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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
Si sfonda a partire da quota 2000 circa: ciaspole molto utili.
Abbiamo raggiunto il Mont Ros ma non il Bec Barmasse.
In discesa, nel tratto ripido sotto il Bec Barmasse, la conformazione del terreno e le condizioni di neve/ghiaccio attuali redono le ciaspole d'impedimento: molto più utili i ramponi.

Con Roberta, pressoché soli su tutto il percorso in una bella giornata.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Durante l'avvicinamento abbiamo trovato neve portante.
Di seguito le condizioni che abbiamo trovato ed i tiri che abbiamo fatto.
L1: completamente ricoperta dalla neve: si arriva alla S1 risalendo il conoide di neve e poi con un breve traverso su ghiaccio.
L2: neve e ghiaccio ricoperto da neve nella prima parte del tiro, qualche passo su roccia appoggiata prima di arrivare a S2.
L3: tiro completamente ricoperto dalla neve. Il passo dell'uovo era una scala su neve e per arrivare alla sosta il traverso a dx era su neve. Qui noi abbiamo sbagliato ed abbiamo proseguito, saltando S3.
Dopo S3 le parti "tecniche" della via sono totalmente su roccia.
Subito dopo S3 ci sono una sezione leggermente strapiombante (M5?) e poi una sezione verticale su roccia, seguite da un lungo canale incassato. Concatenando in questo modo 60m di corda non bastano: decisamente sconsigliato. La "sosta evitabile" descritta in alcune relazioni era forse coperta dalla neve: siamo giunti alla sosta prima del muro che precede la parte con il masso incastrato (S4).
L4: muro (roccia) per portarsi alla sosta prima del masso incastrato (S4 bis)
L5: superato il masso incastrato (camino, roccia), sosta subito dopo (S5)
L6: muro tecnico, poi traverso a dx delicato, poi sezione con liste e diedrini e infine traverso a sinistra (S6)
L7: gradoni alla sx di S6, diedro delicato verso dx, poi altri gradoni più semplici ed uscita su neve. Non abbiamo trovato la sosta a spit sul grande masso (probabilmente sommersa dalla neve): abbiamo sostato su friend ad un masso più in alto (#2 e #1 C4 BD, utilizzabile anche uno 0.75)
Da S7, risalita su neve che abbiamo trovato portante fino alla croce di quota 2302 e poi, su bella cresta nevosa, abbiamo guadagnato la cima.
Aerea ed esposta, ma ben traccata, la cresta di discesa dalla cima all'anticima.

Abbiamo usato una vite da ghiaccio nel secondo tiro, dei friend per l'ultima sosta e una decina di rinvii (molto utili alcun lungoni, soprattutto per il tiro dopo il masso incastrato).

Le nostre tempistiche:
Avvicinamento dalla macchina alla base del conoide in poco più di due ore.
6 ore per la via, di cui almeno un'ora e mezza abbondante in attesa in sosta per l'intasamento.
Discesa dalla vetta alla macchina in 2 ore e mezza circa.

Con Gian.
Gran bella giornata, su una via bella, ben protetta ma ingaggiante il giusto, e che comunque non regala nulla.
Numerose cordate presenti, che saluto, con cui la condivisione delle soste e della via è stata civile nonostante l'intasamento.
Un saluto a Claudio, con cui abbiamo condiviso numerose soste, e a frapic, incontrato in discesa.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Plastico, con molta acqua a scorrergli sorpa (doccia!)
Cascata con fronte molto ampio. Molteplici linee di salita possibili. Presenti anche numerose soste a spit a circa 30 metri, che consentono di salire dei "monotori".
Abbiamo salito prima una linea facile per rampe, attaccando sulla parte sinistra:
L1: rampa da dx a sx e poi muretto più verticale a raggiungere una sosta a spit.
L2: in verticale dalla sosta, abbiamo raggiunto la linea "diagonale", che abbiamo seguito ascendendo a destra, facendo sosta su ghiaccio sotto un evidente lungo stapiombo ascendente, dietro ad imponenti frange.
L3: abbiamo seguito la diagonale ascendente ed al termine dello strapiombo siamo saliti in verticale sino a raggiungere la grande cengia in cui si trovano molteplici soste a spit.
Scesi con due doppie: da S3 a S1, da S1 a terra.

Abbiamo poi proseguito la giornata salendo anche la parte a destra, decisamente più dritta: un buon 4, parecchio lavorato.

Con Samanta, riconciliatasi con l'arrampicata su cascate dopo lo stress da sovraffollamento su Biancaneve

Il percorso seguito attaccando a sinistra (S2 su ghiaccio)
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Spaccoso con crosta di rigelo
La cascata si presta, almeno nella sua parte bassa, a più linee di salita.
Purtroppo l'abbiamo trovata affollatissima (ovviamente, anche noi abbiamo contribuito alla folla...): 4 linee di corda parallele nel flusso principale all'altezza del terzo tiro... Soste con tre cordate in salita e tre in discesa in contemporanea...
Visto l'andazzo, arrivati al termine del terzo tiro, ci siamo calati prima di infilarci nell'imbuto degli utlimi due tiri.
Peccato perché la cascata è bella e in un bell'ambiente.

Con Samanta, particolarmente nervosa per il "traffico"...
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discrete
tipo ghiaccio :: crosta di rigelo sulla prima metà del primo tiro, plastico e bagnato sulla seconda metà del secondo tiro
note su accesso stradale :: Strada della Valle Argentera chiusa. Si parcheggia sulla strada che da Sauze di Cesana porta al Sestriere
Circa 2h dalla macchina alla base della cascata. Circa 40 min per il canale/conoide.
Super traccia a fondo valle, tracce confuse (seppure molte) sul canale/conoide di accesso.
Primo tiro salito al centro della cascata, con sosta nella "nicchia": con tre spit collegati da cordini vari, sotto lo strapiombo al centro della colata. Abbiamo stretto con chiave 2 dei 3 dadi, che erano movibili a mano.
Se si sale la linea sx della colata, sosta con 2 spit (e anello di calata) collegati da cordone.
Salendo al centro della colata nella prima parte c'è molta crosta di rigelo. Quando il tiro si raddrizza, ghiaccio migliore e molto lavorato (molti agganci). 55 m dalla base alla sosta con 3 spit.
Secondo tiro che abbiamo iniziato uscendo a sx dalla "nicchia", per poi proseguire su un tratto verticale molto lavorato. Poi la pendenza si abbatte e abbiamo proseguito in una sorta di "diedrino" con ghiaccio plastico molto bagnato.
Sosta su doppia abalakov, posta alla stessa altezza e 5 m a dx della sosta a chiodi con cordoni piuttosto marci (ciao Gianluca!). 50 m dalla sosta a 3 spit.
Scesi in 2 calate: dalla sosta su abalakov alla sosta a 2 spit che si trova sulle rocce alla sx della colata (55m, occhio a prendere quella più recente, che si trova sotto uno strapiombino, non quella più vecchia che si trova qualche metro sopra), seconda calata direttamente agli zaini (45-50 m).
Oggi almeno 6 cordate sulla cascata: affollamento gestibile su primo tiro, considerando che sono possibili più linee di salita e 2 soste distanziate tra loro; un po' meno sul secondo tiro, dove tutti finivano nel punto in cui c'è la doppia abalakov.

Bella giornata con Pier. Per fortuna siamo partiti presto ed abbiamo attaccato per primi (in parallelo ad un'altra cordata).

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via corta, facile e con avvicinamento contenuto, perfetta per le giornate con il meteo incerto, come oggi.
In via più materiale di quanto pensassimo: abbiamo usato una serie di friend BD dallo 0.3 all'1.
Soste tutte su anello cementato, tranne quella nella nicchia, dove ci sono 2 chiodi da collegare.
Roccia in alcuni punti leggermente unta, ma assolutamente nulla di fastidioso: si scala con gran piacere!
Scesi con due doppie (15m e 25m) alla forcella tra la torre piccola e la grande, poi sceso il canalino a ovest (in tutto 3/4 punti in cui si disarrampica con passi di II e di III) e poi direttamente allo Strobel (arrivati all'estremità ovest della base della parete ovest, non abbiamo costeggiato la parete verso est, ma abbiamo seguito le tracce che scendono direttamente - passi di II).



Con Regista.
Un saluto a Giovanni, Michael e Marta, incontrati in via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita al Paterno dalla Innerkofler (dal Locatelli) e ritorno al Lavaredo passando dal sentiero delle forcelle.
Bel giro di soddisfazione percorso anche con un po' di pioggia (in discesa dal Paterno e per metà delle forcelle).
Panorami strepitosi sulle tre cime.

Con Roberta, Anna e Regista.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gran bella via! Impegnativa sia fisicamente sia psicologicamente.
Molto belle L5, L8, L10.
Abbiamo usato una serie BD dallo 0.2 al 4, doppiando dallo 0.5 all'1.
Alcuni tiri hanno parecchi chiodi: ad es. su L7 (dura!), tra chiodi e friend messi, abbiamo finito i 14 rinvii che avevamo portato.
Per la descrizione della via, consiglio la relazione di sass baloss

Le nostre tempistiche: rifugio-attacco della via: 2:30, via: 7:00, doppie: 2:00

Con Gian.
Grande accoglienza al rifugio Pontese!! Grazie a Mara e tutti i ragazzi!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo raggiunto l'attacco della via salendo la prima metà della ferrata. Calcolare 50/60 min dall'auto (parcheggiata lato Cesana, prima del ponte sulla piccola Dora). Kit ferrata indispensabile.
Via nel complesso bella e divertente. Splendide L6 e L7, che da sole valgono il viaggio.
Su L4 oltre agli spit ci sono 2 chiodi, decisamente utili.
Spittatura alla Michelin prima maniera: ravvicinata nei tratti più impegnativi, ariosa nei tratti più facili.
Ci siamo portati dei friend medio-piccoli, ma non li abbiamo usati: la via è prevalentemente placcosa a tacche con scarse ossibilità di integrare. Su L7 qualche buco/fessura per dei friend medi c'è, ma la distanza tra gli spit non ci ha fatto integrare.
Quasi tutte le soste sono su albero: il consiglio è di avere dei cordoni propri, visto che quelli in loco sembrano piuttosto vissuti.
I gradi proposti qui su Gulliver (e anche sulla guida Passaggio a Nordovest) mi sono sembrati corretti: max 6a+.

Con Gian.
Scendendo a piedi, possibilità di sosta con birra e panini ai bar nella conca erbosa. Dalla conca erbosa la discesa verso Cesana è lungo la pista da sci, e poi lungo il bosco, che va sceso a lungo e senza traccia particolare sino ad arrivare quasi alla strada: nella parte finale della discesa si incrocia un sentiero che porta brevemente alla strada e lungo quest'ultima si torna alla macchina. (2 ore con pausa birra e panino inclusa)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Splendida via di grande soddisfazione.
L1: prima placca e poi diedro, III - IV, nessuna protezione in loco, sosta su 2 spit all'imbocco del diedrone della Madier.
L2: pochi metri sopra la sosta c'è il bel tunnel (uscirne con lo zaino non è stato comodo), oltre il quale dopo circa 15 m c'è la sosta. 2 spit, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L3: salire sopra la sosta (1 spit) e poco prima di arrivare all'altezza delle soste con cordoni della Berthet (ben visibili a dx), traversare a sx seguendo 2 spit (piuttosto distanziati). Quando si vede un ulteriore spit in alto, non puntarlo, ma continuare a traversare a sx fino ad un chiodo, per poi salire infine allo spit e qiundi alla sosta. Allungare bene le protezioni per evitare un grande attrito. 4 spit, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L4: Salire dritti sopra la sosta per circa 20 m, superando un diedro che porta alla sosta. 1 spit, sosta su 2 spit.
L5: Dopo la fessura Madier, è il tiro più impegnativo. Superare un muretto sulla sx (1 spit), proseguire lungo il diedrone, superare in dulfer un risalto (1 spit), raggiungere, aggirando leggermente a sx un salto, una vecchia sosta a chiodi sotto dei tetti, proseguire lungo il diedrone sino ad un chiodo, in corrispondenza del quale si abbandona il diedrone per innalzarsi a dx su ottime maniglie e pervenire ad un terrazzino con sosta. 2 spit, 1 sosta a chiodi, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L6: Salire obliquiando su placca (2 spit) e poi dritti in un diedro ben ammanigliato (1 spit) fino alla sosta. 3 spit, sosta su 2 spit.
L7: Salire un diedro-camino fino alla cengia Boell (1 spit), quindi traversare a dx fino a portarsi alla base della fessura Madier, dove la cengia finisce contro un masso (1 spit). 2 spit, sosta da fare su 1 spit, oppure collegando anche quello posto alla base della fessura a sx della Madier.
L8: Fessura Madier. Salire dritti (2 spit, 1 friend incastrato), poi traversare a sx sotto uno strapiombo (1 spit) che si supera con passo faticoso a sx. Salire quindi la fessura che si fa più larga ed impegnativa (1 spit, 1 friend incastrato, una sosta intermedia su 2 chiodi, 1 fettuccia su clessidra), arrivati alla fettuccia su clessidra le difficoltà si abbassano sul V e si raggiunge la sosta su terrazzino. 4 spit, 2 friend incastrati, 1 sosta intermedia su chiodi, 1 fettuccia su clessidra, sosta su 2 spit.
L9: Ultimo tiro della via Madier vera e propria. Salire sopra la sosta, spostarsi a dx (1 spit), per poi risalire a sx su terreno con grossi appigli ed arrivare alla sosta. 1 spit, sosta su 2 spit.
L10: Abbiamo proseguito lungo le Cannelures Stofers. Non salire dritti sopra la sosta (sarebbe Visite Obligatoire), ma spostarsi a sx di circa 2-3 metri, dove si trova 1 chiodo e si inizia a salire lungo le scanalature ascendenti leggermente verso sx, fino a raggiungere uno strapiombino che si supera sulla sx per arrivare alla sosta. 3 chiodi, 1 cordone su clessidra, sosta su 2 spit (in comune con Visite O).
L11: Siamo saliti dapprima verticalmente sopra la sosta (1 spit) e poi abbiamo seguito la via Boell, andando prima verso destra, per poi seguire lo spigolo verso sx. 1 spit, sosta su 2 spit.
L12: Seguire la rampa a destra del filo, e rimontare poi lo spigolo salendo un muretto a sinistra (2 spit) senza percorere il diedro più a destra. Oltre lo spigolo si sosta ( in comune con Visite O). 2 spit, sosta su 2 spit.
L13: Rimanendo a destra del filo, si raggiunge la vetta per rampe. 1 spit, sosta su spuntone.

Dalla vetta abbiamo disarrampicato per 10 m, poi 2 calate da 25 m l'una per arrivare all'inizio della cengia. Non sottovalutare la cengia che porta alla traccia con ometti: è esposta e con passi di II/III.
Dalla fine della cengia, lungo il facile percorso di rientro al rifugio, abbiamo attraversato 3 nevai ben tracciati: avevamo dietro i ramponcini ma non li abbiamo calzati.

Tempistiche:
2h40 per arrivare al Rifugio Sorellier
Attacco della via: 7:30
Cima: 15:00
Rientro al rifugio: 17:00 (con una lunga sosta ristoratrice dopo la cengia: in realtà in circa 1h00, max 1h30 si torna comodamente)
Rientro alla macchina: 2h00

Abbiamo usato una serie di friend BD dallo 0.3 al 3 e qualche nut. Il 4, portato per la fessura Madier, è rimasto appeso all'imbrago: in ogni caso, nel dubbio meglio portarlo.


Giornata di grande soddisfazione su una punta che merita di essere scalata anche solo per l'estetica. La via è bella, soprattutto L3, L5 e L8.
Con Gian.
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