Ciamarella (Uja di) Parete Nord

osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Partenza da l’Ecot
quota neve m. :: 2000
Partenza da l’Ecot (2050) alle 4. Si calzano le split dopo un 10 minuti di portage. Rigelo nella parte bassa inesistente. Arrivati nel lungo pianoro sotto il rifugio des evettes (2590m)
ottimo rigelo. Al colle tonini cornice che si supera facilmente nella parte dx. La terminale si supera senza alcun problema. Parete in condizioni ottime, già scesa da due persone nei giorni precedenti. Lieve crosta superficiale non fastidiosa su fondo polveroso compatto. In alcuni punti, la neve è un po’ più dura, ma per la discesa ci si lecca le dita comunque. In cima tre persone, tra cui Radio Giuliano News 24 dal mondo. Discesa fantastica, belle pendenze sui 50 gradi costanti.
Con Fabri gran tracciatore, Luca gran trattore, Fra il gigante buono e Flavio super reportman con drone a seguito.
la parete nord appena scesa
l’albaron di savoia

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osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: parcheggio a Ecot
quota neve m. :: 2100
Beh, che soddisfazione!!
Sia io che Luca sognavamo questa discesa da tanti e tanti anni.
Una grandissima giornata di sci!
Partiamo in 4 da Ecot. Sci dalla macchina. Sono le 6 e tutto è
perfetto. Cielo blu, no vento, ottimo rigelo.
In breve al colle Tonini. Da lì lo spettacolo toglie il fiato. Bellissima la nord della Ciamarella, e sembra in grandi condizioni. Saliamo benone. Da metà in su troviamo le peste di sabato e domenica.
Quando usciamo sulla dorsale grandi nuvoloni si addensano dall'Italia. Decidiamo di provare la discesa Luca ed io. Orfeo e Roberto scenderanno il versante ovest per risalire al colle della piccola Ciamarella.
All'inizio tutto bene. Buon grip. Dopo ca 70 mt iniziamo a traversare verso sinistra e ci troviamo su una crosta infida.
Torniamo indietro con una certa circospezione. Scendiamo ancora un po' in un punto parecchio esposto.Poco grip, neve durissima Siamo piuttosto concentrati, per non dire che ci caghiamo sotto!
Ritentiamo più in basso il traverso verso sinistra. E' parecchio ripido ed esposto. Ancora neve durissima e poco grip. Penso che non rifaccio le lamine da un anno. Ma tutto bene.
Infiliamo una bella serie di curve scegliendo con molta cura la neve. Negli ultimi 100 mt di discesa ancora neve un po' ghiacciata. Sciamo bin butunà fin sotto la terminale che quasi non si vede.
Siamo al fondo. La tensione si scarica. Un bell'abbraccio e siamo felici. Al colle Tonini le condizioni perfette della Piccola Ciamarella ci costringono a ripellare per approfittarne. In Cima ritroviamo Orfo e Robi. Ci aspetta una discesa di gran qualità fino a Ecot. Prima farina pressata da 5* poi firn da 5*. Freerideggiamo in gran relax.
La neve tiene fino alla macchina, dove arriviamo alle 16.Dopo circa 2100 mt di dislivello.
Che giornata! ziu flin!

Oggi un vero parterre de roi: Roberto,l'ispiratore,Orfeo "Le Roi", Luca, il migliore.


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note su accesso stradale :: ok fino al pian della Mussa
quota neve m. :: 1700
Partiti dal pian della Mussa. Gli sci si calzano subito. Canale delle Capre ottimamente coperto, da salire però con i ramponi perchè molto interrotto da gnocchi di valanga che non consentono un'agile progressione. Da pian Gias in su firn e crosta da rigelo portante solo negli ultimi 200/300 mt, si arriva comodamente in punta sci ai piedi con i coltelli.
Arrivati in punta alle 13 (7 ore a salire causa zaino pesante con materiale per bivacco e scarso fisico), abbandoniamo l'idea iniziale perchè ormai la cresta est è avvolta completamente dalla nebbia. I casi sono due o scendiamo la nord appena scesa dai più veloci Bas, Camicia e Feis che è ancora fuori dal nebbione o rinunciamo alla due giorni e torniamo a casa dalla via normale con la coda fra le gambe.
A proposito di gambe, sono stanche, di marmo, lo zaino non si è alleggerito nonostante abbia dato fondo all'acqua e mi sia magnato due barrette, i dubbi ci attanagliano.
Prima di dire no alla nord provo almeno a fare due curve sulla calotta, tanto al massimo si può uscire più in basso... la neve è ottima qualche centimetro di farina recentissima su fondo morbido.
Esco sulla cresta con un traverso e vado incontro a Davide che si è fermato poco sotto. Più o meno devo aver detto qualcosa tipo "la neve è perfetta ma le gambe non ci sono e stikazzi come pende..., che facciamo???". Il Mainero non si smentisce: "mah pian piano...poi fai tu...".
Qulche secondo ancora di titubanza e poi "an gavu la nata".
Le prime curve sono belle dritte e quindi una per volta "pian piano", poi la confidenza aumenta e forse la pendenza diminuisce, allora si passa subito alla sfrontatezza, vado verso il centro della parete per curvare sul vergine, ma non è stata una buona idea e una crosta infame mi rispedisce sulla via di destra dove la neve rimane ottima fino al fondo, il lato sinistro faccia a monte evidentemente risente di più dell'azione del sole.
Una volta sotto grande soddisfazione, che regalo inaspettato, ci tenevo tantissimo e adesso ci troviamo al fondo di Sea da soli ad inizio pomeriggio e non ci resta che scendere. Chi ha avuto la fortuna di mettere il naso da queste parti sa a che cosa mi riferisco.
Con calma e godendoci a pieno l'ambiente scendiamo verso il Fassero Soardi, prima su tre dita di farina calda uniforme come un bigliardo, poi su cremina indecente che diventa più molle solo negli ultimi metri sopra il bivacco.
Alle 15.30 siamo al bivacco che si trova in ottime condizioni con acqua corrente nelle vicinanze. Riposo cena nanna e domani vediamo...

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oggi but totale alla Ciamarella uno dei tanti di quest' anno
Partito da Ecot alle 5 ottimo rigelo anzi troppo, fino al colle Tonini tutto bene giornata bellissima molto fredda neve
liscia e ben scorrevole, quando scollino mi accoglie un vento violentissimo che mi butta a terra, ormai son qui, provo, dalla terminale vedo subito due strozzature non si passa... neve beton, dopo pochi metri si rompe un rampone,
mi sa che sarà per un'altra volta. Dal colle in giù ottima sciata su neve durissima ma bella liscia fino a pochi metri dalla macchina


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m. :: 2600
Partenza dal rifugio Evettes alle 5.15
In cima alle 8.45
Atteso 30min. che la neve si smollasse un attima
9.15 discesa
Salita in condizioni top.
Discesa: la parte alta é piuttosto limite, diversi punti in ghiaccio con sottile strato crostoso. Si passa ma un po' alleatorio....
Parte bassa con molte rigole ma neve un po' più morbida.
Con queste condizioni la quotazione 5.3 E3 mi sembra più che corretta.
Meglio solo che mal accompagnato...


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo portante
note su accesso stradale :: Bonneval sur Arc - Ecot (Savoia)
quota neve m. :: 2500
Dopo una serie di sventure che mi sono successe lo scorso fine settimana e che mi hanno impedito di raggiungere jerome,cerco un socio che mi accompagni il sabato dopo,cioè oggi,per un nuovo tentativo sperando che questo caldo africano non abbia rovinato completamente la parete.
Non avendo trovato nessuno,decido di partire da solo il pomeriggio di venerdì quando sotto un cielo poco promettente raggiungo il des evettes;l'indomani partenza alle ore 5 arrivo in vetta alle 8.35 poco dopo arrivano due simpatici francesi incontrati al rifugio la sera prima e che risaliranno al colle della piccola ciamarella.
Aspetto fino alle 11 che la neve molli un pò ma nulla anche perchè,sopratutto sulla parte alta di parete tira parecchio vento;decido di scendere partendo dalla punta sulla direttissima di destra e fin di primi delicati metri capisco che su questa neve la regola deve essere mantenere la calma, con determinazione supero la prima metà di parete poi con un traverso mi porto sulla diretta di destra in quanto quì la seconda metà di discesa è si un pò rigolata ma decisamente più sciabile rispetto a quella della direttissima( nella seconda parte di discesa le difficoltà e le pendenze tra i due itinerari sono uguali), quindi raggiungo la terminale e con un ultimo salto la supero.
Discesa molto delicata che con questa neve non permette errori ma,di grandissima soddisfazione .
La valutazione complessiva dell'itinerario è 5.3 E3 come valutata sul libro RIPIDO di Enzo Cardonatti e Federico Negri in quanto la variante fatta a metà parete a mio parere non incide sulla valutazione complessiva,considerando anche le difficoltà dovute ad una neve bella tosta che ha reso la discesa molto delicata.
Un ringraziamento ai due francesi per la birra offerta e un saluto ai tre che erano a metà perete mentre io scendevo il primo tratto,un salut.


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quota neve m. :: 2100
sono partito in solitaria alle 5:30 da ecot nella nebbia
si è aperto tutto al fondo del piano des evettes ottimo firn fino al colle tonini purtroppo
sono tornato indietro a 50 m dalla vetta ho incrociato una grossa placca di ghiaccio che non sono riuscito a superare
per colpa dei ramponcini leggeri che non la scalfivano e che comunque non avrei sfidato con le lamine in discesa li
l'esposizione e la pendenza è davvero importante.Il resto della discesa non è male dal colle in giu' perfetta. Il pianoro è lunghissimo anche al ritorno e si arriva con gli
sci ai piedi molto vicino alla macchina.

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dalle foto che ha messo alf si capisce che abbiamo guardato tanto verso l'alto..ma fatto poche curve verso il basso..!!da lontano la perete sembrava bianchissima e probabilmente la parte alta era bella..abbiamo provato a salire un pò su tutti gli itinerari a parte quello dell'estrema destra(fava-danesi) perchè non era neanche pensabile;sicuramente forzando si scendeva però il gruppo ha deciso che non era il caso.Devo dire che quest'anno i fallimenti sono parecchi ma diciamo che fa parte del gioco...w lo sci e abbasso il caldo maledetto,non mi rimane che dire questo.

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neve (parte superiore gita) :: accumuli o lastroni
neve (parte inferiore gita) :: crosta da vento morbida
quota neve m. :: 2200
Non sono sceso con gli sci. Dalla parete si è staccato un enorme lastrone che prende praticamente tutta la parete stessa. La terminale praticamente non esiste. I primi 200 mt sarebbero sciabili su una neve fredda molto densa e molto lavorata dal vento. Poi, dopo lo stacco della placca, è rimasta solo neve cemento fino all'uscita. Sono partito da L'Ecot alle 5,45 e sono arrivato in cima alle 10,45. Parecchi alpinisti e altri 2 sciatori sulla via. Aspettato fino alle 12.30 in cima sperando che la neve si ammorbidisse un pò. Ho sciato tutta la cresta e poi mi sono affacciato sulla parete, ma la neve era sempre gelata. Allora ho provato a scendere ancora un pò sulla cresta per entrare un pò più in basso sperando di trovare neve migliore. In effetti era liscia, ma con crosta gelata sopra. Ho fatto una curva, derapato un pò, poi visto che stavo prendendo troppi rischi e che comunque la via l'avrei sciata solo parzialmente, ho rimesso i ramponi e sono risalito in cresta e sceso a piedi per la via normale sul colle Tonini. Giornata comunque splendida e, per me, di soddisfazione. Bella parete nord.

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: crosta da vento morbida
note su accesso stradale :: Bonneval sur Arc - Ecot
quota neve m. :: 2100
Agevole salita dal versante francese , più breve che dalla valle di Lanzo. In questi giorni è magra la parete nord, dei tanti itinerari già descritti nel libro di Renzo Quagliotto anni fa, sono percorribili solo quelli di destra.
Dall'incantevole località de l'Ecot, salita al colle Tonini, ghiacciaio des Evettes con l'omonimo rifugio ed in vetta in 5 ore circa. Giornata in annuvolamento con luce bianca che diminuiva la visibilità. L'itinerario percorso in discesa è quello evidenziato in foto allegata ed a quanto avevo osservato salendo era il solo percorribile tutto sci ai piedi in discesa (sans dechausser, dicono gli amici francesi), vista la magrezza della parete in questi giorni. Si può tranquillamente partire sci ai piedi dalla vetta, dove c'è ottima neve fredda compressa, ma prima di entrare nella parete nord bisogna sciare un tratto sulla cresta (larga e divertente per sgranchirsi) sino ad una selletta. Da questa sono entrato in parete, derapando con cautela nei primi metri di neve durissima con crosta di gelo e vento, poi ottima sciata su neve man mano più "morbida" e divertente; strettoia in basso ancora percorribile in sci. Ritorno al colle Torini e discesa quasi sino a 2050 metri portanto gli sci solo pochi minuti prima di arrivare al parcheggio. Ricordo che, se l'itinerario percorso in discesa era ancora buono il 13 maggio (a parte i primi metri "lastrati" entrando in parete), lo rimarrà ancora per poco, anzi pochissimo, salvo che una buona "perturba" venga ad alimentare la poca neve che ricopriva uno strano materiale sottostante, duro da colate ghiacciate che a tratti verranno fuori sempre di più...sempre di più... salvo nuova "perturba" che rimetterà in discussione il tutto....
Dimenticavo: dal colle Torini, ottima vista sulla Est dell'Albaron, con la strettoia ancora innevata, e sulla Pointe du Charbonnel, bella, regina delle montagne per me in questa zona, e regina delle gite con la mitica nord ben innevata, dove si trovava la banda con Marilena, Frederik Negher, enzo chardonnay, guru e compagnia bella. Regina delle gite: c'est le reve, le reve, le reve, je ne vous dit pas, dit pas, dit pas....


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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: parete
difficoltà: II :: 5.2 :: E3 :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Nord
quota partenza (m): 2030
quota vetta/quota massima (m): 3676
dislivello totale (m): 1646

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