Traversata Musinè – Rocciamelone (Cresta dell’Acqua Calda)Tappa 2 : Colle del Lis – Colle del Colombardo

Traversata Musinè – Rocciamelone (Cresta dell’Acqua Calda)Tappa 2 : Colle del Lis – Colle del Colombardo

Dettagli
Dislivello (m)
1351
Quota partenza (m)
1310
Quota vetta/quota (m)
1887
Esposizione
Varie
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
Segni bianco/rossi solo dal Civrari in poi

Località di partenza Punti d'appoggio
Santuario del Colombardo

Note
Per tutti i dettagli della traversata e per la sua storia consultare la prima tappa
Descrizione

La salita inizia a sinistra dell’albergo Civrari. Un sentiero segue i piloni dello sky-lift ; si raggiunge così in breve il M. Pelà (1444 m), quindi si scende tramite un sentiero al Colle della Frai 1337 m.
Ora bisogna risalire il M. Rognoso,con buona visibilità è facile, ma con la nebbia, quasi sempre presente occorre concentrazione.
Dal colle della Frai, si devia leggermente a sinistra, cercando con attenzione nella fitta vegetazione si individua un sentiero appena tracciato.
Esso, girovagando, evita i passaggi più disagevoli. Più in alto troviamo dei pietroni sui quali è divertente arrampicarsi. Non vi è più il sentiero, dobbiamo seguire il costone per raggiungere la tondeggiante cima del Rognoso (1952 m). Quasi di fronte dalla direzione di provenienza, scende la cresta che si abbassa al colletto q. 1865 m . Da questo punto inizia la cresta che con ripida salita permette di raggiungere la q.2140 m, poi, mantenendosi in piano, con leggere depressioni, la q. 2209 m e infine la punta della Croce (2234 m).
In questo tratto di cresta ricompare un sentierino molto utile nella nebbia.
Dalla Punta della Croce, (alla quale confluisce pure la cresta proveniente dal Sapei) la cresta scende ripida, leggermente a destra verso un colletto. Poi, superata una breve elevazione si abbassa formando la Bocchetta del Civrari, 2169 m.
Non rimane che salire una gobba detritica, scendere su un colletto e, con comoda risalita raggiungere il pilone posto sulla cima del M. Civrari (2302 m). La cima è un pochino fuori asse dalla cresta spartiacque Val Susa, Valle di Viù, quindi bisogna ritornare indietro fino all’ultimo rilievo, poi abbassarsi sul suo costone di destra (scendendo) e così raggiungere il colle del Colombardo, 1887 m.
Il santuario offre un buon riparo dalle intemperie, e d’estate a volte viene tenuto aperto un locale che può fungere da rifugio.
Acqua alla sorgente posta a sinistra della sterrata che scende verso Lemie. Una decina di minuti di discesa.

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Cartografia:
Fraternali
mario-mont
07.09.2004
16 anni fa

Condizioni

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