sergioagno


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La via è decisamente discontinua. Laddove si arrampica, però, la roccia è fenomenale. Lisciata dalle ripetizioni solo nel tiro del pilastrino (o spigolo); non unta, di certo...l’unto è altra cosa, infatti mani e scarpette tengono a perfezione. I passaggi più impegnativi sono nella placca con successivo traverso (V-) e proprio nel pilastrino (V), in resto III con passaggi di IV, IV+ solo lo strapiombino finale. Non cercate la scritta a inizio via, non esiste più.
Percorsa in solitaria in un venerdì di agosto. Mi sarei aspettato code e ressa, come da numerose segnalazioni. Invece nessuno. Su tutta la parete. E pensare che era in ombra e con un piacevole venticello. Misteri...ma che pace!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Stupendo itinerario su una torre incantata. Percorrendo la via si capisce quanto visionario e forte fosse Comici. Stupenda la via fino alla nicchia Comici, poi va intelligentemente alla ricerca della via d'uscita, laddove la roccia peggiora e la verticalità diminuisce. Impegnativa, certamente da non sottovalutare.
Aggiungo qualche nota e commento sul tiro che ci è sembrato di più difficile lettura: il tiro dopo la nicchia Comici (la relazione di Bernardi è imprecisa). Partendo sul lato dx della nicchia obliquiare verso sx in verticale sopra la nicchia fino a un chiodo, da qui in verticale a dx fino a un altro chiodo. Da qui un traverso in leggera discesa porta verso destra. Si prosegue in verticale (due chiodi) sino a raggiungere una sosta (intermedia!!!) su tre chiodi. Non fermarsi (come sembrerebbe suggerire la relazione di Bernardi) ma proseguire sul facile in orizzontale a dx per altri 4-5 metri fino a un piccolo terrazzino su cui si trova la sosta.

Grazie a Julien per la luuuunga giornata in giro per le crode, per aver tenuto botta alle botte, per la rocambolesca discesa al Vicenza, la lunga risalita al Demetz e la discesa al Sella sempre alla ricerca dei bolli. ALE'!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Capolavoro. L'intuito degli apritori è un chiaro esempio della creatività umana: visione di ciò che ad altri è invisibile, accettazione del rischio e movimento verso l'ignoto, sino alla creazione di un'opera unica, irrinunciabile. Arco e la valle del Sarca sono spesso il rifugio di alpinisti e climbers alla ricerca di bel tempo o del caldino nelle stagioni fredde. Vie salgono su ogni spazio libero di roccia tra la vegetazione e spesso anche attraverso la vegetazione. All'interno delle mille e mille vie, la maggior parte delle quali senza infamia e senza gloria, si trovano dei gioielli puri e indiscutibilmente belli che compensano totalmente il viaggio indipendentemente dal tempo e dalla stagione: Mescalito è, secondo me, una di queste. Il fatto che non ci fosse nessuno tranne noi su tutta Rupe Secca (a parte qualcuno su 5 stagioni) in un fresco sabato di agosto la dice lunga sulle mode che predominano nel mondo dell'arrampicata. Ma io credo fermamente nei corsi e ricorsi storici...
Aggiungo qualche impressione e commento a quanto già scritto da maivory.
L1: Ricomparsa la piastrina del terzo spit, anche se 50-60 cm sopra ora c'è pure un buon chiodo. Lunghezza subita tosta, ben protetta, ma con protezioni che non consentono di certo l'azzeramento (6a+). Riscaldamento a palla.
L2: Anche nella seconda lunghezza è meglio fare utilizzo di protezioni veloci: prima e unica protezione nei primi 15 metri un cordone con nodo incastrato nella fessura del primo diedro. Diedro sucessivo a campana tostissimo. E dopo il cordone strategico non è finita: ancora 3-4 metri belli tosti risolvibili con incastro di spalla. Almeno 6b+. Per chi suona la campana.
L3: Placca e bombature per una lunghezza magnifica. Qui a vista (e anche non) è tostissima. Tutto movimento e dita d'acciaio, soprattutto i primi 5 metri (6c). Protetta inizialmente da A0 ma con un obbligatorio comunque vicino al 6b. A svista.
L4 - L5: consiglio di unire i due tiri; sono due traversi in direzioni opposte, ma con il giusto posizionamento delle protezioni la corda scorre bene. Difficoltà leggermente inferiori ai tiri precedenti; comunque in L4 per arrivare alla cengia un bel 6a con protezione lontana ci sta tutto. L5 un bel traversone e un bel passaggio finale per arrivare in sosta (5c). Zig zag con qualche lama che suona a vuoto, ma magnifico lo stesso. Porta tra due paradisi.
L6: Un diedro così attaccato in un mare di placche è da sogno. Ben protetto, sostenuto e che ti lascia su una placca da urlo in cui tirare la libera (6b). Chiodo a pressione e spit degli apritori. La felicità dell'arrampicatore.
L7: Tiro incredibile per conformità e concezione. Sulla placca l'obbligatorio è alto (VII dice Filippi, e ci sta tutto). Tra una protezione e l'altra bisogna viaggiare: non si azzera nulla. Chiodi normali, rari spit e clessidre, tutto qui; e una sequenza da intuire e ricercare: molto di movimento e dita forti (6c). E poi il tetto: storia a parte. L'arrampicata cambia e, ad averne ancora, bisogna usare bene i bicipiti e alzare bene, bene i piedi (6c/7a). Indescrivibile.
L8-L9: Si possono unire questi due tiri, mettendo bene le protezioni per fare sosta, come dice Jacopelli, su clessidra e spit su una bella cengetta 5 metri sopra la placca/diedro appoggiato. Si parte sul traverso a far prendere aria alle chiappe. Esposizione non male...E poi strapiombo continuo su prese nette, buconi e chi più ne ha più ne metta. Ma bisogna tenere, perché per 10 metri di protezioni non ce ne sono. E poi, sopra la provvidenziale protezione, boulderino d'uscita (6a). Placca appoggiata e poi muretto di V. Arioso.
L10: Si esce su belle placche a buchi di V e IV+. Fine del viaggio mescalitico.

Un Grazie di cuore a Julieeen. Alè!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Qualche piccola integrazione e ulteriore commento:
ribadisco quanto detto in precedenza da altri: roccia stratosferica. La vegetazione non disturba molto a parte i finali tratti di cresta. Il grado non è più di quello proposto qui (5a) e cioè un bel V classico. Un paio di passaggi più piccanti e che danno il grado: la placca rossa e la fessura (dove si trova un friend incastrato) leggermente strapiombante. Una nota sulla chiodatura: mi risulta un po' incomprensibile la comparsa degli spit sui tiri. Sebbene la chiodatura non sia abbondante, la via mi sembra ben proteggibile; perché piantare allora degli spit (ora alcuni totalmente arrugginiti) magari a fianco di ottimi chiodi? E' vero, non sono molti, ma non ne capisco il motivo.
La via al mattino è in ombra. Percorsa in una fresca mattina di agosto in solitaria...da solo su tutto il Pizzo Monaco.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Anche se le condizioni cambiano di giorno in giorno, segnalo alcune note sulla condizione di sabato 27/09. Ottimo il tracciato per arrivare all'attacco (attraversamento di crepacci su bella traccia); 15-20 cm di neve fresca. In corrispondenza dell'attacco esigua crestina e ponte tra crepacci: attenzione ai numerosi buchi. Ottima condizione della via, solo un po' di neve nella parte alta, ma facilmente evitabile/aggirabile.
Possibili alternative di salita praticamente infinite, ma mai troppo difficili. Ovviamente la via non raggiunge mai il 5b, ma si viaggia su difficoltà classiche di IV-IV+... V- volendo cercare il difficile. Il superamento del tratto chiave è magnifico: ottime prese, ben chiodato, e, come del resto tutta la via, su un granito magnifico.
Percorsa in solitaria, in completa tranquillità. Accompagnato di tanto in tanto da altre 2 cordate.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Percorsa in solitaria in una giornata caldissima di agosto (probabilmente una delle più calde dell'anno). E infatti su questa via stra-ripetuta non c'era nessuno :-) Tutta la giornata solo-soletto.
Come già detto per l'avvicinamento basta seguire i numerosi bolli che portano direttamente all'attacco (che non si può certo sbagliare vista l'enorme grotta) in corrispondenza del quale si trova il disegno di due ali (wings). La via è ultra-spittata. I primi tiri semplici e discontinui, i tiri finali più continui e su roccia magnifica (la chiave per il paradiso e il traverso sono più vicini al 6a che al 5c). Si possono tranquillamente unire più tiri (soprattutto i primi). La discesa, molto lunga, permette di vedere la parte opposta dell'isola (calcolate 1,5-2 ore di tempo).
Consiglierei di evitarla se non soffia il solito vento; la salita, ma anche la discesa potrebbero diventare eterni!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita in solitaria in un sabato di agosto. Incredibilmente, su questa cima così incredibilmente bella (come su quelle circostanti) nessuno.
Alcune indicazioni sulla traccia di salita: imboccato il sentierino dopo il ponte seguite inizialmente il sentiero contrassegnato con spay sulle rocce con una "C". Dopo poco lasciatelo (continuerà a dx) e continuate sulla sinistra sul sentiero contrassegnato da numerosi ometti.
Indicazioni sull'attacco: la via inizia in corrispondenza di una fessura nerastra con blocco incastrato, sul lato dx di un tafone (la via inizia proprio arrampicando questo lato dx, lasciate perdere il cordone sulla sx del tifone).
Considerazioni sulla via: la via è di IV+ con un singolo passaggio di V (evitabile sulla sx). Non c'è assolutamente il 5b, e tanto meno obbligatorio. E' una piacevole arrampicata di IV con qualche passaggio più difficile. Le protezioni lontane possono far sovrastimare i gradi, soprattutto se uno è alle prime armi, ma andate tranquilli, la via è ben protetta e ben proteggibile. Ero infatti partito credendo di trovare una via totalmente sprotetta. Invece ho trovato diversi spit, soprattutto nei passaggi più "piccanti" e nel tiro finale, e soste ben evidenti. La via è comunque facilmente proteggibile con friends e kevlar/fettucce nelle numerose clessidre formate nei fantastici tafoni: si arrampica che è un piacere!