terulvio


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita su sentiero pulito e ben bollato fino a Pin Gias. Dopo la deviazione a destra sulla morena, in corrispondenza del masso con la scritta TB (tour Bessanese), si prosegue per ometti su traccia subito non molto evidente, ma che migliora salendo. Arrivati al ghiacciao noi abbiamo fatto un giro largo andando a sx e poi tagliando verso dx dove si abbatte la pendenza, è però possibile tenersi alla dx del laghetto glaciale e risalire degli sbalzi rocciosi per poi salire sul ghiacciaio in prossimità della morena e evitare così il lungo giro (ritorno fatto in questo modo).
Saliti sulla morena la traccia era parzialmente nascosta da una spruzzata di neve caduta il giorno prima, molto utile la traccia gps di tiny e le orme di un runner passato prima di noi per individuare il percorso! Per fortuna assenza di verglass che avrebbe complicato le cose.
Sul pendio che porta in cima ci sono una decina di centimetri di neve, salita fatta senza ramponi, discesa con.
In vetta con noi altri 6 ragazzi tra cui 1 sky runner che stava facendo il concatenamento Bessanese - Ciamarella - Uja di Mondrone.

Salita di grande soddisfazione sulla cima simbolo delle Valli di Lanzo.
In compagnia di Ezio parinott, Alessio e Beppe


La meta sullo sfondo

Bessanese vista dal ghiacciaio

Vista dalla vetta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Dal colle del Vallonetto siamo risaliti sulla destra raggiungendo la pietraia sotto la Chiavesso. Da lì abbiamo puntato un grosso ometto sulla cresta dove abbiamo svalicato nel vallone d'Ovarda. Scesi una ventina di metri abbiamo tagliato per ripide cenge erbose e roccette, facendo un po di sali scendi, fino a raggiungere la cima della Ciorneva. Non ci sono nè ometti nè bolli, si va ad intuito. Discesa ricalcando grosso modo la via di salita fino all'ometto sulla cresta quindi breve deviazione per raggiungere la cima della Chiavesso. Da lì discesa su pietraia direzione Vallonetto e poi ripreso il sentiero.

Mete decisamente poco frequentate e un po' ostiche, che però regalano un magnifico panorama sulle montagne delle Valli di Lanzo.
Oggi tempo stupendo. Gita da evitare in caso di meteo sfavorevole o innevamento residuo.

Con un parinott.
Un ringraziamento al proprietario di Les Montagnards che ci ha preparato un ottimo pranzo nonostante l'ora tarda a cui ci siamo presentati.

Torre d'Ovarda sullo sfondo

Monte Rosso d'Ala e uno dei laghi Bianchi

Autoscatto sulla Ciorneva

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Prestare attenzione a quando si incrocia la strada sterrata la prima volta: se si vuole seguire il sentiero tradizionale non proseguire sul sentiero evidente e pulito di fresco che sembra la naturale prosecuzione dall'altra parte della strada, ma svoltare a sinistra in direzione di un bollo su un pietrone, percorrere poche decine di metri sulla strada e poi imboccare il sentiero segnalato da un paletto. Il nuovo sentiero porta ad incrociare nuovamente la strada poco più in alto costringendo poi a percorrerla per un tratto più lungo che non passando dall'altra parte.
Percorso fino al Peretti Griva pulito e ben bollato.
Dal lì abbiamo proseguito fino alla cima dell'Uja di Corio. Il sentiero parte alla destra del rifugio, perdendo un po' di quota e passando davanti alla sorgente del Malone. Da li si prosegue verso l'Alpe Angiolino e poi si traversa seguendo i bolli su vaghe tracce verso l'Alpe dell'Uja. Quest'ultimo tratto va affrontato con un minimo di cautela sia per il reperimento della via, non sempre evidente, sia per il tipo di terreno, costituito principalmente da pendii erbosi, su cui si dipana.
Arrivati in prossimità della diroccata Alpe dell'Uja si incrocia il sentiero utilizzato per il Gir Lung del trail del Soglio, girare a destra e puntare all'alpe dalla quale parte il sentiero (vecchia indicazione su asse di legno su un muretto) che porta sulla cresta e quindi in cima.
Discesa per la via di salita.
Totale dislivello, considerando anche qualche saliscendi, circa 1400m per uno sviluppo vicino ai 20km.
Percorso poco battuto e un po' "selvaggio" adatto se si sta cercando una gita alternativa alle classiche mete primaverili. Da evitare in caso di scarsa visibilità.

In compagnia di uno dei parinott
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Primi due chilometri su strada sterrata (300 m dislivello), poi parte il ripido sentiero che sale fino al colle Bal Masche (960 m dislivello dalla macchina). Il sentiero è completamente coperto da erba secca molto scivolosa, consigliate le bacchette, soprattutto in discesa.
Dal colle traversata fino all'omettone di vetta con un ulteriore guadagno di 150m. Con percorso asciutto il superamento dell'anticima rocciosa non presenta particolari difficoltà vista la stabilità e la buonissima aderenza delle rocce, va comunque affrontato con cautela.

In ottima compagnia di un parinott. Nessun altro sul tragitto.

Vista sul Civrari

In cima
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Itinerario perfetto per la stagione e per rimettere in moto le gambe vista la lunghezza limitata e la pendenza costante senza particolari strappi.
Un paio di betulle tagliate da scavalcare, per il resto sentiero pulito e ben bollato.
Oggi poca gente a causa del maltempo in arrivo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Bella passeggiata in mezzo al bosco fino alla Cialmetta, sentiero completamemte coperto di foglie, ma percorso facilmente identificabile grazie ai numerosi bolli presenti sugli alberi.
Dalla Cialmetta il sentiero acquista una pendenza abbastanza sostenuta, da non sottovalutare in caso di gelo.
Oggi meteo stupendo e panorama di prim'ordine dalla vetta.
Con Giulia e Davide che si sono confermati due camminatori in erba molto promettenti!

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sentiero pulito e ben tracciato fino al colle Paschiet poi si prosegue seguendo i numerosi ometti che rendono abbastanza semplice individare la via di salita.
Salita accompagnata da cielo coperto e nebbia fino alla cima. Peccato perchè il panorama deve essere degno di nota. Discesa sotto la pioggia dai laghi verdi alla macchina.
Sempre incantevole il vallone Paschiet, anche con il brutto tempo. I colori autunnali cominciano a regalare contrasti e colpi d'occhio da cartolina.

Con uno dei due parinott

Camoscio spavaldo

Al bivacco Gandolfo

Colori d'autunno

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ferrata in ambiente molto bello e suggestivo.
Portata dell'acqua ridotta e nessun problema nei vari guadi e nelle risalite che fiancheggiano le cascate.
Partiti alle 8:30 dalla chiesetta per evitare le ore più calde e l'affollamento sul percorso.
Con Alessio.

Passaggio verticale

Cascata
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giro fatto il 6-7-8 Agosto con un meteo perfetto.
Primo giorno Gastaldi - Cibrario come da descrizione con l'aggiunta della salita a punta del fortino e cresta del fort per godersi lo spettacolo del Lago della Rossa da un punto d'osservazione privilegiato. Moltissime persone al lago in occasione dei festeggiamenti per San Camillo. Durante la discesa dal colle Altare verso il Cibrario piccola deviazione per vedere da vicino il bel lago di Peraciaval. Accoglienza al rifugio ottima e serata divertente in compagnia di una coppia tedesca in vacanza per tre settimane nelle valli di Lanzo.
Secondo giorno Cibrario - Averole. Bella la risalita ai due colli, specialmente a quello dell'Autaret che offre un panorama incantevole abbinato a un notevole fascino storico legato al suo utilizzo sin dai tempi dei romani, al presunto passaggio di Annibale per varcare le Alpi e ai residui della seconda guerra mondiale ancora presenti. Dal colle abbiamo risalito la adiacente punta Costan che ci ha permesso di godere di una vista mozzafiato dal Monviso ai quattromila valdostani.
La discesa nel vallone della Lombarda è stata effettivamente parecchio lunga, ma la bellezza dell'ambiente e l'incontro con un ermellino l'hanno resa comunque piacevole.
Il primo attraversamento del rio si fa su tubi di cemento che lo rendono agevole, il secondo si fa all'altezza della cabanne de bergers su comoda passerella di legno.
All'Averole buona ospitalità e incontro con un gruppo di romani che facevano il tour in senso inverso e due ragazzi di Ala, con cui abbiamo picevolmente condiviso cena e camera, che lo facevano in versione trail con un solo pernotto.
Terzo giorno Averole - Pian della Mussa. Partiti di buon ora per arrivare puntuali al rendez-vous che ci eravamo dati con i parinott al passo del collerin. La salita è la più impegnativa di tutto il tour, anche se, vista l'assenza di neve e le attuali condizioni dei ghiacciai è completamente percorribile senza l'utilizzo dei ramponcini. Noi ce li avevamo per precauzione, ma non li abbiamo mai indossati. La discesa sul versante italiano è facilitata da corde fisse, ma è comunque da affrontare con cautela vista la pendenza notevole e la franosità del terreno.
Attraversato un pian Gias ormai quasi completamente privo di neve ci siamo diretti al pian della Mussa per concludere questi tre giorni spesi in un ambiente montano stupendo e incontaminato capace di regalare panorami e sensazioni che rimarranno impressi nella memoria a lungo.
Un grazie all'ottimo compagno di viaggio Alessio per per aver condiviso questa esperienza.

Gastaldi e Ciamarella

Lago della Rossa

Colle Altare

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Toccata e fuga mattutina in solitaria con una giornata dal meteo a dir poco splendido.
Sentiero in ordine e ben segnalato.
Come da tradizione presenti gli stambecchi di fronte al rifugio, attirati dal sale generosamente elargito dai gestori.
Gita impreziosita da bellissima fioritura, soprattutto nella parte alta del tragitto.
Parecchi escursionisti sul percorso e un nutrito gruppo di ragazzi arrivati al Cibrario dopo aver pernottato al bivacco San Camillo.

Vista sulla valle

Il rifugio