- Accesso stradale
- La strada per la diga è bloccata ad un tornante, circa 1900 mt
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 1700
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
L’idea era buona: passare da Serrù e tornare dal Vallone, con auto a mezza via, NON LA TEMPERATURA. Posteggiato ad un tornante prima del blocco stradale. Preso sentiero estivo, dopo 100 mt lineari si calzano sci. Rigelo così così ma il colletto delle rocce era marmoreo, con qualche difficoltà per alcuni ski alp non abituati alla turnikè sul ripido. Spuntati nel Vallone del Carro alle 8 e 45 abbiamo capito che non ce n’era: una botta d’Africa inizia a sciogliere a manetta (Ivano e Claudio: lenti di comprendonio, stesso errore di Ciamarella scorsa settimana). Comunque, appena arrivati sul traverso verso la cima, come da previsione arrivano anche le nubi e addio visibilità. Fermi sopra il montarozzo che divide in due il ghiacciaio, scendiamo con buona luce verso il Vallone. Marcio abbondante già da tempo (ore 10 e 30), e così rimane fino alla fine. Per consolarci ci siamo detti A: questa è ultima, appena scalda via le pelli e giù veloci e B: Vabbé s’impara a sciare! Con l’impostazione corretta si gira persino nella granatina! Gita comunque utile: la zona è ancora ben immersa nel Generale Inverno (vedi foto). Tutte le gite sono fattibili San Zero permettendo.