max58


Chi sono

Amo la montagna perchè lì sono libero. Non sono padre, marito, figlio, dipendente, ma un animale a due gambe. Dove arrivo è merito mio, dove fallisco è colpa mia

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sono partito dalla strada di Pian Neiretto dove si trova il cartello per il Rifugio della Balma. Molta umidità oggi che saliva dalla pianura, sembrava di stare in una sauna, ogni tanto si apriva la porta e arrivava una folata di aria fredda a gelare il sudore nella maglietta. Salita monotona, anche il vallone non mi ha colpito per essere particolarmente attraente. Mi sono fermato al rifugio per un buon caffè e sono arrivato al colle di Robinet dove tirava un’aria gelida. Dal colle alla vetta si trova un tratto con catene forse anche ridondanti, mentre il passaggio che a me è sembrato più delicato era protetto solo da una corda. Ma in assenza di neve o bagnato non da problemi. Dalla cima rapida discesa al colletto con il Loson e risalita sullo stesso. Ancora discesa fino ad incontrare un bivio. Per il Colle della Rossa indicava di scendere a destra al Lago Ruen. Non conoscendo la zona ed essendo ormai avvolto dall’ovatta che saliva dalla Val Chisone mi sono fidato, ma penso sarebbe stato meglio continuare verso il Colleto della Balma e aggirare la Punta del Lago Sud sul versante Sangone. Magari trovando ancora un po’ di carburante per salire in vetta. Invece discesa ripidissima al lago (una scritta offre la scelta tra la variante ripida o quella attraverso frana) e ancora oltre fino ad incontrare il bivio per il Colle della Rossa. Sono arrivato al Colle sempre nell’ovatta e per fortuna ho sentito parlare e seguendo le voci ho trovato la traccia per scendere al rifugio. Entro nel rifugio e alle 3 era ancora pieno di gente al tavolo che magiava, rinuncio a chiedere un panino e sono sceso per la sterrata, schivando pastori maremmani a guardia delle capre fino ad arrivare alla macchina
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
note su accesso stradale :: Pagare 10 euro di parcheggio lo trovo un balzello ingiusto
Giornata splendida con il Monviso senza una nuvola fino alle 13. Tanta gente verso il Buco del Viso, ma anche una decina di persone alla Meidassa. Al ritorno, al Pian Mait ho preso la deviazione (palina) per il Colle Armoine. Si risale su comodo sentiero erboso, un bel cambio dalle pietraie, fino quasi sotto le pareti della Meidassa. Si attraversa un canalone eroso (catene nuove in posto, foto) e il sentiero porta in leggera discesa fino al Colle da dove sono sceso verso i Piani del Re ricongiungendomi al sentiero di salita.

tratto con catene tra Pian Mait e il Colle Armoine
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: il balzallo di 10 euro ai Pian del Re mi sembra ingiusto
Splendida giornata con il Monviso senza nuvole fino alle 13. Poche chiazze di una spolveratadi neve, residua delle ultime nevicate prima del colle e della vetta. In discesa al pian Miat ho preso la deviazione per il Colle Armoine (palina). Il sentiero risale con alcuni tornanti, su comoda erba, un bel cambio rispetto alle pietraie fin quasi a toccare le pareti rocciose. Attraversa un canale di sfasciumi protetto da catene in ottimo stato (vedi foto). Prosegue poi il leggera discesa fino a pochi metri sotto il Colle. Dal Colle si scende su sentiero fino a ricongiungersi con l'itinerario di salita

tratto con catene tra Pian Mait e Il Colle Armoine
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio a pagamento (6 Euro) all'Alpe Devero
Gita veramnete bella al cospetto del Rothorn e del Cervandone con buoni panorami verso la Svizzera su ottimo sentiero fino al Passo di Crampiolo. Più laboriosa la discesa dal colle su pietraia almeno per me che ho le ginocchia fuori garanzia. Arrivato alla piana dell’Alpe, si attraversa il torrente su un ponticello e si seguono le indicazioni per il Passo della Rossa che portano al gruppo di case di Cantore. Si sale tra le case tenendo il torrente a destra fino a passarlo su una passerella. Si sbarca su uno sterrato che diventa sentiero e si inerpica verso i Piani della Rossa, sentiero abbondantemente segnato con vernice bianca e rossa. Si arriva così alla paretina con scala. Ci sono i pioli così ravvicinati che ci può salire anche un bambino. Inizia qui la parte più bella. Si attraversa una specie di altopiano con piccoli laghetti sempre seguendo l’abbondante bollinatura in compagnia della mole del Corno Rosso. Dal cippo di confine si seguono le indicazioni per il Passo di Crampiolo in leggera salita ed in breve lo si raggiunge. Ottimo punto panoramico sui laghetti sottostanti e sulle montagne svizzere. La marcatura bianco rossa prosegue fitta per la prima parte della discesa. I bolli si mantengono a sinistra del nevaio perenne sulla pietraia. Volendo si può scendere quando si vuole sul nevaio stesso e puntare verso la sua terminazione inferiore dove si ritrovano i segni. Si riparte su pietraia e sotto già si vede il secondo nevaio. Alcuni ometti puntano a destra, ma i segni rossi sono appena a destra del nevaio che si può percorrere più agevolmente. Ci si inoltra tra grossi massi e si scende sull’ultima lingua di neve che si percorre tutta. Più o meno qui i segni bianco rossi finiscono e se ne trovano altri giallo arancioni. Ma ormai si è su un sentiero che scende lungo un versante franoso di rocce e detrito rossastri. Finita la rampa si sbarca nel verde, il sentiero scende tranquillo nel bosco fino a raggiungere il sentiero lungo lago. Ormai non resta che raggiungere la diga e scendere a Crampiolo e quindi al Devero.

Dal Passo di crampiolo il primo nevaio scendendo

Il primo nevaio sotto il Passo di Crampiolo visto dal basso

Il secondo nevaio scendendo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio a Posio a lisca di pesce con 8 posti
Splendida giornata, purtroppo tutto secco non so come faranno gli alpeggi a nutrire ed abbeverare le mandrie. Qualche rimasuglio di neve nei versanti meno esposti. Consiglio a chi arriva in cima di proseguire sulla cima fino ad arrivare sopra il colletto di Oreggi perché il panorama è più aperto e si ha una bella vista sul lago d’Eugio. Al ritorno sceso dal Blessent verso le alpi Busiera e raggiunta la sterrata per tornare a Posio. Sotto le alpi c’era un cavo tipo teleferica tirato attraverso la sterrata a pochi cm da terra. Occhio a non inciampare
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Arrivati a Campertogno (frazione Piana) si trova un comodo parcheggio sulla sinistra. Si torna indietro sulla strada per qualche decina di metri e si imbocca una stradina prima di un ponticello. Sulla strada arriva anche il sentiero come descritto nella relazione e si trovano parecchi segnali del sentiero 287. Si sale lungo la strada a fondo naturale che prende quota con numerosi tornanti fino all’Alpe Sella. Pochi metri sopra il sentiero si biforca (paline per la Colma di Carpentogno a sinistra). Il sentiero largo e ben evidente attraversa una forra ed in breve si raggiunge l’Alpe Ambrogione su una costa soleggiata con vista aperta su tutta la testata della val Sesia. Oggi qui iniziava un po’ di neve in ombra che continua finché non si attraversa un secondo solco e si ritorna al sole. La traccia è comunque evidente per cui senza problemi si arriva alla Colma di Carpentogno. Da qui mi sono tenuto sulla cresta per schivare chiazze di neve con fondo gelato appoggiate sull’erba Olina stirata dal gelo. Io mi sono fermato su una specie di anticima con grande panorama sul Rosa ed oggi sulle alpi centro-orientali perché ero finito nella neve fonda. Scendendo ho incontrato un valligiano che mi ha detto che dovevo stare più vicino alla cresta per passare. Per la discesa dalla Colma di Carpentogno ho seguito il sentiero 286 (ma non è stata una grande idea) che prosegue sulla cresta fino a che questa non si raddrizza. Una traccia prosegue in salita, a sinistra si trova una palina che indica la direzione per la Colma. Si segue il sentiero che però è meno definito di quello seguito in salita. Si dipana in mezzo ad un bosco pieno di alberi caduti, talvolta franati con tutte le radici fino ad arrivare all’Alpe del Piano dell’Erba. Dopo è anche peggio. Si scende in un ripido bosco rado con la traccia invasa da foglie secche che costringono ad una continua attenzione per non scivolare. Un’infinità di stretti tornanti ed un paio di traversi portano a sbucare a Carpentogno, si scende lungo la strada e si torna al parcheggio.
Un grazie al Cai di Varallo per la tracciatura dei sentieri e per la descrizione degli itinerari sul loro sito. Utile anche il portale cartografico del Piemonte con le carte topografiche e la open street, molto dettagliata anche nei sentieri

Colma di carpentogno

Neve oltre l'Alpe Ambrogione

Panorama verso est

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Dentro Rossa la strada compie tre tornanti. Sui rettilinei tra i tornanti vi sono dei parcheggi. Nei giorni di scarso affollamento si può provare nel più alto, da dove parte la mulattiera. Altrimenti appena sotto c’è una piazza alberata ottima per tenere la macchina fresca nella stagione calda e dove si trova anche un negozio di alimentari. In ogni caso bisogna salire fino a dove finisce la strada e sulla sinistra imboccare la mulattiera con un pannello in legno che indica la piana. Continuando a salire compare il segnavia 400 e ad ogni bivio è ben indicata la direzione da seguire grazie all’eccellente lavoro del CAI di Varallo. Si passano le case della Piana e si sale nel bosco passando diverse baite fino a sbucare sul pratone che precede l’alpe Campello. La vetta è ormai visibile, si vede quella che sembra una croce ma che in realtà è un telefono per le chiamate di emergenza del soccorso alpino. Si entra ancora in un boschetto passando accanto ad una formazione rocciosa detta Sass del Bek. Usciti dal bosco ci aspetta una bella rampa che seguendo l’ampia cresta erbosa sale lungo la linea di massima pendenza toccando le Api Prato Bianco. E qui vorrei ringraziare chi ha addobbato un albero con le decorazioni natalizie. Ormai il più è fatto. Si contorna sulla sinistra un’anticima e con pochi metri di dislivello si è in vetta. Per la bella stagione è anche stata approntata la sala da pranzo!
Panorama ottimo dall’Alpe di Mera fino al Rosa e alla catena del Capio, Massa del Turlo e verso sud fino alla pianura.

parte alta dell'itinerario

il Rosa dalla cima

vetta con sala da pranzo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1600
Quest’anno poca neve, discontinua all’inizio della pista e fino a quando si passa sotto la seggiovia, le racchette le ho messe per non scivolare sul fondo ghiacciato, ma ho dovuto passare sull’erba in due punti. Al ritorno le ho tolte poco dopo essere passato sotto la seggiovia. Poi nel tratto in ombra prima di ripassare sotto la seggiovia è più compatta perché non è mai al sole. Anche sul piano neve poco profonda, solo passato l’arrivo dello skilift, quando la traccia si sposta dalla cresta, si entra in neve un po’ più profonda. In vetta c’era l’erba sotto il ripetitore. La traccia per salire è sempre evidente, talvolta si diramano diverse interpretazioni della salita, ma si riuniscono poco dopo. Nessuno in vetta oggi tanto sole e panorama infinito
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: La strada non era ancora chiusa, la prima parte di sterrato è piuttosto malconcia, ma dopo poche centinaia di metri il f
Ero partito con l’idea di salire alla Rossa, ma mi ero portato dietro la relazione di gibet per la Bellavarda, cima con cui avevo un conto aperto per averla salita da Lities completamente nella nebbia. Vista la giornata senza nebbie ho proseguito verso la Bellavarda. Fino all’Alpe di Coassolo si sale comodamente lungo la strada, mai troppo ripida, con la possibilità di un paio di scorciatoie. Oltre l’Alpe si segue lo sterrato che diviene sentiero praticamente in piano fino al Colle della Gavietta. Da qui ho preferito prendere il sentiero che scende all’Alpe Soglia, invece di proseguire in cresta come da relazione. Si perdono circa 50 metri, più o meno equivalenti a scavalcare il primo dosso sulla cresta. Questa parte di sentiero percorre dei versanti ripidi coperti di erba olina. La traccia è stretta, talvolta invasa dall’erba e in un paio di punti occorre usare le mani. Non è da percorrere se bagnata perché una scivolata potrebbe avere brutte conseguenze. Dall’Alpe Soglia il versante perde di pendenza e si risale seguendo i segni bianco-rossi fino alla depressione tra la Marsè e la Bellavarda. A scelta si può salire prima una o l’altra. Io sono salito subito alla Bellavarda per il panorama. E già alle 12 qualche nuvoletta si formava sui rilievi a nord della cima. Sono sceso e risalito sulla Marsè dove ho trovato il contenitore del libro di vetta non chiuso bene ed il libro era purtroppo bagnato fradicio. Al ritorno la nebbia ha coperto le cime verso le 2 del pomeriggio, ma ormai le foto le avevo fatte

Tra L'Alpe Soglia e il Colle della Gavietta

Puntà marsè
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
In previsione della caduta delle temperature prevista dai siti meteo mi sono regalato questo ultimo facile 3000. L’inizio è piuttosto tedioso, si risale i numerosi tornanti della strada dell’ENEL dapprima su asfalto, si passa la galleria ormai senza alcun cancello e si arriva alla centrale. Si continua sulla strada oppure si seguono i segnali bianco rossi a sinistra della centrale che comunque si ricongiungono alla strada sterrata. Si passa il torrente su un guado rafforzato con il cemento e si entra in un bel pianoro. Su un grosso masso si trova l’indicazione per il Lago della Rossa. Il sentiero compie una lunga diagonale verso sinistra per superare le balze rocciose che reggono il Lago delle Rossa. Si arriva in breve alla diga. E questa è già di per sé una meta appagante. Traversata la diga i segni bianco-rossi guidano fino al Collarin d’Arnas. Un metro sotto il passo si stacca un sentiero evidente sulla destra, c’è anche un cartello, ma lo si vede salendo dal versante opposto, il sentiero, segnalato anche da ometti risale il versante della Punta Fortino fino ad arrivare all’anticima con un’evidente affioramento di rocce scure che si contorna sulla destra ed in breve sulla punta.

dalla vetta il lago dietro la torre, a destra il sentiero per il lago della rossa

dopo il Collarin verso la vetta

cartello al Collarin
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Tutte le sue gite

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    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (28/08/15)
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    Maccagno (Passo del) da Niel per il Colle di Lazoney (26/09/14)
    Lazoney/Lazouney (Punta) da Niel, anello per i colli Loo, Bocchetta di Niel, Mologna Grande e Piccola (26/09/14)
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    Rognosa della Guercia (Testa) da Sant'Anna di Vinadio per il Passo Tesina e Colle Seboulè (10/10/11)
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