teodoro749


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: * / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: Ampio parcheggio pulito a 100m
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Partito presto ma il rigelo era quasi nullo . Inizio la discesa verso le 11:00 la neve diventa ancora più molle un misto di neve umida e crosta non portante . Per la salita per fortuna stando sulle vecchie tracce non si sprofondava . Durante la discesa guardando verso l'alto mi rendo conto che sul lato Sud Ovest , quello più ripido opposto a quello su cui sono salito , della cima si era staccata una valanga probabilmente causata dagli sciatori che mi avevano preceduto .
Oggi gita da solo ma con molta gente in giro un po' di venticello in cima Ma per fortuna il panorama Era ottimo bisogna fare molta attenzione ai pendii ripidi sono ancora molto carichi infatti in giro ci sono un sacco di valanghe

La valanga di questa mattina

Dalla cima

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio all'inizio del sentiero nessun divieto prima
Abbiamo portato i ramponi ma sono inutili la via dei diedri è pulita , qualche chiazza di neve qua e la ma non da fastidio . Sulla normale però penso siano indispensabili . La via di salita è facile da individuare con tacche rosse un po' sbiadite e la scritta g.m . Sulla via si trovano 5 spit in tutto con moschettoni si può integrare con qualche friends. Non ci sono soste attrezzate. Noi siamo saliti per 30 metri poi abbiamo attrezzato una sosta integrando un friends dello 0,3 allo spit , poi seconda lunghezza di nuovo 30m e sosta su un grande spuntone . Dopo con una breve conserva per cresta in breve alla vetta. Per la discesa ci siamo calati dall'ultimo spit della via aggiungendo un cordino su un masso incastrato per sicurezza , la calata e di 50m circa e si arriva al punto di partenza. Per l'avvicinamento molto semplice una volta abbandonato il grande sentiero che arriva al colle si prosegue su ben visibile traccia sulla lunga dorsale fino alla base della parete , noi abbiamo impiegato circa 3 ore poi un oretta massimo per la cima . Saliti tranquillamente con gli scarponi.
Bellissima gita la vista dalla cima è grandiosa .un ringraziamento a tutta la compagnia Tasso,Luca,Federico,Giorgio e Davide. Un saluto anche a Lucia e compagni .

foto di gruppo

Tasso in calata

ultimo tratto di cresta dalla vetta
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Seconda volta sul brec sempre una bella gita questa volta in due giorni con notte passata al bivacco barenghi veramente consigliato . Questa volta siamo saliti al bivacco passando per il colle infernetto che ho trovato più veloce rispetto alla classica salita passando dal bivacco stroppia anche per i 300 m di dislivello in meno . Il secondo giorno partendo dal bivacco si va fino alla fine del piano verso il colle gipiera sul sentiero tracciato poi prima che il sentiero si impenna si seguono gli ometti a sinistra che portano quasi al colle di terre gialle poi attraversano la pietraia fino ad arrivare sotto la parete dove una traccia ben visibile attraversa tutto il grande colatoio detritico fino ad arrivare dietro ad un grande torrione dove parte la lunga cengia in parte facile in parte si arrampica un po' su passi di secondo grado al massimo. Lungo il percorso si trovano molti ometti e si vedono anche bene le tracce nelle parti detritiche , l'unico punto in cui si può sbagliare è quando si trova la cengia che va a sinistra verso il passo di Jean. Il bivio si distingue bene prendendo come riferimento una roccia enorme delle dimensioni di una casa che sembra essere incastrata in un canale obliquo, qui si vedono gli ometti che vanno verso il passo di Jean a sinistra, quelli della normale vanno in su in qua e in la verso il centro della parete fino a raggiungere la placca ben visibile con la sosta alla base con due vecchi chiodi . Il passaggio sulla placca non è banale e richiede attenzione noi siamo andati a cavallo della fessura fin dove è possibile poi con 2 passi sulla placca molto liscia si salta sopra e tutto diventa più facile, bisogna fare molta attenzione perché i grossi massi incastrati nella fessura si muovono non poco . Sopra alla placca c'è una sosta a spit 15m circa dalla base . Da qui si continua ad arrampicare sulla parete a destra del grosso camino poi un secondo ripiano e gli ultimi 10 metri al centro del camino portano alla sosta con catena per la prima calata . Da qui in 2 minuti alla croce su facile traccia. Per la discesa abbiamo fatto una prima calata di 30 m circa fino alla sosta sopra alla placca poi una da li alla base . In discesa non farsi confondere da ometti vari che sono un po' ovunque ma prendere come riferimento il masso enorme incastrato , da li si inizia ad andare a sinistra a prendere la cangia. Noi abbiamo usato una mezza corda da 60 m che e utile per ridurre un po' il peso e un paio di cordini lunghi . Abbiamo impiegato quasi 3 ore dal bivacco alla cima e 2 e mezza per la discesa il tutto con molta calma . Per la salita al bivacco circa 2 ore e mezza e 2 per la discesa .
Questa è veramente una bella gita di grande soddisfazione che si gode a pieno pernottando al bivacco . Il panorama dalla cima è fantastico , la salita è brutta solo nelle parti con molti detriti e bisogna fare molto attenzione perché la roccia è di pessima qualità ed è molto facile scaricare pietre . Grazie mille a Tasso per la divertente compagnia e agi amici trovati al bivacco molto amichevoli .

vista fantastica dalla cima

Tasso in vetta
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio prima delle grange subito dopo il ponte
Saliti dal colle dell'infernetto molto bello e panoramico il sentiero tracciato alla perfezione in alcuni punti molto ripido . Dal colle di gipiera la traccia è molto evidente . La cima è veramente molto panoramica.
Noi dopo la salita ci siamo fermati a dormire al bivacco barenghi per salire il giorno dopo sul brec . Il bivacco è veramente bello pulito e molto comodo, noi abbiamo bevuto l'acqua del lago visto che non ci sono sorgenti.
Grazie a Tasso per l'ottima compagnia.

ottimo sentiero prima del colle infernetto

arrivo al colle infernetto

dal colle gipiera verso la cima
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il percorso è tutto ben segnalato fino al colle giacoletti poi si può fare ancora un po' del sentiero verso il vallanta e prima che il sentiero scende nel colatoio si trovano ometti che portano in cresta . La cresta è evidente, ogni tanto si passa ad ovest per evitare i passaggi più difficili , ci sono molti spit che aiutano molto a rendere la traversata più sicura , ogni tanto abbiamo usato anche friends medi per integrare , la calata di una decina di metri è ben attrezzata . Per la discesa dalla normale se si vuole fare l'ultima calata serve una corda da 60 altrimenti bisogna disarrampicare . Noi abbiamo fatto tutta la cresta e la normale in conserva , abbiamo impiegato 5 ore e mezza dal parcheggio alla cima con molta calma per la discesa 3 ore.
Una cresta veramente estetica molto bella e ben attrezzata in un ambiente grandioso. Grazie a Mycol Lurenz e Lorenzo per la compagnia.

colle Giacoletti

sopra al colle

una parte molto estetica prima della cima

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il percorso è ben segnalato ma dai laghi in su il sentiero non è così evidente , ci sono comunque molte tacche gialle e bianche-rosse , dal colle alla cima ottime tacche blu , impossibile sbagliare . L'ultima parte non è comunque da sottovalutare per l'esposizione e in caso di roccia bagnata diventerebbe pericoloso , comunque molto divertente , prestare attenzione perché anche se la roccia è ottima c'è anche roba che rimane in mano . La gita è lunga ci vuole un buon allenamento e una giornata con meteo stabile . Lo sviluppo è di 27 km circa salendo dal colle di costamiana e scendendo per il lago inferiore di valscura ci sono anche diverse risalite e il dislivello arriva ad oltre 1700 m , noi con buon passo abbiamo impiegato 4 ore e mezza per la salita e 4 per la discesa.
Bellissima gita in vallate come la valrossa molta selvaggia e poco frequentata con tantissimi laghi , la vista dalla vetta è veramente ampia . Grazie alla compagnia di Lorenzo Simone Matti e Ale

inizio parte alpinistica

la parte più impegnativa ed esposta

l'uscita in cresta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gita fantastica. Per l'attacco non servono ramponi e picca c'è ancora circa 5 m di neve da attraversare ma con le temperature attuali al mattino è già bella molle . L'ambiente in cui si sale è veramente grandioso la prima parte su facili cenge con alternati tratti di arrampicata molto facile poi salendo si passa sempre più su roccia a tratti di scarsa qualità a tratti molto bella , il percorso non è sempre obbligato e in realtà non si può parlare realmente di cresta ma fino ai torrioni è più una grande parete . Noi abbiamo aggirato il san Robert dopo il quale andando in cresta si trovano i passaggi più belli ed impegnativi di arrampicata in particolare su un saltino della cresta alto circa 30m , cordino di ferro a metà , abbiamo fatto 3 brevi tiretti . Di li in poi le difficoltà si abbattono nuovamente ed in breve si arriva sulla normale praticamente a 5 min dalla vetta. La salita non è sempre ben segnalata , a volte tacche gialle a volte ometti , ma è abbastanza difficile sbagliare , basta non cercarsi cose difficili perché a parte il saltino di 30m il resto del percorso non supera mai il terzo grado. La gita è veramente lunga specialmente in giornata , noi con tutta la calma che ci voleva per ammirare l'ambiente grandioso siamo partiti alle 4 da pian del re e siamo tornati alle 19 .
Per un amante dell'alpinismo semplice divertente come me penso sia difficile trovare qualcosa di più bello e appagante di una giornata così in un ambiente che regala passaggi belli con panorami stupendi senza mai sentirsi in pericolo . Sicuramente bisogna fare attenzione perché non è difficile scaricare pietre su chi sta sotto ma con un po' di buon senso tutto si limita a qualche innocuo sassolino . Bisogna prestare attenzione ad attraversare un po' velocemente il colatoio all'inizio perché scarica un pochino. Grazie a tutti gli amici che oggi mi hanno accompagnato in questa bellissima avventura : Lurenz , Davide , Lorenzo , Simone e Luca.

la poca neve rimasta

la prima parte semplice

panorami stupendi

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella e rapida gita in ambiente selvaggio, dal colle di Fenestrelle in poi non si trovano ne ometti ne tacche , la strada è tutto da cercare le foto aiutano un po'. Una volta trovata la cengia che da sotto non si vede ma poi è molto evidente e abbastanza larga tenerla fino a quando inizia a scendere a quel punto per rocce ben appigliate si sale verticalmente fino quasi alla cresta poi la si segue per un po' stando alla sinistra si attraversano alcuni lastroni , sempre ben appigliati puntando all'anticima , ad un certo punto si scorge sulla destra un diedro-canale molto facile che vi porta ad attraversare la cresta, da li si vede la cima che si raggiunge stando alla destra della cresta anche molto bassi rispetto ad essa fino al saltino finale che si supera nuovamente in cresta con facile arrampicata un po' esposta. Noi siamo scesi poi puntando a sud seguendo le tracce dei camosci in cresta fino alla prima forcella con facile disarrampicata , poi dalla forcella giù un po' a zigzago per cercare i passaggi migliori su terreno difficile pietraie ed erba alta fino ad incontrare le tacche gialle provenienti dal colletto dell'asino dirette al rifugio Genova . Noi abbiamo impiegato 3 ore circa per salire e altrettante per scendere . Ramponi non servono. Itinerario pericoloso in caso di scarsa visibilità o in caso di pioggia i pendii erbosi diventano infidi .
Sempre belli questi itinerari poco battuti la natura qui è ancora selvaggia , molti camosci 2 ermellini e una famiglia di pernici bianche . Grazie a Mycol sempre grande socio .

Mycol supera la cresta
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita su roccia buona spit un po' lunghi usato qualche friends medio per integrare . Molto belli i primi 2 tiri dal terzo il terreno diventa facile, solo un po' di licheni. Con corda da 60 probabilmente si può andare dalla seconda alla quarta sosta perché dalla terza alla quarta saranno 15 metri . Poi si continua per cresta facile , ma molto bella e su roccia stabile, in conserva fino in vetta . Noi abbiamo impiegato 5 ore dalla macchina fino in vetta con molta calma .
Via ideale per le prime uscite . La roccia è bella e l'ambiente stupendo. Abbiamo scelto questa per il forte vento da ovest previsto che in cresta tirava , ottima scelta. Grazie a lurenz per la pazienza e la compagnia e un bravo a Maycol che è salito alla grande.

passaggi in cresta

la cresta percorsa
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Si sale senza ramponi il sentiero fino al Remondino perfetto sopra quando le tracce si dividono molti ometti ovunque quindi un po' di confusione ma basta andare dritti verso il colle tra il Baus e la cima della forchetta e lasciando il lago sulla sinistra si trova una fila di ometti un po' più facile da seguire , anche dal colle alla cima un po' di confusione ma restando prima a destra e poi in prossimità della cresta non si può sbagliare . Noi abbiamo impiegato circa 3 ore e mezza dalla macchina alla cima .
Bella cima con grande visuale soprattutto ad Est . Un grazie a Davide per compagnia e panini e complimenti per la sua prima salita ad un 3000 .

qualche ultimo tratto su neve

Davide in Vetta
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Tutte le sue gite

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