the jack


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Speravamo in una schiarita mattutina, ma...abbiamo visto il sole solo per pochi minuti all'imbocco del conoide, poi nebbia. Leggera spruzzata di neve sulle rocce, che rendeva il paesaggio molto invernale. Nel canale principale abbiamo trovato neve portante e tratti di farina. Giunti al salto di roccia, per errore abbiamo iniziato a risalire un canalino a DX. Realizzato dell'errore commesso, abbiamo cercato di superare la crestina rocciosa alla nostra sx, che ci separava dalla retta via, ma le condizioni delle rocce (infarinate di neve inconsistente) e la mancanza di punti di ancoraggio...ci hanno fatto desistere. Abbiamo quindi proseguito nel canalino fino a un muro alto una trentina di metri di rocce e teppe: con qualche patema ne siamo venuti fuori, accedendo alla parete superiore, anticamera della cresta. Qui neve portante, ma anche neve farinosa profonda anche fino al ginocchio. Uscita in cresta (gli ultimi metri alquanto dritti) cercando il passaggio migliore tra le cornici: un bel vento è arrivato pronto ad accoglierci. Discesa dalla gola delle scaglie, sempre con visibilità scarsa.
Che dire: una bella avventura impegnativa. Un ringraziamento al socio Luca, con cui abbiamo condiviso quest'esperienza. Per errore abbiamo fatto questa variante: chiedo agli amministratori se hanno qualche info al riguardo. Grazie...

Canale iniziale

Uscita dal canalino

Uscita dal muro di teppe e roccette

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Park ok a inizio del paese
Avvicinamento breve, su neve portante e resti di valanga. La temperatura era intorno allo 0°, ma la cascata si mantiene sempre all'ombra. Come già descritto dall'amico Diego, il ghiaccio si presenta a tratti un po sottile, però è ancora fattibile.Discesi con doppie.
Una delle prime esperienze sul ghiaccio vivo: mi è piaciuta. Siamo stati in solitudine fino all'ultima calata, quando sono arrivati 4 simpatici ragazzi del Lazio, che si esercitavano sul 1° tiro, il più bello. Uscendo dal boschetto abbiamo incontrato 7-8 ragazzi che andavano verso la cascata...Spuntino da "Le montagnard", locale molto caratteristico.
Un saluto e un ringraziamento a Diego, una bella uscita!

Il primo tiro..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Park dalla chiesa
Sentiero pulito fino a dopo le ultime case, nel bosco neve a tratti portante (traccia preesistente) e a tratti farinosa. Dal conoide fino in cima, alternanza di neve trasformata, e in certe zone neve molto compatta. Nessuno sul percorso.Temperature in salita già dal mattino, un po di vento in cima. Condizioni buone per questa bella salita, giornata molto bella. Cresta est praticamente tutta pulita, goulotte Inshallah inesistente. Inutili per l'avvicinamento sci o racchette. Discesa dalla normale su neve liscia come un biliardo.
Bella salita con Luca, che mi ha preparato ottimamente la "scalinata".



verso la cresta est

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
quota neve m :: 1600
Partiti dalle prime case di Genzana, neve portante. Il vento si faceva sentire, ma non era troppo fastidioso. Arrivati al Rifugio Helios, abbiamo sfruttato qua e là le piste ottimamente battute (impianti fermi), vento a tratti forte. Giunti sullo spartiacque, condizioni meteo altalenanti: vento forte, con le nuvole che ci hanno avvolto con una debole nevicata, e qualche momento di pace, con un velato sole. Sulla via del ritorno le condizioni meteo erano in miglioramento.
Un ringraziamento e un saluto ai compagni di gita: è sempre un piacere!
Visto solo uno scialpinista sopra il Rifugio Helios.

Pelvo d'Elva


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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Park un paio di tornanti sotto al colle dell'agnello, lato francese
Una bella salita su una montagna particolare. Salendo alla normale per la cima Nord, inizialmente c'è una buona traccia, dopo sono presenti diversi ometti. Condizioni ottime: no neve, no verglass. Noi abbiamo fatto una doppia poco prima di giungere alla cima Sud, da dove siamo scesi direttamente giù seguendo una buona traccia cosparsa di ometti. La traccia si snoda prevalentemente verso sinistra.
Nessuno sul percorso, giornata strepitosa nonostante un venticello a tratti fastidioso. Avvistati 4 gipeti.
Particolare il sentiero che parte dal parcheggio fino al Col Vieux.
Bella gita con Daniele.


Cima Sud

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK,
La stagione è alquanto avanzata, ma abbiamo provato lo stesso. Premetto che NON siamo arrivati in cima, ma ci siamo fermati circa a metà del corridoio glaciale. Superato il rifugio Bezzi (chiuso), abbiamo erroneamente attaccato subito i pendii erbosi a sx, perdendo una cinquantina di metri di dislivello nel raggiungere il canalone, che è un ampio pendio di sfasciumi abbastanza stabili. Bisognava invece procedere per il sentiero verso il colle Bassac Derè, fino a dove si trova un ometto, e di lì risalire a sx i pendii erbosi per giungere al canalone di sfasciumi. Giunti al "corridoio", ci troviamo di fronte ad ampie zone di ghiaccio vivo con molti detriti. Abbiamo incrociato un paio di ometti sulla barra rocciosa a sinistra del canalone. Ovviamente indispensabili ramponi e picozze (che noi avevamo), ma prima che la pendenza si abbattesse un po, abbiamo abbandonato: torneremo con condizioni migliori.
Prima volta in questo vallone, che dopo il rifugio Bezzi si presenta selvaggio , direi poco frequentato ma molto bello: sulla destra la Plates des Chamois si mostra imponente. Nessuno in giro, salvo un pastore (senza cani) con una trentina di mucche. No freddo, velato al mattino, con un pallido sole nel primo pomeriggio prima dell'arrivo di minacciosi nuvoloni. Con un Daniele sempre bello carico...

Inizio del corridoio

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: park a Bellecombe.
Ampio park a Bellecombe. Si seguono le indicazioni per il rifugio del colle della Vanoise, il sentiero scende dolcemente fino a circa 2000 (si perdono circa 300 mt di dislivello), e dopo un breve falsopiano, dal ponte in pietra si risale fino a giungere al pianoro dove si trova il rifugio. Rifugio bello, ben organizzato e personale molto disponibile. La sera del 9/7 eravamo circa in 120 persone, di cui noi 2 eravamo gli unici stranieri. Cena abbondante. Sveglia alle ore 3, destinazione Grande Casse: noi e 2 guide con 2 clienti a testa.
la nebbia fitta ci ha tratto in inganno per accedere alla morena, ma poco dopo siamo arrivati sulla via che taglia da dx a sx sotto la bastionata rocciosa, da lì si alternano brevi tratti di sfasciumi e nevai, fino a giungere al ghiacciaio, che si presenta con qualche crepaccio molto evidente. Quando la parete si raddrizza, ci si tiene sulla sx, evitando il fronte centrale di ghiaccio vivo e il seracco sulla dx., fino a giungere alla conca glaciale, dove sulla destra si arriva brevemente sulla Punta Matthews. Ritornati nella conca si affronta il pendio che porta sulla cresta nevosa fino a pochi metri dal "segnale"della cima, costituita da qualche pietra accatastata. Dalla cima panorama estesissimo: Monviso, Barre des Ecrins, Mejie, Monte Bianco e Monte Rosa e Ciamarella. Nonostante le temperature non fossero fredde, la neve si è mantenuta compatta e portante anche durante la discesa del Gran Couloir, avvenuta tra le ore 9 e le 11 circa. Per le condizioni trovate, gita ancora fattibile.
Prima volta nella Vanoise: molto grande e puntinata di ghiacciai qua e là. Piacevole vedere un rifugio così pieno a metà settimana, di persone di tutte le età. Al ritorno non siamo riusciti a prendere la navetta, che si ferma subito sopra al ponte de la Renaudiere, causa incompatibilità di orari: era passata da 10 minuti e sarebbe ripassata dopo più di 1,5 ore.
Meteo buono( a parte un po di pioggia la sera del 9), anche se nel primo pomeriggio un po di nuvolaglia ha avvolto la Grande Casse. No internet nella zona, la rete telefonica copre la zona del rifugio. Bella alpinata con Zena...




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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok, parcheggiato dalla diga.
Che bella salitona in un ambiente selvaggio!Il sentiero dal Piano delle Muande,(che risale un canalone con ruscelli con acqua di fusione) è ben segnalato da ometti, tracce e segni rossi. Abbiamo continuato fino alla fine della morena, poi abbiamo messo i ramponi, che toglieremo soltanto all'attacco della crestina finale. Neve presente circa dai 2900 mt, al mattino intorno alle 8 teneva bene. Il canale centrale era ben assolato, ma tutto sommato lo abbiamo trovato in discrete condizioni anche in discesa.Nella parte bassa si sta aprendo qua e là qualche crepaccio. Sulla crestina sono presenti 2 corde fisse, (di cui una presenta qualche sfilacciamento) poi abbiamo incontrato 2-3 passaggi (II°), di cui il primo per esposizione e anche per la stanchezza, ci ha lasciati un po perplessi. Lungo la via ci sono un paio di fettucce, ma si trovano diversi punti dove poter fare sicura. No libro di vetta, c'è soltanto la scatola di metallo. Sul versante nord il ghiacciaio è tutto chiuso, e il canale nord che porta alla cresta (provato solo per pochi metri) è in neve alquanto portante.
Per le condizioni odierne salita consigliata, ma bisogna affrettar in quanto il caldo farà il suo lavoro.
Gran bella gitona, con partenza notturna da casa. Incontrato un paio di ragazzi , già di ritorno dalla cima, prima del colle di Teleccio e un ragazzo che ci ha superato in velocità mentre salivamo il canale: un salutone a tutti!Di ritorno dalla Torre, al colle di Teleccio ci siamo lasciati tentare dalla cresta (inizialmente nevosa, poi rocciosa, direi difficoltà F+) che si raccorda con l' Ondezana, fino a che la cresta stessa riprende a salire in maniera decisa: qui abbiamo traversato più o meno in orizzontale, fino ad intercettare la traccia che risaliva il pendio nord. E' stata una buona idea, così facendo non abbiamo perso dislivello e velocemente ci siamo portati sulla traccia per la cima. Il sottoscritto, prima del termine del pendio di neve ha alzato bandiera bianca per l'eccessiva stanchezza, complimenti all' amico Daniele che ha proseguito fino in vetta. Nel frattempo il meteo si era andato guastando, ma senza precipitazioni fino alle 18 circa. Giunti al Pontese ci concediamo una meritata pausa: complimenti allo staff, c'è sempre aria di festa.



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: OK
quota neve m :: 2200
Parcheggiato vicino alla diga, partenza poco dopo le 6, abbiamo proseguito su neve portante fino alla base del pendio che porta al colletto a quota 2720.Di lì abbiamo imboccato erroneamente il canale subito a dx (40°-45°), confondendolo con quello che porta al passo della capra (nettamente più a dx), giungendo sulla cresta rocciosa che partiva dal colletto: sfruttando un paio di cenge, e disarrampicando siamo scesi sulla traccia della normale, dove la neve iniziava a cedere un po. Neve fino a pochi metri dalla cima. Cambiato racchette per i ramponi, abbiamo proseguito a sx per cresta fino a una bella e panoramica quota, presa d'assalto da molti scialpinisti. In discesa la neve ha tenuto nei primi due pendii, ma ben presto è diventata un delirio per le racchette, mentre gli sciatori erano entusiasti(beati loro)!. All'altezza del lago, si sono staccate un paio di superficiali slavine, ma nulla di chè.
Bellissima giornata, freddina causa vento persistente, per la prima mezz'ora. Molti sciatori sul percorso.Gran colpo d'occhio sulle vette vicine. Ottima compagnia degli amici Andrea e Daniele, che mi hanno pazientemente atteso in cima, e ottimo brindisi dall'auto...Alla prox!

Il canale a dx del pendio che porta al colletto 2720...

Parte finale del canale

La cima a sx della Cima del Carro

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Sentiero con qua e là qualche chiazza di neve o ghiaccio, sci o racchette inutili. Dopo l'attraversamento del ruscello neve portante fino all'attacco della via. Ghiaccio in buone condizioni, tacche per le picche molto utili. Tre tiri, 2 soste a destra e l'ultima della goulotte a sinistra. Molto invitante la prosecuzione verso la cima del triangolo, ma terminata la goulotte, noi ci siamo calati giù.Temperatura non fredda, vento a tratti nel vallone di Vallanta, ma nella goulotte si era al riparo. Giornata stupenda.
Ottima imbeccata di Diego (grazie!) che mi ha portato su questa via , bella e di un certo impegno.
Illusi di essere gli unici, saluto le altre tre simpatiche cordate che hanno proseguito verso la cima.



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