Corso del Cavallo Est e Ovest (Monte) da Aisone per la Testa di Peitagù, anello

note su accesso stradale :: ok
Una spolverata di neve alla partenza, io sono salito dal parcheggio sotto il comune percorrendo via Occhie per arrivare all'omonima località (cascina) dove inizia il sentiero che dopo un tratto boscoso fitto si collega con l'altro proveniente da Ciancamentas, è un sentiero secondario ma abbastanza identificabile. Salendo la neve aumenta, da 5 a 10 cm fino a 1500 m poi diventano anche 15 cm prima della Testa di Peitagù, in ogni caso il percorso è ben visibile grazie ai segnavia rossi sugli alberi. Unico tratto un po' delicato (specie poi a scendere) il ripido tratto boscoso che precede la Testa di Peitagù. Qui (attenzione il cartello segnaletico della cima indica una quota di 200 m più bassa della realtà) si apre la lunghissima e dolce dorsale che prosegue verso il Monte Corso del Cavallo. Il fondo duro e portante nonostante i 15-20 cm di fresca permette di salire abbastanza bene, non sono necessarie le ciaspole anche se a volte le ho rimpiante. Raggiunto il Corso del Cavallo Est, la cima Ovest sembra molto distante... ho provato a vedere se si potesse continuare senza troppi sfondamenti e sono stato premiato, a patto di restare sempre sulla parte più soleggiata per sfruttare il fondo di neve dura. Ultima rampa per la cima invece da delirio con sprofondamenti fino alla coscia, ma per fortuna il pendio è breve.
Discesa invece decisamente più rilassante, ovviamente sfruttando la traccia fatta; ho usato i ramponcini nel tratto ripido sotto la Testa di Peitagù, mentre nella parte boscosa al di sotto dei 1500 ormai la neve stava sparendo lasciando spazio ad un mix tremendo di fanghiglia, poltiglia nevosa mista foglie e ogni altro tipo di terreno che impedisse di restare in equilibrio.
Non mi sono fidato a scendere dall'altro sentiero diretto ad Aisone passando per Case Pirot, in quanto non conoscendolo e sapendo di passaggi un po' esposti, con il terreno viscido ho preferito non rischiare.
Partito tardi causa impegni, tanto la gita doveva essere limitata alla Testa di Peitagù... ma una volta arrivato qui mi son fatto tentare e così ho proseguito anche grazie alla bellissima giornata priva di vento e con temperatura ideale.
Nessun essere umano avvistato, molta gente invece a divertirsi nella comba di San Giacomo su tutte le cime.


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note su accesso stradale :: dalla piazza si percorre la strada in direzione col della Maddalena: 50 metri prima del semaforo a monte parte il senti
Settemilacentodiciannove piedi. Sfruttata alla grande l'ultima bella giornata prima del peggioramento. Anello compiuto in senso antiorario, ritenendolo a ragione più consigliabile. Sentiero subito redditizio fino ai ruderi di Ciancamentes per poi proseguire con pendenza sostenuta ma adatta a guadagnare quota senza eccessiva fatica; dopo un tratto nel bosco si giunge in prossimità di un canalone verticale, che si supera sul sentiero scavato nella roccia, con alcuni tratti esposti. Seguono pendenze più dolci e falsopiani nell'incanto di una silenziosa faggeta fino alla spalletta col bivio verso Demonte; seguendo i numerosissimi segni rossi puntiamo a sinistra verso la testa di Peitagù, che raggiungiamo: da qui lo sguardo finalmente si apre ed evidente è la nostra, ancora lontanuccia meta....Infatti occorre prima raggiungere la cima, con grosso ometto, del Corso del Cavallo Est (quotata 2039 metri, ma l'altimetro dice 2015), superare con panoramico percorso di cresta due cimette (2040 e 2100 metri) con splendida fioritura di anemoni gialli e viola per infine arrivare sulla piatta ed allungata elevazione del Corso del Cavallo Ovest: panorama eccellente.
Ritorno sotto la Testa di Peitagù dove, in prossimità di una curiosa costruzione ad arco, la tabella (con tempi indicati errati) ci indica il percorso per i ruderi di Grangette e lo spettacolare ed aereo sentiero ricavato nelle verticali pareti rocciose (vale la gita). Rientro per la borgata Pironi e su asfalto ad Aisone.
Poche lingue di neve, evitabili, sopra i 2000 metri.
17 km di sviluppo, 1350 metri di dsl: meno di quattro ore a salire, più di due a scendere, sei orone l'intero anello.
Difficoltà EE (per i tratti esposti e l'instabilità e scivolosità del terreno in alcune parti)
Con la compagnia di Gian Mario.

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note su accesso stradale :: Ok
Tutto ottimamente relazionato da Tiziana. Come detto, abbiamo congiunto parte di questo itinerario con quello della Punta Chiavardine, facendo cosi' una traversata. Lo sviluppo e' di circa 18 Km per 1550 m. di dsl, quindi poco di piu' rispetto all'anello qui descritto. E' forse consigliabile lasciare una auto a Madonna del Pino oppure a S. Grato, il sentiero di discesa per Bagnolin da Gau (localita' situata poco a valle di Madonna del Pino) e' da ricercare anche se il tracciato rimane individuabile e riporta velocemente alla piccola borgata. Se lo si volesse percorrere, alle ultime case tenersi sulla destra e procedere in direzione ovest fino ad un varco nei cespugli da cui si vede un sentiero piu' o meno parallelo a quello su cui si e'; raggiungerlo e voltare a sinistra, dopo pochi metri si intercetta il vecchio percorso segnato a bolli rossi sugli alberi. Per il resto i sentieri sono molto ben segnalati ed evidenti, qualche indicazione sulle tempistiche per Madonna del Pino e' pero' contraddittoria.
La salita da Grangette e' molto scenografica e vale la gita. Ottimi i panorami sulle Marittime mano a mano che ci si alza sulla ondulata dorsale del Corso del Cavallo. La boscosa e impervia cresta delle Chiavardine offre un bel contrasto con il resto dell'itinerario e le improvvise uscite dal bosco su gibbosita' rocciose a picco sul fondovalle sono entusiasmanti.
Giornata soleggiata con vento freddo a tratti, nuvole dal pomeriggio.
Trasferta nel Cuneese in compagnia di Tiziana: una occasione per rivedersi e chiacchierare un po' al cospetto di montagne che non vedevo da troppo tempo.


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note su accesso stradale :: ok
utilizzate 2 auto... una lasciata a Bagnolin e l'altra ad Aisone
Alla partenda da Aisone, lasciata l'auto in un piccolo spiazzo al termine del paese, poco dopo le paline...
seguito quindi la stretta strada asfaltata per Piron... raggiunto questo abbiamo seguito le indicazioni P64 per la Peitagu' e Grangette verso sx...
l'itinerario si sviluppa tra pareti rocciose su dei muretti a secco...opera eccezionale direi...e dall'inizio del sentiero non pare pare proprio possibile risalire su di un itinerario del genere !!!
dopo di che' ultimo tratto nel bosco e si sbuca sulla dorsale...
da qua fino al Cavallo ovest e' una comoda e lunga passeggiata su di ampia dorsale...
pochissima neve sul percorso... volendo anche evitabile... vento gelido ma non particolarmente forte...
tornate alla sella abbiamo raggiunto la vicinissima Peitagu'... e proseguito su percorso di cresta, ora sempre boscoso e con qualche tratto panoramico, percorrendo interamente la cresta Chiavardine, la cui quota massima e' formata da una puntina panoramica con crocina e nome...
raggiunta Madonna del Pino e successivamente la piccola frazione Gau...
alla base delle ultime case, parte il vecchio sentiero di collegamento a Bagnolin, nonostante le carte lo riportino ancora bene segnato, in realta', non esiste piu' ne palina ne segni visibili..
noi abbiamo chiesto ad una signora del posto, ultima casa, ed il sentiero parte sul lato dx di questa, alla base della casa a fianco, e si segue una traccia ormai invasa da vegetazione..
poco dopo la si abbandona per seguire una traccia che scende sulla sx e per magia appaiono vecchi segni rossi sugli alberi...
il problema e' rintracciare il primo segno, dopo di che nessun problema.. la traccia diventa piu' visibile ed i segni sono parecchi...fino a raggiungere Bagnolin e quindi la seconda auto
Gita nel complesso semplice, ma che ci ha impegnato tutta la giornata...
la prosecuzione alle Chiavardine non ha portato via molto piu' tempo rispetto alla discesa al sentiero P64 alternativo, ma e' un percorso non sempre veloce ed agevole..con ottimi punti panoramici che si affacciano sulle estetiche pareti... e che richiede l'utilizzo di 2 auto, altrimenti, tornare a piedi ad Aisone, prima per sentiero e poi per statale, richiederebbe un bello sforzo in piu'..
Rimpatriata con l'amica Monica


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Parcheggiato nella piazza di Aisone e preso il sentiero che parte prima del semaforo salendo prima a Ciancamentes e poi alla cresta delle punte Chiavardine, raggiungendo da quel lato la testa di Peitagù e poi salito fino al cippo della cima Est del Corso del Cavallo (m.2039) dove ho pranzato prima di tornare per il sentiero di Grangette. A differenza di una decina di anni fa ora sia la salita che la discesa sono ripuliti e segnalati ottimamente con paline a tutti gli incroci. Sentieri asciutti per cui nessuna difficoltà a scendere attraverso le rocce dopo le grangette. Poche chiazze di neve oltre i 2000, ancora abbastanza verso la cima Ovest e oltre.

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note su accesso stradale :: Strada quasi tutta asfaltata fino a Borgata Piron
Metto la gita, che faccio spesso, per ricambiare il saluto di Roberto Vallarino e per segnalare che la strada da Aisone a Borgata Piron è stata quasi tutta asfaltata di recente; il che farebbe supporre che è più agevole, in realtà sono stati ricavati tre fossi per lo scolo dell'acqua che sono profondissimi (per dire: sono più profondi di quelli della strada da Terme di Valdieri a Pian della Casa) e con auto normale si tocca sempre.

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note su accesso stradale :: niente da segnalare
Lasciata l'auto ad Aisone si sale ripidi passando da Ciancamentes, poi raggiunta la dorsale si arriva velocemente anche alla testa di Peitagù, breve discesa poi si risale dolcemente verso le 2 cime del Corso del Cavallo. Praticamente niente neve (qualcosina tra la est e la ovest, evitabile), cielo senza nuvole , e temperature in rialzo.....Un'oretta passata sull'ampia cima e poi ritorno, stavolta passando da Piron.

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note su accesso stradale :: buono
Giornata splendida, partito tardi, raggiunta solo la cima est, in compenso in pantaloncini e maniche corte! Anello compiuto partendo da case piron e ritorno per ciancamentas, salita ripida, come da descrizione, che in senso inverso potrebbe creare problemi (bagnato o ghiaccio), comunque itinerario molto bello e vario. che ripaga della fatica, ad un certo punto (nel bosco)sembra di salire in verticale!
Unico neo, dopo la testa di peitagù pochi segnavia e sbiaditi mentre nel bosco anche troppi...

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Sentiero totalmente sgombro fa neve, ben segnato, circa 17 km di sviluppo e 1400 mt di dislivello
Al parcheggio di Aisone troviamo casualmente ma con gran gioia Anna (Garelli), Segio e Agatino, con cui decidiamo di condividere questa bella gita. Invece di percorrere la strada asfalta, direttamente dal parcheggio di può salire per imboccare sulla sinistra dopo un ponticello un sentiero che va a incrociare quello che parte dopo il semaforo. Per il resto seguito il giro come da itinerario, il sentiero si mantiene costantemente ripido sino a raggiungere il bellissimo bosco di faggi prima della dorsale, dove spiana. Dalla testa di Peitagù, modesta elevazione sulla dorsale, bel panorama, grazie alla splendida giornata soleggiata, calda e senza vento. Da lì proseguito sull'ampia dorsale sino a toccare entrambe le sommità della Testa del Corso del Cavallo. Ampio panorama sulla testata della valle ove purtroppo si riscontra la mancanza di neve. A questo punto il gruppo di Anna prosegue lungo la dorsale sino a raggiungere il Monte Savi, per poi scendere a Sambuco: così il giro è di oltre 20 km e circa 1900 mt di dislivello, ovviamente per il rientro occorre munirsi di una seconda vettura oppure ricorrere all'autostop "on the road". Noi abbiamo ripercorso il sentiero dell'andata sino ad un bivio segnalato con paline ( Aisone) sulla dx prima della Testa di Peitagù: il sentiero è subito ripido e percorrere la stupenda gorgia dolomitica con un sentierino aereo e panoramicissimo ( in caso di bagnato o verglass da fare con estrema cautela) che porta alla Borgata Palin ( stupenda), per poi proseguire su una bella carrareccia ( avere un mtb!) che in parte asfaltata porta ad Aisone prima del semaforo. Bellissimo anello, sentieri ben segnati e tracciati, vista la costante esposizione a sud consigliabile ancora in quest'inverno tropicale.


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Traccia registrata con Garmin Edge 800.
Ascesa: 1400 m.
Percorso ad anello: 16,5 Km
Partenza Aisone: 834 m
In cima: Corso del Cavallo (ovest) 2170 m
Bella escursione, fino al Peitagù (Testa di) tra Larici e Faggi, poi si apre il panorama a 360° in una prateria che accompagna fino al Monte Corso del Cavallo (Est) e poi (Ovest).
Ottima la stagione (Ottobre / Novembre), attenzione salendo alle foglie dei Faggi che rendono il percorso scivoloso.
La discesa sul sentiero ad anello è stupenda tra l'aspro del paesaggio con dirupi e rocce a picco.
Sempre il sole per tutto il percorso, mai l'ombra.
In piena estate penso che questa escursione sia da evitare nei giorni più caldi, 1400 metri di ascesa a queste altezze (piuttosto basse) siano molto faticose.

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note su accesso stradale :: ok
Assieme a Claudio, siamo saliti ai casolari Ciancamentas per proseguire per il ripido e caratteristico sentiero che con ampio giro ci ha fatto entrare nel bosco raggiungendo il crinale,per seguirlo e dopo l'impennata finale a toccare la Testa di Peitagu per proseguire tra velature al Monte Corso del Cavallo Est e Ovest.Tra velature e aria frizzante, si pranza per poi tornare al bivio e a iniziare la discesa nel bosco per Grangette e a proseguire per il magnifico sentiero tra i salti rocciosi dolomitici, che occorre fare attenzione(tratto franato)e a raggiungere i casolari Piron e l'auto.Magnifica giornata che consiglio specie in questo periodo e buone gite.

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Salita in solitaria, sentiero sempre bello ripido (ok nella parte "dolomitica", ma nel bosco due tornanti non sarebbero guastati)in un ambiente davvero affascinante, come si siano inventati la salita in mezzo a queste rocce che cadono a picco è davvero curioso... dal bivio per la testa di Peitagù la salita diventa panoramica e tra il vallone dell'arma da una parte e le alte vette della valle stura e gesso dall'altra c'è solo l'imbarazzo della scelta. Nessun umano sul percorso (a parte i bikers in gara incontrati a case Piron mentre scendevo), un capriolo che non mi ha degnato di uno sguardo e ragni come se piovessero... Rifornirsi di acqua, ultima fonte a case Piron.

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Passeggiata pomeridiana, morbidi colori,tanti funghi. Giunti sulla cresta terminale le brume serali hanno chiuso il sipario sull'incantevole panorama.
Incontrati: un MB bravissimo salito da Fedio e sceso ad Aisone, una allegra coppia di svizzeri partiti 4gg fa da Chianale


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note su accesso stradale :: no problem
Gita di "ripiego" (ma che ripiego!) per via delle continue ondate di perturbazioni sulla cresta di confine verso il Col del Larche. Fantastico il tracciato che con rara efficienza/efficacia risale velocemente le dolomitiche pareti. Sentiero nel bosco (ri)segnato una volta tanto sobriamente, senza le deturpanti e frequentissime secchiate di vernice che affliggono i percorsi delle Alpi Occ.li (ricordo che non spetta la detrazione fiscale del 36%, o c'è un premio per chi ne consuma di più?). Visuali affascinanti, non pregiudicate dalle nuvole (sempre poco più alte)in particolare sull'elegante Ventabren. Vallone dell'Arma e le sue vette che senza neve perdono assai del loro fascino.
Vento forte con raffiche ricorrenti, fortissimo sulla vastissima piana della cima Ovest, con rare gocce di pioggia, sole, pioggia, sole, ... Molto bella la truna nei pressi della palina quando si perviene al crestone. Pisolino sulla Peitagù. Portato a termine il tentativo faticosissimo da Poracchia del febbraio 2010 con Luciano66.


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Giornata con tempo incerto, ma non abbastanza da rinunciare a questo bell'anello con partenza da Aisone per iniziare dalla P.Peitagu' la lunga traversata di facile cresta(ma ancora con tanta neve)fino alla piatta sommita'della cima ovest del m.Corso del Cavallo. Dal quale sono sceso lungo ripidi pendii erbosi al bel Forte Neghino, passando dalla P.del Fo'. Con percorso panoramico sulla bassa Val Stura attraverso il pittoresco villaggio di C.Piron, rientro ad Aisone.

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Volendo fare un percorso ad anello, sono partito da Aisone, piazzetta del Municipio salendo verso i Tetti Ciancamentes con l'intenzione di scendere dalla parte dei Tetti Piron. Il ripido sentiero transita dal Ciabot Casalot (non indicato sulla cartina IGC se non come quota 1466) e porta ad ovest delle Punte Chiavardine dove si trova una palina con le varie indicazioni, alfine sono giunto in cima alla Testa di Peitagù con il sole (per fortuna il meteo aveva ciccato...). Da lì ho poi proseguito sull'ampia costiera in direzione del Monte Corso del Cavallo Est. Sono poi ritornato scendendo in corrispondenza della palina (con libro firma) posta tra la Testa Peitagù e la costiera suddetta; il sentiero perde quota molto rapidamente passando dalle Grangette e dopo un suggestivo percorso arriva ai Tetti Piron, di lì in breve ad Aisone.

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note su accesso stradale :: nessun problema fino alla borgata
GIORNATA TUTTO SOMMATO BUONA ED ANCHE ABBASTANZA CALDA PER UNA GITA TIPICAMENTE AUTUNNALE . CON ANDREA CI SIAMO FERMATI A MANGIARE SULLA CIMA EST IN QUANTO UN PALLIDO SOLE CI SCALDAVA DEGNAMENTE , SUCCESSIVAMENTE DOPO PRANZO VELOCE TOCCATA E FUGA ANCHE SULLA CIMA OVEST . UN SALUTO ALLE RAGAZZE INCONTRATE E ... BUONE GITE A TUTTI .

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Gita effettuata con percorso ad anello. Salita su sentiero P64 che fino alle Case Pironi segue la sterrata poi si stringe e si alza a tratti ripido ma veloce nel bosco fino alla palina sul piatto crestone spartiacque. Da qui si volge a sx per raggiungere in sequenza le due vette Est ed Ovest dell'arrotondata dorsale del Corso del Cavallo. Tornati alla palina, si prosegue verso dx per toccare la vicina cima di Peitagù e scendere nel bosco al successivo bivio dove il sentiero P 64b si cala panoramico tra ripide pareti e boschetti "pensili" per tornare con una veloce discesa su Aisone a pochi metri dalla palina di partenza.
Gita molto panoramica, ottima per una giornata di autunno (colori) o primavera inoltrata (fioriture). Noi in mattinata abbiamo camminato per un pò sotto una pesante cappa di nebbia che però in vetta si è dissolta per offrire una preziosa vista a 360° sulle cime della valle Stura e sul Vallone dell'Arma. Visti rapaci che sorvolavano le ripide pareti a picco su Aisone, dove probabilmente nidificano vista l'inaccessibilità degli anfratti.


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con mio fratello ottima scelta per un giorno di ferie . temperatura validissima e itinerario molto suggestivo , in particolare il tratto "nascosto" contro le pareti rocciose . bel panorama dalla dorsale e dalla cima . un saluto a tutti e ... buone gite .

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Bella passeggiata autunnale su un itinerario pieno di colori e contrasti, camosci sotto la testa Peitagù

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Gita fatta in mattinata per essere in ufficio al pomeriggio.
Della neve della settimana scorsa ne rimane solo un po'
sul versante del vallone dell'Arma.
Anche oggi tempo bellissimo e molto caldo.

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Da case Piron imbocchiamo il sentiero che porta fin sotto la bastionata rocciosa. Da qui inizia il tratto bellissimo che risale il vallone apparentemente inaccessibile.
Il sentiero è un'autentica meraviglia e si percorre facilmente. Bello anche il tratto di cresta che dal colle nei pressi della Testa di Peitagu' sale al Corso del Cavallo. Calpestiamo un po' di neve e ci fermiamo alla cima est. Segnaletica ottima, escursione raccomandabile.
Oggi con Isa, Cinzia, Paolo e Giorgio


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note su accesso stradale :: si puo' arrivare fino a borgata pirone.
lasciato la macchina all'inizio di borgata pirone(2 o 3 posti auto).nella parte di bosco il sentiero e' spesso
intralciato da rami e alberi rotti.
la neve inizia all'altezza della testa di peitagu' ed e' ormai poca e calpestabile fino al corso del cavallo ovest.
da qui,calzando le racchette,ho proseguito fino alla quota
2267(senza nome).
gita sempre molto bella,per il panorama continuo percorrendo la dorsale verso i due corso del cavallo e oltre,e per il suggestivo sentiero che risale la bastionata
rocciosa sopra pirone;fresco e ventilato sopra i 2000mt, caldissimo sotto.

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lasciato la macchina nello slargo poco dopo l'inizio della sterrata che conduce a borgata pirone(la strada e' praticabile fino alla borgata);partito alle 08.00,arrivato sulla cima est(la piu' bassa,credo di poco sopra i 2000 mt di quota),percorrendo il faticoso ma bellissimo sentiero che arriva sulla sella erbosa in prossimita' della testa di peitagu'.
arrivato alle 10.00 e ripartito alle 10.30 per impegni successivi,
peccato perche' il tempo era magnifico e caldo e si camminava
benissimo senza racchette.
il sentiero e' tutto pulito,neve a cominciare dalla sella a sx verso monte corso del cavallo,pulito verso testa di peitagu'-creste chiavardine-demonte.

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dalla punta PEITAGù noi siamo stati un po sotto perchè se si va a destra si arriva alla punta delle Chiavardine, noi siamo andati a sinistra ,si nota una piccola grotta dei pastori andando x cresta a six si arriva alle punte M. CORSO DEL CAVALLO la più alta 2039 est ovest si può andare oltre x il monte di Vinadio sopra a Neirassa sup…. il ritorno come landata
Dona - Gian


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Punto verso il basso Piemonte (Valle Stura) e l’azzecco pienamente. Qui, infatti, le previsioni davano bello già dal mattino presto a differenza del Nord Piemonte e Valle d’Aosta dove era previsto meno bello. Arrivo molto presto ed inizio a camminare poco dopo le 7. Individuo subito il sentiero poco dopo l’abitato di Aisone, che mi porta facilmente fino alle Case Ciancamentes. Da qui in su, il solito inferno! Infatti, il sentiero c’è ancora ma è ormai abbandonato da molto tempo, perciò in mezzo c’è cresciuto di tutto. Inoltre il vento ha tirato giù tutti i rami che poteva e se ne vedono chiaramente i risultati. Comunque il sentiero non lo si può perdere neanche in queste condizioni. Piuttosto la fatica e la lotta contro questa boscaglia difficilmente penetrabile lasciano i segni, sia sul corpo (ferite qua e là) che nel fisico. Infatti, dopo l’ultima notte dove ho dormito non più di 3-4 ore, arrivo in cresta veramente spossato. Sono circa a metà strada tra la cima di Punte Chiavardine e la Testa di Peitagù e scopro che c’è uno splendido sentiero molto ben segnato, che intuisco possa arrivare dalla Madonna del Pino. E pensare che avevo intuito la possibilità di salire le stesse cime tutto per cresta e l’avrei azzeccata! Ma purtroppo, né le cartine che possiedo, né le relazioni davano indicazioni a riguardo e la bassa Valle Stura non la conoscevo per niente e non mi sono fidato. Peccato!
Dal punto in cui sono arrivato in cresta, con un percorso molto lungo ma privo di difficoltà e sgombro da neve, arrivo facilmente fino al M. Corso del Cavallo, il cui stranissimo toponimo fa riferimento ad un’antica leggenda locale che ricorda il culto della dea celta Epona (patrona dei cavalli). Tutto il percorso di cresta è spazzato da un vento a raffiche a tratti violentissimo. Ho difficoltà addirittura ad usare i bastoncini, che mi vengono continuamente spostati dalle raffiche. Torno fin quasi al Peitagù dove vidi un bivio segnalato che mi riporterà ad Aisone, su un percorso che si rivelerà molto bello. Molto ripido all’inizio e tutto segnato in bianco-rosso, poi dopo alcuni traversi si arriva a Grangette. Da qui si scende per più di 250 metri di dislivello su una parete apparentemente intransitabile. Ma la sapienza dei montanari (credo moltissimi anni fa) è riuscita a trovare i punti deboli della parete e con imponenti opere in muratura a secco hanno costruito una mulattiera che ha dell’incredibile. Arrivo 100 metri più in su di dove sono partito. Il sentiero P64, parte dalla S.S. 21 dove c’è il bivio asfaltato per le case Piron.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 834
quota vetta/quota massima (m): 2170
dislivello salita totale (m): 1400

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16/02/20 - Scopel (Bivacco) da San Liberale - lancillotto
Sentiero dalla Croce dei Lebi e poi al bivacco con tratti ghiacciati, coperti da qualche cm di neve recente. Utili i ramponcini sopratutto la mattina. Salita in nebbia totale fino quasi al valico del [...]