Gran Vallone (Cima del) da Rochemolles per il Passo di Roccia Verde e la Cresta Sud

note su accesso stradale :: senza problemi
Il percorso è in buone condizioni fino al colle anche se dal piano in poi la traccia è molto spesso poco visibile o assente. Fin qui è molto bello arrivarci correndo e poi riscendendo di corsa, anche se serve il piede fermo poichè per lunghi tratti del sentiero è proibito inciamparsi.
Per la parte relativa alla C. Del Vallone è assolutamente consigliabile tenersi sempre in cresta poichè la roccia è abbastanza buona, al di fuori della cresta il terreno è veramente infido ed insidioso.

Oggi ho nuovamente poco tempo e quindi devo trovare qualcosa di veloce e vicino. Sceglierò il vallone di Rochemolles sopra a Bardonecchia, attratto da una salita di 1200 metri di dislivello a poco più di un’ora da casa. Ho già visto che dal colle sotto al mio obiettivo con altri 350 metri riuscirei a salire anche la Cima del Gran Vallone, perciò deciderò in base alla mia velocità il da farsi direttamente sul campo, con l’idea di salire comunque questa seconda cima. Parto all’alba, poichè il giro che andrò a fare ha molto dislivello rispetto al tempo a mia disposizione. Fa abbastanza freddo e riesco immediatamente a trovare il ritmo giusto, anche perchè le pendenze sono costanti redditizie.
Senza difficoltà arrivo fino al colle e punto alla cresta della Cima del Gran Vallone, che apparentemente sembra molto ostica ma in realtà sarà comunque più semplice di quel che appariva. Ci sono pochi tratti dove serve usare le mani e la via migliore è proprio la cresta che evita i detriti finissimi e scivolosi delle pendici della montagna. Con un po’ di cautela raggiungo la vetta dalla quale però devo scendere immediatamente, Procedo a ritroso e tornato al colle in breve raggiungo anche la Roccia Verde e cioè l’obiettivo iniziale che mi ha portato qui. Il percorso è molto bello è finalmente riuscirò a toccare il mio primo 3000 metri del 2017 (direi un po’ tardi ma quest’anno va bene così).



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Bell'itinerario, forse più EE che alpinistico.
In ogni caso bella giornata accompagnata al mattino dai bramiti dei cervi e più in alto da molti camosci e stambecchi.
La roccia in cresta è veramente brutta ma si usano le mani solamente in pochissimi punti.
Ritornato al colle ho proseguito per la Roccia Verde per discendere il lungo crestone sino alla Croce di Paumort dalla quale si gode un'ottima vista a picco su Rochemolles.
Dalla croce si ritorna per una traccia sino ad incrociare il sentiero presso le baite.

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Pensavo che fosse piu diretta, invece i 13 km lineari a/r piu i quasi 1600m di dislivello ne fanno una gita abbastanza impegnativa fisicamente. Quello che non mi aspettavo e' il lungo tratto in leggera ascesa dopo le Grange fino al passo di Roccia Verde, che aumenta decisamente la linearita'.
All'inizio della gita, non disperate di fronte al cartello che indica 4 ore per il passo, saranno sicuramente di meno. Qui, un sapiente sentiero disegnato veramente bene supera i ripidi pratoni dietro Rochemolles mantenendo sempre costantemente la giusta pendenza (ne' troppo, ne' troppo poco) e con molte svolte giunge appunto alle grange (1,40-2h), che in realta sono ormai due catapecchie distrutte.
Da qui, il suddetto pianoro, teatro oggi di moltissime presenze di marmotte, camosci e di echi di continui bramiti di cervo in lontananza, porta in un'altra oretta al passo di Roccia verde, dal quale inizia la cresta Sud. Io non sono giunto al passo, ma ho pensato di tagliare e ho seguito un faticoso pendio erboso e poi detritico (qualche timido ometto) che in modo piu diretto, puntando alla cima, intercetta la cresta poco piu in alto a circa 2950m (bel colletto).
La cresta da qui e' inizialmente facile, seguire sempre il filo perche' ai lati i detriti sono piu' mobili. Invece, a 100m dalla cima, si impenna un po' e a mio avviso diventa non banale: non tanto per difficolta' tecniche, ma perche' la roccia e' molto inaffidabile, di quelle lamellari tipo zona Moncenisio che ti rimangono in mano: bisogna controllare ogni passo, e questo tratto invece che divertirmi non mi e' piaciuto.
In discesa ho rifatto l'esatto percorso, compreso il non-passaggio al colle.
Gita non troppo varia, ma da menzionare il bellissimo sentiero fino alle grange e la pace incantata del pianoro sospeso. La cresta non soddisfa, forse ero stanco io ma non mi e' piaciuta per la roccia.
Tuttavia, i luoghi sono molto selvaggi e silenziosi, e hanno un loro particolare fascino: nessun umano, ovviamente, ma moltissimi animali.

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dal passo di roccia verde inizia la bella cresta del Vallone, ma, purtroppo, per la maggior parte del percorso, resa molto delicata dalla presenza di roccia liscia e scivolosa e del terriccio che e' un vero e proprio composto di polvere e scaglie delle rocce di cresta che si sfaldano...percorso di cresta logico che presenta passaggi carini di primo grado...mai complessa e senza una particolare esposizione, ma, comunque, da fare appunto con attenzione proprio per la qualita' del terreno
in realta' siamo partiti da Borgo Vecchio, seguendo la poderale per Vernets e il Collet, proseguendo poi sentiero che porta alla Croce Chabriere.
Da qui parte la lunga cresta che con vari sali e scendi porta al Gran Vallone, passando per la Punta Melmise,Costa Grossiere e Roccia Verde.
Dal Gran Vallone, ridiscesi al passo di Roccia Verde, seguito per un breve tratto il sentiero che conduce al posto Tappa Comunale e successivamente abbandonato per tagliare gli ampi pendii per tracce di animali, fino a ricongiungerci alla poderale sottostante la Croce Chabriere e di qui nuovamente fino a Borgo Vecchio.
bella e lunga gita di cresta che in questi termini si avvicina ai 1950 mt di dislivello .
gran bella giornata di sole ed aria fresca..panorami estesi e gran vista sui Re Magi, Pierre Menue e Rognosa d'Etiache.


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Cresta, cresta, cresta! Per salire, dal passo di Roccia Verde tenere costantemente la cresta, evitando gli infidi sfasciumi sulla destra e sulla sinistra. Il primo tratto e quello intermedio richiedono attenzione (per l'esposizione) e l'uso delle mani, mentre prima dell'anticima il terreno spiana, ma è più viscido e scivoloso; poi fino al Gran Vallone (10403 piedi) no problem. Al ritorno, giunti al bel colletto (circa 2940 m) che precede il tratto più ripido, abbiamo deviato a sinistra (vedi ometto della foto) scendendo per sfasciumi e pratoni (alcuni ometti)fino a ritrovare il sentiero sotto la caserma (circa 2720 m). Vallone sempre molto bello e solitario, solcato da una splendida mulattiera militare; un grosso branco di oltre trenta camosci corre davanti a noi mentre saliamo. Pranzo al bel poggio con tre panchine e panorama assicurato.
Con la grande compagnia di Gian Mario.


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Confermo quanto scritto da Teddy: la cresta, se ci si tiene rigorosamente sul filo, non è poi così male.Ora gli ometti sono ancora di più perché un po ne ho aggiunti.
Anche il sentiero per raggiungere il colle è bello: si viaggia sempre in mezzo a bei prati;è molto evidente; l'esposizione al sole è feroce, ma oggi c'era un po di arietta.
Per la discesa ho optato per la traversata: dal passo di Roccia Verde ho scavalcato la costa di Roccia Verde,poi il passo di Croce di Paumort, quindi la costa Grossiere fino alla punta Melmise ( mantenersi rigorosamente sulla cresta che è camminabile, ai lati sfaciumi pericolosi).
Dalla croce Chabriere, volgendo a sin, ho preso la bella e lunga strada militare che riporta all'imbocco del vallone di Rochemolles proprio dentro il cantiere del tunnel.
Di qui per fortuna autostop, se no sono altri 6 Km di asfalto fino al paese di Rochemolles.
Questa opzione è molto remunerativa per i bei panorami e gli scorci verso gli orridi di Rochemolles.

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Bellissima gita in solitaria con meteo stratosferico che ha permesso di binocolare su una miriade di montagne scorgendo anche puntini in movimento sulla traccia alla Barre des Ecrins. Il sentiero militare che da Rochemolles porta al Passo di Roccia Verde è spettacolare, specialmente nel tratto che lambisce il rio Paumort che scorre in una profonda gola con alte cascate, risegnato da poco fino al passo. Da qui si attacca la cresta che in verità non ho trovato così sfasciumosa come descritto, se si tiene fedelmente il filo, evitando i pendii laterali, si riesce anche a divertirsi con passaggi di 1° e 2° ovviamente con tutte le attenzioni del caso (vietato cadere). Ho pure costruito alcuni ometti e risistemato quello di vetta crollato. Ritornato al passo di Roccia Verde, anzichè riprendere il sentiero dell'andata, ho continuato lungo la cresta scavalcando la Roccia Verde con breve salita, e seguendola ininterrottamente con percorso altamente panoramico fino al passo Croce Paumort dove, svoltando decisamente a sinistra, un sentiero ancora in buone condizioni mi ha ricondotto su quello percorso al mattino in prossimità delle grange del Vallone.

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Questa è una gran gita!
Certo poco dopo essere sbucati nel vallone sopra Rochemolles le fresche e visibilissime tracce appena rifatte in breve scompaiono (così come ogni traccia di sentiero), ma questi sono dettagli.
Il passo di Rocca Verde si guadagna ad intuito salendo per i ghiaioni. La cresta è un po’ da inventare e dopo il primo tratto fatto sotto la medesima, lo sfasciume che mi si disgrega sotto i piedi ed il salto alla mia destra mi convincono a mettere da parte i bastoncini per risalire sulla cresta con un breve tratto di facile arrampicata (meglio non cadere comunque). Da lì la salita verso la cima diventa più agevole ed in 2h15m dalla partenza ammiro uno stupendo panorama.

Dalla vetta ho preferito non scendere dall’itinerario di salita ma portandomi su un colle sul versante ovest sono sceso in direzione pian delle Stelle tra pietraie piuttosto instabili con un paio di risalite dovute a direzione sbagliate.
Una volta giunto a circa 2500 mt il fondo si è fatto un po’ più stabile permettendomi di tagliare verso sud e tornare al colle che sovrasta il rudere del vecchio ricovero da cui la discesa è diventata poi formalità.
Sicuramente un gran itinerario ma non è banale e abbastanza probante dal punto di vista fisico. Con i vari munta e cala alla fine il dislivello è stato di quasi 1700 mt.

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Gran gitone, fatto un po' di corsa per vincere la nebbia (3h50 dall'auto alla vetta).
Alla fine panorama comunque compromesso per nuvole orografiche su tutte le cime (tranne la Pierre Menue). Cresta sud completamente pulita ma abbastanza schifosa per la roccia marcia e scivolosa. Scesi lungo la cresta Est per una cinquantina di metri fino ad un collettino a quota 3139 e quindi per il versante Sud ancora completamente innevato fino a quota 2700 circa (tratto iniziale piuttosto ripido con pendenze sui 40-45 gradi). Oggi con quel gran simpaticone di Enrico.

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Approfittato della totale assenza di neve fin sulle alte quote sui pendii a sud,(risultato delle mancate precipitazioni nevose di questo arido e secco inverno) per raggiungere il nostro obbiettivo, salendo pero' dal Borgo Vecchio di Bardonecchia, e andando a prendere la cresta sud all'altezza di un ricovero a 2543mt. Cresta che non abbiamo piu' abbandonato fino all'arrivo in vetta, da dove vedevamo maestosa e piu' vicina che mai la Pierre Menue. A scendere siamo stati sul filo, a maggior ragione per aver modo cosi di toccare le tre elevazioni di cresta della Roccia Verde, della P.Melmise e della Croce Chabriere, prima di far ritorno a Borgo Vecchio. Il vento non ha mai smesso di soffiare freddo e fastidioso che mai. Sole pallido dietro un cielo velato. Con Michele e Franco.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1619
quota vetta (m): 3171
dislivello complessivo (m): 1552

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