luca94


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Pensavo di trovare almeno un pò di neve lungo la stradina che sale a Sant'Anna, invece complici i 10 gradi al parcheggio e qualche mezzo che ha rimosso completamente la neve lungo la strada, sci a spalle. Dopo qualche tornante però prendo la pista dove ravanando un pò e seguendo una vecchia traccia arrivo abbastanza velocemente al traverso che porta all'arrivo della seggiovia, sempre però passando al bordo della pista dove la neve non è stata tolta. Da sant'Anna tutta un'altra storia, complice la super nevicata la pioggia e il caldo, il vallone che sale al Betta è ricoperto da una moquette che neanche ad aprile. Si può salire e scendere dove si vuole, non si vedono e non si toccano pietre. Dal colle Bettaforca ho proseguito sino a 2900 mt su pendii intonsi. Discesa su un dito di pappina su pendii lisci come un biliardo. Ho preso poi la pista nera (dal Sitte), credo, per scendere evitando la stradina. Pista grutuluta e spesso ghiacciata nei punti non esposti al sole, gli ultimi 200 mt consigliabile farli a piedi.

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Sci ai piedi a 5 minuti dal parcheggio, neve scarsa e già molto bagnata anche perchè piovigginava sino ai 2100mt. Buona traccia fino all'arrivo della seggiovia. Primi 300 metri molto ben sciabili su una buona quantità di neve appena umida. Ripello questi 300 metri per godermi l'unico tratto divertente. Poi si scende cercando di salvare gli sci, facendo un minimo di attenzione si riesce a non toccare pietre. Molto umido e temperature decisamente alte complice anche la schiarita dopo le 13.
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti lungo il Ventina direttamente dal parcheggio, 30 cm che aumentano notevolmente con la quota. Pista passata dal gatto ma non fresata. Fino al ristorante di Cime Bianche seguendo il ventina poi tagliato a sinistra lungo la stradina che porta al versante opposto. Fornet, Bontadini e colle del Teodulo. Vento e temperature davvero rigide. Purtroppo discesa delle peggiori in un mare di nebbia nauseante. Rientrati a Plan Maison decidiamo per un rientro in funivia (6 euro). Lingue di piste già fresate sopra Plan ma ricoperte da neve e vento. La nuova neve di oggi avrà cambiato nuovamente la situazione, sperando che il vento non rovini i giochi.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ok
quota neve m :: 3000
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti dal grosso parcheggio sotto i primi impianti di Cervinia, si risale per il ripido sentiero n.15 che arriva a Plan Maison. Sci a spalle fino al Teodulo poi finalmente si mettono scarponi e sci, la fatica per i 1300+ sparisce e lascia posto alla gioia della prima pellata di stagione. Piste sul ghiacciaio ben battute e per essere all'8 di ottobre ancora un buon innevamento anche se si intravede spesso il ghiaccio di sotto e non manca qualche buco lunghe le piste. Dal piccolo Cervino si lascia la parte battuta e si prosegue per il ghiacciaio con un'esile traccia. Deviamo a sinistra per il Breithorn e all'altezza del traverso mettiamo i ramponi che teniamo sino in punta, si supera un crepaccio di piccole dimensioni con un buon ponte. Il traverso presenta una buona traccia in rilievo ma per lo più in ghiaccio, gli ultimi 100 metri sulla dorsale abbiamo tracciato su una ventina di centimetri di neve riportata dal vento, poi finalmente la cresta di vetta. Purtroppo la nebbia ci ha avvolti proprio in punta per poi aprirsi una volta scesi. Discesa tenendo i ramponi sino alla base del pendio, poi tenendo le pelli abbiamo risalito il ghiacciaio fino al Piccolo Cervino. Tolte le pelli giù a bomba su piste appena fresate con una sciata fantastica per essere la prima. Dal Teodulo di nuovo in scarpette fino a Cervinia consapevoli del lungo tratto che ci aspettava. Prima volta dal paese, davvero soddisfati. In cordata con Simo.
Seguendo questo percorso: 27 Km - 2150+ - 8.00h.
Quota neve 3300 mt.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Si segue il sentiero n.321 dai Rivotti sino al Gias di Mezzo per poi deviare a sinistra. Ecco dal bivio il sentiero va e viene si seguendo comunque vari bolli e ometti. Dopo aver passato Gias Vei il poco che c'era sparisce completamente rimangono solo più i segni bianchi e rossi. il Pendio erboso da risalire è davvero "ripido". A circa 200m dalla cima inspiegabilmente si ha una sorta di sentiero che con qualche veloce svolta supera più facilmente questo ultimo tratto. In prossimità della punta qualche passaggio a quattro zampe e poi ultimo tratto in cresta. Panorama a 360 gradi specialmente con la giornata di ieri. Non sottovalutare la discesa e cercarsi in salita punti di riferimento per ritrovare i passaggi più ostici. Gita più di ricerca che rilassante dovuta soprattutto per la mancanza di un buon sentiero. Forse dovuto al fatto che proprio proprio la salita a questa montagna che da lontano pare banale non lo sia più di tanto. Essendo anche angoli della Val Grande poco conosciuti e frequentati. Discorso ben diverso per il versante opposto che collega la frazione dei Rivotti a Ceresole tramite il colle della Crocetta.



Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Salito al Gastaldi (chiuso). Si perdono una cinquantina di metri per andare a prendere il sentiero che risale la cresta morenica. Cresta molto sottile e spesso scivolosa a causa del fondo non proprio consistente. Sentiero sempre abbastanza visibile con numerosi ometti. Non essendoci più neve la progressione viene rallentata un pò dai numerosi massi non sempre stabili da superare. Dopo il tratto in piano si risale sempre su sfasciumi con un sentiero ben scavato, ma si hanno più possibilità di salita volendo. Divertente ultimo tratto di cresta che porta all'ometto di punta. Bella la traversata che si può fare una volta superata la punta verso i denti del Collerin. Da percorrere con attenzione in quanto la roccia si spacca facilmente.
Bel tempo sin dal mattino poi qualche nebbia che per fortuna si è fermata all'altezza del Gastaldi rendendo il rientro facile e veloce, temperature ancora alte e assenza di vento.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Lasciata la macchina al colle, dopo il primo tornante si incontra il bivio da dove parte il sentiero. Non ci si può sbagliare tutto ottimamente segnalato anche il bivio per la Basei. Nel lungo traverso bisogna seguire i moltissimi ometti ma si intravede anche una sorta di sentiero. Al colle si prosegue per l'ampia cresta con buon sentiero fino all'ultimo tratto per salire il torrione roccioso, il tratto ripido si sale facilmente aiutandosi con i canaponi. Qualche nebbia in cima lato Serrù. Al ritorno una volta arrivato ai piani ho ancora fatto il giro dei due laghi Leità e Rosset per poi scendere al rifugio Savoia, di li alla macchina in 10 minuti seguendo la strada che risale al colle.
Finalmente poche persone e sopratutto auto, rendendo ancora più apprezzabile la bellezza del posto che non delude mai.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: 3 euro parcheggio giornaliero
Partito dal park intorno alle 11 e mezza, conosco bene il percorso questa e stata la mia decima salita a questa montagna che considero una delle più belle qui in zona. Dislivello e spostamento impegnativi, quindi da non sottovalutare. Nessun problema fino al ghiacciaio, traccia quasi sempre ben evidente spesso ancora io sbaglio salendo le pietraie subito dopo pian Gias ma si recupera facilmente il sentiero. Il ghiacciaio, o quello che ne rimane, lo si può affrontare in più modi in base alle proprie capacità e alle condizioni. Io ho preferito non portarmi niente dietro e viste le condizioni (no crepi significativi e nelle metà superiore ancora un buon metro di copertura nevosa) si progredisce molto velocemente anche con scarpette. Superato il ghiacciaio in 2.10h poi si attacca la parte piu sfasciumosa del percorso prima a zig zag poi nel lungo traverso. Dal piano fino in cima ho seguito la cresta rocciosa sulla destra, non impegnativa. In cima in 2.45h.
Giornata secca con alta pressione. Non una nuvola e panorama a 360 gradi dal più lontano Monte Bianco alla dirimpettaia Bessanese. Bellissmo!!


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo itinerario :: poco faticoso
tipo clima :: corretto
note su accesso stradale :: ok
In occasione della festa di San Domenico, bella salita sino alla croce. Prima parte fino alla chiesetta sentiero ottimamente pulito, poi un po' coperto dalla solita erbaccia. Con Simone abbiamo deciso di provare a raggiungere la meno battuta Uja di Pratofiorito che da difronte proprio a punta Marsè. Ci si aspettava un sentiero o almeno qualche piccola traccia, invece nulla. Bisogna seguire il filo di cresta inventandosi un po' la linea. A metà la cresta presenta un salto che noi abbiamo aggirato a sinistra per poi risalire in cresta. Bellissima la punta con la caratteristica croce bianca che ho sempre solo visto dalla Bellavarda.
Cresta per lo più rocciosa, intervallata da qualche tratto di erba e rododendri. Facile ma non banale quasi sempre da risalire a quattro zampe, con qualche piccolo passaggio aereo molto bello. Conviene effettuare il tutto con roccia e erba asciutta.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok, parcheggio 3 euro
Salita passando dal Rif. Gastaldi, di li si segue indicazioni per il lago della rossa, scendendo ai caratteristici laghetti glaciali. A circa 2600 metri si prende il bivio per il vallone del Crotas con l'omonimo lago. Si scende al lago per poi risalire al passo di Bessanetto, di li seguendo l'ampia cresta si arriva all'ultimo tratto roccioso che da la caratteristica forma a questa punta. Qualche passaggio a due mani e si raggiunge la lunga punta con al centro l'evidente ometto. Tempo permettendo si ha una visione a 360 gradi su tutta la val D'Ala. Ritorno seguendo i vari sali e scendi fino al rifugio Gastaldi. In alternativa si può scendere passando per il passo delle Mangioire con arrivo alla villa Sigismondi (Bricco) .
Vari attraversamenti di torrenti dove si riesce a passare senza bagnarsi i piedi ma bisogna un po' cercarseli.

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Tutte le sue gite

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