Camulà (Bric) Fly

note su accesso stradale :: Ok
Fatta con Ale, via non troppo interessante perché discontinua è per nulla esposta. La roccia è buona e presenta qualche tiro carino.

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Salita particolare e non entusiasmante.
Praticamente una serie di monotiri , raccordati da camminata più o meno lunga.
Molti traversi da prestare un minimo di attenzione.
Tiri interessanti e difficili non mancano ma è una via che si fa una sola volta.
Una mezza da 60m. doppiata è perfetta.

Con l'amico Max in forma smagliante.


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note su accesso stradale :: attenzione alle buche, alcune anche profonde sull'ultimo tratto di strada ripida che porta al parcheggio dell'acquedotto
via molto lunga(17 tiri), un po' discontinua ma bella e impegnativa con alcuni passaggi non proprio banali! i tiri variano da traversi spettacolari a placche e strapiombi! via ben segnata da frecce bianche(meno male) e dalla giusta spittatura pero' un po' arruginita!anch'io non concordo in pieno la valutazione di Gulliver, anche perché, come riporta la guida di Roccati i passaggi di 6a sono di piu'!dalla vetta, si scende comodamente da sentiero che scende sulla destra e porta direttamente allo spiazzo dell'acqedotto!
in cordata con Aldo, chiusa la giornata con una birretta vista mare!


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Ho proposto a Fabio questa via che non salivo da qualche anno; è molto discontinua, ma offre parecchi passaggi impegnativi che valuto tra il 5b ed il 6b, pur non concordando in toto sulla valutazione data da Gulliver e sono: la partenza del 1° tiro e quella del 7°, il bel traverso con enjambèe all'8°, il muretto verticale del 9°, il tratto (fortunatamente azzerabile) dopo aver aggirato lo spigolo al 11°, la placca del 14° ; arrivati al sentiero, data l'ora e la stanchezza, abbiamo rinunciato allo strapiombo del 1° tiro ( che offre due possibilità)ed all'ultimo passaggio verticale.
Siamo saliti in vetta al Camulà per sentiero e, rifocillati, siamo scesi dal sentiero della deviando poi a destra all'ometto per scendere rapidamente al casotto dell'acquedotto dove avevamo parcheggiato.
Dopo un anno e mezzo che non scalo su queste difficoltà, mi son trovato molto arrugginito, ma mi sono divertito comunque.

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Via molto appagante. Spittatura un po' vecchiotta e arrugginita ma tutto sommato buona.
Massacrati dal vento freddo. Per il resto giornata splendida


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Via discontinua ma che offre dei bei tiri !!! Veramente bello il traverso e i tratti stapiombanti! Il passaggio di b non è banale...
In compagnia dell amico Carlo

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Attenzione all'attacco che può non essere visto, il nome della via è scritto in bianco su un masso sulla destra del sentiero, sul primo tratto pianeggiante dopo una grande pietraia.
L'arrampicata è prevalentemente su lame e spunzoni a volte presente qualche passaggio che può non essere scontato ma sempre e comunque azzerabile. Purtroppo è una via molto discontinua e presenta veri e e propri tratti a pedi tra un tiro e l'altro, e comunque anche nei passaggi più belli 5m a destra e 5m a sinistra si potrebbe comodamente salire per tracce di sentieri, forse più lo sviluppo orizzontale che il dislivello. Se cercate un'arrampicata in parete che segue belle linee, questa via non fa per voi. Da apprezzare comunque l'ambiente sempre spettacolare del Beigua, specie in queste belle giornate invernali.

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Salita lunga e impegnativa ancorpiù considerato che eravamo in tre ed i numerosi trasferimenti con immancabile faticoso sbrogliamento delle due corde. Sono comunque molto soddisfatto di essere riuscito a farla tutta in libera ad eccezione di due "tiraggi" al chiodo (uno nel passaggio di 6B in L7 e l'altro nel passo iniziale strapiombante di L17 quando non ne avevo proprio più). Superato anche il muro di L14 in centro parete (6A)integrando con un nut.

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Probabilmente la via ha perso il primato di essere la + dura in zona a scapito della Guastavino ma resta cmq molto ingaggiosa.
Avendola già percorsa qualche anno fa questa volta ci siamo attrezzati di staffa x superare il muro ostico di 6b senza faticare + di tanto come la volta precedente.
Resta sempre una buona via da percorrere con attenzione soprattutto nei traversi esposti dove una caduta potrebbe avere conseguenze imprevedibili (primo o secondo non conta,chi vola si può fare male).
Interrotta anche questa volta al 13 tiro sul sentiero x il Rama xchè non ne avevamo +,vorrà dire che torneremo solo x fare i 3 tiri rimanenti.
Al solito in compagnia del socio LO .

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Insomma... l'avevamo già salita tempo addietro ricavandone una modesta impressione. Il giovane Massi desiderava farla... perchè no? In fondo le impressioni sono tali e perciò "volubili"! A mio avviso resta un itinerario il cui pregio è quello "di cercarsi le rogne", in sostanza si va da un risalto all'altro... salendoli per il versante più complesso. Attenzione ad alcuni passaggi, se si salta di sotto... le conseguenze potrebbero essere spiacevoli. Nel complesso e considerato il "mazzo" fattosi da Guastavino...( la terza stella è per questo) una via utile per allenarsi e tutto sommato divertente.
In compagnia del giovane Massi, una giornata fresca e nuvolosa, in giro di mercoledì? Non ha prezzo!


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Tornato su questa via dopo alcuni anni, oggi in compagnia di Riccardo. La discontinuità la fa da padrone, ma i passaggi impegnativi non mancano.
Giornata soleggiata ed a tratti piuttosto ventosa.
Rientro all'auto tagliando direttamente tra la vegetazione.

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Via discontinua ma lunga e impegnativa, a mio avviso la più difficile nei dintorni di Genova.
Ben spittata, con spit ravvicinati che permettono di azzerare i passi più duri (ad eccezione di L15, dove gli spit sono più distanti e risulta difficile azzerare).
I più bei tiri secondo me: L8 (traverso), L10 (placca) e L14 (placca/spigolo).
Splendida giornata limpida, con costante vento da nord.

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In compagnia di Gianluca ed Alessandro sono tornato dopo due anni e mezzo sulla via Fly,interrotta al settimo tiro per un violento acquazzone.
Anche oggi il tempo non promette nulla di buono, ma attacchiamo decisi la lunga cresta.
I primi tiri sono vari e non troppo difficili ( un paio di paasi più duri si possono azzerare); ecco poi il traverso con l'enjambèe che allora mi aveva fatto tremare, ma che oggi supero con disinvoltura.
Ci alterniamo io ed Alessandro, mentre Gian si tiene per quelli che dovrebbero essere i tiri più duri.
In realtà dopo un esposto spigolo e traverso ( la chiodatura è un po' cambiata rispetto a due anni fa ed è molto migliorata) ed un muoverticale, si arriva ad incrociare il sentiero.
Il tiro successivo è davvero duro; Gian non se la sente ed io sputo l'anima per arrivare al secondo chiodo usando tutti gli artifici che mi vengono in mente e finalmente passo.
Gli altri due rinunciano e i raggiungono in sosta aggirando il tiro ( recupererò dopo i rinvii).
Ancora un muretto di placca non banale e la via finisce con una placca appoggiata, poi va in vetta al Camulà senza più problemi.

Sono felice di aver concluso la via e mi scuso con Davide (mio compagno nel precedente tentativo )se non l'ho aspettato, ma oggi abbiamo deciso all'ultimo di tentare la via.
Dopo mezzogiorno è uscito il sole e ci siamo rilassati fiduciosi di riuscire nella salita.
Nel complesso una bella via in cui spicca la forsennata ricerca della difficoltà; è piuttosto discontinua, ma alcuni passi non sono da sottovalutare.
Una corda lunga non serve, si incastra e fa attrito; i tiri si possono fare della lunghezza preferita e si sosta quasi sempre sul sicuro.
Peccato per il tempo perso nel superare la bombèe in alto, ma per le mie possibilità non potevo far diversamente ( se avessi avuto lo staffa......).


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Decisamente la via + impegnativa del Camulà sia dal versante est che ovest.
Complessivamente è una via + continua di quello che potrebbe sembrare a prima vistadato che i tratti di raccordo a piedi tra i vari tirisono + che accettabilivista la lunghezza e lo sviluppo totali (600mt.).
Le difficoltà si mantengono prevalentemente sul V e i pasi + duri -e ce ne sono-sono comunque azzerabili.
Chiodatura sufficiente,talvolta un po' lunga su qualche traverso esposto e soste da costruire.
Solita cordata a 2 con il socio LO.

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Sicuramente la via più impegnativa della zona per difficoltà, max 6b, e lunghezza, ben 500 mt. Nonostante sia discontinua, alcuni brevi tratti da percorrere a piedi, molti tiri sono una piacevole sorpresa...che impegna il corpo e la mente. Su tutti un esposto traverso con spaccatura mediana.
Ambiente solitario ed integro a due passi dal mare. Da evitare nele giornate ventose e fredde. Discesa sul sentiero che scende dal Rama e conduce a Lerca che s'abbandona appena si raggiunge una larga sterrata, direzione ovest, che in piano, rampa in discesa finale, porta alla vasca acquedotto, ovvero al posteggio
In compagnia dell'inossidabile Jola


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  • 07/06/08 - ia902
  • 02/06/07 - Riki89
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: 6b :: 5c obbl ::
    esposizione arrampicata: Varie
    quota base arrampicata (m): 500
    sviluppo arrampicata (m): 300
    dislivello avvicinamento (m): 200

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