- Accesso stradale
- regolare
E così un altro dei nostri storici obbiettivi, in realtà più di Fausto e Michele che mio (fondamentalmente sono piuttosto pigro!), è stato raggiunto! Purtroppo vista dal Vallone di Campiglia la Torre di Lavina perde molto del suo slancio non apparendo più come la bella piramide che si ammira dalla pianura, pur rimanendo una bella montagna. Si tratta di una vera “gitona”, molto lunga e con una parte finale per nulla banale. Fortunatamente, come scritto da altri, per 1400 metri di dislivello il cammino è veramente agevole e, soprattutto in discesa, questo rappresenta un indubbio vantaggio. La strada reale è ancora in buone condizioni ed è veramente molto bella. La parte peggiore della gita è certamente la pietraia di accesso al canale, veramente ignobile sia in salita sia in discesa. Per questo avrei voluto dare 4* ma, oltre ad essere una montagna importante ed al panorama veramente straordinario (si vede veramente tutto!) che si gode dalla vetta, una giornata con il cielo così terso è un evento così inusuale che non può non essere considerato. Il vallone di salita è veramente bello ed altrettanto lo è il Piano di Azaria. La parte finale della gita, come già detto, non è per nulla banale ed alcuni tratti sono esposti e richiedono attenzione. Sul terreno gli abbondanti resti di una recente grandinata hanno reso il tratto tra il colletto e la vetta piuttosto umido e scivoloso, rendendolo così ancora più delicato, soprattutto in discesa. Avvistati due camosci nella parte bassa del vallone. Segnalo l’assoluta mancanza di segnale telefonico su praticamente tutto il percorso. In ultimo un saluto ai tre giovani di Campiglia giunti in vetta poco dopo il nostro arrivo ed un ringraziamento al Gulliveriano Francoc59 per le preziose informazioni. Con Fausto e Michele.