Visolotto Cresta Sud-Est e traversata delle tre punte

Assai disagevole la salita al colle accompagnati da raffiche di gelido vento che poi fortunatamente è calato; salita facile ma in ambiente severo, fatta tutta in conserva protetta, si trova qualche chiodo e qualche cordone utili più che altro a dare la linea di salita, essendo infinite le possibilità di piazzare protezioni; roccia buona, ma siamo in montagna...; nella traversata il passo più impegnativo è protetto da un chiodo e poco sopra si trova una sosta a spit per una eventuale sicura; in discesa noi abbiamo fatto sei doppie, tutte sui 25 m. o meno, solo una di 30 m.; le calate non sono evidentissime, occorre fare attenzione nella ricerca; pochi metri sotto la prima partenza vi è un altro ancoraggio su spuntone con un cordino da 6 mm. ed un moschettone da ''portachiavi'', roba da suicidio... vivamente sconsigliato l' utilizzo; per info in foto alcuni ancoraggi delle doppie. Al termine delle calate NON seguire l' evidente serie di ometti che portano a dx ma volgere decisamente sin.
Giornata bella ma fresca, in compagnia di Paola e Carlo

Partenza nel gelido vento
Sul muretto iniziale
Arrivo sulla prima cima
Ultimi metri per il picco centrale
Prima calata
Terzo ancoraggio
Secondo ancoraggio
Quarto ancoraggio
Quinto ancoraggio

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saliti all'invernale del vallanta , hotel 5 stelle con radiatori caldi, sabato alle 16,30' io e la mia famiglia con l'amichetta letizia e i soci marco- emidio -mirei.,siamo li a goderci un tepore autunnale senza (CUGNISIUN), ci facciamo una super cena con polenta e salciccia, e concludiamo con torta fatta in casa x festeggiare i compleanni recenti di emidio, elena, irene ,mio, e di marco ;poi passiamo una buona notte , e il mattino seguente partiamo alle 6,30' con frontali x arrivare alle cadreghe alle 8,30'((e 4 gradi di temperatura)) ad ammirare già un super panorama 360°(((monviso con il pensile a secco!!!))), mirei si ferma li , noi proseguiamo x la cresta abbastanza d'intuito si intraprende subito dal colle da dove nasce il( coluoir claude), qualche cordino si trova qua e la , possibilità di integrare , qualche chiodo nei punti chiave , direi descrizioni attuali più che sufficienti, in 2 h siamo alla prima cima ad urlare ad alberto con giuglia un buon compleanno come fossimo li dietro l'angolo(che bello) , , poi foto uno sguardo intorno , in 2 h compiamo la traversata delle punte con dovute pause, sempre ben scalabile la cresta , poi alle 13,30' iniziamo le doppie , e seguendo ometti giungiamo alla base della normale alle 15-- bellissima cavalcata, bravi emidio e marco al mio seguito , alle 16 a riabbracciare i (citù) e poi giù veloci a castello ore 18,30' , paghi di una 2 giorni al viso.. bravi tutti ..

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Poco da aggiungere al commento del socio Gianni, bella montagna quasi dimenticata con una cresta divertente. Percorso non obbligato se non nella traversata dei primi due picchi, il passo chiave si fa senza particolari patemi e ci si protegge più che bene. Rileggendo la relazione di giulof noto che abbiamo fatto una leggera variazione nella discesa a partire credo dalla secondo doppia, in cui non ci siamo calati nel canalone ma lo abbiamo aggirato sulla sx con 2 doppie ben attrezzate per poi ritornarci dentro verso la fine. Abbiamo aggiunto qualche ometto nei pressi delle calate utilizzate, tutte in buone condizioni, così da facilitarne l'individuazione. Anche noi abbiamo effettuato in totale 5 calate come giuliof, le due alternative di discesa sono praticamente equiparabili.

C'è un brutto masso in bilico quasi sulla perpendicolare della prima calata.

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Bella salita di stampo classico. Abbiamo diviso la gita in due giorni. Faticosa la salita per le cadrege tutto sfasiume instabile. Arrampicata su gradi facili . Roccia nel complesso buona. Sulla via il passo piu' duretto ha uno spit e chiodo. Si trovano cordoni lungo la via e qualche chiodo . Saliti in conserva corta su quasi tutta la via. Integrati solo alcuni tratti un po' piu' expo. Quindi in due ore con un passo sicuro si attraversano le tre punte. Discesa: 4 calate in doppia da 25 mt .. Soste ottime ( anelli e spit/chiodo) Abbiamo aggiunto qualche ometto per reperire meglio le linee di calata. Dall' ultima doppia si
disarrampica fino ad incontrare il sentiero dell ' andata. (per scendere lungo la normale bisogna trovare la prima sosta di calata . Quindi tornare indietro dalla vetta fino ad un intaglio/cengia pochi metri sotto il filo di cresta si vede un cordino bianco). Finita la parte alpinistica si ritorna su sfasciume al rifugio. Dalle 10 in poi continue scariche dalla nord ovest del viso. Meteo eccezionale . Ambiente selvaggio all' ombra della nord del viso. Solo io e il socio ing.sdr .

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Ottime condizioni generali: l'esiguo nevaio si passa bene senza ramponi o si aggira a sx. Laborioso l'avvicinamento sulla morena finale prima del colle, molto più scorrevole invece la prima parte. La salita su roccia è attrezzata qua e là da chiodi, spit, cordini e fettucce di tutti i tipi, molto utili anche per capire se si è sulla via giusta, sulla quale comunque ci si può divertire a cercare qualche variante intrigante, un po' come ha fatto il socio nel penultimo tiro sotto la prima croce. Utile qualche friend medio e cordini per integrare. Arrampicata semplice ma sviluppo e dislivello rendono l'impegno complessivo non trascurabile, specie se fatta in giornata. Chi ha tempo e modo fa bene a spezzarla in 2 giorni, magari abbinando qualche altra salita in zona. Avvicinamento in notturna, sfondiamo quota 3k poco prima dell'alba in modo da avere margini sufficienti per fare le cose con calma, ma l'accesso al colle è un po' più lungo del previsto e per un soffio ci perdiamo il sorgere del sole (circa 4 ore dall'auto). Una mezza corda da 60 m è sufficiente, doppiata nei tiri, parecchi tratti in conserva, un po' al pelo su alcune calate, 5 nel canale. Dopo la prima calata sotto la cima ci spostiamo a sinistra (faccia a monte) verso i numerosi ometti per 20 metri per entrare nel canale e trovare le altre doppie, alcune poco evidenti ma tutte in buone condizioni. Dopo la prima doppia si intravedono anche altre fettucce e chiodi che fanno supporre altre possibilità di discesa ma non sono in linea. Giunti sulla prima croce, a dispetto delle apparenze severe dell'ambiente, la traversata in cresta è tranquilla, un solo passo alla base della cima centrale (chiodo) con appigli da III^ ma movimento forse da IV^, è stato il nostro ultimo tiro. Qualche banco di nebbia come quasi sempre accade sul lato valle Po, limpido altrove, un po' di vento nei colletti. Zona a noi completamente nuova, incontrato nessuno su questa montagna, ingiustamente poco frequentata rispetto al vicino Monviso anche se ha molto da dare e nulla da invidiare, non solo su questo itinerario. Durante il ritorno lo sguardo cade non tanto sui residui ghiacciai della Nord ma per lo più sulle maestose placche delle pareti Ovest delle varie cime che per la prima volta vediamo così da vicino, approfondiremo. Nel pomeriggio si udivano frequenti scariche di sassi anche della durata di alcuni minuti. Col socio Marco (atoki) sempre pronto a cogliere al volo queste proposte e a suo agio in ogni situazione.

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Molto bella la cresta, parecchio piu marcia la normale, con due calate in doppia. Gita molto interessante in un ambiente pittoresco e selvaggio, al cospetto della nord del Viso.

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Dal Gagliardone alle Cadreghe neve continua e molto dura. Arrivati al colle in tempo per un'alba stupenda.
Cresta divertente e completamente pulita.
Diversi cordoni, chiodi e alcuni spit in posto.
Usato friends medi.
Discesa evidente se si guardano gli ometti e si vedono le soste di calata. Fatto due doppie da 30 metri.
Attenzione che dopo l'ultima doppia un ometto porta verso destra. SBAGLIATO! seguire la rampa/cengia a sinistra con ometti meno visibili.
Questa rampa si vede bene già al mattino salendo alle cadreghe.
Avvicinamento: 1,35h
Cresta: 1,45h
Discesa dalla normale: circa 45 minuti.
Rientrati al Vallanta alle 10 con neve ancora portante.
Il rifugio era chiuso ma c'era il gestore per preparare l'apertura. Lo ringrazio per la gentilezza e le info sulla salita.


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Bella cavalcata, la salita alla prima punta è su percorso divertente e non obbligato, sempre proteggibile. Il tratto tra la prima e seconda punta è molto aereo con il passo più ostico, poi più facile fino all'ultima cima.
Discesa dalla normale abbastanza laboriosa con tratti di disarrampicata e alcune doppie. Poi ritorno infinito lungo il vallone di Vallanta.

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Dormito in tenda al Vallanta e partiti all'alba per il colle delle Cadreghe.
Cresta facile da seguire, con varianti più o meno impegnative ma sempre max II/III grado, eccetto il diedro per il Coolige, ben proteggibile, di IV.
Stupenda salita con arrampicata molto divertente, roccia nel complesso buona, a parte qualche cengia detritica.
Nella discesa dalla normale, dopo 3 doppie abbiamo seguito gli ometti ma, come già qualcuno ha scritto, dopo una deviazione verso a destra non bisogna badare ad un ometto che continua in questa direzione ed invece tornare verso sinistra. Noi siamo scesi a destra (anche se gli ometti erano spariti) e ci siamo trovati su uno strapiombo, per fortuna siamo riusciti a ripercorrere il percorso fatto e poi ritrovato gli ometti per tornare alla pietraia del colle delle Cadreghe.
Impressionante la nord di Viso, una salita da tempo sognata che finalmente siamo riusciti a fare, e che si è rivelata bellissima! Poi c'eravamo solo noi sul Visolotto, il che rendeva il tutto molto suggestivo!
4 ore per la cresta integrale, 2 ore e mezza circa per scendere dalla normale....per una volta siamo stati nei tempi!
Con Fabri

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bella gita. la cresta non è lunga e con roccia sempre molto buona considerato il genere di salita.
C'è qualche protezione in loco ed usati 2 o 3 friend piccoli. in discesa trovate solo 3 delle doppie poi ci siamo un pò persi perché probabilmente non abbiamo visto qualche ometto. purtroppo la pietraia dopo il ghiacciaio di vallanta è piuttosto faticosa, come probabilmente spesso accade dove si ritira il ghiacciaio. Dormito al rifugio vallanta la sera prima: da castello in giornata sarebbe stata troppo faticosa per noi.
lungo la salita si vede la nord del viso che in questa stagione praticamente non c'è più.


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Non servono ramponi per arrivare al colle nord delle cadreghe (i residui di neve, anche dura, si salgono senza problemi, ma sono comunque aggirabili). Cresta fortunatamente baciata dal sole che ci ha aiutato ad alleviare gli effetti del vento e delle rigide temperature cadute improvvisamente in picchiata nella notte. Le maggiori difficoltà sono nella metà inferiore, in alto c'è maggior esposizione, la roccia è meno bella, ma il terreno è più facile. Saliti comunque in gran parte in conserva. Discesa comoda con 4 doppie (l'ultima perfettamente inutile), trovato ghiaccio nel canale sotto il passo chiave. Arrivati a Castello in tempo prima che si scatenasse l'inferno...
In controtendenza alla moda attuale che prevede dimostrazioni di forza e resistenza con lunghe gite in giornata, noi optiamo per farla in due giorni. Non saremo forse alpinisti in questo modo, secondo qualcuno, ma non importa, la montagna (per noi) non è un palcoscenico ne dev'essere per forza una fonte di sofferenza, e non comprendiamo come chi la interpreta così possa sentirsi superiore agli altri...


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Gita che da tempo avevo in mente. Permette di raggiungere in modo molto divertente ed estetico questa bella e poco frequentata montagna, fuori dal trambusto (!) del vicino Viso. Dal Vallanta al Colle delle Cadreghe contare circa 2 ore. Dal colle, non è il caso di avere tante relazioni, in quanto l'itinerario è sempre evidente (basta tenersi sul versante est) e offre una bella arrampicata con scarponi, mai difficile. Purtroppo la cresta è abbastanza corta e finisce in fretta. Discesa per la normale con alcune doppie da 25 m (sufficiente una mezza corda da 60 m) e poi a piedi fino all'imbocco della stessa. Personalmente mi è spiaciuto vedere una manciata di spit e un paio di soste (spit + anello) sulla cresta, in quanto ci si può proteggere e fare sosta comodamente un po' ovunque. Segnalo anche che al Vallanta non funzionano telefono (c'è solo quello del gestore ma non ti lascia chiamare...) e wifi e l'unico operatore che ogni tanto ha un minimo di campo è wind (in caso di situazioni delicate a casa, come nel mio di caso, una chiamata o un messaggio mi avrebbe fatto stare più sereno ma...pace). In compagnia del grande Giuan, che ho avuto la fortuna di incontrare per la prima volta e, perdipiù, in montagna! Una bella giornata di vita!

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Bellissima gita lungo avvicinamento soprattutto per le eterne pietraie per arrivare alle cadreghe che per aumentare la difficoltà abbiamo trovato anche verglassate , ramponi e picca inutili , la neve dura del mattino è tutta aggirabile . La via è molto divertente abbastanza facile da trovare ma mai banale , ci sono alcuni chiodi e spit nei passaggi più impegnativi. La parte più difficile è dal Montaldo al coolidge con un passaggio leggermente strapiombante ma ben proteggibile con uno spit . Per il resto tutto abbastanza facile e con roccia salda . La discesa lungo la normale in un canale tra il coolidge e il lanino . Noi abbiamo fatto 5 doppie con corda da 50 che in un caso non bastava e abbiamo dovuto disarrampicare per arrivare alla sosta successiva. Attenzione alle soste per le calate perché alcune sono su di un solo chiodo, secondo me alcune sarebbero da rifare . Il rientro lungo le pietraie molto più agevole che la salita. Dal rifugio Vallanta in giù sentiero autostrada.
Grazie prima di tutto al grande Lurenz , senza di lui impresa impossibile. Grazie agli amici delle due cordate trovate in cima per la gentilezza. E grazie anche ai gestori e al personale del rifugio Vallanta molto gentile ed accogliente , il rifugio è perfetto molto pulito e si mangia bene.


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Avvicinamento molto faticoso causa neve sfondosa fino al colle delle cadreghe. Neve continua a partire dal Rif Gagliardone.
Via sgombera dalla neve ma umida dopo il primo gendarme.
LADRI…. AI PEDI DEL RE DI PIETRA!
La montagna è la nostra passione da anni, da Lei abbiamo imparato valori sani e irrinunciabili quali: il sacrificio, il rispetto per la natura, l’amicizia, la condivisione della fatica e della gioia; emozioni che proviamo ogni volta che affrontiamo “un’impresa” in montagna.
Esistono poi taciti accordi tra chi, come noi, condivide questa passione come il depositare attrezzature in luoghi più o meno riparati, per poter agevolare la salita, sicuri del loro ritrovamento nella fase di discesa.
Questa certezza si è rovinosamente infranta domenica 8 Giugno nel pianoro sotto al rifugio Vallanta (Valle Varaita - quota 2200 m), dove avevamo passato la notte e all’alba, sistemato la tenda, il sacco a pelo, i materassini tra 2 pietroni; attrezzatura scomparsa, o meglio, RUBATA!!!!
La nostra delusione è indescrivibile, oltre al danno che abbiamo subito in quanto il materiale scomparso è stato il frutto di numerosi sacrifici.
Se qualcuno, in quella giornata, avesse visto qualcosa è pregato di contattarci.
Grazie
Davide e Ilaria Bertorello


Materiale rubato:
Tenda MARMOT rossa Alpinist 2p
Sacco a pelo MARMOT arancione Never Summer, modello long
2 materassini Quechua


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Grande alpinata in un contesto favoloso , divertente quanto basta la cresta ma la discesa e' da cercare bene...noi abbiam ravanato un po' nella ricerca !!un po' fastidioso il ghiaione per il colle delle cadreghe.completamente soli sia all 'invernale (confortevole) che nella gita.E stata aggiunta qualche sosta con spit e anelli.Meteo eccellente , con temperature miti e senza il vento fastidioso delle 7 am.E stato un piacere accompagnare il mio amico Corrado nella sua gita dell' anno!!Consigliata.

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Come riuscire a non trovare una folla di merenderos in val Varaita in una bella domenica d’agosto? Semplice,basta partire ancora a notte fonda dalla macchina arrivare al sorgere del sole alle Cadreghe di Viso e salire il Visolotto per la cresta est! Lo giuro! Non abbiamo trovato nessuno! Però come è complicato questo Visolotto da questa parte,ha tre punte tutte e tre non facilmente accessibili e per poter scendere per la “normale” bisogna arrivare sull’ultima punta. Quasi otto ore di salita ma ne è valsa la pena,oggi era il compleanno del mio amico e compagno di cordata Vanni che per festeggiare il suoi 52 anni desiderava salire su una bella montagna come questa,ed ha scelto me da trascinare lassù che in alcuni tratti mi ha tirato su come una salame…ma io l’ho ringraziato portando un’ottima bottiglia di Bonarda vivace,talmente vivace che appena stappata è uscita quasi tutta fuori…Bhè meglio così,abbiamo avuto i riflessi più pronti per la discesa che comunque non è banale. Discesa effettuata quasi tutta in doppia,poi una bella scivolata sul quel che rimane del ghiacciaio di Vallanta e fino al rifugio nessuno,ma perché nessuno sale il Visolotto a mio parere e più bello del Monviso…e si tutte guardano le prime donne e nessuno fa caso alle Cenerentole…ma sono quelle che danno più soddisfazione…





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Partiti da Castello in 3h 30' all'attacco, dove troviamo uno dei coautori della guida "Escalade en Queyras" Guillaume Vallot che con altri due amici si apprestano a spittare alcune soste della via, e con i quali abbiamo condiviso salita e discesa dalla normale.Ora ci sono almeno tre soste attrezzate, utilizzabili anche per scendere in doppia sulla via, se non si vuole traversare le tre cime o per ritirarsi in caso di brutto tempo in arrivo.La via è carina, scalabile tranquillamente in scarponi, il passo più difficile è la salita alla punta Coolidge 4c, solo l'avvicinamento è lungo e faticoso.
Inserisco alcune foto scattate dal mio primo di cordata, le mie sono rimaste nella fotocamera che credo di aver dimenticato in cima al picco Lanino.Si tratta di una Nikon P6000, se qualcuno la ritrovasse può contattarmi al 0121515119.Mi interessano in particolare le foto.


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Bellissima salita. Roccia solida, arrampicata divertente e a tratti aerea, un passo più impegnativo tra le prime due punte (secondo me di quarto), al cospetto della severa nord del Monviso. Discesa per la normale (fatte in tutto tre doppie su ottime soste a spit).

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saliti al vallanta in serata e pernottato in tenda nel pianoro a del vecchio rifugio gagliardone.
partiti alle 7 e per sfasciumi faticosi arrivati all'attacco in poco meno di due ore. panorama eccezionale sulla nord e vento freddo.
io che non sono un gran arrampicatore, ho trovato la via estremamente bella, con difficoltò non eccessive, ma anche abbastanza complicata nella ricerca del giusto itinerario. un'avventura.
ambiente selvaggio e isolato.
la traversata delle tre punte è abbastanza lunga, meglio non illudersi di essere arrivati quando si arriva sul primo picco.
discesa attrezzata con soste. dopo la prima calata proseguire dritti nel canale in cui si sta scendendo, dissarampicando o facendo sosta su uno spit con anello posto sulla destra,giungendo dopo circa 40m di calata in prossimità di una cengia dalla quale si scorge sulla destra una sosta d calata su un grande spuntone.erroneamente mi son fatto ingannare da degli ometti che dalla prima calata conducono ad una cengia e ad un grosso masso su cui è fissata una fettuccia con maillon. non ricordando il passaggio, sono tornato indietro e dopo una breve ricerca ho ritrovato la retta via..perdendo però una bella mezz'ora.

due anni fa ho salito la via normale. la difficoltà massima è la stessa, ma nel complesso la cresta è sicuramente più complessa

con massimo e stefano mont

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Bellissima giornata, vista super a 360° su tutto l'arco alpino, una ubriacatura di panorama...Bella salita, senza problemi per l'itinerario...ma quanto è lunga la traversata delle punte!
Per chi salisse al Visolotto e vuole firmare il quaderno di vetta, portare una matita! ...manca ormai da tempo, l'ultima firma risale al 2011!
Con i nuovi compagni di arrampicata cantalupesi, alle prime esperienze di questo tipo...grande entusiasmo!


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bella salita ,peccato che la parte divertente di cresta sia piuttosto breve rispetto ad avvicinamento e discesa.
con Davide

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Bella salita,di impegno modesto ma meritevole per l' itinerario e panorama.La roccie e buona anche se molti massi instabili che ti portano a controllare bene prima di tirare.Si fa tranquillamente in conserva protetta con 4/5 frend e qualche fettuccia.Le doppie sono abbastanza evidenti e 2 corde da 30 sono sufficienti. Noi siamo saliti con scarpe da avvicinanamento ,scarponi e scarpette inutili.Molto utile la relazione di Parodi.Con Fabio.

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Ci sono delle montagne che ti restano nel cuore, per me una di queste è il Visolotto.
La cresta sud/est e la traversata delle cime è certamente un bel modo per salire, molto più solare e panoramico della via normale (incassata in un canale dall’aspetto decisamente tetro).
Oggi in compagnia di Federico, Silvia, Enrico, Marco e Giorgio (a 55 anni dalla sua prima salita, complimenti!), una compagnia decisamente allegra e piacevole, con cui ho condiviso una giornata dal cielo terso e la temperatura fresca, tipica di fine estate …ed ultima delle mie ferie!
Salita tecnicamente facile, abbastanza semplice da individuare grazie ai diversi chiodi che si incontrano, su roccia spesso migliore di quello che si possa immaginare (il passo più insidioso si trova nella risalita alla seconda punta, III+ con sosta attrezzata sopra lo spigolo). Mi fa piacere che i quaderni di vetta quest’anno contino qualche ripetizione in più del solito!
Discesa comoda dalla via normale con doppie da 25 m.
ATTENZONE: NELLA SOSTA A CHIODI A METÀ CANALE OGGI SI È STACCATO UN CHIODO, PER FORTUNA SENZA CONSEGUENZE, IL MARTELLO ERA NEL MIO ZAINO DUE SOSTE PIU' A VALLE, ORA NE RESTA SOLO PIÙ UNO (PERALTRO OTTIMO), MA NON È CERTO IL MASSIMO PER CALARSI!
Al rifugio Vallanta ottima cena, ma scarsissima passione alpinistica, quando abbiamo riferito del chiodo ci hanno risposto ridendo: “meglio così, lo diciamo sempre di non appendersi ai chiodi!”. Ma come si fa!?!?!?

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Bella traversata al seguito della salita alle Cadreghe col Viso imponente proprio li di fronte a noi. Ottima roccia. Discreto affollamento in cresta. Discesa in doppia dalla normale.
Con Ivo


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Era parecchio che aspettavo di farmi il Visolotto con le sue tre punte, quindi dopo le Cadreghe via per la cresta.. bella..
Bel ambiente , che spettacolo la nord del Viso.
Grazie a Ezio , grazie ai ragazzi di saluzzo per le doppie e
scusate ancora per la corda........


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Ascensione splendida in ambiente isolato e grandioso!
La mia seconda volta sul Visolotto, montagna che adoro:

dani-climb2.blogspot.com/2010/09/visolotto-m-3348-cresta-sud-est-e.html


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Perchè accontentarsi di una punta quando se ne possono fare 3 in sequenza godendo di un fantastico panorama. Gran bella arrampicata, ancora priva di segni e la descrizione dei libri è molto vaga. le indicazioni migliori sono state quelle di "marcotezza" su gulliver e la foto dell'itinerario. In ogni caso tenersi il più possibile sul versante est in salita e nel canale di destra in discesa. Occorre tempo più che bello, dato che per farlo tutto in sicurezza ci abbiamo messo 4 ore in salita e 3 in discesa cercando le soste. Spero di essere anch'io di aiuto a qualcuno dalle indicazioni e dalla foto dell'itinerario che ho allegato...anche perchè la scorsa volta cercavamo la via normale su un altro versante. Per la normale l'attacco è sulla sinistra appena prima del nevaio terminale sotto le cadreghe di viso
Grazie a Paolo, compagno di cordata e maestro di montagna


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Era da molto tempo che volevo salire il visolotto proprio perche' e' una montagna misteriosa e dimenticata. Mi ricordo frasi "e' difficile, pericolosa, roccia pessima"; ma non e' cosi'.
Saliti faticosamente alle cadreghe per detriti e neve (un po' recente, un po' vecchia, ramponi non indispensabili ma utili ma noi li avevamo lasciati giu') e attaccata la cresta verso le 9 con il sole che scaldava il giusto. La via e' facile, intuitiva, con qualche vecchio chiodo e qualche sosta che ti dicono che sei nel giusto. La roccia e' bella, solida, qualche passo expo, ed in breve si tocca il primo picco. Discesa facile e risalita al picco coolidge corta ma aerea e con un passo verticale. Poi cresta piu' facile fino al picco lanino. Discesa tutta attrezzata con buone soste: scendere dal picco lanino per la cresta di salita e nei pressi del primo colletto reperire la sosta di calata. 25 metri con il primo muro verticale poi risalire 10 metri a dx (faccia a valle) fino ad entrare nel canale dove con una serie di 5 doppie (30 m alcune) si finisce sul cengione detritico; di qui tenere la sx seguendo qualche ometto e con un'ultima doppia raggiugere i detriti alla base. Noi abbiamo trovato alcuni punti un po' sporchi di neve dura recente anche nei versanti a sud; i versanti N sono tutti tappati di neve e ad occhio i canali di N di Viso sono in buone condizioni.
Gita molto bella, a torto un po' trascurata,non difficile, roccia buona e discesa che se non c'e' il mondo sopra non mi e' sembrata cosi' pericolosa. Corda da 60 consigliata per la discesa.

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Bella gita per l'eleganza del percorso e l'ambiente spettacolare per la giornata di sole pieno. Un grazie ai compagni di corda: Luigi e Serena

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Come capita sempre più spesso mai fidarsi troppo di commenti tipo: facile, semplice, etc.
Esistono anche i "livelli" come il mio dove passaggi di 3° continuo con scarponi e notevole esposizione consigliano l'uso della corda e anche di tiri anzichè conserva. Ad ogni modo rimane un AD e occorre attenzione. Oltre a ciò la via in alcuni passaggi è da cercare ma con un socio come Pasupà in gran forma tutto diventa più semplice. Sicuramente utili le soste per le calate mentre in alcuni passaggi alcune pietre molto instabili mi preoccuperebbero se avessi cordate sopra di me.
Ambiente comunque grandioso al cospetto della Nord di Viso e compagnia ottima con Giorgio. Tenere conto che con l'avvicinamento e la discesa, per la via occorre tutta la giornata.


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Partiti da Castello,avvicinamento lungo(4 ore)ma l'ambiente ripaga..
Non servono i ramponi x l'avvicinamento.
Bella cresta,mai difficile e sempre intuitiva..ci sono alcune soste e chiodi(pochi)sul percorso.
Discesa in doppia dalla normale.
Giornata bellissima.
Con Inox



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ancora molta neve x l'accesso all'attacco dalle cadreghe ,salita molto bella e divertente scalata mai troppo impegnativa fatta in compagnia di danyfonte,(ps:abbiamo usato la corda solo x la discesa)

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salita di stampo classico che desideravamo fare da tempo: merita davvero!. cresta con difficoltà contenute (max III+, 1 passo prima del picco coolidge), bel terreno d'avventura per la ricerca dell'itinerario. sublime davvero la vista sulla nord e sulla nord-ovest di viso. ambiente selvaggio e poco frequentato(bello affacciarsi dal colle delle cadreghe per ammirare il baratro della parte bassa della nord di viso). sicuramente a inizio stagione con più neve sulla nord e nel canale delle cadreghe (molti detriti instabili) ha ancora più fascino.
Discesa: 4 doppie su soste attrezzate a spit per la via normale, intervallate da alcuni tratti di discesa su canale di sfasciumi con molti ometti di pietra.
(è sufficiente una corda da 50 metri).
meteo oggi - ed un classico d'estate in valle: bello in val varaita, nebbie dalla val po...
con massimo


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BELLISSIMA GITA VERAMENTE ALPINISTICA. ITINERARIO COMUNQUE, NONOSTANTE LE DIFFICOLTA' CONTENUTE, DA NON SOTTOVALUTARE PER IMPEGNO ED ESPOSIZIONE . PIUTTOSTO ANTIPATICA LA SALITA AL COLLE SU PIETRAIE E SFASCIUMI (SICURAMENTE SAREBBE MEGLIO EFFETTUARLA AD INIZIO STAGIONE SU NEVE). DAL COLLE BELLISSIMA ARRAMPICATA PER TUTTA LA CRESTA E, SUCCESSIVAMENTE, STUPENDA TRAVERSATA ALLE ALTRE PUNTE . AMBIENTE GRANDIOSO E SELVAGGIO . UN RINGRAZIAMENTO A SILVIO PER LA PAZIENZA SOLITA E ... BUONE GITE A TUTTI .

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Splendida salita in stile prettamente alpinistico con scarponi ai piedi ed in completa solitudine. Le difficoltà sono contenute ma la loro continuità rende molto divertente l'arrampicata.
E poi, se per caso in sosta ci si stufasse di attendere il compagno, è sufficiente voltarsi e lasciarsi rapire dalla nord-ovest del Viso.
Durante la discesa per la normale, più detritica, bisogna stare attenti a non tirarsi le pietre sulla testa recuperando le corde.

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    difficoltà: AD :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Tutte
    quota partenza (m): 1585
    quota vetta (m): 3348
    dislivello complessivo (m): 1850

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    secondo giorno..seconda cima...partenza dal rif.Canziani.. percorso ottimamente segnato ... dalle paline (bivio con il percorso della Sternai)..si percorre un bel falsopiano tra roccette e rigoli d'a [...]
    14/10/18 - Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II - zest
    L'intenzione era quella di portare due amici sul primo 4000, ma arrivati poco prima della schiena d'asino ci siamo dovuti ritirare per le condizioni della neve e del meteo. Dal Vittorio Emanuele infat [...]
    14/10/18 - Coca (Pizzo) da Valbondione - stellatelli
    Pernottato al rifugio Merelli (chiusura il 28/10, aperto in ottobre nel fine settimana) salita x rifugio semplice su sentiero segnalato e molto diretto. Partenza dal rifugio ore 7 (3gradi) no vergla [...]
    14/10/18 - Grevo (Corno di) Cresta Nord-Est - basca
    Un'avventura stupenda in ambiente bellissimo e solitario; 4 stelle solo per il ravanamento (ma in fondo fa parte dell'avventura). Arrampicata facile (II con 2 passaggi di III) mai esposta. Abbiamo a [...]