luca94


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partenza ritardata alle 6.50, si dormiva troppo bene in tenda !! Solita lunghissima e noiosa mulattiera fino al rifugio, da dove inizia la neve, qualche piccolo nevaio 100 metri prima ma che non da fastidio! Attenzione all'altezza della cascata in prossimità del rifugio solito passaggio complicato che risale la gradinata a causa della neve e dell'esposizione sulla cascata sopratutto per chi sale per una passeggiata al Rif.
Traccia perfetta, molto ben gradinata. Non ho usato ne ramponi ne ramponcini fino in punta, usati poi in discesa per aver un maggior grip in neve ormai rinvenuta parecchio e che scivolava , sopratutto dopo la fine della morena. Visto l'aumento delle temperature l'ideale sarebbe il rientro in Rif. non dopo le 11.
Solito paesaggio spettacolare, ho avuto l'intuito di azzeccare le tempistiche, cosi da salire quasi sempre senza giacca non avendo mai freddo e piedi gelati.
Consigliata prima del gran caldo, in quanto la copertura nevosa consente un buona progressione essendo pressoché ancora continua da dietro il rifugio, prestare un pò più di attenzione ai buchi vicino alle pietre che affiorano in quanto la neve a minor consistenza in tarda mattinata.
3.45h Pont/Madonnina 1.45h discesa

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 2500
attrezzatura :: scialpinistica
Era il piano B della giornata, dopo aver visto una Tresenta abbastanza pelata dove la neve sembrava tutt'altro che bella ho optato per una bella sciata, sicura! Dopo aver superato il Rif. Vittorio Emanuele si percorre tutto il falsopiano fino alla base della Tresenta per poi svoltare a destra dove si risale il ghiacciaio di Montcorvè. Si arriva al colle per ampi pendii mai sostenuti, ho proseguito verso una piccola cima a sinistra con un caratteristico dente di pietra (ultimo strappo con ramponi, pendenza 60gradi. Per il rientro ho seguito le tracce a ritroso non trovando un posto per mettere gli sci, utile picozza). Discesa su un tappeto di neve infinito, una spettacolo. Neve quasi perfetta ma alle 11 non aveva ancora mollato più di tanto, dopo aver superato il Rif. stando per i pendii di sinistra si arriva comodamente ai due ponti in legno che riportano al sentiero.
Temperature molto variabili, partenda con 1 grado alle 7, rientro con 31 gradi in macchina. Per fortuna il caldo non si è fatto molto sentire su in alto ma le temperature di questi giorni aumenteranno notevolmente la quota neve che per adesso permette un portage di circa 40/50 min.


Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Con strada chiusa partenza obbligatoria dalla sbarra, in assenza di neve abbiamo portato sci e scarponi a spalle partendo con le scarpette per poi cambiare asseto al ponte davanti al Bricco. Di li neve continua trasformata e con buon rigelo, attacchiamo il canale d'arnas alle 10 sci a piedi, il canale si presenta buono abbastanza pieno e con le pietre di metà canale ancora coperte quasi del tutto . Noi siamo riusciti a salire tutto sci ai piedi seguendo la traccia del giorno prima che giustamente passa tutto a sinistra ed evita di andare sotto la parete rocciosa soggetta a qualche scarica di pietre. Qualche passaggio un pò più laborioso nei pressi delle pietre ma nulla di che. Ramponi negli ultimi 100 metri dove il canale impenna un pochino, uscendo a destra per evitare una placca anche se ormai sicura. In 10 minuti al Rifugio Gastaldi poi puntatina a Rocca Turo su neve non bellissima a tratti ghiacciata e molto grutuluta. Rientro veloce passando su belle pendenze sempre nel canale d'arnas dove la neve aveva appena mollato in alto mentre un pò marcetta in basso, nella conca neve veloce (occhio a qualche ramo che comincia a sbucare) fino al ponte poi nuovamente sci a spalle! Con Simo.

Gastaldi

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo l'abbondante farina di venerdi scorso girando tra Fournier, colle Begino e qualche traversata oggi ho deciso di stare vicino a casa cambiando completamente esposizione.
Si parte sci ai piedi dalla macchina, mulattiera ben battuta con qualche pietra che affiora alla partenza poi buona copertura . Dal Bricco saliti lungo il sentiero estivo, purtroppo lungo i pratoni non ce' neve quindi sci a spalle per accorciare (consigliata anche la discesa da Col Battaglia, ovviamente più lunga). Traverso con buone peste e non ghiacciato (ore 11.00) di li ottima salita come meglio si crede su buona neve trasformata e che aveva mollato appena. Dalla punta, ovvero dove ce l'ometto di pietra, abbiamo proseguito per cresta verso la cima alpinistica della rossa di Sea, con ramponi indispensabili nei tratti più dritti e duri. Be per la discesa niente da dire la migliore della stagione su neve trasformata con due dita di pappina sopra. Non siamo arrivati in punta ma solo all'anticima, da dove siamo scesi diretti su pendii sostenuti per per riportarci tutto a destra dentro il canalone. Riscesi poi per il traverso e sentiero fin sopra bricco.
Con SImo ;)
Anche con queste temperature non occorre scendere prima della mezza, l'1. Super consigliata finchè non cambiano condizioni e temperature.


Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Come ieri solito portage fino allo spiano sopra Bogone, poi volendo si possono "già" mettere gli sci. Il tratto di strada fino al rifugio Ciriè è ormai alla frutta, neve compatta e ghiacciata in un paio di punti si vede la strada. Oggi la neve era decisamente molto più ghiacciata di ieri, stessa ora, ma la notte molto fredda non ha lasciato scampo. Oggi avevo i miei sci nuovi quindi pelli e lamine perfette altrimenti i coltelli erano quasi d'obbligo. Discesa stando tutto a destra con neve molto liscia visto i numerosi passaggi ma decisamente dura, poi per gli ultimi 150 metri sono sceso diretto lungo i pendii più ripidi appena sopra la svolta, neve davvero dura ma parecchio grutuluta, non crea particolari difficoltà. Curioso vedere come cambiano queste bellissime classiche in base alla qualità della neve, oggi decisamente più impegnativa del solito!
Rientro super rapido, spingendo ben poco, poi da Bogone sci a spalle tagliando per i pratoni, in 10 minuti alla macchina.
Prestare massima attenzione in alcuni punti della stradina, specie in discesa. Consigliati ramponcini, accessorio fondamentale per non farsi male in queste condizioni!
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo il caldo dei giorni scorsi si portano gli sci a spalle per i primi 170 metri di dislivello, ovvero dopo Bogone dove la mulattiera spiana. Veloce progressione sul piano anche grazie alla neve parzialmente ghiacciata e ben compatta. Dopo il Rif Ciriè (aperto) ho deviato a destra seguendo i pendii dove si trova il sentiero "delle mucche". Da pian Ciamarella in poi buon innevamento, si segue il classico itinerario fino al canalone finale dove oggi richiedeva i ramponi, a tratti entravano solo le punte mentre in alcuni segmenti si riusciva a fare una bella pesta su neve decisamente più morbida. Discesa davvero bella ma che varia notevolmente in base alle linee che si sceglie di seguire, avendo testato la neve salendo sono sceso lungo le tracce dove la neve era più compatta con un velo di farinella pressata, Top. Sceso seguendo il torrente sopra il rifugio, richiede un pò d'attenzione in quanto non molto pieno con parecchie pietre affiorati, anche li qualche bel saltino su alcuni tratti belli ripidi. Finalmente una bella gita che si avvicina notevolmente al vero sciAlpinismo restando comunque nulla di estremo. Molta gente in giro, battaglia, rossa di sea e un francese a punta Adami salito per l'Arnas, sconsigliato in quanto marmoreo.
Strada di rientro veloce scorrevole ma molto ghiacciata, scendere con cautela.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Pensavo di trovare almeno un pò di neve lungo la stradina che sale a Sant'Anna, invece complici i 10 gradi al parcheggio e qualche mezzo che ha rimosso completamente la neve lungo la strada, sci a spalle. Dopo qualche tornante però prendo la pista dove ravanando un pò e seguendo una vecchia traccia arrivo abbastanza velocemente al traverso che porta all'arrivo della seggiovia, sempre però passando al bordo della pista dove la neve non è stata tolta. Da sant'Anna tutta un'altra storia, complice la super nevicata la pioggia e il caldo, il vallone che sale al Betta è ricoperto da una moquette che neanche ad aprile. Si può salire e scendere dove si vuole, non si vedono e non si toccano pietre. Dal colle Bettaforca ho proseguito sino a 2900 mt su pendii intonsi. Discesa su un dito di pappina su pendii lisci come un biliardo. Ho preso poi la pista nera (dal Sitte), credo, per scendere evitando la stradina. Pista grutuluta e spesso ghiacciata nei punti non esposti al sole, gli ultimi 200 mt consigliabile farli a piedi.

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Sci ai piedi a 5 minuti dal parcheggio, neve scarsa e già molto bagnata anche perchè piovigginava sino ai 2100mt. Buona traccia fino all'arrivo della seggiovia. Primi 300 metri molto ben sciabili su una buona quantità di neve appena umida. Ripello questi 300 metri per godermi l'unico tratto divertente. Poi si scende cercando di salvare gli sci, facendo un minimo di attenzione si riesce a non toccare pietre. Molto umido e temperature decisamente alte complice anche la schiarita dopo le 13.
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti lungo il Ventina direttamente dal parcheggio, 30 cm che aumentano notevolmente con la quota. Pista passata dal gatto ma non fresata. Fino al ristorante di Cime Bianche seguendo il ventina poi tagliato a sinistra lungo la stradina che porta al versante opposto. Fornet, Bontadini e colle del Teodulo. Vento e temperature davvero rigide. Purtroppo discesa delle peggiori in un mare di nebbia nauseante. Rientrati a Plan Maison decidiamo per un rientro in funivia (6 euro). Lingue di piste già fresate sopra Plan ma ricoperte da neve e vento. La nuova neve di oggi avrà cambiato nuovamente la situazione, sperando che il vento non rovini i giochi.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 3000
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti dal grosso parcheggio sotto i primi impianti di Cervinia, si risale per il ripido sentiero n.15 che arriva a Plan Maison. Sci a spalle fino al Teodulo poi finalmente si mettono scarponi e sci, la fatica per i 1300+ sparisce e lascia posto alla gioia della prima pellata di stagione. Piste sul ghiacciaio ben battute e per essere all'8 di ottobre ancora un buon innevamento anche se si intravede spesso il ghiaccio di sotto e non manca qualche buco lunghe le piste. Dal piccolo Cervino si lascia la parte battuta e si prosegue per il ghiacciaio con un'esile traccia. Deviamo a sinistra per il Breithorn e all'altezza del traverso mettiamo i ramponi che teniamo sino in punta, si supera un crepaccio di piccole dimensioni con un buon ponte. Il traverso presenta una buona traccia in rilievo ma per lo più in ghiaccio, gli ultimi 100 metri sulla dorsale abbiamo tracciato su una ventina di centimetri di neve riportata dal vento, poi finalmente la cresta di vetta. Purtroppo la nebbia ci ha avvolti proprio in punta per poi aprirsi una volta scesi. Discesa tenendo i ramponi sino alla base del pendio, poi tenendo le pelli abbiamo risalito il ghiacciaio fino al Piccolo Cervino. Tolte le pelli giù a bomba su piste appena fresate con una sciata fantastica per essere la prima. Dal Teodulo di nuovo in scarpette fino a Cervinia consapevoli del lungo tratto che ci aspettava. Prima volta dal paese, davvero soddisfati. In cordata con Simo.
Seguendo questo percorso: 27 Km - 2150+ - 8.00h.
Quota neve 3300 mt.
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