lorry62


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Poco da aggiungere alal relazione di Matteo.
Il tratto finale del primo tratto di cresta rocciosa può essere completato o su tracce di sentiero un po' sfasciumoso, o seguendo l'aereo filo di cresta (bolli rossi). Consiglio senz'altro quest'ultimo, la roccia sul file di cresta è eccellente e con ottimo grip.
L'ultimo tratto di cresta può essere aggirato restando leggermente bassi sulla sx. Si passa in diagonale una placconata appoggiata, da fare in aderenza sfruttando le tacchette per gli scarponi, si torna in cresta a pochi metri dalla cima.
La Brèche al ritorno è il punto più pericoloso. Il terreno intriso d'acqua lascia cadere rocce grosse come palloni solo ad alitarci. Ci sono 3 soste, la prima e l'ultima sono inutili, mentre conviene proprio calarsi dall'intermedia non perché sia difficile da disarrampicare, ma per togliersi al più presto di lì. Corda da 30 doppiata è sufficiente. .
Attenzione sul ghiacciaio ai crepi a campana, sottilissimi a filo del terreno, da superare senza indugiare sui bordi.
Gita sociale del CAI Pinerolo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Divertente escursione da fare in mezza giornata.
Alla data, si sale senza quasi più toccare neve.
La crestina non è difficile ma qualche passaggio è da fare con attenzione perché molto esposto.
Il sentiero è poco visibile scendendo e quasi invisibile salendo. Conviene tenersi il più possibile sul filo di cresta, magari si usano le mani qua e là, ma almeno la roccia è decente. Le deviazioni dal filo di cresta sono solo un paio e per non più di un paio di metri.
Attenzione: il bivacco citato in relazione non c'è più. Deve essere franato via.
La "scalinata" (un comodo camino ascendente), evidente durante la discesa, è quasi invisibile (infatti non l'ho visto) salendo. Aggiungo una foto dalla quale forse si capisce dove è. In alternativa, ma sconsigliato, si può salire dal versante lato lago qualche metro più avanti, su terreno franoso: piccozzetta utile.
Il panorama grandioso sulla vetta del Moncenisio da un lato, sul lago e sul circo dalla Lamet dall'altro, meritano ampiamente la salita.



Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
quota neve m :: 2300
:: scialpinistica
Neve portante per scarponi fino all'attacco del canalino. Poi salito con sole ciaspole (di tipo alpinistico, ramponate) fino in vetta. Usati i ramponi solo nella discesa.
Neve dal canalino in su semplicemente favolosa.
Per chi va a piedi consiglio di prendere la cresta finale più in alto della traccia skialp, cercando di spostarsi il più possibile verso il filo di cresta. Il traverone appena sotto la cresta è su neve migliore ed è meno ripido.
Una simpatica variante è salire al Signal du Lamet (la punta alla destra, salendo) e poi andare alla Pointe de Lamet via cresta. Richiede una mezz'ora in più.
Con Ovidio, Giovanni e Rosy.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Tratto finale a Colla Melosa rovinato. Ampie buche colme d'acqua
Fatto anello classico: sentiero degli Innamorati-Sentiero degli Alpini - Incisa-AVML-Passo Dragurina - Toraggio - Passaggio a Nord Ovest-Passo della Valletta-rientro alla Melosa.
All'Allavena mi dicono che fino alla settimana scorsa l'Incisa era ingombra di neve; adesso è accessibile senza problemi. Ancora un po' di neve al colle della Valletta, ma non dà problemi, e nel canalino del passaggio a Nord Ovest. Usata piccozzetta, ma si può fare senza. Ramponi inutili.
Il sentiero degli alpini a parte l'esposizione è un E normalissimo.
Invece il sentiero degli Innamorati è un EE pieno, con un passaggino esposto su roccia bagnata e friabile, attrezzato. Non so che idea abbiano qui di un sentiero per innamorati, ma non è passeggiare sognanti mano nella mano. Lì le mani se ne devono stare bene aggrappate al cavo. Il sentiero salta la primissima parte del Sentiero degli Alpini, dalla Fonte Italo fino circa alla piccola galleria. Molte rose selvatiche (gratacul) a fianco , tenetene conto prima di passare alle braghette corte.
L'idea era di fare la cresta Nord del Toraggio, ma era molto bagnata e si udivano scariche di sassi. Rimandata lla volta prossima.

Alla Melosa non c'è campo cellulari, ma basta salire qualche minuto sulla collinetta appena dietro al rifugio, fino a tagliare alla pista da fondo, e si trova un ottimo segnale sia telefonico che Internet. Consiglio questa passeggiata anche nel dopocena : la cima della montagnola, attrezzata con tavolini e panche, regala una solendida stellata e tranquillità assicurata. Fosse per me .. il Sentiero degli Innamorati l'avrei messo qui .. mica su quel passaggino infame a picco sul torrente .. mah ...

Saluti a cne Ettore , il cucciolone del rifugio, sempre rponto a unirsi a chi passa per fare una passeggiata.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Fatta dopo la ferrata, per prendere confidenza con il puddinga, terreno inusuale per noi bogianen.
Si scala tranquillamente con scarpe da avvicinamento, scarpette inutili, il puddinga è un calcare e ha un bel grip inatteso. Casco assolutamente indispensabile, l'han già detto altri ma qui proprio non se ne deve fare a meno. Gradatura III+ secondo me, il IV è un po' esagerato (il III della normale della Sbarua è un bel po' più difficile). Corda da 50 mt appena sufficiente. Alcune soste sono da collegare.
Un po' preoccupato dalle relazioni, ma basta affrontarla come una via alpinistica di bassa quota (non come via di falesisti) e i conti tornano: spit frequenti quanto basta (tranne che nel primo tiro) e su macchie di vernice gialla che li rendono abbastanza visibili. Utili le due corde fisse per superare i tratti erbosi e soprattutto per scovare le soste S1 e S2. Il puddinga è solido. Qua e là qualcosa ogni tanto viene via, ma non più che in in una qualsiasi via alpinistica. Via nel complesso molto continua, con sufficiente sviluppo, divertente, adatta come introduzione all'arrampicata. Utile anche per impratichirsi con la progressione in conserva. Il percoso a zigozago riduce il rischio di far cascare pietre sulla testa del compagno di sotto.
Altre relazioni ci hanno indotti in inutili difficoltà dopo la S3, quella nella nicchia con due spit vecchi catenati+1 spit nuovo. NON prendere a destra sulla cengia esposta: ci sono un paio di chiodi stravecchi che poi montano in verticale, ma su un terreno con la consistenza di una lettiera per gatti e la stabilità di una pila di lattine di birra (la sete si fa sentire, cominciavano le allucinazioni).
Prendere invece a SINISTRA sulla cengiona ascendente, seguendo i frequenti spit dipinti di giallo, si supera una sosta intermedia (saltata senza problemi, basta allungare il rinvio) e si monta su dritti fino all'ultima sosta. Di lì si può salire dritti in verticale e in pochi metri si arriva in cima, oppure due passi a destra e si raggiunge la ferrata. In alternativa, proprio sopra S3 si vedono un paio di spit ravvicinati, non so come continui poi la via.


Posizione delle soste
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
Neve ottima per le ciaspole, non meravigliosa per gli sci: crosta portante duretta in basso, bella compatta in alto.
Zero t a 500 mt, il gelo ha mantenuto le condizioni tutto il giorno.
Con ciaspole alpinistiche (denti cattivelli e coltelli) si arriva in cima senza ramponi. In discesa meglio toglierle, per non inciampare nei buchi lasciati dagli scarponi degli skialp .
Piccozzetta facoltativa: la cresta finale è facile, ma molto esposta sulla Val d'Ayas. Se si cade non so se basti per fare la manovra di arresto .. ma per lasciarla sullo zaino ...
Ovviamente attenzione a tenersi a distanza dal bordo della cresta verso la Valtournanche: cornicioni !
A parte un piccolo tratto sulla crestina finale, la pendenza è sempre appena moderata. In discesa si cammina quasi dappertutto, a meno di lasciare un po' il sentiero di andata e andarsi a cercare i pendii.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'attacco è dopo 3 combe, non due (2 dopo il tratto attrezzato). L'ultima si attraversa in leggera discesa.
Via davvero lunga, di soddisfazione.
Non fatevi ingannare dalla gradazione bassa, specie nella seconda parte, quando la fatica comincia a farsi sentire, i passaggi non sono banali. Il passo di L11 non sono riuscito a superarlo .. sarò impedito ..
Dopo L11, non siamo riusciti a capire dove continuava la via, perciò siamo salito nel canalone di sx e poi a dx su vecchie tracce fino a ritrovarla.
Via ottimamente spittata, protezioni veloci inutili, generalmente pulita ma trovate un paio di rocce mobili anche grosse: attenzione.
Fatta in 3 con corda da 50, quasi sempre in conserva: con 12 rinvii si fanno di solito 2 tiri alla volta. Utile un tibloc o simili per proteggere il primo dopo i passi più esposti. Salito per lo più con scarponcini, scarpette nei passaggi più ostici.
Ottimo posto per allenarsi alla progressione in conserva protetta e prendere il ritmo con i soci.
Trovata un po' di neve sulla cresta e sul sentiero di ritorno, niente di che, giusto per dare un tono alpinistico alla gita.
Sul rientro fare attenzione ai segnali bianco rossi, sempre presenti. A un certo punto il sentiero prosegue dritto non so per dove, si deve invece prendere una deviazione a dx verso il basso, facile non vederla.

Con Gio e Rosy
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella concatenazione.
Per raggiungere l'attacco basta seguire l'1b fino al casotto della teleferica, poi preseguire. Per qualche motivo siamo passati sopra il tratto attrezzato e siamo approdati direttamente alla partenza di Pa Raumer: meglio, tornando indietro di pochi mt si intercetta L1 di Pilier, di lì si sale direttamente alla sosta di L2, saltando l'inutile tratto iniziale.
Fatti gli ultimi due tiri sulla variante di sx, un po' più divertente. I primi due tiri mi erano sembrati un po' muschiati, invece in alto è bella pulita. Nell'insieme via facile ma non banale, qualche passettino di 5a su ogni tiro, ottima per scaldare i muscoli e riprendere confidenza. Ottima anche per le prime salite da 1.
I due tiri centrali di Pa' Raumer sono un'altra cosa: spittatura meno generosa, e quella bellissima fessura in Dulfer rovesciata che è una meraviglia. Finale distensivo in economia di spit.
Ahimé niente Captain Walker, alle 15 faceva già freddo.
Consiglio guanti robusti per la discesa nel castagneto in questa stagione: facile inciampare perché non si vede cosa c'è sotto le foglie, e mettere le mani in mezzo ai ricci di castagno ...
Con Giovanni, Rosy e Matty.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita facile e carina. Fatta in libera. La valutazione F+ mi sembra eccessiva, ci sono solo due posti dove usare le mani (una placca con cengetta seguita da un diedro-camino a metà strada, e il gendarmone finale), comunque si tratta di pochi passi molto bene appigliati. Dalla cima del gendarmone si disarrampica senza problemi dal lato valle Po, calandosi su una cengetta. Avevo la corda per la doppia ma non è servita. Per il resto, normale passeggiata su sentiero d'alta quota.
I numerosi spit penso si giustifichino quando il tempo non è secco e soleggiato come oggi: quella roccia bluastra verso la fine, che appena si inumidisce diventa viscida come una saponetta ...
Attenzione: Buco di Viso chiuso dal lato francese per impedire che si riempia di neve.
In solitaria
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti da Selleiraut via Truc del Cuculo, discesi per la normale con tappa obbligata al Selleries. Così si fa un bell'anello completo.
Dopo il Truc, superare le deviazioni per Laus e Selleries; lasciare il sentiero all'altezza del cartello per Pian Reale, ma non seguire il sentiero di Pian Reale, bensì stare sulla cresta.
Crestina di difficoltà F+ / PD- conitnui, su roccia molto bella pur di stare sempre sul filo di cresta. Personalmente non ho trovato difficoltà con l'itinerario, bastava stare sulla cresta dove la roccia è migliore. Corda da 30 mt usata nella calatina a metà strada.
Salita molto più divertente della normale, mai difficile né esposta, ideale in questa stagione (la normale nel tratto a Nord era gelida). Si sale tranquillamente slegati, a parte la calatina. I brevi tratti PD sono aggirabili - ma perché mai aggirarli?
Grazie a Ovidio e a Marco .
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Tutte le sue gite

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