rometto


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Al mattino, dopo la pista di fondo e la prima balza, trovati tratti di neve rigelata nei tratti ancora in ombra vicino al rio, altrimenti grip abbastanza buono. Da metà gita compaiono tratti coperti da nevina farinosa, ben scorrevole.
Discesa pure scorrevole su farine ventate a tratti morbide nella parte alta, e sotto su nevi di diverso tipo, sempre portanti.
Ottima meteo e giornata, in partenza -2,5°, un poco di vento nella parte alta.
Con Edo e Sergio, abbiamo iniziato la discesa con un gruppo di svizzeri.



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Sciabilità :: * / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: Crosta da vento/Sastrugi
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Dando credito alla correttezza delle relazioni di domenica, ci siamo avviati con l'intento di salire l'Autaret. Ci siamo trovati davanti un quadro nivologico ben diverso, forse per il rialzo termico (e raffiche di vento?) di ieri, lunedì.
Ghiaccio lucido al parcheggio del Melezet e sulla pista per Sant'Anna di Bellino e Pian Ceiol. utilizzati presto i coltelli che però quasi mai entravano: Nelle Barricate, disseminate di petrisco piatto - losette- venute giù dai pendii laterali, scoperti, quasi dappertutto fondo durissimo da rigelo, costringendo alla ricerca di neve più bianca un po' meno dura, oggi certamente non definibile come farina.
Seguendo le tracce di quattro "supergiovani" che sono andati all'Autaret, ci siamo innalzati con moolta attenzione a sx dopo aver visto la balza della piccola cascata in ghiaccio. Saliti dal ripido sul marmo lucido, dove ripiana troviamo croste ventate sempre dure; dove il vallone si allarga le tracce davanti traversano decisamente verso la piccola gorgia che porta alle grange Autaret, ma a quel punto ci passa la voglia pensando al ritorno marmoreo e proseguiamo solo per un tratto, circa 2800 m., in direzione Faraut.
In discesa abbottonati e tolti gli sci solo per 20 metri nelle Barricate dove il fondo (non si tratta né di neve né di farinelle) è disseminato di pietrisco.
Gita non consigliabile (almeno per la metà bassa da me percorsa, sopra non poteva che migliorare), per gli appassionati meglio avere ferraglia al seguito.

prima di Pian Ceiol messi sci e coltelli sul duro

Pian Ceiol

Vallone di Rui quasi senza neve

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Primaverile/Trasformata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa compatta
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti convinti di dover scendere tardi su pendii a sud per non trovare marmo, salendo al Colle della Maddalena la sorpresa di trovare una minima spolverata di farina (max 2 cm) anche sulla strada. Cambiamo programma, partiamo da Le Pontet trovando neve rigelata ma spesso coperta di farinella sottile, si fa il solito sentiero dei Roburent, poi a nord verso il Col de la Gippiera dell'Oronaye da dove saliamo il fianco nord del Bec de Lièvre fino sulla punta sciistica. Trovata neve sicura, con pochi modesti accumuli ben visibili, per cui si riscende sullo stesso itinerario su nevi variabili ma scorrevoli. Vista la buona sciabilità rimettiamo le pelli per la Cima delle manse da ovest per riscenderne i pendii sud che iniziano a trasformare.
Per tornare alla strada ci teniamo sulla sx orografica con divertenti scivolate.
Con Edo e Sergio, incontrati altri skialper tra cui un bel gruppo di Austriaci.



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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo giorni con temperature alte e sole, stamattina coperto e perciò neve dura per esposizione sud. Superato il traverso dalla val Tas-cia con i coltelli, ho preferito salire e scendere con i ramponi per neve non mollata e passaggio sopra i salti iniziali. Incontrati un giovane garista pure con ramponi in salita, oltre una simpatica coppia lui con ciastre, lei con sci e coltelli, ben determinata anche in discesa con gli sci. Classico itinerario dolomitico niente affatto banale con finale su cima facile e panoramica.

Baite di Sbrinz

Fuchiade

sopra la prima balza della val Tas-cia si vede la fila delle baite

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da vento/Sastrugi
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da vento/Sastrugi
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Buone condizioni : -5° al mattino, neve ventata e compattata, nel complesso ben sciabile, sereno con magnifica visibilità, non freddo e con pochissimo vento in punta
In compagnia di Sergio, con altri skialper sul percorso

si parte dal lato sud della diga di Fedaia


passaggio alla stazione - chiusa - di Pian dei Fiacconi

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Stradina ancora facilmente percorribile con gli sci sia in salita che in discesa (salvo un paio di buchi), ma le lingue di neve si stanno assottigliando parecchio, ridotte in qualche punto a mezzo metro. Entrati nella Comba Borel, trovati i pendii ormai senza neve nelle balze esposte a sud, quelli verso Punta dell'Omo, mentre i pendii a sx, che portano al Gorfi, sono ancora interamente coperti e bianchi, in discesa sono perfettamente percorribili, ben coperti anche quelli verso dx direzione Gardun. Salita obbligata quindi sulla neve della strada per il Gias Contard, poi passaggio ruscello e pendii coperti fino in cima. Scendendo alla mezza, neve ancora con croste durette nei primi tratti poi, abbassandosi sopra Pera Puntua, neve più morbida e sciata più divertente. Si può di nuovo scendere sulla stradina, o meglio sui bei pendii a dx sotto il Gorfi, passando il rio alla dighetta.
Magnifica meteo, una dozzina di skialp alla nostra meta più altri in salita più tardi e anche al Borel. Con Sergio, viaggiato in salita e discesa vicini al simpatico bel gruppo di zeneisi (Gazzano & C.)


Gias Contard

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Meteo ottimo. Partito all'alba per evitare le alte temperature, trovati comunque 7,5° alle prime luci. Poche croste di neve dura nei prati bagnati della Cabanaira, camminato nei pendii scoperti sci sullo zaino per tutta la prima rampa per non usare i coltelli, problematici sulle croste molto dure e scarse. Evitato il ripido della della cresta traversando a sinistra sulla stradina verso la capanna Niculin. Sopra il Pancani salito il colletto Campanin stando sulle lamine con attenzione ma senza coltelli; appena fuori dal colletto, col sole, la neve comincia a mollare, salita l'anticima della Pepino.
Discesa alle 8.30 sotto il Campanin, ancora in ombra, segnata e molto dura, come peraltro l'intera discesa fino in basso con fondo irregolare.
Tolti gli sci solo per 10 metri nella curva finale per la partenza della seggiovia, potendo raccordare tutti i residui di neve presenti sulle piste; poca scorrevolezza nei tratti meno ripidi per lo sporco sulla superficie.
La neve che io intendo come tale, è "leggermente" diversa.

pendio della Pepino esposto ad Est


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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
In Valle d'Aosta era prevista pioggia nelle valli verso Nord, variabile perturbato in quelle verso Sud, per cui scelta la Valsavaranche da Pont. Trovati numerosi scialpinisti pronti a partecipare al Trofeo Renato Chabod - Tour du Grand Paradis e parcheggi strapieni. Partenza con nebbione che dopo un'ora si è sollevato lasciando intravedere cielo e valle, ma la schiarita non è durata molto, in compenso il vento si è rafforzato in violente raffiche che, vicini ai 3000 metri costringevano ad abbassarsi ogni pochi metri puntando lateralmente i bastoncini per non essere buttati a terra. Con giacca a vento, cappuccio e mascherina sugli occhi continuato fino alla quota strumentale di 3140 metri, poi tirato il freno a mano e stop, con un gruppetto di giovani pochi metri sotto. Veloce cambio di assetto e discesa inizialmente da giramento di testa nella tormenta, su fondo molto ben sciabile nonostante tutto; intorno ai 2600 metri incontrati i garisti che scendevano nel fondovalle, e subito dopo la neve, prima bagnata, si è trasformata in acqua che ha accompagnato abbondante fino al parcheggio. Nonostante la giornataccia sciabilità accettabile.

nebbia al mattino


schiarita mattutina

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Partito alle prime luci con méta Cabane des Vignettes, trovando neve dura affronto con l'aiuto dei coltelli la ripida morena che va raggiunta e inizialmente risalita sul ciglio, (una coppia di giovani che non li avevano hanno preferito togliere gli sci e metterli in spalla con difficoltà e rischio in un pendio non banale). Raggiunta oltre i 2500 metri la sommità del canale fra le due morene la pendenza diminuisce e il pendio si apre a sx, esposizione N, molto ampio e magnificamente innevato, sul Glacier de Pièce, e con varie balze si punta alla base della cresta della Pigne verso l'evidente Col des Vignettes. Non avendo fin qui sofferto il caldo di questo rovente aprile per il percorso fresco e in ombra, mi sento in grado di proseguire direttamente per la Pigne, dove però passando di colpo al sole trovo, nonostante la quota, caldo e neve trasformata che comincia già a mollare. In queste condizioni comunque ideali salire è solo amministrare le forze, ormai ridotte, fra panorami sterminati. Ottima la discesa sui pendii sostenuti della punta e quelli ampi e rilassanti del Pièce. Contatto telefonico in punta.

gli ampi pendii del Glacier de Pièce


arrivando al Col des Vignettes, a dx la tormentata cresta Est della Pigne d'Arolla

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Salita con la frontale insieme alla massa dei partecipanti alla seconda giornata della Patrouille des glaciers Zermatt-Arolla-Verbier. Nella conca sotto il colle gli itinerari di gara si dividevano: il percorso lungo Zermatt-Verbier saliva a dx al col de Riedmatten, il percorso corto Arolla-Verbier saliva a sx una sella della cresta Tsena Refien, per riscendere entrambi sul Glacier de Cheilon e proseguire a dx, Nord, verso il lago dei Dix. Sono andato a destra nella conca sotto il Colle de Riedmatten poi, visti i passaggi dei concorrenti, tornando indietro fin sotto il colle, fatta a piedi la breve salita del colle de Chèvres che è a mezzo degli altri due, e rientro mattutino su neve marmorea.



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Tutte le sue gite

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