sull’avvicinamento nulla da dire (vedi itinerario) per la parte finale beh…qui invece ho molto da dire. in due anni è cambiato tutto, non è più un itinerario avventuroso, ora ci sono bolli rossi e frecce enormi e udite udite lungo la placca finale è stata inserita una corda fissa. ora non voglio fare quello che non vuole che la gente salga sulle vette, ma questa era una delle poche normali veramente alpinistica, selvaggia, dove dovevi arrivarci preparato; e invece no la mano dell’uomo è arrivata anche qui, a profanare il gigante dell’ubaye, sono molto amareggiato. Per il resto abbiamo effettuato due calate con mezza corda da 60 m (una sul camino e una sulla placca, soste ottimamente attrezzate), in salita non ci siamo legati, sulla placca ormai basta tirare il canapone e il camino è ben appigliato, per me non vale più di un PD. Incontrati pando con due soci che saluto e 5 francesi molto lenti e poco simpatici, panorama che spaziava dagli ecrins al mondolè. Con Robi che ha dimostrato di avere un ottimo livello, chapeau.
ps. a inizio parte finale sulla seconda cengia proseguire verso il masso incastrato e non verso dx (non farsi ingannare dal cordone).
Torno qua dopo quell’avventura di due anni fa che racconto spesso, per provare a godermi un po’ di più questa fantastica vetta.