Nouva (Testa della) e Bec Costazza da Dondena, anello per Cima Peradza e Mont Rascias

Nouva (Testa della) e Bec Costazza da Dondena, anello per Cima Peradza e Mont Rascias

Dettagli
Dislivello (m)
1500
Quota partenza (m)
2107
Quota vetta/quota (m)
3031
Esposizione
Tutte
Grado
EE/F
Sentiero tipo, n°, segnavia
N° 2

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Dondena e Rifugio Miserin

Avvicinamento
Si sale la SS 26 della Valle d’Aosta, dopo il Forte di Bard, alla rotonda si va verso Hône e si risale tutta la valle fino al capoluogo Château, poi si svolta a destra in direzione Dondena, si risalgono molti tornanti, poi la strada si inoltra alta nella valle e diventa sterrata e con un lungo traverso in salita passando sotto la possente balconata del Bec de Raty giunge al piccolo parcheggio antistante Dondena, dove ovviamente si parcheggia l’auto nel piccolo spiazzo o lungo il ciglio della strada.
Note
Giro ad anello nell’alta testata della comba del Miserin con sconfinamento nell’alta Valle dell’Urtier e ritorno ad anello percorrendo il panoramicissimo, lungo e enorme dorsalone a piccoli saliscendi, con percorso non obbligato del Mont Rascias. Anello che permette la salita a tre cime di tremila metri e l’opzione della quarta cima, in funzione dei tempi di percorrenza.
Descrizione

Si scende al ponte, poi o su interpoderale o sentiero, a piacimento, si raggiunge il Lago Miserin, si prosegue a destra su sentiero n° 2 per un centinaio di metri circa, lo si abbandona e si risale a sinistra su prati a gobbe e giunti sulla sommità si inizia un traverso in quota a raggiungere il valloncello detritico che risalito, seguendo piccoli ometti, raggiunge l’ampio colletto di quota 2984.
Si sale per detriti a sinistra, versante Peradza, e seguendo traccia con ometti, si supera il primo salto roccioso, segue un tratto di cresta facile, poi nuovamente sul versante Peradza, un piccolo slalom fra cengette e qualche blocco si raggiunge la cresta sommitale ed in breve al grande ometto di punta del Bec Costassa, m. 3092.
Discesa sul percorso di salita al colle di quota 2984, quindi puntando a sud, seguire in leggera salita la traccia che percorrendo più o meno la linea divisoria della cresta, superando diverse sommità e gibbosità, alcune con grossi ometti in pietra, raggiunge in discesa, l’altipiano glaciale della Peradza.
Svoltare verso ovest e con un traverso in leggera discesa, puntare ai nevai a al dorsalone grigiastro con sella, posto prima della rossiccia Testa della Nouva; giunti sotto la sella risalirla lungo brevi e stretti canali detritici, percorrere la parte medio bassa della sella e sulla parte opposta per sfasciumi e cengette scendere brevemente nell’ampio canale detritico del versante NW della Nouva.
Su magra traccia si risale al colletto della cresta spartiacque; dal colle seguire in salita una traccia sottocresta che si insinua fra le placche rocciose e raggiunge il bordo opposto, quasi sul salto, dove si piega in salita per fessure e lastre rotte e si raggiunge il grosso ometto dell’antecima.
Seguono pochi passi in cresta, poi ci si abbassa in un minuscolo canale, versante Campiglia, alla sottostante depressione ed in leggera risalita si raggiunge la vetta della Testa della Nouva, m. 3031.
Discesa sullo stesso percorso fino ai nevai ai piedi della soprastante cresta rocciosa e puntando a est, un po’ in salita, un minuscolo colletto, risalire ad una conca con piccolo glacio-nevato, lo si attraversa e si risale verso il filo di cresta spartiacque ora ben percorribile ed in breve si raggiunge la terza punta della giornata ovvero la Punta di Peradza, m. 3019.
Si segue ora il profilo della cresta verso est e passando un paio di ometti si raggiunge la massima depressione della cresta con ben tre insellature ravvicinate di quasi pari altezza, sulla carta erroneamente indicato come Colle della Balma, m. 2941.
Giunti a questo punto, in funzione del tempo ancora disponibile, si può decidere di salire ancora la lunga cresta che porta alla Punta Asgelas, m. 3021 e poi scendere ad agganciarci alla traccia di sentiero che scende al Lago Miserin.
Oppure percorso più corto dalla depressione quotata 2941, si inizia un traverso in leggera discesa su pendio di piccoli detriti puntando al panettone di rocce montonate grigiastre che segna l’inizio dell’enorme e lungo dorsalone detritico erboso del Mont Rascias che si percorre in scioltezza fino alla massima quota di 2784 m. e poi ci si abbassa verso i due tralicci posti leggermente ad est dei resti dell’ometto di Mont de Dondena, m. 2548.
Discesa a vista per pendii erbosi ad intercettare il sentiero n° 7 su cui si fa ritorno all’auto.
N.B. La salita alla sella, il traverso e discesa al canale detrico della Nouva, è facilmente aggirabile alla base, perdendo ancora un po’ di quota e risalire il lato opposto.

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Cartografia:
Mu Edizioni - Carta della Valchiusella
Bibliografia:
CAI-TCI Emilius Rosa dei Banchi
blin1950
07.09.2019

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