max58


Chi sono

Amo la montagna perchè lì sono libero. Non sono padre, marito, figlio, dipendente, ma un animale a due gambe. Dove arrivo è merito mio, dove fallisco è colpa mia

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: La strada non era ancora chiusa, la prima parte di sterrato è piuttosto malconcia, ma dopo poche centinaia di metri il f
Ero partito con l’idea di salire alla Rossa, ma mi ero portato dietro la relazione di gibet per la Bellavarda, cima con cui avevo un conto aperto per averla salita da Lities completamente nella nebbia. Vista la giornata senza nebbie ho proseguito verso la Bellavarda. Fino all’Alpe di Coassolo si sale comodamente lungo la strada, mai troppo ripida, con la possibilità di un paio di scorciatoie. Oltre l’Alpe si segue lo sterrato che diviene sentiero praticamente in piano fino al Colle della Gavietta. Da qui ho preferito prendere il sentiero che scende all’Alpe Soglia, invece di proseguire in cresta come da relazione. Si perdono circa 50 metri, più o meno equivalenti a scavalcare il primo dosso sulla cresta. Questa parte di sentiero percorre dei versanti ripidi coperti di erba olina. La traccia è stretta, talvolta invasa dall’erba e in un paio di punti occorre usare le mani. Non è da percorrere se bagnata perché una scivolata potrebbe avere brutte conseguenze. Dall’Alpe Soglia il versante perde di pendenza e si risale seguendo i segni bianco-rossi fino alla depressione tra la Marsè e la Bellavarda. A scelta si può salire prima una o l’altra. Io sono salito subito alla Bellavarda per il panorama. E già alle 12 qualche nuvoletta si formava sui rilievi a nord della cima. Sono sceso e risalito sulla Marsè dove ho trovato il contenitore del libro di vetta non chiuso bene ed il libro era purtroppo bagnato fradicio. Al ritorno la nebbia ha coperto le cime verso le 2 del pomeriggio, ma ormai le foto le avevo fatte

Tra L'Alpe Soglia e il Colle della Gavietta

Puntà marsè
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
In previsione della caduta delle temperature prevista dai siti meteo mi sono regalato questo ultimo facile 3000. L’inizio è piuttosto tedioso, si risale i numerosi tornanti della strada dell’ENEL dapprima su asfalto, si passa la galleria ormai senza alcun cancello e si arriva alla centrale. Si continua sulla strada oppure si seguono i segnali bianco rossi a sinistra della centrale che comunque si ricongiungono alla strada sterrata. Si passa il torrente su un guado rafforzato con il cemento e si entra in un bel pianoro. Su un grosso masso si trova l’indicazione per il Lago della Rossa. Il sentiero compie una lunga diagonale verso sinistra per superare le balze rocciose che reggono il Lago delle Rossa. Si arriva in breve alla diga. E questa è già di per sé una meta appagante. Traversata la diga i segni bianco-rossi guidano fino al Collarin d’Arnas. Un metro sotto il passo si stacca un sentiero evidente sulla destra, c’è anche un cartello, ma lo si vede salendo dal versante opposto, il sentiero, segnalato anche da ometti risale il versante della Punta Fortino fino ad arrivare all’anticima con un’evidente affioramento di rocce scure che si contorna sulla destra ed in breve sulla punta.

dalla vetta il lago dietro la torre, a destra il sentiero per il lago della rossa

dopo il Collarin verso la vetta

cartello al Collarin
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ero partito per la Salza, ma la traccia oltre il Col longet proprio non l'ho vista. Mi sono fermato al Colle che di per sè è una bella gita fine a se stessa, soprattutto in una bella giornata come questa. Segnalo che il 18 agosto 2018 è stato inaugurato un nuovo bivacco intitolato ad Enrico Olivero. Ci sono 6 posti letto ed un posto di chiamata del soccorso alpino

Il bivacco olivero con alle spalle la cresta tra il salza e la Tour real

Bivacco Olivero al Col Longet
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La gita inizia a freddo con una serie di zig zag che fanno guadagnare circa 300 metri di dislivello. Il sentiero si abbatte, si passano due corsi d’acqua quest’anno belli gonfi e si arriva con un breve strappo al bivio per il Colle del Manzol. Il sentiero si addentra nel piede della conoide che scende dal Colle ed inizia una salita su stretti tornanti impostata dapprima su fini detriti, per spostarsi poi sulla spalla rocciosa a sinistra salendo, allontanandosi dalla parete del Manzol. Quando si lascia la conoide, ormai giunti al suo apice, nel canale che sale direttamente al colle è presente un cavo arrugginito, su cui non porrei gran affidamento. Si sale quindi al colle con alcuni passaggi un po’ esposti e delicati con neve e ghiaccio, assicurati da catene, superflue in una bella giornata. Dal colle ho seguito la traccia evidente che sale all’inizio sulla cresta, per poi lasciarla e puntare a sinistra. Quando gira e si inoltra tra le rocce, un semplice passaggio dove usare le mani supera la fascia rocciosa e sopra riprende una traccia di sentiero che porta comodamente alla vetta. Io ho sbagliato, credendo che le difficoltà fossero maggiori e ho continuato in piano verso sinistra. Ho comunque dovuto arrampicare per passare la fascia rocciosa e scendere in un ampio canale usato dagli stambecchi che poi ho risalito su detriti fino a riprendere il sentiero sotto la vetta. Evitatevi la fatica. In vetta insieme a me sono arrivate le nuvole e quindi a mala pena sono riuscito a vedere la Meidassa ed il Monte Granero. Sceso seguendo il sentiero e gli ometti. Poche persone in giro, due francesi in vetta e due italiani che si sono fermati al colle.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho usufruito degli impianti di risalita fino al Dosso (2487m). Usciti dalla seggiovia si va a sinistra fino all’arrivo di una seggiovia ferma in estate. Si va a prendere un sentiero a monte della stessa sopra una grossa fenditura nel terreno. Lo si segue tenendosi generalmente bassi fino a dove inizia la pietraia. Non farsi attrarre dall’intaglio e da un paletto arancione in alto a destra (vedi foto) ma portarsi sotto un grosso masso dove riappaiono i segni bianco-rossi. Salire per massi instabili fino a che il sentiero riparte ben segnato e con numerosi ometti. Si raggiunge il bivio per il Diei e si prosegue per il Cistella. Io mi sono fermato davanti ad un nevaio ben inclinato, lungo e senza traccia. Purtroppo non avevo i ramponi e quindi sono tornato al bivio e sono salito sul Diei, che in quanto a panorama non scherza (5 stelle vista la giornata stupenda). Sceso al Dosso ho preso la seggiovia nel primo tratto per poi seguire il sentiero fino all’Alpe Veglia e da lì a San Domenico

come arrivare alla traccia (visto dal basso)

prima parte del percorso (visto dall'alto)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: n macchina sono salito fino a Celle e ho proseguito fino alla fontana alle case di Combe. Non trovando posto sono sceso
Ho scelto questo itinerario perché mi sembrava il più ombreggiato possibile. Infatti si parte con un bel sentiero nel bosco che in falsopiano conduce ad un piccolo rio. Passato questo si inizia a salire, mai troppo ripidamente, fino ad arrivare alla Fontana Barale (occhio alle ortiche chi porta pantaloncini). Quando si sbuca dal bosco e si inizia il traverso su pietraie la Punta Sapei garantisce ancora ombra fino ad arrivare al Colle della Bassa. Da qui si sale in cresta e una bella brezza ha mitigato il calore. Sotto la cima le nubi orografiche hanno poi schermato il sole nella parte più ripida del percorso. In vetta poca visibilità, ma fa lo stesso. E’ comunque una bella gita con panorami aperti sia verso il Lys che verso l’anfiteatro della Cima Lunella e, sul versante opposto della Val di Susa, sul parco dell’Orsiera. Ritorno con lo stesso itinerario. Così sono solo 1100 metri di dislivello. Attenzione al Colle della Bassa. C'è un cartello che segnala la presenza di greggi di pecore custodite da cani. Leggetelo attentamente, dicono di starne alla larga

Pietraie all'uscita del bosco nella parte bassa dell'itinerario

Ortiche alla Fontana Barale. Occhio ai pantaloncini corti
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
giornata nuvolosa che ha tolto il panorama dalla vetta che è il meglio che la gita possa offrire. Itinerario ormai sgombro da neve
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1200
Giornata abbastanza fredda e quindi neve portante in salita ed al ritorno fino alla stazione d'arrivo dell'ex funivia, più sotto iniziava a essere meno compatta. Nessuna cornice in vetta, ma attenzione allo scivolo sulla destra arrivando alla croce perché la cresta nevosa è piuttosto stretta
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Gita piuttosto monotona, in una valle senza infamia e senza lode e che solo sulla cresta offre panorami. Segnaletica dei sentieri decisamente carente. Si parte superando la stretta gola del torrente su una mulattiera lastricata a fianco dell’ingegnosa cremagliera usata per rifornire gli alpeggi. Si sbuca così nella parte alta più aperta della valle. Qui il sentiero confluisce in una sterrata con un fondo disastroso che alle prime piogge si trasformerà in un mare di fango prima di colare verso valle. E meno male che al parcheggio un cartello del parco invita a rispettare la natura, non calpestare etc etc. Si percorre questo scempio fino ad incontrare dei cartelli segnaletici sentieri 3, 3B e 3A che invitano a salire a destra su un sentiero. Questo passa appena sopra un alpeggio e si ricongiunge con lo sterrato presso un larice con il tronco doppio. Si continua sullo sterrato fino alla partenza della seconda cremagliera. Si prende il sentiero a destra (indicazione 3B; 3A è scomparso nel frattempo) e si arriva alle baite Croset Damon. Sopra al baita si prende ancora a destra un sentiero che segue le curve di livello e come detto nella relazione si lascia quando la distanza dalla cresta diminuisce. A fatica su erba olina si raggiunge la cresta e si va a sinistra verso il Giavin. Arrivato al punto in cui occorreva lasciare il sentiero per prendere il tratto finale sotto la vetta, tra la forte tramontana e le gambe poco in forma ho optato per seguire il sentiero che iniziava a scendere e percorrere un giro nella parte alta della valle. Ho continuato senza trovare il sentiero, presente sul sito dei sentieri della regione VdA, per scendere prima della salita verso il lago Cornuto. Quindi sono tornato ai ruderi della baita di q. 2245 e da lì sfruttando tracce di sentiero e di passaggi di animali sono sceso a riprendere il sentiero che dall’Alpe Mandaz (dove ricompare il 3A) riporta alla Croset Damon (dove non c’è nessuna indicazione del bivio per il 3A) chiudendo l’anello.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada stretta e tortuosa
Bella gita per questa stagione, per la maggior parte fuori dal bosco e su versanti aperti per cui ci si scalda al sole quasi da subito. La segnaletica è abbondante e non dovrebbe creare problemi anche in caso di nebbia. Il punto più faticoso è costituito dalla rampa che porta sotto il colle in un ripido canalino che impegna le gambe già stanche. Poi arrivati sullo spartiacque con la valle di Rimella l’ampiezza del panorama fa dimenticare un po’ la fatica e del resto la meta è poco più avanti. Avendo avuto la fortuna di trovare una giornata limpida e tersa il panorama andava dalle alpi orientali fino al rosa ed oltre.

Itinerario di salita dall'Alpe Capezzone al rif traglio

Canalino sotto il colle

Monte Rosa dalla vetta
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Tutte le sue gite

  • Bellavarda (Uja di) e Punta Marsé dal Colle della Forchetta (19/10/18)
    Fortino (Punta), Cresta del Fort dall'Alpe Barnas per il Lago della Rossa (22/09/18)
    Longet (Col) e quota 2828 m da Chianale (10/09/18)
    Manzol (Monte) dal Rifugio Barbara Lowrie (19/07/18)
    Diei (Pizzo) e Monte Cistella da Alpe Ciamporino (08/07/18)
    Civrari (Monte, Punta Imperatoria) da Novaretto, anello per Rocca Sella, Monte Sapei e Punta Costafiorita (21/06/18)
    Vandalino (Monte) da Sea di Torre (03/06/18)
    Aquila (Punta dell') dall'Alpe Colombino (06/04/18)
    Giavin (Mont) da Boillas, anello per il Mont Digny (27/10/17)
    Capezzone (Monte) da Campello Monti (07/10/17)
    Lunella (Punta) da Prarotto per Rocca Patanua (22/09/17)
    Giove (Monte) da Sagersboden per il Rifugio Margaroli e il Lago del Busin (20/08/17)
    Ruetas (Monte) da Troncea per il Sentiero degli Alpini (16/07/17)
    Verosso (Cima) da S.Bernardo (18/06/17)
    Bellavarda (Uja di) e Punta Marsè da Lities (28/05/17)
    Soglio (Monte) da Balmassa per la Cima Mares (07/04/17)
    Birrone (Monte) da Colle della Ciabra (07/12/16)
    Tre Vescovi (Punta) da Molere (30/10/16)
    Maccagno (Passo del) da S.Antonio (02/10/16)
    Cialancia (Punta), Punta Cornour, Punta Founset dal Lago Lauson, anello per il Passo del Roux (25/07/16)
    Mucrone (Monte) da Oropa (19/02/16)
    Luvot (Monte) e Castello Gavala da Foresto (08/11/15)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (28/08/15)
    Antigine (Pizzo di) + Joderhorn dal Passo di Monte Moro (07/08/15)
    Glacier (Mont) da Dondena, anello per il Lago Miserin (10/07/15)
    Tre Vescovi (Punta) da Piedicavallo e il Colle della Mologna Grande (02/06/15)
    Zeda (Monte) e Pizzo Marona da Cappella Fina (11/05/15)
    Bonom (Cima del) dal Bocchetto Sessera, anello per il Monticchio e Colma Bella (21/12/14)
    Maccagno (Passo del) da Niel per il Colle di Lazoney (26/09/14)
    Lazoney/Lazouney (Punta) da Niel, anello per i colli Loo, Bocchetta di Niel, Mologna Grande e Piccola (26/09/14)
    Bo (Cima di) da Montesinaro (14/09/14)
    Grigia (Testa) da Champoluc (14/08/14)
    Orsiera (Monte) da Pra Catinat per il Colle Orsiera e il Canalino Ovest (04/08/14)
    Capio (Monte) dal Ponte della Giumenta (04/05/14)
    Ortiga (Colle dell') da Rounvel di Demonte (06/12/13)
    Gregorio (Monte) da Brosso, anello per il Monte Cavallaria e le Colme (11/11/13)
    Trécare (Becca) da Chamois, anello per Col di Nana e Punta di Fontana Fredda (02/09/13)
    Grand Tournalin (Cima Sud) e Petit Tournalin da Cheneil (16/08/13)
    Massa del Turlo e Monte Croce da Quarna Sopra (23/10/12)
    Mezzodì (Beccas di) da Chiot Rosa (07/12/11)
    Zeda (Monte) da Colle (13/11/11)
    Rognosa della Guercia (Testa) da Sant'Anna di Vinadio per il Passo Tesina e Colle Seboulè (10/10/11)
    Aiera (Monte) da San Giacomo (13/09/11)
    Roisetta (Mont, Punta Sud) da Cheneil (09/08/11)