Premessa: la zona di San Bernolfo non eccelle per segnaletica montana. Si parte a 1700 m e la prima pennellata rossa si trova a quota 2400; inoltre, anche alla partenza le indicazioni sono scarse e salendo si trova appena una vecchia palina, peraltro evitata dal tronco principale e più battuto del sentiero. Insomma, è bee che chi non conosce la zona e voglia raggiungre il Corborant si documenti bene prima mediante cartine e che si faccia un’idea della direzione da tenere (che non è quella del bacino idrografico principale, bensì quella delle cascatelle sulla destra). Assurdo che non ci siano indicazioni neppure per i laghi di Lausfer! Per fortuna, il posto è incantevole e noto agli escursionisti, sicché di fatto non si hanno problemi a tenere il sentiero, battutissimo! 🙂 Dai laghi (che salenedo ricordano quelli della Forcellina, sottostanti il passo delle Sagnette: chi è stato sul Viso non li dimentica!) pennellate rosse e omini conducono nel buco della marmotta, di arrampicata divertente e suggestiva; da qui, agevole salita in vetta. Discesa sul versante francese verso il passo di Corborant (vedi descrizione; omini, non pennellate), via alpinistica con uno o due passaggi di II e qualche facile roccetta. La parte più impegnativa è quella subito sopra il passo, con un breve traverso esposto. Tutto sommato però la parte più “antipatica” si incontra scendendo dal passo: nel 1987 una grossa frana si è staccata da questa parete del Corborant, e nei detriti di questa frana si cammina, su fondo instabile dunque e di buona pendenza. Camminare cn attenzione per non scivolare! In un tratto scompare il sentiero, che si ritrova ad occhio verso il buco della marmotta. Comunque, facile alpinismo e bellissima montagna, di cui consiglio il giro ad anello descritto! Il panorama dalla vetta è stupendo, si contano almeno 20 laghi! Oltre ai già nominati Lausfer, bellissimi, eccelle il Rabuons sul versante francese. Tempi: 1 h 30 dal parcheggio di San Bernolfo ai laghi + 1 h dai laghi alla vetta. Il Corborant ripaga di ogni fatica…