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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima ripetizione con Nanni ad aprire la strada.
Per quanto riguarda il tracciato della via, mi permetto di aggiungere un'immagine un pò meno "sovietica" di quella caricata da Skeno.
I gradi dati degli apritori sono strettini. Ma la chiodatura di Nanni sui tiri duri , è ottima e generosa (L1 e fantastiche placche L3+L4).
I tiri facili, comunque, non sono così facili, anche considerato l'ambiente muschiato e le forme svase, dal sapore molto inglese: L2 splendido camino-fessura tutto trad; L5 muro di scogli, con percorso di astuzia.

Tracciato della via alle prime ore del mattino
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Prima ripetizione insieme Nanni, allo scopo di posizionare 3 fix di rinforzo sui soli ancoraggi di calata; quanto basta per trasformare “Scapoli e ammogliati” in “Scapoli, ammogliati e padri di famiglia” …
La via ha diverse analogie con “Fertobon”; infatti, è stata aperta dal basso con sistematico sfruttamento delle linee di debolezza. A parte le soste, inoltre, ci sono solo un paio di chiodi sul tiro chiave, che però non consentono di azzerare.
La stagionalità, invece, è completamente rovesciata; al contrario di Fertobon, infatti, si tratta di un percorso molto ben esposto al sole, a giusta distanza dal letto del torrente. Pertanto, si tratta di una bella alternativa “trad”, per le giornate più fredde.



Tracciato della via

Bibi in sosta, sotto il più netto e incoraggiante diedro della L3

Bibi in apertura, sul filo del costone della L4

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
prima via in riva destra orografica al torrente Orba, a monte della caratteristica gola denominata Rocca dei canaloni. A differenza delle altre vie già aperte in zona, qui si può godere di un accesso più comodo e rapido, e di una minore umidità, conseguente alla maggiore distanza dal torrente.



Tracciato del percorso

La prima sosta poco sopra un aereo pulpito
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Ripetizione integrale insieme a Nanni e Skeno.
La parte più interessante è sicuramente la prima, che culmina sul terrazzino con panoramico parapetto della L6 (una specie di nido d’aquila) da dove si ritorna all’attacco della via, con una bella sequenza di 3 corde doppie. Se si ha tempo e padronanza del terreno (trattandosi di una via molto d’ambiente, con tiri piuttosto lunghi) è certamente molto “logica” anche la seconda parte, che offre una cavalcata di cresta con rientro a piedi (valutare bene i tempi, però, vista la necessità di scendere uno scosceso canalone dove, in ogni caso, è consigliabile attrezzare una corda doppia).
Nell’insieme si tratta di una delle vie più lunghe della zona; ed è veramente incredibile aver trovato una simile struttura ancora inesplorata, a due passi da casa!
I vecchio chiodi che abbiamo trovato sulla L3 (e che sono ancora al loro posto) a prima vista
hanno almeno una quarantina d’anni. Pertanto, in un’epoca di esplosione dell’arrampicata sportiva e di scoperta delle falesie finalesi, può essere che, dopo un primo approccio, il posto non sia sembrato meritevole di frequentazione. D’altra parte, va detto che la qualità della roccia è mediamente discreta, il che significa che talvolta è buona ma, talaltra, è decisamente cattiva… Si tratta quindi di una salita da ripetere solo con lo spirito (e tutte le cautele) del più antico alpinismo, per tutti quelli che ancora apprezzano questo genere di cose...


Tracciato dei primi 6 tiri con la sequenza delle 3 corde doppie

L2 – verso la base di una successiva e più profonda linea di diedri

L3 – il caratteristico arredo di roccia che consente di uscire dal diedro

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Con piena soddisfazione, ci siamo ripetuti. Come già nel caso delle vie “Fertobon” e “Cornotorrione”, infatti, abbiamo creato un percorso molto alternativo (quasi rovesciato) rispetto a quello già aperto dai locali: da un lato la via “Bocca di lupo”, che segue il fondo dell'ampio diedro all’interno di fessure e camini (con conseguente prevalenza di movimenti in opposizione); dall'altro lato questa nuova via che, invece, si mantiene sulle placche compatte a poca distanza dallo spigolo (con spostamenti più di equilibrio). A ciò si aggiunga che la via "Bocca di lupo" (come "Fertobon") è stata aperta in stile alpinistico, salendo dal basso; da parte nostra, invece, prima di salire, abbiamo preferito attrezzare le soste e ispezionare la via dall'alto.

L'ampio e ipnotico diedro, con la faccia di dx rivolta a levante, ben illuminata dal sole già nelle prime ore del mattino
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Bel diedro in crescendo. L'uscita si protegge bene con un friend grande. Anche il succesivo caminetto (bocca di lupo?) seppur breve, è interessante e molto caratteristico. Gli alberelli della prima sosta sono un pò risicati… Noi abbiamo piazzato due chiodi, che poi però abbiamo recuperato. In compenso, abbiamo lasciato un cordino con maillon all'uscita della via, a sx del caminetto, su più solido alberello; da qui, infatti, si ritorna alla base della via, con un'unica calata in corda doppia, di 30m. esatti. Inoltre, abbiamo messo la targhetta con il nome della via. Infine, per la gioia di tutti, abbiamo rifatto anche la seconda delle due corde fisse sul sentiero di avvicinamento ... Più di così ...

L'ampio e ipnotico diedro, con la faccia di dx rivolta a levante, ben illuminata dal sole già nelle prime ore del mattino
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Dopo averne parlato con i “locals”, abbiamo deciso di continuare ad usare solo chiodi da fessura e altre protezioni di tipo tradizionale, fatta eccezione per i fix da 10 alle soste, come compromesso per poter provare i tiri “top rope” e/o percorrerli dal basso evitando di mettere in pericolo l’intera cordata. D’altra parte, va detto che il tipo di roccia e di terreno è molto affasciante, ma anche molto ricco d’insidie …

Il versante meridionale della Rocca con il tracciato della via

Nanni che riparte, alla base della potente bancata della L1

Skeno sulla fantastica placca compatta della L2
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Raggiunta la bellissima valle di Lanaittu, abbiamo sbagliato parcheggio, imboccando il sentiero n. 410 che sale al sito di Tiscali, invece del sentiero n. 411 che punta all’ingresso del Doloverre di Surtana.
Così facendo, peraltro, abbiamo potuto giungere a Tiscali (e successivamente a Surtana) attraverso il caratteristico intaglio di Sa Curtigia, e la successiva panoramica cengia che, all’improvviso, conduce ad affacciarsi sul bordo dell’enorme dolina.
Pertanto, se avete tempo e non siete mai stati a Tiscali, consiglierei a tutti di fare il nostro stesso errore…


Il Doloverre di Surtana visto dal bordo della dolina di Tiscali (l’VIII pilastro è quello più a monte, che si vede interamente di profilo)

Il contrafforte a forma di pera (che poi si assottiglia formando una specie di minareto) con il percorso dei primi due tiri
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
In cordata con Nanni, per smarcare anche questa “misteriosa” via; i gradi della scala francese e il nome della via, infatti, sono quelli dati dall’apritore, che sono riuscito a contattare solo qualche giorno dopo la nostra salita.
Per quanto ci riguarda, nei primi tre tiri abbiamo fatto ampio uso di staffe e ganci; al quarto tiro, invece, avrei dato persino un grado in meno (V/5a) ma forse solo a causa dell’euforia, provocata dal fatto di poter arrampicare senza fare troppe zozzerie…
Vale la pena di notare che il percorso può essere arricchito salendo il primo tiro della via “Senzadime” (in uscita si traversa su cengia verso sx, invece di salire la rampa rocciosa verso dx) e/o l’ultimo, che è breve e molto facile, ma offre la soddisfazione di arrivare in punta al “dente del folletto”, e di provare a starci sopra in equilibrio…

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Sabato abbiamo fatto appena in tempo ad avvitare la targhetta con il nome di questa seconda nuova via (“Colpo di spada”); domenica, infatti, eravamo già in compagnia di ben due cordate da entrambe le riviere (CAI di Sori + CAI-ULE Sestri Ponente) venute per ripetere la prima via che avevamo già relazionato (“Lunghe ombre”). Più che una gita, quindi, è stata proprio una bella festa… sia per noi apritori, sia per gli avventori, che in una giornata di meteo ideale (freddo ma asciutto) hanno potuto così salire non una, ma ben due nuove vie.

Tracciato della parte più alta della via (L3-L5)

Cordata CAI-ULE sulla L1

Cordata CAI Sori sulla L4
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