scacco matto


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: umida
attrezzatura :: scialpinistica
gita dall'ambiente spettacolare e dal panorama assicurato sui valloni di San Bernolfo e sulla catena Ischiator e Corborant.
wow. non ero mai stato in questo vallone in inverno e quasi stentavo a riconoscerlo. la neve rende tutto più magico e non si può non rendere omaggio alla natura per quello che ci regala. per me già vale la pena poter apprezzare due sfumature diverse di una stessa tela. arte è ciò che ci si para davanti e rifletto su come anche questa più alta ed arcaica forma d'arte vada preservata e rispettata in maniera ferrea.
detto ciò le condizioni che abbiamo trovato erano al limite di una settimana spettacolare. l'unica settimana invernale della stagione 2018/2019. la cima è facilmente raggiungibile sci ai piedi senza l'utilizzo di coltelli anche se la calotta finale è a tratti ghiacciata. 2 tracce hanno del tutto smorzato la magia creatasi in un vallone di Tesina totalmente intonso.
parte alta su neve che ha appena iniziato a crostificare ma che ci ha regalato belle curve fino al colletto dei camosci. poi in discesa nel vallone della sauma, crosta fine sciabile e più in basso farina invecchiata guduriosa in cui mollarli a tutta. fino al bosco dove per la boschina bisogna andarci cauti fino ad imboccare il corridoio per soli local che ci ha regalato curve in stile giapponese nonostante neve un pò umida fino alla pista da fondo, dove sembrava avessero dato uno strato di vinavil.
doveroso riconoscimento alla brigata di riferimento per la ValleStura.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via da plasir a ingaggio. ottimamente chiodata anche se in realtà serebbe facilmente integrabile.
Primo tiro eccezionale.sopratutto se scalato in ottica trad. in generale via su ottima roccia che sembra perfetta per una giornata autunnale come questa.in cui il pile andrebbe lasciato in macchina.raddrizza la motti-grassi su tiri continui senza zigzagare più di tanto.abbastanza psicologico il traverso per raggiungere l’ultima sosta.2 calate a piombo con corde da 60m. A me questa via è piaciuta un sacco.
Con il compagno di merenda steatorroico e con le balle sottovuoto MiCheeEEElo.4 stelle perché potrebbe essere meno spietata e perché l’avvicinento è ravanatorio ma comunque super consigliata!grazie ai chiodatori

Fessura prima lunghezza

Seconda lunghezza

Terza lunghezza

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Relazione di mahler perfettamente calzante.
Via ottimamente attrezzata,in generale non serve nulla di più. Io ne ho usati 2 psicologici su tutta la via.entrambi nell’ultimo tiro.
Gita di ripiego causa mal tempo.anche se per ambiente e qualità della roccia direi sempre valida.poco avvicinamento ottima esposizione. La via l’abbiamo raggiunta salendo la balza inferiore per la via striscia la notizia che presenta un passo iniziale decisamente ardito aiutato da protezioni fisse che favoriscono il passaggio che altrimenti avrebbe un obbligatorio di VII grado.nulla da dire.via spettacolare partenza atletica,spezzare i primi due tiri se no sembra ti trascinare un cinghiale morto. L’ultimo tiro è una perla in roccia e continuità. Du bon Climb!
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
via spaziale in ambiente grandioso.per il resto tutto è bene spiegato nell'itinerario anche il materiale utile. noi abbiamo usato una serie di friends BD e circa 10 rinvii più le soste.
la giornata parte male.sul ponte del sale l'ivo the barbarian si ricorda di aver lasciato le punte del trapano sul comodino a fianco del guanciale dove le teneva al sicuro e le coccolava anche un pò.percui si parte con una buona mezz'ora di ritardo. poco male perché il gap ci da la possibilità(almeno per me) di lasciare la frontale in macchina. al Pian della Casa il cielo è grigio e minaccioso. man mano che si sale le nuvole diradano e si spostano fino a lasciare la nostra meta sotto un bel cielo azzurro.il che lascia anche la possibilità di scattare la foto su cui tracceremo l'itinerario. il sentiero sale veloce fino alla base della Torre Vittorina. dove accarezzati dalle nubi che salgono dalla pianura ci accingiamo a prepararci. da qui in poi solo uno splendido granito si trova tra noi ed il cielo.si sale regolari alternandoci alla guida. osserviamo dove mettere gli ultimi spit e a come gradare regolarmente i tiri. in men che non si dica siamo sulla vetta della torre.ad ogni sosta appendiamo una catena che sistemeremo poi in discesa in modo che lo zaino che ci portiamo dietro lasci un pò di peso. discendiamo pochi metri dalla guglia e per facile cengia balconata arriviamo alla Forcellina che fa da base ad uno splendido muro articolato. saliamo e anche questa sezione ci lascia arrivare goduti in cima alla via. da qui alla vetta una facile cresta di stampo old school ma non per noi che dobbiamo sistemare le calate e provarle.giusto un paio di gocce toccano i caschi e mentre la gopro si scarica il vento ci fa volare le corde come le vele del bounty. una doppia dopo l'altra arriviamo senza intoppi alla base dove nessun camoscio ci ha rubato la merenda. piacevolmente scendiamo alla macchina su quel sentiero spettacolo che piano piano rientra nelle nebbie che stazionano sul fondo della conca.
La giornata si conclude con un'ottima birra a Terme di Valdieri. la via io la consiglio caldamente, non solo perché c'è anche un pochissimo del mio zampino. ma perché il grande Ivo ha nuovamente saputo rendere giustizia ad un angolo delle marittime che viene frequentato ormai da soli escursionisti. merita scalare qui perché l'avvicinamento è bello e non pesa. perché il posto è bello da paura e volendo se ti porti il sacco a pelo e dormi al Guiglia poi scali un altra via su quel granito che non fa invidiare il monte bianco.
grazie ad ivo. e grazie a madre natura.


itinerario

primo tiro della seconda parte(sesto)

spot the climber-che ambiente!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: presenti furgoni fastidiosamente tedescofoni
via plasir, con variante diretta più sostenuta della classica che aggiunge quel pizzico di serietà in più.
sorprendentemente i gradi finalesi alla Rocca di Perti sembrano restare nella comparativa comune. senza deviare in maniera totalmente svalutante come solitamente succede sulle altre rocche o bricchi.
la via mariangela è un'arrampicata che io definirei plasir, per il tipo di scalata mai ingaggiosa e se si è fortunati vista mare. io e il mio steatorroico socio abbiamo optato quasi consapevolmente per la variante diretta che taglia le prime due lunghezze che deviano nelle grotte sopra il primo risalto. questa parentesi ha reso interessante una via (a nostro avviso) altrimenti un pò troppo tranquilla.
si tratta di quanto segue:
-partenza in diedro che in uscita arriva su un terrazzino dove la via classica devia a destra per sentierino, si prosegue invece dritto su placca ben appigliata fino ad un secondo terrazzino dove si sosta su resinati con catena. 20 metri, resinati in parete.
-si segue la soprastante fessura con andamento leggermente verso sinistra per qualche metro fino ad arrivare al tratto di 6b che su tacche e aderenza di piedi porta a ristabilirsi su un muro che porta alla grotta grande la cui sosta è al margine sinistro su resinati da unire. tuttavia se si continua dritto al posto di deviare nella grotta si arriva ad una sosta due resinati con catena. noi ci siamo fermati nella grotta per video e cazzeggio di rito.il traverso esposto in partenza per il terzo tiro è scenografico.25 metri, resinati in parete.
-si traversa dalla sosta verso destra uscendo in netta esposizione fino ad incontrare la sopracitata sosta con catena che si tralascia e si sale il diedrino (chiodi) che ci porta verticalmente verso destra a sorpassare una placchetta al termine della quale si traversa nuovamente a sinistra per giungere la sosta con 3 resinati da unire in una nicchia 10 metri resinati e chiodi.
-si sorpassa il passaggio di 6a(relazione) proprio sul margine destro della nicchia faccia a monte che porta ad una placca articolata verso sinistra e subito dopo ad una sosta che volendo si può ignorare e proseguire per una ventina di metri su placca articolata facile fino ad arrivare sullo spigolo nord dove si sosta su tre resinati da unire.30/35 metri, resinati in parete. in cima incontrato 2 golfari.
-una 50ina di metri che si possono tranquillamente percorrere slegati portano alla croce di vetta.
in seguito dopo un paio di tiri in falesia che mia madre definirebbe al "pic del sul" ci concediamo 4 doverose birre medie sudate sull'assolato lungomare mentre le tedesche prosperose ma non prospere di bellezza allietavano gli scolari liguri esibendosi in "mozzarellosi" topless degni della vera e grondante cultura mitteleuropea che ci abbraccia sorridente.


primo golfaro

secondo golfaro

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
quota neve m :: 500
attrezzatura :: scialpinistica
visto minimi distacchi per tutta la parte alta del percorso e sentito numerosi assestamenti se non partire valanghe di dimensioni da piccole a medie.nel complesso però il percorso è sicuro per i primi 1200 mt dove la traccia che abbiamo seguito noi, si ferma.nella parte superiore, ossia dal colle della mirà in su tracciato facendo ben attenzione a non tagliare i pendii e fermandoci sulla spalla 30 metri sotto la cima vera e propria in concomitanza di una croce di metallo.
gita dalle condizioni stratosferiche in sintesi di neve/meteo/paesaggio. partiti presto da pietra-orazio(7.30) per necessità di rientro fulmineo.stradina fino a pian della regina di marmo tritato attorniata da crùstasa, salendo la neve migliora sempre di più fino a diventare farina pesante ma ottimamente sciabile. si incontrano nelle parti più esposte al sole delle zone di crosta sottile ovviamente non portante ma sciabile o evitabili stando in traccia.noi abbiamo seguito un binario tracciato in maniera esemplare da due sciatori che hanno affrontato quest'itinerario probabilmente ieri. ad eccezione delle loro tracce tutto intonso. questo binario andava a morire come specificato nel commento tecnico sotto l'ultimo risalto prima del bivio mirà. noi si è optato per continuare battendo in circa venti centimetri di neve farinosissima fino alla spalla sotto la vetta che per motivi di sicurezza poteva bastare. in punta vento patagonino che ci ha fatto scendere subito su neve tra le migliori di quest'anno.pendii solo per noi fino al pian della regina se si escludono le sopracitate. in discesa trovato due comitive una di francesi ormai di casa in queste zone e una di svizzeri accompagnati da guida cuneese. neve 5 stelle su tutto il percorso fino al pian della regina sopratutto sul letto del fiume che essendo in condizione ottimale ci ha regalato una giornata di freeride degna di un servizio su skialper.
in compagnia del maestro ed amico claudio.
gita consigliata prima che sia definitivamente ravanata come lo scroto di un toro messicano.


in cima
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: nevicata in corso
quota neve m :: 500
attrezzatura :: scialpinistica
gita da fare con abbondante neve polverosa per la ovvia assenza di fondo dovuto ad altitudine ed expo.
gita per noi classicisti molto ambita, tant'è che torno a recensire su gulliver dopo anni di inutilizzo, solamente perché ritengo questa salita, per le sue peculiarità, al pari di una cima sopra i 3000 mt.
grande soddisfazione nel partire sci ai piedi dal parcheggio su neve appena scesa di qualità eccellente dovuta alle basse temperature(le ultime diurne). per tutta la gita che poi è di soli 600 mt scarsi tracciato in 40 cm di farina per fortuna leggera seguendo la strada che d'estate si fa in mtb in discesa e poi su per il bosco seguendo un "canale" che sbuca poco sotto la cima.
discesa spaziale in farina da urlo. bisogna solo tenere gli sci a freno per via della boschina a tratti fitta ed il rischio di inforcare tronchi caduti e coperti di neve.
trovato diversa gente in cima, nell' ampio ed inflazionato panorama scialpinisctico cuneese questa cima è stata per questi pochi giorni motivo di soddisfazione per un tot di persone che scappando le poche ore da lavoro hanno saputo restituire vita ad una scialpinistica degli albori, quando l'inverno era per un'altra generazione come lo è stato per noi quest'anno.
la intitolerei sci ai piedi dalla porta di casa.
con Lollo rock n'lollo.

in discesa

hop
sciabilità :: * / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: -
quota neve m. :: 2000
--
neve ghiacciata da cima a fondo.partito tardi insieme a sky alper francesi che in cima mi hanno offerto pancetta spezziata di prima qualità, speravo che date le alte temperature (6-8°) la neve mollasse un po' ma nemmeno a mezzogiorno ha ceduto un minimo. bella gita per lo splendido panorama sull'oronaye.
gita in solitaria con io me e mestsso.

quasi al canale

nel canale