snowlover62


Chi sono

senza sport non si può vivere - berlusconi in case popolari a 800 euro al mese

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
note su accesso stradale :: no problem a brossasco
ripeto il giro dell'amico LUCA su "dritta" di Mike. Tutto perfetto. La recensione di LUCA è confermata al 100%. Non capisco perchè il GARMIN gli sia andato in palla alla fine della prima discesa... comunque è intuibile, basta stare sull'asfalto. PEr i cammelli e le cammelle che devono bere ogni 30 secondi c'è acqua ovunque, non serve partire con la sacca da 12 litri nello zaino anche perchè l'acqua che troverete alle tanti fonti è più fresca di quella che avete nella borraccia di plastica non riciclabile che vi portate dietro. La discesa, che consente di arrivare a BROSSASCO on unpaved road è piuttosto tecnica, la definirei una BC/OC non di rado infestata dalla vegetazione tropicale, comunque tutto ciclabile, con un minimo di manico.
grazie a LUCA & MIKE, sempre ottimi battitori e proponenti.... segnale telefonico presente ovunque, giro di bassa / media quota da farsi magari quando le condizioni in alto sono ancora "in forse"...... e poi bravi CRIS, LUCIANINA, l'inossidabile VALERIA, Lucianino; incontrati e, grazie a loro, FLA&WALTER che hanno letto della relazione di LUCABELLONI, ripercollendola nel giorno della morte di ZEFFIRELLI.... buon giro!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
note su accesso stradale :: parcheggiato a Giagli, sotto MOCCHIE
bellissimo giro in stupende condizioni parcheggiare a GIAGLI (parcheggio) è comodissimo perché permette di effettuare una discesa tecnica al 99% OFF-ROAD ed arrivare all'auto. Il presente giro arriva a 1100 metri di dislivello (aggiungo traccia) ma se volete incrementare basta partire da Condove (assolutamente SCONSIGLIATO il sentiero a valle di Giagli, piuttosto sconnesso e sporco). In linea di massima dalla frazione GHEIT basta seguire il tracciato della gara che periodicamente CICLI GIAI pulisce. Alcuni tratti, specie nella parte alta, sono un po' sporchi ma il fondo valle, passati i ruscelli sul fondo della valle in cui passa il sentiero 547, diventa bello e quasi interamente ciclabile. Seguendo fedelmente la traccia che allego giungerete a Grange e Cappella di PRAROTTO da cui si segue il percorso di gara "classico", sempre gestito da GIAI ed ottimamente segnalato. Mi sono poi permesso delle variazioni nella parte bassa al fine di pervenire precisamente al parcheggio dell'auto a GIAGLI.
Un ringraziamento ai tanti signori ignoti che hanno tagliato l'erba in parecchi punti del percorso lasciando così il sentiero pulito e ciclabilissimo. Presenza di acqua frequente nelle tante fontane, specie nel tratto in salita, ciclabile al 100% sebbene con strappi ripidi da quando si inizia la strada per il Collombardo. Copertura telefonica ottima.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: assente
note su accesso stradale :: Poullayes, in basso
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
credo che siamo alla frutta; sci in spalla fino quasi alle baite diroccate di Pra de Dieu e qualche difficoltà a passare il fondo di valanga/torrente che si incontra al termine del bosco (al momento un susseguirsi di macchie di neve, pozzangheroni che ne consigliano il passaggio con scarpe impermeabili). Bivacco sempre splendido, neve bellissima e zero termico in mostruoso rialzo. Siamo partiti dal bivacco ieri sabato 1 giugno alle ore 6,15 ma forse dovevamo anticipare. Tracciata nella pappa la parte alta e l'uscita (pericolosa perchè molle).
Ringraziamenti ai soci Carlo, Germano, Annalisa. Auguri ad Annalisa che nella neve molle è caduta male procurandosi una piccola frattura che hanno reso obbligatorio l'intervento del soccorso alpino. Foto su flickr.com/photos/snowlover62/sets in fase di caricamento.

il bivacco

il bivacco da sopra

la cima

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: si arriva a 400 metri dal ponte che cambia versante orografico
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo la nevicata di ieri , giovedì 4 aprile 2019, con la quale tutti si sperava di aggiustare un po' la deficitaria penuria nevosa di quest'anno, partiamo aggueritissimi, puntando niente po' po' di meno che alla Lesache.
Sabato scorso si arrivava al ponte dopo Saint-Rhemy , adesso non più. Una ventina di cm sulla strada bloccano l'accesso un 400 metri più in basso. Saliamo, solo due gruppi da due davanti a noi e sembrano puntare alla Lesache. I pendii sembrano piuttosto carichi. Cominciamo ad abbassare le penne e ci domandiamo se non sia il caso di farci una solitaria salita al verginissimo Fourchon, non c'è un filo di aria , la neve non è asciutta, non siamo più a Gennaio, ma almeno c'è.
Abbandoniamo così la comoda traccia e, Roby in testa, cattivissimo, si inerpica su un seiB+ cercando di tagliare un paio di tornanti della lunga strada.
Giungiamo così nella parte alta e ci incrociamo con due skialper (uno è uno split-boarder) di AOSTA che non avevamo visto prima mentre due dei diretti alla Lesache ce li troviamo sulla strada, pure loro.
Saliamo nel caldo , senza guanti, la neve è faticosa, sto quasi sempre dietro, gli ultimi 350 metri ce li dobbiamo battere noi, ma pur in seconda posizione faccio fatica.... è che non è neve leggera, il sole l'ha già resa simile a gesso.
Arriviamo così in coppa al Fourchon, intonso, bellissimo, le strie di neve gelata lo rendono magico, siamo solo noi. Paradossalmente, ma accade spesso , in punta c'è meno vento che dieci metri più in basso, ce la godiamo, si sta benissimo. Panorama spaziale, la LESACHE, senza tracce, i ns due amici che hanno optato per una cima poco più sotto e dopo un po' arrivano due ginevrini a farci compagnia.
Scendiamo puntando al Pan de Sucre, era restata viva l'idea di scendere dal versante sud ma i non pochi assestamenti avvertiti in salita ci inducono ad un comportamento più cauto. Giusto per non fare la stessa strada ci buttiamo quindi giù dai ripidi pendii del Pan de Sucre, che godendo dell'esposizione più a nord-ovest hanno preso meno sole.
Discesa uno alla volta, dopo avere controllato che la lucina dell'ARTVA faccia BEEP-BEEP.
Da urlo, finalmente, neve asciutta fino ai genitali, peccato che duri pochi minuti, poche diecine di metri e , a mano a mano che si scende la neve si appesantisce; lasciamo il gran rocco a sinistra scendendo e, recuperata la strada asfaltata, completamente innevata torniamo alle auto restando sulla traccia di salita perché, nonostante la sciolinatura a caldo di ieri sera , la scorrevolezza è limitata.
Pochissimi in giro in una giornata spaziale; con il caldo che fa, si trasformerà in fretta...
In merito all'operatore telefonico...okkio che aggancia il segnale svizzero....che , come sapete NON fa parte dell'Europa....
SuperRoberto, sempre fortissimo....alla prox

discesa da urlo sotto il pan de sucre

salendo al Fourchon - ven 05 aprile 2019

arrivo in coppa al monte - ven 5 aprile 2019

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: fino a gimillian no problem
quota neve m :: 2300
attrezzatura :: scialpinistica
Abbiamo messo gli sci al primo traversone orizzontale , quello che poi termina ad un alpeggio che non è ancora Grauson inferiore ed è il traverso sottoposto al tiro di tante valanghe e valanghine e che si effettua in mezzo dapprima ad un boschetto e poi tra pini o abeti nani, quelli che sono sopravvissuti alle tante valanghe che in quel luogo devono essere la norma.
A Grauson Inferiore abbiamo quindi girato a sinistra (in estate scendendo dal colle dell'Invergneux si passa da lì) e rimontato i pendii giungendo ben presto in vista della imponente mole della Leppe.
Lì abbiamo fatto un clamoroso errore. Anzichè svoltare a destra abbiamo proseguito nel vallone per infilarci in un ripidissimo canalone che abbiamo integralmente risalito giungendo , ramponi ai piedi , al colletto tra quella che dovrebbe essere la Lussert e la vera e propria Leppe che, a quel punto si trovava alla nostra destra. Abbiamo rimontato , sempre in ramponi, gli ultimi 100 ripidi metri per arrivare alla piatta punta e da lì, sci ai piedi ci siamo buttati giù sull'ampio pendio a sud.
Praticamente credo di non essere transitato dalla normale nè in salita nè in discesa ma poco male: ne è venuta fuori una Leppe OSA+, originale e divertente , con pochissima ma bella neve, in un contesto assolutamente solitario, nessuno da nessuna parte.
salito il 15 ottobre del 2017 dal Vallone di Laures dopo un agreable pernottamento al bivacco Menabrea, mi ero posto la questione sul come fosse venirci in sci con la neve, visto che i pendii finali sembravano piuttosto addomesticabili a la punta era panoramicissima. E così , reperiti tra gli amici alcuni incoscienti, pazzi furiosi, eccomi in questo avaro di neve marzo 2019 a cercare di raggiungere i 3300 metri e pussa di questo montagnone, dalla via normale, cioè dalla assolata e bellissima Gimillian , ovvero la Cogne "bene" baciata parecchie ore dal sole, in posizione fantastica. Arrivata alla massima elevazione asfaltata parcheggiamo e sci in spalla e cominciamo questa lunghissima passeggiata.
Ringrazio i miei trainanti compagni di gita che hanno voluto continuare a salire quando a metà del canale mi ero convinto che fosse la strada sbagliata. La gita è riservata a chi ama i lunghissimi portage e gli ambienti severi e maestosi con panorami appaganti. Alla base dell'ampia parete sud della LEPPE abbiamo anche reperito uno stabile simile ad un bivacco con pala esterna e tetto in lose, credo di recente ristrutturazione ma privo di cartelli.
Grazie a Roby, Germano, Ermes, Livio per la compagnia, segnale telefonico TIM e vodafone presente a tratti su tutto il percorso. Neve bella ed assenza di vento. La traccia che allego si riferisce al percorso da noi effettuato e NON è pertanto da reputarsi normale. IL canale salito da noi è magnifico in discesa e si può agevolmente abbianare alla salita dalla normale. Con neve buona normale si fa in sci dalla punta e può essere considerato come sci ripido "normale"

nel canale

verso la punta

uscita dal canale
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
note su accesso stradale :: nessun problema
Con Luciano e Germano in due giorni da Buthier a Crevacol lasciando un'auto a Cerisey (frazione a 1 km da Cerisey).
Riuscito TOUR del FALLERE alla mia terza ripetizione. Lo inserisco in Gulliver perchè lo ritengo il più divertente, sensato e razionale delle più o meno diverse interpretazioni delle volte precedenti. L'idea di lasciare un'auto a Crevacol nasceva dal fatto che il II giorno il tempo sembrava lasciare poche speranze e il Piano B avrebbe previsto il passaggio dal Col Fenetre e rapidissima discesa nel Vallone di Flassin.
Partiamo pedalanti nella Buthier bassa (lo dico per la corretta interpretazione della traccia) a quota 1227 dove il sentiero 1/103 incrocia la strada asfaltata e seguiamo sempre fedelmente la strada principale fino al rifugio Chaligne, chiuso. Continuaimo fino a raggiungere la Tsa di Chaligne a quota 2225, tempo splendido, temperatura ottimale, pochissima acqua da bere, portatevela se siete delle idrovore. Anzichè proseguire verso sud fino ai 2175 metri della Tsitra, questa volta ci gamaliamo le bici al Col de METZ 2492 che si raggiunge agevolmente in 15-20 minuti di spintage/portage dai 2405 del punto più elevato del sentiero 2.























Scelta assolutamente azzeccata perchè in pochi minuti si è di fronte al vallone che porta comodamente al rifugio Fallere. Abbandoniamo le bici all'ometto del colle e saliamo a piedi in punta la facile Chaligne (errore: il percorso è ciclabilissimo tutto in discesa) .
Recuperate le bici al colle scendiamo l'esposto sentiero che si inserisce poi sul 8c. Seguendo la traccia che allego si perviene al rifugio con "solo" poche centinaia di metri e qualche diecina di risalita facile , facile. 1710 metri di dislivello, tutti piuttosto veloci in salita.
Il giorno dopo scendiamo verso VETAN per svoltare poco sopra verso ovest (dx) imboccando poi il vallone di VERTOSAN ciclabile fino a quota 2020 da dove è necessario spingere la bici fino ai 2484metri del colle Citrin. Discesa simpatica, divertente, non facilissima con qualche problema nella parte finale.
Grazie a Germano & Luciano, saluti a Mike & Mauro che hanno fatto la costa tardiva!!!!

il rifugio fallere, accoglientissimo

il colle citrin, al termine dello spintage, di 300 metri di dislivello

la partenza dal Rifugio Fallere alle otto del mattino

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
L'idea era salire al GRAVIO ma partendo da Villar Focchiardo in modo da scendere dal 506 che sarebbe la mulattiera/autostrada che collega la Certosa di Monte Benedetto a Villar Focchiardo. E proprio NON volevo fare la statalona di fondo valle per mollarla a San Giorgio dove inizia la salita "canonica". Ebbene esiste una bellissima stradina/mulattiera che collega Villar F. alla frazione Martinetti/Vietti facilmente individuabile sulla Fraternali (la n.4); totalmente pedalabile presenta solo alcuni ripidi strappi all'inizio. Dopo il parcheggio di cui ho scritto all'inizio , seguite la strada asfaltata principale che è la stessa cosa dell'area CAMPER (e sembra molto bella) passando poi il ponte ed iniziando le ripide rampe. Fate un salto alla CERTOSA di BANDA fintanto che resta in piedi che a differenza della sorella maggiore (quella di Monte Benedetto, posta 500 metri più in alto) non ha beneficiato della generosa siringata di tanti enti che ne hanno sponsorizzato il restauro.
E tornate poi sui vs passi seguendo le indicazioni per Pian Focero. Restate sempre sulla piacevole stradina interamente pedalabile che è un "balconcino" sulla Valsusa che adduce fino ai bellissimi e curatissimi boschi di VIETTI-MARTINETTI. Troverete solo un grosso bivio , quasi giunti a Vietti, seguendo per un fantomatico percorso cicloturistico n.2 (?) ovvero state a sinistra in alto (itinerario che seguireste normalmente) e finite pochissimo dopo sulla stradona per CITTA'/ADRET, la solita che partiva da San Giorio. Noi siamo saliti la domenica mattina e c'era un notevole traffico. Se avete la fortuna di percorrerla in qualsiasi altro momento della settimana troverete un traffico scarso/nullo. Ed arrivate così a Città, intorno ai 1080 metri di quota. Lasciate la strada principale che vi porterebbe ad ADRET (e terminerebbe 1 km dopo) e, rifocillativi alla fontanona/area pic-nic posta all'inizio della salita , imboccate la ripida rampa che a dx sale fino al paradiso delle rane . Trattasi di altri .... boh, dovete arrivare a circa 1258 dove finisce la strada "libera" alle auto, ovvero dove parcheggiano tutti i tanti , tantissimi, merenderos che ingrassano al paradiso delle rane, o all'Amprimo, o e qui sono pochi, si spingono fino al TOESCA. Pedalate cianquilli-cianquilli sulla strada più grande ed attraversate TRAVERS a MONT. Ora finalmente siamo sul single-track vero e tutto il percorso risulta pedalabile. Solo le ultime centinaia di metri prima del Rifugio GRAVIO (che essendo posto a mt 1378 presenta un dislivello ridicolo) presentano qualche passaggio in cui dovrete scendere dalla bici.
Una volta rifocillati al GRAVIO, che rappresenta il punto più alto del giro, tornate sui vs passi (tutto ciclabile BC+ nonchè S2) per 5 minuti. Arrivate ad un cartello che indica (curiosamente) PERCORSO EQUESTRE e GUADO e taglia, a 90 gradi sulla dx, in un prato con l'erba alta. Svoltati , fiduciosi nel futuro, pure in sella, e seguite la vaga traccia (o se siete saggi, la traccia GPS che allegherò) e giungete così al "guado" che affronterete con spirito eroico e grande senso dell'avventura.
Sebbene sia abbastanza un critico feroce nei confronti degli italiani devo ammettere che le indicazioni bianche e rosse del sentiero che cura (suppongo) l'ENTE PARCO sono piuttosto facilmente visibili: se vi affidate a loro non vi perderete. LA bici e voi attraverserete un po' di umidi guadi schifosissimi ma in capo a 10 minuti finirete sul sentiero n. 506 (Certosa Monte Benedetto - Colle del Vento) che è percorribile, quasi in sedia a rotelle, ovviamente in direzione fondovalle. Arriverete facilmente così al bellissimo Ponte Romano nei pressi dell'ABBAZIA (di cui consiglio vivamente la visita qualora davvero abbiate avuto il coraggio di vivere senza ancora averla vista).
Dopo di che tornate nei pressi del ponte romano e scendete sempre verso valle. La bellissima mulattiera, se siete ganzi (diciamo pure OC...) è pedalabile al 90% abbondante. OKKIO agli ingressi/uscite dai tanti intersecamenti con la strada asfaltata che sono quasi tutti bastardissimi.
Giunti a quota 600 non seguite più i tagli e , se avrete usato il GPS, vi troverete il punto di partenza vicinissimo altrimenti okkio al percorso perchè praticamente ...ci cadete dentro. Lavaggio human beings & bikes 2 min auto più in basso e birrone ristoratore alla solita SOSTA di Caprie.
Ringraziamenti a Ghermann per la compagnia , copertura telefonica Vodafone/KEENA quasi sempre al 100%. Weather fantastic, da non farsi se tempo troppo umido e non se fa troppo freddo, ottimo per periodi estivi, buone pedalate.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partenza dalla Certosa di Montebenedetto anzichè da Travers a Mont.
Dalla certosa seguendo il sentiero 506 fino al Lago Rosso che diventa poi il 508 all'Alpe Piano delle Cavalle (2057).Poco dopo svoltare a sinistra seguendo per il Colle della Malanotte (508). A quota 2281 fare molta attenzione perché si stacca, verso sinistra, una traccia (rarissimi bolli che sono strisce azzurre) per il sentiero 507 ovvero Colle superiore di Melanotte quota 2616. Qualche metro prima del colle vero e proprio (che non esiste perchè sono enormi blocchi di pietra) si stacca un ripido ma divertente (se vi piace arrampicare sul I grado) sentiero che in 30 minuti vi consente di coprire i residui 200 metri scarsi di dislivello per arrivare in coppa alla panoramicissima vetta dellaCristalliera, piatta e grande.
Noi siamo poi tornati indietro al colle superiore, girato a DX (sì proprio a DX sulla strada dell'andata!!!) e risaliti poi al Colle della Malanotte Inferiore(stambecchi rincoglionitissimi sul sentiero ma spostare con il cric) quota 2587, traversone e discesa all'enorme colle del Sabbione. Ivi giunti, turn right, giriamo a dx e ci immettiamo nell'oramai ombroso Vallone che guarda alla valsusa ed è visibilissimo il Rifugio Toesca. Che noi NON raggiungeremo MAI in quanto , poco prima , giriamo per il sempre ottimamente segnalato sentiero 517 che sale al Colle Aciano a quota 2001. Da lì si scende ripidamente sul rifugio Gravio, quota 1378.
Scendiamo ancora 5 minuti sull'ampio sentiero e poi prendiamo a dx per un fantimatico "Percorso Equestre" nonchè guado , ovvero un 15 minuti di sentiero di emme che si riconnette a quanto abbiamo percorso in salita, il 506. Ricalcatone la traccia scendiamo a valle e, in mezz'ora siamo all'auto. Allego la traccia, dislivello circa 2200 abbondanti, una dozzina di ore, prendendosela calma ma senza tante soste....
Un ringraziamento alla elettrica CRIS, mai stanca, sempre di ottima compagnia. Il giro è ampliabile, accorciabile, posti comunque sempre belli a due passi da Torino. La Cristalliera era piena di gente che arrivava ovviamente dal Rifugio Selleries (l'approccio easier, of course!)
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
note su accesso stradale :: lasciato auto a susa ergo no probelm
ah! ah! ne hanno fatto fesso un altro... (ed altri tre con lui)....
assolutamente improponibile la discesa. Se non vi danno più soddisfazione le puntine de disegno nelle mutande, se avete consumato il metallo del pesante martellone con cui adorate sbriciolarvi i testicoli il sabato sera sull'incudine, se autotatuarvi NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE sul glande non vi procura le gioie sperate, questa è la discesa che fa per voi!
Do per scontato che nessun essere umano di sesso femminile si avventuri in una simile imbecillità, dopo avere visto i primi 15 minuti, scusate, non sono misogino, è che credo nell'intelligenza femminile....

dunque... finchè restate sulla strada "principale" , quella che avete fatto in salita....tutto bello. La salita fino in coppa alle Grange PENDENT è assolutamente facoltativa, se siete partiti da SUSA è un PLUS assolutamente inutile e gratuito , solo per scrivere su GULLIVER che avete fatto più di 1700 mt di dislivello. Altrimenti arrivati al famigerato bivio "grange Monio (sinonimo di bivacco Chiaberto - grange Pendant) girerete per le grange MONIO (piccolo lago di merda secca ma non crea problemi) Il famoso traverso semi-allagato che ho visto nelle foto di altri gulliveriani è sempre peggio ma si passa ancora, senza problemi. Dopo pochi minuti arriverete a 'sto bivacco. Noi siamo stati simpaticamente accolti da due maremmani che ci hanno fatto temere il peggio mentre il pastore (non credo neppure italiano) se la rideva 100 metri più sù, alle grange PENDENT, senza far neanche finta di richiamare i due quadrupedi sbavanti e ringhianti (tanto non fanno niente....di solito).
Il favoloso bivacco è , non me ne vogliano i tanti volontari che ci avranno sicuramente lavorato, un pot-pourri di cacche di topo, piuttosto sporco con l'acqua neppure collegata alla gomma che è visibile 50 metri sopra il bivacco.
Il ritorno dal posto (sicuramente panoramico e valido dal punto di vista naturalistico) è avvenuto dal sentiero dei monaci (c'è un vecchio scarpone appeso all'eloquente cartello). Se vi trovaste lì sappiate che la percorribilità del sentiero va in peggiorando di metro in metro. Ormai sono diecine gli alberi (e non parlo di alberi di fragole) che dovrete scavalcare, aggirare, passarci sotto...
Incendio del 2017 a parte il sentiero è quasi inesistente (assolutamente obbligatoria la traccia GPS, noi non ci siamo MAI persi ma....siamo piuttosto ganzi con 'ste baracche e non abbiamo 15 anni). Capita di essere 10 metri SOTTO la traccia e vai di bici in spalla per riguadagnare il livello che "forse" è la traccia... non ci abbiamo messo molto ma ..di pedalabile non c'è proprio nulla, forse un 5-10% a fare gli sboroni. Se posso darvi un consiglio "tirate" la risoluzione del vs GPS a 10-20 metri sul display ed usate il cervello ed ancora AUGURI. Arrivati al bivio per Batteria PARADISO , ci siamo goduti finalmente la stradotta sterrata di poche centinaia di metri e poi la stradona asfaltata di salita. Insomma ci sono centinaia di itinerari difficili e percorribili, questo ormai è decisamente da non considerare più nelle gite di mtb..... saluti a tutti.
Allego la traccia che ricalca quella del mio predecessore (fondamentalmente giusta, sono presenti un paio di errori...che faremo tutti). Ringraziamenti ai soci che, immeritatamente continuano a seguirmi in queste "avventure" alla soglia della insensatezza , complimenti strameritati al giovane PAOLO che se continua così farà furore quando avrà un terzo dei miei anni. E grazie a Guido, Germano (e vieni con 'sta bici nuova!!!!) e Paolo, il very young boy e complimenti anche a Lucianino che ha avuto la saggia idea di rientrare dalla via di salita (nel qual caso diventa una gita interessante)!!!!!
Il dislivello totale (SENZA SALIRE ALLE GRANGE PENDENT) arriva a circa 1600 metri da Susa centro a Susa centro.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
note su accesso stradale :: nessun problema
Meglio una full. Dei 1800 metri di dislivello (dal Melezet) una quota rilevante è spintage, direi persino non extrem, qualche cosetta portage, ma è soggettivo. Se la discesa non fosse superfika ...forse non meriterebbe ma la discesa E' superfika (diciamo OC+ a fare i sofistici)
L'ultima parte superiore è ovviamente scarsa di ruscelli & acqua bevibile. Pensateci in tempo.
Oggi centinaia di persone sul THABOR, la maggior parte ovviamente NON italiani. Panorama spaziale. In bici solo noi tre, Mike, Mark, Albert sempre del glorioso CAI-Uget GSA.
Ringraziamenti a Mike (che l'ha proposta) ed a Alberto per avere condiviso l'experience. Non è che proprio la farei tutti i giorni ma...un paio di volte nella vita è senz'altro da fare, magari come oggi con tempo super-splendido.
Al ritorno potete seguire la traccia che or vado a caricare, vi evita la strada "normale" che è trafficatissima di italiani che si sono gonfiati di calorie nei rifugi TRE RE MAGI and Terzo Alpini e scendono in auto ovviamente.

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    Collerin, Arnas (Colli) da Balme, giro dell'Uja di Bessanese (16/04/14)
    Vallon (Tete du) da Les Boussardes (30/03/14)
    Chalanche Ronde (Punta di) da Pra Claud (23/03/14)
    Pflerscher Pinggl da Obertal (08/03/14)
    Saxalmwand da Kelderkapelle (07/03/14)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (31/01/14)
    Chaligne (Punta) da Gorrey (25/01/14)
    Prato di Fiera (Punta) dalla Fontana della Batteria (22/01/14)
    Garde (Rocher de la) da Chateau Beaulard (19/01/14)
    Tos (Becca di) da Chamin (11/01/14)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (06/01/14)
    Liste (Cima delle) o Punta Gardetta da Indritti (03/01/14)
    Robinet (Monte) da Molè (01/01/14)
    Stenigalchi (Bocchetta di) Traversata dei Camosci dal Passo del Moro (10/08/13)
    Gran Paradiso Parete Nord (11/07/13)
    Piccola Ciamarella Parete Nord (06/07/13)
    Tour Ronde Parete Nord (30/06/13)
    Borello (Cima) da San Giacomo (24/06/13)
    Grande Aiguille Rousse da Lago Serrù per il Passo della Vacca (23/06/13)
    Tsantelèina (Punta) da Thumel (16/06/13)
    Gran Paradiso Parete E (07/06/13)
    Breithorn Occidentale, Dome de Cian, Becca Oren,Tete Blanche traversata Torgnon - Zermatt (6 gg) (16/04/13)
    Grand Galibier (Le) Sommet Ovest dal Col du Lautaret per il Col Termier (07/04/13)
    Trois Scies (Pointe des) da Montgenèvre (01/04/13)
    Gran Roc (Monte) dalla Valle Argentera (16/03/13)
    Citrin, Falita, Serena (Colli) da Cerisey, giro della Testa dei Frà (15/03/13)
    Tsa (Tour de la) da Chamen, versante NE (23/02/13)
    Chalanche Ronde (Punta di) da Pra Claud (17/02/13)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (15/02/13)
    Rabuigne (Punta di) da Valgrisenche (15/02/13)
    Ormea (Pizzo d') da Quarzina (04/02/13)
    Lac Blanc (Pic du) Anello da Nevache per il Refuge du Ricou (26/01/13)
    Aigle (Pitre de l') da Traverses (22/01/13)
    Auto Vallonasso da Chialvetta (11/01/13)
    Oserot (Monte) da Bersezio (06/01/13)
    Grand Area da le Villard-Latè (05/01/13)
    Abisso (Rocca dell') dal Vallone di Caramagne (29/12/12)
    Abisso (Rocca dell') dal Vallone di Caramagne (29/12/12)
    Morefreddo (Monte) da Pattemouche (01/11/12)
    Grand Aréa da Nevache (23/09/12)
    Dufour (Punta) o Dufourspitze Via Normale della Cresta Ovest (23/07/12)
    Levanna Orientale Via Normale da Forno Alpi Graie (15/07/12)
    Francesetti (Punta) da l'Ecot per il Refuge des Evettes (23/05/12)
    Bresses (Testa Sud di) da Terme di Valdieri, giro per Passo di Prefouns, Colletto Bresses, Colletto del Valasco (28/04/12)
    Abisso (Rocca dell') da Limonetto (25/04/12)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (17/04/12)
    Viso Mozzo da Pian della Regina (24/03/12)
    Ambin (Monte) da Grange della Valle (17/03/12)
    Noeud de la Rayette da Ruz (16/03/12)
    Rochers Charniers (Pointe des) da Montgenèvre (11/03/12)
    Colombe (Roche) Canale SE (03/03/12)
    Clotesse (Punta) Traversata da Chateau Beaulard per il Passo dell'Orso (01/03/12)
    Lago dell' Oro (Cima del) da Limonetto (26/02/12)
    Argentière ( Aiguille d') Da Bonnenuit - Combe de Mortavieille (25/02/12)
    Ciotto Mieu o Mien (Monte) da Limonetto (19/02/12)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (18/02/12)
    Croce, Abries, Gran Guglia, Giulian (Colli) da Villanova, giro del Bric Bucie (07/08/06)