william.lee


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ampio parcheggio
Ottime condizioni: asciutto, temperatura mite, assenza di vento... solite nuvole che salgono dalla pianura con un continuo avvolgere ed aprirsi.
Gita molto bella e facile (fino dove siamo arrivati). Siamo saliti in conserva, legati in tre, dei quali una alle prime armi in arrampicata: non ha trovato difficoltà tecniche ma l'esposizione dei tratti affilati orizzontali prima della targa ha avuto effetti notevoli. Abbiamo integrato poco. Nei tratti più delicati che richiedevano maggiore attenzione per la sicurezza dell'elemento meno esperto, c'erano gli spit. I tempi si sono allungati eccessivamente e abbiamo interrotto la salita con una doppia dagli spit sulle placche in piano dopo la targa.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ottima strada fino al paese, parcheggio limitato
La prima impennata è su placche belle solide poi la montagna si presenta come una catasta di rocce, più stabile e solida verso il filo, più instabile poco più sotto al filo di cresta, con spaccature della rocce che sembrano crepacci senza fondo! Scendendo siamo passati un poco più bassi e delle volte questi buchi sono coperti da pietrisco e pietre instabili poggiate sul nulla. Visti due ometti sul filo di cresta, il primo alla spalla e il secondo in fondo alla spalla dove la cresta si impenna decisa. I licheni che rivestono tutto non danno molta sicurezza ma data la natura facile dei passaggi non creano problemi.
Fortunatamente l'abbiamo presa "turistica" e abbiamo attaccato la cresta tardi, una nord con la picchiata delle temperature di questi giorni non è proprio il massimo. E' rimasta in ombra fino alle 12 passate, la pioggia della notte e il vento violento e gelido hanno fatto il resto, alcuni primi cenni di verglas ma nulla di molesto.
Ventoabbestia!!! fortunatamente quando abbiamo attaccato la cresta ha mollato, ma il freddo era becco!!! x questo solo tre stelle.
Passati dal rifugio Crete Seche, chiuso. Dato un occhio all'invernale: spettacolare, bilocale (giorno + notte) con tavoli e sedie, fornellini, bibite, torte, di tutto e di più (stagione di apertura appena finita)... corrente elettrica inclusa! Complimenti
Il bivacco Spataro ha invece le controporte (non saprei come chiamarle) rotte e la porta principale tenuta da un peso di legno, dentro è comunque molto bello e spazioso, dotato di coperte e materassi


Pascoli romantici e brezzolina ancora delicata

Ventoinfame e brutale che sullo spalline prima del rifugio faceva barcollare

Il bivio evidente Gelé/colle Crete Seche

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: come descritto strada stretta e molto tortuosa, parcheggio abbondante
Gita lunga e con dislivello. Il tratto per salire in cresta dal laghetto è un tirone sfasciumoso, è più facile tirare giù roba qui che in cresta.
Bella cresta, facile, come da descrizione.
La sagoma caratteristica dell'Avic che si apprezza dal parcheggio o dalla valle centrale non è quella della montagna salita!!!
Vista dal parcheggio la punta appare come un meraviglioso triangolo appuntito dalle pareti verticali, ma dietro si nasconde un mapazzone di tutt'altra forma, una lunga cresta che praticamente degrada al colle. Quando si guarda la cresta da salire è irriconoscibile, un'altra montagna appunto.
Il silenzio è surreale. Usciti dal bosco c'è un silenzio incredibile, niente uccelli e neanche l'acqua si sente in molti punti. Visti diversi stambecchi molto vicini al sentiero e scendendo addirittura un camoscio sul sentiero.

La cresta vista da poco prima della forcella

La cresta percorsa

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Siamo saliti per l’opzione B (diretta) e scesi per la A (lunga). In generale i bolli sono abbastanza sbiaditi.
Le indicazioni del sentiero per la Torché passando dall’Alpe Vlou partono dietro alla cappella della Madonna delle Nevi a Munes.
Il sentiero è una traccia discretamente individuabile, segnata da bolli e ometti. Pensavo peggio. La vegetazione infastidisce un po’ coprendo il fondo della traccia e nascondendo buchi ecc. L’unica incertezza l’abbiamo avuta dopo l’ultima acqua, sotto la paretona da aggirare a sx, lì la traccia si perde un po’ ma abbiamo visto subito i bolli in alto e siamo rientrati.
Salendo ho individuato la traccia A, quella che parte dal colle Dondeuil e l’abbiamo percorsa in discesa. Era completamente diversa da come l’ho immaginata (un sentiero in mezza costa ascendente sotto il filo di cresta). Si spara anche questa in canaloni ripidi come l’altro sentiero. È un pelo più evidente e i bolli sono (quasi) sempre perfettamente a vista l’uno dall’altro (scendendo).
Un bel gitone che richiede di essere sempre concentrati per non perdere la traccia, pena ritrovarsi a vagare per pendii scoscesi.
Il meteo non è stato clemente, giornata partita pulitissima ma arrivati in vetta i nuvoloni coprivano la vista di tutto l’arco valdostano. Peccato la vista dalla cima è un 360º notevole.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggiato vicino Farmacia di Grassoney
Sentiero ben segnalato e sfalciato, tira deciso fino all’alpe Valnera, poi sopra si apre. Ben segnato fino al colle. Dopo il colle fino in vetta si alternano tracce di sentiero, pietroni e pietraie ma è segnalato con ometti e bolli. Nella relazione da Estoul è classificato EE!
Salendo abbiamo visto molti animali: marmotte, caprioli, gruppi di stambecchi con cuccioli, maschi solitari e uno in cresta.
Giornata pazzesca, vista pulitissima a 360º, tutto il rosa e il cervino senza una nuvola.

crestabdi salita dalla vetta

vista strepitosa

stambecco in posa

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada aperta fino ai piani di sabato
Ampi nevai che si superano bene senza bisogno di ramponi, neve che teneva bene sia in salita che in discesa. Corde a posto. La Grivola aveva una bella spolverata bianca.
Terza volta sulla Basei (ho visto la versione peggiore del ghiacciaio). Partiti alle 7 per minaccia pioggia ed arrivati per primi in vetta per gustarcela. Giusto in tempo perché scendendo abbiamo incrociato vagonate di gente che saliva (scusi x la spiaggia?)...
Giornata nuvolosa che ha rovinato la spettacolare vista a 360º x questo solo tre stelle.

Nevai

Sulla cresta dopo il colle!

Vista dalla vetta, verso Ciarforon
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita con l’ansia della pioggia che poi ci ha raggiunto appena saliti in auto. Nuvoloni in gran movimento che hanno impedito di godere del paesaggio dalla vetta; colpo d’occhio meraviglioso verso il basso. Nella zona alta dopo il Monte Kick sembrava di essere al Nivolet, laghetti e fioriture bianche ovunque (ho detto sembrava!!).
Il pianoro finale dove c’è il pilone del crocevia è umido e coperto ovunque, sentiero incluso, da un dito d’acqua.
La gita è un lungo avvicinamento fino al colle dove ci si ritrova sotto alla cima che incombe e sembra più di quello che è. Gli ometti abbondanti tracciano il percorso più semplice dal colle alla vetta e non ci sono delle vere difficoltà a parte il gradino (che non è nulla di che) all’ultimo intaglio che è un po’ “panoramico”.
Noi naturalmente ci siamo distratti e siamo andati ad implaccarci sulla cresta prima dell’intaglio, piuttosto esposta lato Niel, per poi accorgerci che gli ometti erano in basso. Trovo che sia più dettagliata la descrizione dal colle alla cima che si trova Nella relazione “Lazoney/Lazouney (Punta) da Niel, anello per il Col Lazouney e Colle della Mologna Grande”

Dopo il colle verso la vetta

Dopo il colle gli ometti conducono lungo pendii erbosi

La cresta prima dell’intaglio dove abbiamo “variato”

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Tanto per andare a San Grato, prendere il sole e provare gli scarponi risuolati si è finiti al colle al quale non ero mai salito nonostante le tante volte che lo avevo guardato da Munes. (Sotto sotto volevo studiare la Torché).
Gita passeggiata fino a Munes e poi impennata verticale per il colle come correttamente descritto nella relazione. Trovato qualche cane molesto lungo il percorso perché gli alpeggi del vallone sono attivi.
Dal colle non siamo scappati per tempo e ci siam presi una lavata epica da Munes all’auto!

Dal colle verso Munes; davanti il Monte cresto

Vista lato Challand con sguardo verso la valle centrale

Nuvoloni neri!!!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti indecisi se andare al colle Frudiere o il Monte Taf, attirati dalla vista sul vallone goduta la settimana prima dal Colle Della Mologna Piccola. Siamo saliti in auto ai circa 1700 come descritto in altre relazioni per le gite che transitano per l’arrivo di Weissmatten (come Frudiere o la traversata di cresta dal Taf al Ranzola), dove si può arrivare per la sterrata o per il sentiero che si inerpica dritto per la pista da sci. Adoro la casetta sul laghetto artificiale che è il bar dell’arrivo seggiovia. Da qui il sentiero scavalca in un lungo traverso diversi valloni sempre più ameni fino alla selletta sotto il Taf. Noi abbiamo seguito il sentiero 1b e poi dalla spalletta sotto la punta abbiamo puntato un intaglio della cresta a sinistra della punta, salendo lungo la pietraia (preferisco saltellare sulle pietre all’erba scivolosa). Vista meravigliosa su Mont Nery e vertiginosa sui laghi Frudiere. Quattro persone incrociate sul sentiero lasciato Weissmatten.

Alla partenza Testa Grigia a sx e tutto il Rosa

La casetta sul lago

Paesaggi sempre più ameni

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita test per le gambe totalmente ferme da Settembre 2017. Ribadisco la facilità del percorso e la bellezza della mulattiera lastricata (come molte altre qui in zona Walser). Giornata con nuvoloni sulle punte e nebbie biellesi, dal colle un muro bianco verso il piemonte.

Delizioso ponticello poco fuori da Niel

Paesaggio nella parte iniziale della gita

Paesaggio nella parte finale della gita

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