pagnogio


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Cattive condizioni lo scorso lunedì. Condizioni invernali di ghiaccio scozzese ma scarso e stra sottile con le già scarse fessure intasate di neve e ghiaccio, pochissimo ghiaccio, una sola vite utilizzata, il resto micro nuts e friends aleatori che hanno obbligato a lunghi run out pericolosi. Stupenda salita da non sottovalutare. 4 chiodi sulla via, non abbiamo trovato nessuna sosta. Nuts e micor nuts utili insieme a friends e C3, doppi dal 0,2 al 1. Grande Paolo che si è sfregiato la testa tirandosi addosso una Grivel in seguito ad un volo sull'ultimo tiro al nostro limite tecnico.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Curata da tempo finalmente fatta con tazio, uno dei pochi che ha voglia di seguirmi in idee nuove, anche solo fino alla fine delle difficoltà. Con le alte temperature di oggi il canale raccoglieva neve che si scaricava di continuo sulle nostre teste.
sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
Grandioso itinerario in ambiente unico. Crosta da vento portante. Girati i tacchi a quota 3500 - 3550 m. cominciava a farsi tardi avendo calzato gli sci alle 11...
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sotto valutata la via per tempi e quantità di informazioni, abbiamo deciso di scendere dalla seconda cengia. Abbiamo impiegato quai 7 ore per arrivare a quella, prevedere tra le 10 e le 14 ore di salita. Con 13 ore di luce diventa dura salire e scendere, abbiamo sbagliato valutazione. Abbiamo avuto grosse difficoltà di orientamento in questa immensa parete piena di cenge che deviano la logicità della linea. Abbiamo superato difficoltà più alte di quelle dichiarate, per quanto consapevole del metro di misura dei sesti dolomitici, non sono convinto che le tacche da 6b che abbiamo tirato con divieto assoluto di cadere, corrispondano a sesti gradi. In ogni caso io consiglio di prendersi tempo ed un sacco a pelo per eventuale bivacco a meno che non siate dei puri dolomitisti che corrono su questi terreni. Purtroppo le notti sono diventate fredde e una notte a +5 senza sacco diventa lunga. Le descizioni sul web sull'itinerario sono come al solito discordanti, la roccia per quanto mi riguarda è al 50% cattiva e pericolosa. L'ambiente è severo e verticale, Paolo che ha fatto la Cassin sostiene che sia più impegnativa e psicologica della stessa. La discesa dalla seconda cengia in giu è abbastanza agevole, la parte alta è molto meglio scendere dalla via moderna a fianco la Cassin che con 6 doppie deposita sulla cengia (nei pressi ottimo posto da bivacco). Attenzione all'ultimissima doppia nel canale, 99% si incastra.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via bella per metà. Camelot fino al 2, quelli più grossi non so dove si possano infilare sinceramente... Dall'ultima sosta è possibile fare una doppia diagonale ed andare sulla Fiamma come abbiamo fatto noi.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Che dire, altro salitone da ricordare forever. L'impegno è globale: fisico, tecnico, resistenza ed orientamento. Da affrontare in ottime condizioni personali e con team preparato e con nervi saldi. L'obbligato è dolimiticamente alto, serve un buon allenamento da falesia da portare su una grande parete in uno dei luoghi più selvaggi delle Alpi. La verticalità è impressionante, il Boral angusto, il rientro eterno. Aggiunte di consigli a tutti i commenti precedenti.
- è possibile prendere acqua da stillicidio nella grotta del bivacco alla base della parete. Noi siamo stati successivamente ad un periodo piovoso quindi potevamo tranquillamente fare i litri di acqua per il giorno successivo. Abbiamo cinonostante patito una sete mai provata prima perchè abbiamo beccato il diedro con un sole cocente insopportabile. Siamo riusciti a fare un pò d'acqua da stillicidio anche nella grotta sulla cengia di uscita (zona da bivacco consigliata rispetto alla cima, comoda anche in 3).
- il C4 a mio avviso non serve. raddoppiate il 2 e l'1. Il C3 usato solo una volta sul tetto a zeta del diedro.
- portate il fiffy per fare una sana e bella artif e preparatevi ad usare bene le staffe. Vi faranno risparmiare tanta energia.
- L'attacco della via non è proprio logico ed evidente. bisogna andare al limite del Boral, proprio dove muore la grande cengia, 150 m. oltre il bivacco. Il diedro di accesso è ingolfato di mughi, con questa indicazione è impossibile sbagliare.
- E' difficile capire sulla rampa obliqua quale sia il punto in cui andare a prendere il diedro. Ci sono due possibilità logiche, prendete quella più alta. si scala sprotetti sul quarto più erboso e svaso per andare a prendere il primo diedro che porta poi alla parete gialla. Da lì in poi è impossibile sbagliare.
- Accesso: una volta beccata la rampa canale che da sx va verso dx è difficile sbagliare, è piena di ometti. solo un punto è sinistro, quando andate a sbattare contro delle placche più o meno a metà percorso, dovete attraversare a sx in piano-discesa per 200 m.
- Rientro: tutto abbastanza chiaro da Ramella. Abbiamo solo sbagliato l'arrivo in vetta alla Torre di lagunaz. Dal canale detritico prendete il caminetto evidente che avete davanti e non state a dx come noi. Per rientrare abbiamo fatto mortali traversi sul marcio. Dalla Torre la prima doppia non è evidente. Tenete esattamente lo spigolo, la sosta 1, 2 e 3 sono proprio lì. Il versante nord del Lucano ha delle placche infide da scalare. Vanno fatte con la luce e senza fretta. Da lì bisogna attraversare verso sinistra tutti i pendi che portano al colle di Gardes. Sotto questo, 10 minuti dopo, c'è una presa d'acqua che vi farà tornare alla vita.
Con queste indicazioni studiate la logistica e i materiali. noi eravamo in 3 e siamo stati molto lenti, abbiamo impiegato 48h totali con 2 bivacchi. Abbiamo apprezzato, anche se caldo, il sacco a pelo, portate sali integratori. Il cell prende all'inizio della cengia di accesso e un pò sulla cengia di uscita. qua e là nel rientro. Un attivo alpinista locale ci ha detto che è difficile che il soccorso faccia recuperi su quella parete, l'elicottero non entra, lo ha fatto una volta rischiando macchina ed operatori.
Buona salita!
Grazie a Andrea il pompiere (abituato a salvare i gatti dagli alberi) e Tommy il designer
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Mi associo agli altri commenti, S1 non è, l'obbligato bisogna averlo per scalarla con un pò di sicurezza. Probabilmente meno bella delle altre. Ho utilizzato solo un blu piccolino in una fessurina del secondo tiro. Consiglio di fare una sosta su uno spit solo su comoda cengia di fianco ad un pinetto. Con fuori 35 m. di 2 mezze corde è difficile passare il blocco di 6c perchè la corda tira ed il rinviaggio è molto di potenza.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
4 stelle x la storicità ed estetica della via. 2 x il divertimento nell'arrampicata (x noi occidentali). Comunque grande parete e bella avventura che non ha nulla da invidiare ad una impegnativa classica dolomitica.
Consiglio serie completa di friends fino al 4 (usato abbastanza), C3 non li abbiamo usati. Chiodatura spesso distanziata e in vero stile dolomitico.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Una via assolutamente da consigliare da fare in poco tempo e con divertimento assicurato. la libera viene bene grazie ad una gradazione larga di manica (una volta ogni tanto...)
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