Albergian (Monte) Parete Est

quota neve m. :: 1500
Parete scesa in boucle dopo l'apertura del couloir diretto sulla sinistra del versante. Purtroppo l'orario di discesa pomeridiano ha compromesso fortemente la qualità della neve: iniziando infatti a scendere alle 14.30 la parete era completamente in ombra e la neve già rigelata e marmorea, per lo meno nessun problema di caduta pietre. Il tratto roccioso di cresta si evita "comodamente" sotto il filo con un traverso appeso. Sarà la neve dura e irregolare e la stanchezza nelle gambe dopo la salita ma ho trovato la discesa dura e tutta molto seria: in alto forte esposizione e pendenze fisse a 45° per 300m, in basso (gli ultimi 200m) è obbligatorio imboccare il canale giusto (a meno che non si disponga di ali), l'unico che permetta di attraversare la fascia rocciosa basale. Ad oggi strettoie ripide (50° per qualche metro) ma non strette. Per fortuna ogni tanto sulle contropendenze di destra qualche fazzoletto di farina vecchia mi ha salvato i quadricipiti. Una volta in fondo non è ancora finita, prima di arrivare al Laux ci sono ancora 1200m di dislivello su terreno non banale e con neve che purtroppo aveva già iniziato a crostificare. Stradina malefica con 2 soli tratti scoperti (non si tolgono gli sci) e poi finalmente i prati del Laux, dopo 9 ore dalla partenza. Una giornata da ricordare.
Un grazie a Marco, compagno di salita sul couloir e angelo custode dalla vetta mentre scendevo la parete.

La parete al mattino
Tutta la parete dal traverso sotto cresta.. 500m sono lunghi
Sotto gli isolotti rocciosi della parte alta
Ambiente sotto alla strettoia centrale
Quasi in fondo
Da sotto
La parete da P. Belvedere (2015)
La parete dalla cima

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osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: parcheggio a Laux
quota neve m. :: 1400
Gita studiata e fotografata da qualche stagione. Purtroppo abbiamo inciuccato la linea di salita e non siamo arrivati in punta. Ci siamo tenuti troppo a destra (faccia a monte) su invitanti pendii, pensando di traversare in alto, vedi foto. Però in alto è tutt'altro che comodo e, dopo un po' di lotta, un traverso su placca ci ha consigliato di desistere. Peccato. Ci siamo fermati appena sotto l'anticima. 100 mt di quota più bassi della cima. Visibile ma irraggiungibile.
Il prode N'Guiot, partito 2 h prima di noi nella notte fredda, è salito per l'itinerario giusto fino in punta, merde! Ma lui è un local fortissimo...
Tuttavia ne è uscita una gran bella gita con splendido ambiente, solitudine totale e pendenze abbastanza toste.
Queste le condizioni: vento forte all'auto e freddo, ma poi nel vallone si calma e non ci da troppo fastidio.
Buona copertura di neve sui versanti sud. mentre a Nord i pendii sono spazzati dal vento. Crosta portante che salendo sembrava docile ma in discesa si è rivelata marmorea! Per fortuna con buon grip. Il passaggio del nostro itinerario sopra le balze di roccia consigliava una sciata ben abbottonata. Bei terreni e gran bella discesa. Nel bosco neve abbastanza buona . Stradina per lo più gelata e ruvida.
Partiti dall'auto alle 9 . Iniziata la discesa dopo le 13.30. All'auto verso le 15.30 dopo una ripellata, avendo seguito una traccia suicida che entra nella gorgia. Occhio.
Come gradazione io darei 4.2 E3.
Attenzione, con queste temperature, a scendere pendii ripidi esposti al sole. La neve non molla e in caso di caduta c'è molto rischio.
Con il grande Fellatz, che si è pure scontrato con un ramo, e scende dovunque come se passeggiasse...
Va detto che abbiamo rinunciato alla cima anche per rispetto a Fabri, che col suo cuore grande perdonerà il tentativo.
Un saluto a Elisa


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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: parete
difficoltà: II :: 5.1 :: E4 :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Est
quota partenza (m): 1350
quota vetta/quota massima (m): 3041
dislivello totale (m): 1700

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