dalla valle argentera (da pont terrible), seguendo l'itinerario descritto nella gita di Teddy. A parte la neve per arrivare al col chalvet (crosta sfondosetta) il resto è tutto al sole e senza neve (ce n'è ancora nel traverso fino alla Coppa ma che non dà problemi). In effetti nell'ultima parte le tacche di vernice rosse sono sbiadite ma guardando bene non ci si perde. Secondo me questo periodo è il migliore per il Furgon, con i fantastici colori dell'autunno e un bel colpo d'occhio sul Roc de Boucher già ben innevato.
Con Maurizio e Wild.


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note su accesso stradale :: Ras
Salito in mtb da Pont terribile a cima del bosco.
Lasciata la biga piangente al colle chalvet, ho percorso il sentiero fino in cima commettendo un errore madornale: non avevo più acqua...! Ho patito una sete terrificante fino a Thures dove ho fatto il bagno nella prima fontana trovata!!!

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note su accesso stradale :: ottimo
Relaziono quì la mia salita di oggi al Furgon anche se sono partito dal Ponte Terrible all'imbocco della V. Argentera. Ho seguito il sentiero per Cima del Bosco che inizia subito a dx appena passato il ponte. Bellissimo sentiero che si addentra nella valletta del rio Chalvet facente capo in alto all'omonimo colle. Alla Fontana Carrera, posta in una grotta a sx al di là del rio, il sentiero piega a dx e con un tratto in piano raggiunge la sterrata militare che sale a Cima Bosco. Esattamente quì, appena sulla strada, un sentierino a sx porta nuovamente verso il rio Chalvet. Io ho seguito questo che, un po da cercare, raggiunge più in alto un recinto di tronchi intorno ad un acquitrino in prossimità dell'alveo dello Chalvet. Ora basta seguire facilmente il valloncello fino al colle da dove è visibile il bel sentiero che, costeggiando la grande parete O del Furgon, porta alla Coppa. Da lì, ometti e segni rossi sbiaditi portano in cima come da relazione. Se salite da questo versante Valle Argentera, consiglio di seguire questo itinerario anzichè la strada che ho fatto in discesa dopo aver raggiunto Cima Bosco. Molto più diretto e veloce, la strada è lunghissima tanto che molti escursionisti incontrati mentre scendevo, mi chiedevano sconsolati quanti km mancassero!

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note su accesso stradale :: Parcheggiato a Thures
Iniziamo con le "note dolenti", sconsiglio vivamente il passaggio da Champ Quartier per la salita in quanto gli aborigeni locali (e sottolineo aborigeni in quanto pensano che siccome vivono lì siano gli unici proprietari della montagna e ci hanno attaccato con frasi del tipo "qui è tutto di nostra proprietà privata e voi non dovete permettervi di passare" oppure "voi turisti della domenica che non fate niente andate altrove visto che noi lavoriamo") lasciano dedurre dal loro comportamento aggressivo di non gradire il contatto umano con la civiltà! Inoltre nonostante parlino di leggi e regolamenti lasciano i cani liberi di correre minacciosi verso i poveri escursionisti che sono costretti come al solito a fermarsi con la paura di venire morsi (ma non è una novità ahimè). La parte finale dello sfogo invece si riferisce alla zona recintata per i cavalli nella quale passa la strada descritta nell'itinerario come quella da seguire per la salita, i cavalli si sono dimostrati aggressivi puntandoci e correndoci addosso a testa bassa e ci hanno indotto a tornare verso valle di qualche centinaio di metri prima di poter finalmente poter proseguire la salita in tranquillità.
Passando alla descrizione tecnica, la strada è presente fino a oltre 2000 metri, poi un po' per colpa dell'erba alta e un po' per difficoltà a reperire il sentiero noi siamo saliti "a vanvera" in mezzo ai pendii prativi fino a raggiungere il Colle Chalvet , da li breve puntatina per ricongiungerci con i nostri due compagni di escursione saliti dal sentiero classico per Cima del Bosco da Thures.
Il sentiero a mezzacosta che dal Colle va a ricongiungersi al sentiero che sale a "La Coppa" è sempre evidente e comodo, raggiunta l'ampio altopiano della "Coppa" e abbandonato le fanciulle seguito alla nostra sinistra i pendii prativi e trovato quasi subito ometti e segni rossi, la salita non è difficile, basta stare attenti al ghiaione scivoloso e ai massi instabili, alla lunga la salita su questo pendio ripido e instabile fa venire qualche dubbio sulla difficoltà in discesa (almeno a me) ma passano velocemente quando la si inizia dato che è nettamente meno impegnativa della salita.
Arrivati all'anticima ci aspettavamo una facile passeggiata alla vera cima invece la crestina è facile ma molto molto aerea, consiglio di non guardare giù a chi soffre di vertigini, specie verso la Valle Argentera! Un bel salto! Si arriva senza difficoltà e seguendo i sempre presenti segni rossi!
Discesa veloce vedendo avvicinarsi le scure nuvole francesi, tornati alla "Coppa" breve sosta per un panino e poi giù seguendo, questa volta interamente, il sentiero che scende lungo il letto del Rio asciutto verso la strada. Dall'alto il sentiero che dal letto del Rio alla strada sembra evidente mentre una volta scesi e arrivati alla fine del tratto ripido si perde abbastanza l'orientamento, il che ci ha indotti a tagliare malamente nell'erba alta ritrovando comunque velocemente la strada.
Scesi senza problemi fino a tornare dapprima a Champ Quartier e successivamente a Thures sotto qualche gocciolina di pioggia!
Bellissimo itinerario selvaggio e ricercato, da molto tempo avevo idea di salire una di queste vette che vedevo ogni volta che salivo Cima del Bosco in MTB! Iniziato con la più "bassa" sperando di inanellarle tutte!

Con Sara, Marzia e Paolo.

Aggiungo traccia GPS, tenere conto della ravanata iniziale per prati fino al colle Chalvet, io consiglio vivamente di salire dal sentiero classico per Cima del Bosco!! Molto utile la traccia invece in caso di nebbia dalla Coppa in su e per ricercare la strada alla fine della Schiena d'asino vicino al letto del Rio secco!


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Il passaggio dalla località "La Coppa" merita già la gita: un grande anfiteatro naturale, un enorme catino a oltre 2400 metri che spesso (anche oggi!) contiene camosci anzichè acqua...ci sono ancora i ruderi di un vecchio rifugio del CAI di Torino (Ugo Fasiani, già rifugio alla Coppa). Poi si fa sul serio salendo ai 2816 metri (9238 piedi) del Furgon: il canalone è in parte occupato da sfasciumi instabili e qualche volta servono le mani; giunti all'anticima c'è il pezzo più delicato (per l'esposizione e facili tratti di arrampicata): a vederlo incute più timore che non a percorrerlo...impressionante il precipizio sul vallone ad est.
Scendendo non perdete di vista i segni rossi (sbiaditi) e i numerosi ometti che eviteranno di farvi imboccare qualche canalone interrotto da salti notevoli...Abbiamo concluso l'escursione (a mio avviso classificabile F piuttosto che EE) passando dal col Chalvet e pranzando alla "piramide" di Cima del Bosco, scendendo per comodo sentiero a Thures. Confermo che la presenza di cani agguerriti a Champ Quartier suggerisce di salire poco prima per pratoni, fino ad intercettare una traccia di strada per trattori che si lascia poco sotto i 2000 metri, per raggiungere il torrente in secca e tracce sempre più evidenti di sentiero.
Con la immancabile compagnia di Gian Mario.


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Bella cima molto interessante dal punto di vista geologico. Parcheggiato prima delle case di champlas gorlier, di lì abbiamo seguito la strada che va verso sx e al primo bivio siamo andati a dx sempre su bella mulattiera larga fino ad arrivare al torrentello. Il sentiero per la coppa è eviedente solo quando si arriva alla schiena d'asino e il pendio si raddrizza, di lì in poi è evidente. L'ultimo tratto richiede, più che doti arrampicatorie, solo un po' di intuito e di "finezza" per non scaricare troppe pietre: ho aggiunto qualche ometto ma i segni rossi, anche se distanti, ci sono sempre, per il resto sembrerà di essere in dolomiti ma lo sfasciume è quello nostrano delle alpi cozie. Di passaggi dove bisogna usare un attimo le mani ne abbiamo incontrati due ma non supereranno neanche il I°. Zero neve su tutto il percorso e panorama dalla vetta un po' limitato dalle nuvole, che quando si diradavano lasciavano però intravedere un roc del boucher bello imbiancato. Discesa no problem sull'itinerario di salita con fantastici colori autunnali.
Con Maurizio e il cane Wild.


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Ottima descrizione del percorso. Dalla località "la coppa" non è stato facile individuare i segni rossi della via di salita. Scendendo ho aggiunto 2 ometti sopra i primi segni rossi per facilitare la deviazione. Una volta presa la direzione il percorso è ben indicato ed intuitivo.
Nella parte alta il percorso è più alpinistico che escursionistico: qualche piccolo tratto di arrampicata e tanti sfasciumi.


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La descrizione dell'itinerario è corretta.
L'unica cosa conviene prendere su per i prati da Gorlier in quanto da Quartier vi sono cani non tranquilizzanti.
Un abitante di Thures mi ha detto che si potrebbe anche lasciare l'auto a Gorlier, ma il tratto comunque è molto breve e il parcheggio non abbonda.
Per quanto riguarda la gita l'ambiente è molto bello e dolomitico, direi una picola perla.
Con un po d'occhio i segni rossi si individuano bene e la parte finale se non si patisce il fondo sdrucciolevole è salibile da quasi tutti (simile al canalone dell'Orsiera).
Molto bella la conca de "La Coppa" che varrebbe gia la salita.
In allegato metto una foto con la traccia della parte superiore.
In cima eravamo 2 papà e tre figlie (9, 11, 14 anni).
In zona solo noi (peccato perche è una salita di soddisfazione)

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Salita facile e sorprendentemente segnalata soprattutto nella parte alta.La parte bassa si segue più a intuito, ma si svolge su terreno molto aperto e prativo.

Dovendo incastrare una gita tra un temporale e l'altro, ho scoperto questa"chicca" che mi sento di raccomandare agli amanti della wilderness e dei paesaggi di stampo dolomitico.Bellissima la vista della parete NO dove vi sono molti itinerari di arrampicata su un buon calcare.Vetta aerea con panorama particolarmente originale verso lo spartiacque Thures-Argentera.


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Bellissimo itinerario adatto a chi ama la solitudine e la vera wilderness.Richiede tuttavia attenzione sia per qualche tratto esposto sia per il rischio di caduta sassi.
Fatta in solitaria in questo strano inizio di agosto in cui si devono inventare gite tra un temporale e l'altro.E' una "signora" escursione che mi sento di raccomandare per il bellissimo ambiente dolomitico e per gli scorci inusuali sulle montagne dell'alta valle Ripa.


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  • 02/08/15 - gieffe
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1615
    quota vetta/quota massima (m): 2816
    dislivello salita totale (m): 1200

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