vigorone


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema, il parcheggio ospita 2-3 auto ma è comodissimo a lato della strada.
La via è chiodata bene e con stile decisamente "plaisir" (tranne forse in un passo ad essere pistini), e alcuni tiri sono belli (in particolare secondo me i primi due e l'ultimo). Peccato per i trasferimenti, che da un lato rendono la via "quasi alpinistica" (citazione del socio) e permettono di togliere le scarpette per un po' di minuti, dall'altro tolgono un po' di continuità. Comunque un plauso all'apritore che è riuscito a sfruttare al meglio quel che la parete offriva.
La puntavo da un po' di tempo e alla fine è scappata fuori la salita.
Un grazie a Marco che nonostante i 130 anni in due (così non si capiscono le età) continua a tirare!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare, salvo i numerosi ciclisti (effetto giro?).
Questa piccola falesia, inserita nel contesto del Sergent e delle pareti dell'Orco, è comodissima e molto adatta a scalare con bambini o ragazzi (come nel nostro caso), principianti e anche a farsi accompagnare da non-scalatori.
Le vie ci sono sembrate molto "didattiche" in quanto mettono di fronte a situazioni di diverso tipo: placche appoggiate a tacchette con un po' di movimento, aderenza "quasi" pura, lame, camini, anche uno strapiombetto (forse un po' duro per la maggior parte dei principianti).
Abbiamo salito le vie più facili e ci sono piaciute assai.
Roccia ottima, attrezzatura a prova di bomba e di primo di cordata pauroso.
Gradi "giusti" in linea con la tradizione locale.
L'ambiente è ovviamente molto bello nonostante si sia a 50 metri dalla strada, e permette a chi non scala di prendere il sole, chiacchierare e mangiare pane e salame rilassandosi.
Grazie a Lele e Dani che mi hanno accompagnato a scoprire questo angoletto dell'Orco di cui hanno fatto la prima (ma non l'ultima) esperienza.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Salito in pullman.
Lungo la sterrata sono presenti un paio di valanghe (tagliate), la seconda delle quali abbastanza consistenti. Anche il percorso è reso un pochino piccante da qualche attraversamento su nevaio. Non è nulla di difficile ma richiede concentrazione e passo fermo, perché un paio di nevai sono ripidi e se si parte ci si ferma 300 metri sotto. In particolare si attraversa neve prima della rampa finale prima del rifugio (un paio di tornanti ripidi), due volte attraversando appena sotto il rifugio (qui niente di complicato) e soprattutto nell'ultimo tratto sotto la forcella. Qui uno dei due nevai prende sole dopo le 10 del mattino, e sulla neve dura ho ringraziato i quattro signori tedeschi che sono saliti appena prima di me e hanno battuto traccia. In questo tratto e in quello successivo in particolare il nevaio è ripido (a naso oltre i 45° abbondanti) e se si parte ci si ferma un centinaio di metri sotto il rifugio (è un nevaio unico con quello che si attraversa di sotto), ovvero 300 e più metri sotto la forcella.
La Valle Aurina/di Tures ha sempre un suo perché.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema, parcheggiato prima del ponte.
Bella sgambata per allenare la figliola decenne alle camminate in montagna. Sea ha sempre il suo fascino, anche se oggi era decisamente popolato: abbiamo incontrato ben 4 o 5 coppie di escursionisti - oltre a innumerevoli picnicari prima dell'acquedotto e a un paio di cordate. Sentiero pulito e in ordine, nulla da segnalare. Gli stambecchi si sono trasferiti in alto. qualche colata in alto sullo Specchio di Iside.
Grazie a M. che dimostra sempre più di avere i miei cromosomi (giusto orgoglio paterno).
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ottimo lavoro da parte dei chiodatori, nonché tracciatori di sentieri (lavoro che penso sia costata almeno altrettanta fatica del realizzare le vie). Su questo speroncino saltato fuori dal nulla sono state tracciate una manciata di vie corte/medie, principalmente di placca (un paio quasi verticali), facili e chiodate ascellari ottime per chi vuole provare a scalare, vuole andare da primo per la prima volta o vuole portare i figli sulla roccia (come nel mio caso). Le vie sono su roccia articolata, non banali, forse alcune si somigliano un po' ma in questo caso non è certo un difetto. Si arriva in pochi minuti dal parcheggio senza troppa fatica. 5 stelle meritate.
Ancora un grazie ai chiodatori per la qualità e anche per la quantità del lavoro!!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Falesia carina, da Torino sud si arriva con 40' di auto e 10' a piedi. Sentiero ben tracciato e bollinato, meglio non avere solo scarpe da ginnastica. Chiodatura mista sia per qualità (molti tiri con piastrine artigianali non delle migliori, soste un po' bricolate) e quantità: su alcuni tiri si rischia di arrivare a terra dall'alto se non si fa attenzione a quel che si fa.
Le vie sono di placca, aderenza e tacchette dal medio al micro a seconda dei casi. Aderenza super anche con la caldazza agostana.
Merita un giro per uno o più pomeriggi, e anche se si vuole fare didattica sul tema "usa bene i piedi e stai in equilibrio".
Grazie a Daniele per la compagnia.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bella salita, realizzata nel nostro caso partendo dal Rifugio Migliorero. Sentiero in ordine fino al passo Laris tranne una frana che ha tagliato un paio di tornanti sotto il passo. Sull'altro versante un crollo dalle roccette a destra (faccia a monte) del passo ha spostato un po' di massi e nascosto qualche bollo rosso. La bollinatura dal passo Laris alla vetta non consente indecisioni (è più facile perdersi lungo la tangenziale nord di Milano). Di sicuro può essere un ottimo aiuto in caso di nebbia o maltempo.
Il nevaio sopra la bassa di Schiantalà è molto ridotto, e ha lasciato posto a un ghiaione mobile abbastanza sgradevole da attraversare. Dopo si riprende con maggior stabilità. Abbiamo incontrato un certo traffico, e anche un signore che è salito dal Refuge de Rabuons lungo la via francese in solitaria. Oltre agli umani abbiamo trovato un gruppetto di stambecchi sotto l'anticima. Bel vento in vetta, ma si stava tranquillamente senza maglietta.
Un saluto al mio compagno di gita Daniele, e anche a Oscar e Valentina, gestori del Migliorero, per la consueta ospitalità e simpatia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Falesia carina, con vie tendenzialmente di placca o quasi verticali (almeno nel settore che abbiamo visitato noi). Adata per una allegra scampagnata e per far scalare bimbi e principianti.
Chiodatura in ordine e ben realizzata.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella falesia alpina, adatta a chi vuole unire una passeggiata non troppo impegnativa a due tiri al fresco, magari facendo provare a "scalare" bimbi di pochi anni (come abbiamo fatto noi).
Chiodatura in ordine, vie di placca carine.
Un saluto al gestore del Rifugio Migliorero che ci ha accolti con la consueta simpatia e disponibilità!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'ambiente è solitario e suggestivo. La via è bella, varia e con bei passaggi, dalle placche al muro verticale allo "strapiombetto" (ben manigliato) e a un breve camino. L'attrezzatura è nuova di zecca, (ri)fatta con ottimo materiale (tutto Raumer 316 con catene alle soste) e a spaziatura da falesia. Non serve integrare, io ho aggiunto un friend all'inizio del camino del 5° giusto per non dire che li avevo portati a spasso e per salire protetto i 30 cm che mancavano allo spit. L'avvicinamento è segnalato alla perfezione, così come la discesa (che secondo me conviene a piedi).
Grazie a Beppe per la bella mattinata arrampicatoria.