lorry62


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 2000
Si sale senza problemi in auto fino a Pian Gelassa (GOMME INVERNALI è OVVIO).
40 cm scarsi trasformata in alto, pochi cm in basso.
Per noi che siamo saliti in ciaspole ci andava benissimo, per gli skialp forse non le condizioni migliori.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissimo vallone. Neve già con qualche traccia di slavina dal laghetto, ben consistente. Salito senza problemi con i soli scarponi.
La traccia dopo la fontana è inconsistente. Se si passa di lì, aggirare alla meglio il piede roccioso della cresta sud, poi risalire in diagonale verso dx fino a intercettare il sentiero ben segnato che porta al passo della capra e poi al tazzetti, oppure puntare dritti al torrente rocciamelone (quest'anno il torrente passa sotto un ponte di neve), poi risalirlo fino a trovare il sentiero (segnali bianco rossi e ometto). Oppure, salire fin quasi al Ca d'Asti e prendere di lì il sentiero in discesa per il tazzetti: 200 mt d+ di più ma il sentiero è ben segnato. Abbandonare il sentiero e risalire prima che cominci a scendere in modo deciso. Non c'è una traccia e il laghetto dal basso è invisibile. Allego gps con due tracce diverse, entrambe valide.
Le tracce di sentiero per il colle brillet non le ho viste, forse per la neve, cq non mi sembrava una salita facile. Salito invece per comodo canalone innevato alla spalla del muret, di li si continua per la cresta.
Rientro per cà d'asti x variare un po'. Qualche passo attrezzato con scalini metallici.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gitona, ma questo si sa. Parte della fatica scribile alla quota, dal St Robert in su si fa sentire.
Ramponcini utili per arrivare all'attacco e per scendere all'Andreotti in quest'estate con tanta neve. Picca inutile.
Utili friend medi e medio grandi, fettucce e cordini per i numerosi spuntoni e per facilitare l'uso di un chiodo in posizione un po' balenga. Noi siamo rimasti senz'acqua all'altezza e abbiamo patito un po' la sete, e ne avevamo 2 litri a testa, portarne di più.
L'uscita per aggirare il St Robert è parecchio sopra la targa di marmo, a due lunghezza circa dalla cima (30-40 metri).
Scariche nel canale della via della Lepre tutto il giorno, questa via è da usarsi solo come fuga e solo se si è davvero disperati.
Catena delle Sagnette in ordine. Portare un moschettone grande per la longe, quelli normali non scorrono abbastanza.
Con Giova Matti Rossy e Angelo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
via carina con qualche bel passaggio su ottimo granito. Mai difficile.
I tiri sono di 30 mt esatti. Con una corda da 50 non si riesce a concatenare.
Le soste tranne la prima sono tutte verticali, da collegare, con breve distanza fra gli spit (20 cm), portare cordini corti.
Chiodatura super plaisir, ho sempre trovato ben più spit che nella relazione. A usarli tutti ci vogliono 8-10 rinvii per tiro, e qualcuno qua e là è da allungare se no tira, calcolare una dozzina di rinvii. In compenso le protezioni mobili sono davvero inutili.
Il piccolo larice segnavia è ancora ben saldo al suo posto, a alla sua sx c'è un grosso ometto, impossibile mancarli.
La sosta di L4 manca sempre di un punto di sicura per cui, stante l'impossibiità di aggiungere anche solo un friend sul granito, o ci si rassegna a fare sosta sul punto rimasto (Il che dispiace perché l4 è il tiro chiave, se si cade, si cade lì), o si portano le corde da 60 e si arriva alla sosta di L5 (L5 è uno dei più facili). .
Dopo la sosta di L11 si può vedere, guardando sempre dritto, lo spit che permette di proteggersi mentre si supera l'ultima spalla (un po' controluce nel pomeriggio, per questo meno visibiile, ma c'è): conviene arrivarci e proseguire oltre il primo breve tratto di erba fino alla prossima roccia: li c'è un altro spit, su cui si può fare sosta e mettersi gli scarponcini. Di lì ho fatto, e lo consiglio, un breve tratto di cengia erbosa ascendente su tracce di sentiero, poi, finite le tracce, sono proseguito su placconate facili più o meno in direzione del Monzino. Su un tratto un po' esposto (ma sempre meglio che salire sull'erba olearia) ho persino trovato uno spit, la mia socia ha avvistato un ometto un po' più a sx, cq è sempre bel granito gripposo molto abbattuto, si arriva senza problemi a ricongiungersi con il sentiero del Monzino appena sopra l'ultimo tratto di ferrata, e dopo qualche bel cespuglio di mirtilli. Nessuna necessità di calate o passaggi perigliosi come descritto in altre relazioni. 50 minuti dalla fine del Velociraptor al Monzino: chi dice di avercela fatta in 20 minuti, con ferramenta e corde nello zaino, poi mi spiega come.
La discesa sulla ferrata è un parco giochi; spesso la ferrata è raddoppiata a due corsie, quella di sx discendendo tende a essere più diretta (e più esposta), conviene farla per il divertimento. La sponsorizzazione da parte di un grosso gruppo di acciaierie ha dato il suo contributo, mai visto tanti gradini tutti insieme.
Avvistati ungulati che passeggiando scaricavano sassi sulla via .. non dimenticate il casco!
Al gestore francofono del Monzino .. ed essere un pochino più accogliente ? dai che ce la fai .. se uno appena arrivato ti chiede una birra, magari non rispondergli "solo se ti levi lo zaino" .. insomma siamo in un rifugio , mica in un bar in centro città ...
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
note su accesso stradale :: malandato
Il sentiero dal Remondino al Brocan è stato recentemente ripulito e segnato; in qualche punto c'è un po' di confusione fra segni nuovi e ometti vecchi, niente di grave però, le due tracce finiscono sempre per intersecarsi.
La cresta è facilmente scalabile dal colle di Brocan.
Arrivando dal Remondino si può tagliare dall'ultima conchetta prima del Colle (dove spesso si trova ancora neve, e si vede già la palina del colle): attraversare in leggera ascesa la pietraia fino ai piedi della cresta, poi si si raggiunge per una traccia un intaglio sulla cresta, dove è anche posto un ometto.
Anche arrivando dal Genova si può scegliere se arrivare al Colle di Brocan, o, giunti all'ultima conca (anche qui si ferma spesso della neve), salire nel canalone a dx, oppure scalare le belle rocce rossastre alla sua destra; si raggiunge un largo colletto, di lì si costeggia la parete del Bastione e si raggiunge la cresta, un po' più avanti rispetto all'intaglio precedente, ma sempre prima del canapone.
Una volta in cresta, si può scegliere se seguire le tracce , che evitano i punti più esposti, o restare in cresta; anche per cresta non c'è mai necessità di calarsi , e le difficoltà restano sul II fino al canapone.
Per cresta la roccia è molto abrasiva e tagliente, e di qualità appena mediocre: fare sempre bene attenzione dove si mettono mani e piedi, a me sono rimasti in mano blocchi di roccia anche di dimensioni consistenti. Sul sentierino la situazione della roccia è un po' migliore.
Il canapone stranamente non arriva fino alla forcella (passo di III per raggiungerlo), ed è interrotto da un nodo, perciò difficile usarlo per autoassicurazione. Per salire senza mungere (passo di IV): la fenditura ormai è un po' consumata, ma c'è una bella presa in alto a dx della fenditura. In discesa con una corda da 30 si arriva fino alla forcella.
Dopo il canapone la cresta diventa più semplice.
Meteo sempre con tendenza a nebbie e temporali pomeridiani improvvisi , non attardarsi in cima.
Strada da dopo il Gias delle Mosche decisamente malandata, peggio dell'anno scorso. Il tratto dall'ultimo parcheggio a Pian della Casa del Re è persino meglio di quello precedente, l'acciottolato ha sopportato le piogge di quest'anno meglio dello sterrato.

Accesso alla cresta dal lato del Remondino
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Relazione e traccia GPS precisi, gradazione AD- giustificata da qualche passo di III pieno e dall'esposizione.
Qualche nota per chi, come noi, sale per la prima volta questa bella via.
Il punto di attacco del traversone è obbligato, se si cercassse di proseguire dritti le difficoltà aumenterebbero di colpo; in alto a dx si vede un piccolo masso incastrato, può trarre in inganno: NON è quello di cui parla la relazione. Poi, attenzione che si devono superare sul traversone due canaloni, non uno; il secondo è quello sotto il grosso masso incastrato. Per strada si vede un vecchio chiodo un po' più in alto: non raggiungerlo, è di qualche linea di arrampicata (la cresta dell'Ometto è completamente schiodata). Infine, come da relazione, si scende di *pochi* metri e si raggiunge la cresta ; non scendere fino al terrazzino che si intravede una ventina di metri più in basso. La cresta in quel punto, vista da vicino, è molto più aggredibile (III) di quanto sembri da distante. Risalire la cresta e poi stare sempre sulle rocce a sx del canalone sfasciumoso , senza scendervi. La punta dell'Uja è riconoscibile solo quando si è praticamente già in cima; quella che si vede salendo in alto a dx è un'anticima, che non va assolutamente raggiunta. Nell'ultima parte la roccia peggiora, ma la cresta si appoggia.
Saliti con corda 50 mt , a tiri dopo il traversone; usate al max due protezioni veloci per tiro (nut e friend medio piccoli); 4 rinvii bastano e avanzano. I posti migliori per sostare sono marcati da ometti, comunque gli spuntoni non mancano.
Con Max, Gloria e Fio.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Itinerario non facile da indovinare, nessuna traccia né ometti, e la prospettiva dal colle di Fenestrelle inganna. Allego la traccia GPS che ho seguito.
Consiglio di iniziare la salita dal gendarme prima del laghetto del Colle (arrivando dal Genova). Salire per roccette e zolle erbose fino all'ampia chiazza erbosa sotto un gobbone di roccia nerastra e arancione. Risalire sulla sx del gobbone e portarsi su una seconda zona erbosa soprastante, più piccola e rada. Qui si trova una parete di granito rossastro che sbarra la strada. Spostarsi poco alla volta alla sua sx per una dozzina di metri fino a trovare una cengia ascendente verso dx, lunga e abbastanza comoda (zolle erbose, poco sfasciume), che arriva fino a un intaglio sulla cresta, caratterizzato da una protuberanza dalla forma particolare, a dx del primo rilievo della cresta. Per vederla conviene allontanarsi di qualche metro dalla base della parete. Di cenge e canalini ascendenti in realtà ce ne sono diversi, alcuni anche invitanti, ma nessun altro arriva fino alla cresta. Ricordarsi cq che la difficoltà non supera il PD, perciò se ci si trova a rimpiangere le scarpette, vuol dire che si è sbagliato cengia.
Giunti alla cresta (ciè all'intaglio con la protuberanza strana), non divallare; si può proseguire sulla cresta stessa (più difficile), oppure prendere una cengia erbosa sulla sx pressoché orizzontale che porta a una caratteristica zona di placche lisce biancastre. Le si superano sulla destra per fessure diritte, fino alla radice del rilievo. Proseguire per un'altra cengia circa orizzontale, erbosa (attenzione!); un paio di passi sono un po' aggettanti, ma la parete offre una fessura sufficiente a incastrare l'intero braccio. Arrivare fino un canalino ascendente verso a dx, che conduce a un intaglio fra il primo e il secondo rilievo della cresta (partendo da dx). Si risale il canale, oppure si scalano le roccette che ne costituiscono la parete dx (roccia buona), si arriva all'intaglia e si passa finalmente all'altro lato della cresta.
Di qui si vede finalmente il Roc, al di là di un tratto di pietraia camminabile. Per raggiungere la cima del Roc si può proseguire in orizzontale su pietraia fino al costolone Nord, che si risale camminando; oppure puntare a riprendere la cresta NE, e di lì arrampicare su grossi roccioni lichenati fino alla cima.
Per tornare al Genova: seguire fedelmente la cresta in direzione NW fino a ridosso di un profondo intaglio. Di qui scendere senza via fissa, un po' per cenge orizzontali un po' per canalini e colatoi, in direzione approssimativamente verso il Genova, cioè spostandosi progressivamente verso destra (senso di discesa). Si superano due conchette, che ad agosto 2018 erano ancora innevate. Sotto la seconda conchetta si devono cercare e trovare i segnali (bolli gialli, ometti, indicazioni sulle rocce) del sentiero che porta al Genova. Conviene seguire fedelmente il sentiero, per quanto un po' tortuoso, perché supera le balze di roccia importanti. NON si deve scendere in riva al lago del Brocan (a meno che sia completamente in secca), pena doverlo poi circumnavigare completamente (il breve tratto fra l'arrivo del ghaione al lago e il rifugio NON è camminabile!). Superato un ultimo ghiaione in cui il sentiero pare perdersi, lo si ritrova e si risale per qualche decina di metri a superare un'ultima spalla verso dx (senso di discesa). I segnali sono un po' nascosti nell'erba, se non li si trovano basta dirigersi comunque verso la spalla. Dopo la spalla, si percorre a vista l'ultimo tratto verso il rifugio. Può essere comodo dirigersi prima verso una specie di ponticello formato da un lastrone di latta, oltre il quale la vegetazione si fa meno folta e traditrice.
Ultima nota: una parte della salita è su rocce lichenate, perciò assolutamente da non intraprendere se c'è pericolo di pioggia.


Il gobbone di roccia nera e arancione che è il primo punto di riferimento. Raggiungere la base erbosa poi salirci sopra da sinistra

La cima della cengia ascendente che porta in cresta, con la caratteristica roccetta che si staglia nel cielo

Sfasciumi da attraversare per raggiungere il Roc. Salire al centro del pendio poi andare a una delle due creste, a dx (facili sfasciumi) o a sx (cresta PD, si attacca all'intaglio sotto le rocce nerastre)

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Avvicinamento per il colletto a ovest di quello in relazione (vedi traccia) poi breve tratto di cresta, comoda e panoramica. L'ultimo saltino si vince sul lato francese (sx) non su quello italiano. Molto meglio del canalino sfasciumoso della relazione.
Si arriva al colletto (poche traccia di neve residua) e si sale per placconate e fenditure ascendenti. Salita tecnica e di precisione: qualche affioramento stabile per mani e piedi si trova sempre. A metà strada abbiamo trovato in una fenditura un vecchio chiodo, con una fettuccia nuova e un maillon .. qualcuno deve avere rinunciato ... di lì conserva protetta, con l'aiuto di un friendino e di un nuttuccio, fino a raggiungere la cresta.
Primi due tratti di cresta chiodati a sufficienza per una alpinistica , nessuna integrazine fatta; le soste ci sono, al contrario di quel che dice la relazione, sono solo da collegare. Sul passo di IV (non difficile, ma esposto) ci sono ben due chiodi a un metro di distanza. In linea di massima meglio stare sul lato francese, di spalmo, roccia migliore.
Per prendere la variante: dall'ultima sosta seguire la cengia ascendente sul lato italiano, dopo una decina di metri si trova uno spit, poi una sosta. La cengia procede nella stessa direzione con spit a distanza regolare .. finché si arriva a un canalino proprio sotto la vetta, non abbiamo più visto spit (sorprendente, fino a quel momento gli spit erano a distanza regolare) e siamo rimontati su diritti (nessuno spit), un paio di passi su placconata (4c-5a?) poi un diedro-canalino (un altro nuttino), infine passeggiata fino a un'altra sosta. Io ho tenuto le scarpe di avvicinamento, la socia alla sosta ha messo le scarpette. Dalla relazione mi sembra che fosse l'ultimo tiro della Fant'Asti, se fossimo proseguiti nella direzione della cengia ascendente forse avremmo trovato gli altri spit.
In conclusione bella cresta alpinistica, con tratti decisamente esposti, su roccia meno peggio di quel che sembra e con un grip magnifico, più tecnica che atletica (ciapa e tira: gnanca a parlene). La variante aggiunge un po' di pepe.
Discesa in doppia (due corde da 40 mt almeno) poi la normale. Impossibile non riconoscere il punto di attacco della doppia: tripla sicurezza, cordino rosso, maillon ...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Poco da aggiungere alal relazione di Matteo.
Il tratto finale del primo tratto di cresta rocciosa può essere completato o su tracce di sentiero un po' sfasciumoso, o seguendo l'aereo filo di cresta (bolli rossi). Consiglio senz'altro quest'ultimo, la roccia sul file di cresta è eccellente e con ottimo grip.
L'ultimo tratto di cresta può essere aggirato restando leggermente bassi sulla sx. Si passa in diagonale una placconata appoggiata, da fare in aderenza sfruttando le tacchette per gli scarponi, si torna in cresta a pochi metri dalla cima.
La Brèche al ritorno è il punto più pericoloso. Il terreno intriso d'acqua lascia cadere rocce grosse come palloni solo ad alitarci. Ci sono 3 soste, la prima e l'ultima sono inutili, mentre conviene proprio calarsi dall'intermedia non perché sia difficile da disarrampicare, ma per togliersi al più presto di lì. Corda da 30 doppiata è sufficiente. .
Attenzione sul ghiacciaio ai crepi a campana, sottilissimi a filo del terreno, da superare senza indugiare sui bordi.
Gita sociale del CAI Pinerolo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Divertente escursione da fare in mezza giornata.
Alla data, si sale senza quasi più toccare neve.
La crestina non è difficile ma qualche passaggio è da fare con attenzione perché molto esposto.
Il sentiero è poco visibile scendendo e quasi invisibile salendo. Conviene tenersi il più possibile sul filo di cresta, magari si usano le mani qua e là, ma almeno la roccia è decente. Le deviazioni dal filo di cresta sono solo un paio e per non più di un paio di metri.
Attenzione: il bivacco citato in relazione non c'è più. Deve essere franato via.
La "scalinata" (un comodo camino ascendente), evidente durante la discesa, è quasi invisibile (infatti non l'ho visto) salendo. Aggiungo una foto dalla quale forse si capisce dove è. In alternativa, ma sconsigliato, si può salire dal versante lato lago qualche metro più avanti, su terreno franoso: piccozzetta utile.
Il panorama grandioso sulla vetta del Moncenisio da un lato, sul lago e sul circo dalla Lamet dall'altro, meritano ampiamente la salita.



Non puoi contattare gli altri gulliveriani se non sei un utente registrato. Vai alla pagina di registrazione .

Tutte le sue gite

  • Pintas (Monte) dalla Fontana della Batteria (18/11/18)
    Muret (I) dalla Riposa per la Cresta SO (21/10/18)
    Monviso Cresta Est (23/09/18)
    Chatelet (Aiguille de) Velociraptor (08/09/18)
    Bastione (il) Via Normale da Pian della Casa del Re (30/08/18)
    Mondrone (Uja di) Cresta dell'Ometto (26/08/18)
    Fenestrelle (Roc di o Gelas) Cresta NE (21/08/18)
    Asti (Pic d') Cresta SO (11/08/18)
    Rateau (le, cima Est) dal vallone de la Selle (08/07/18)
    Laro (Cime du) dal Colle del Moncenisio per il Fort de la Petite Turrà (09/06/18)
    Lamet (Pointe du) da Plan des Fontainettes (03/06/18)
    Toraggio (Monte) dalla Colla Melosa per il Sentiero degli Alpini (12/05/18)
    Reopasso (Rocche del) - Biurca sud Via dell'amicizia (29/04/18)
    Zerbion (Monte) da Promiod per la cresta Ovest (04/02/18)
    Gran Guglia Pa Pi Que Cattre (26/11/17)
    Coudrey (Monte) Pilier del forte + Pa Raumer + Capitano Walker (12/11/17)
    Fourion (Rocce) da Pian del Re (03/11/17)
    Cristalliera (Punta) cresta SSO o delle Scuole (22/10/17)
    Rosa dei Banchi da Campiglia Soana per il Colle della Rosa (15/10/17)
    Avic (Monte) Via Normale da Villa per la Cresta Ovest (08/10/17)
    Fourà (Punta) dalla strada del Colle del Nivolet per la Punta Violetta (24/09/17)
    Mondrone (Uja di) - Contrafforti Via del quartino (02/09/17)
    Pelvo d'Elva Quoziente Intellettuale Zero (13/08/17)
    Maria (Punta) Cresta Nord-Ovest (06/08/17)
    Gura (Ouille de la - Uja della) da l'Ecot per il Glacier du Grand Mean (23/07/17)
    Renon (Bec) e Cima Battaglia da Scalaro, anello (02/06/17)
    Vallone (Testa del) da Pontebernardo (28/05/17)
    Rocciavré (Monte) e Monte Robinet da Molè per il Vallone della Balma (21/05/17)
    Lities (Rocca di) Adesso basta! (17/04/17)
    Chersogno (Monte) da Campiglione (16/04/17)
    Musinè (Monte) Versante Sud - Virginia (15/04/17)
    Balma (Laghi della) e Rifugio Alpe della Balma da Molè (12/03/17)
    Coudrey (Monte) Doctor Jimmy (05/03/17)
    Meidassa (Monte) da Pian della Regina (26/01/17)
    Tre Chiosis (Punta) da Genzana per la Costa Savaresch (05/01/17)
    Fenera (Costa) da Alpe le Combe, anello per il Colle delle Coupe e Colle della Croce di Ferro (18/12/16)
    Boragni Avancorpo (10/12/16)
    Ostanetta (Punta), Punta dal Razil, Punta Rumella da Meire Durandini (08/12/16)
    Lunella (Punta) da Andriera per la Cresta Nord da Cima Lusera (01/11/16)
    Tre Denti di Cumiana - Dente Orientale Spigolo Sud (30/10/16)
    Udine (Punta) Cresta Est (28/08/16)
    Asti (Pic d') Via Normale della Cresta SE (21/08/16)
    Bucie (Bric) Via Accademica da Villanova (16/08/16)
    Lou Nas Minnou (11/08/16)
    Chaberton (Monte) da Claviere per la Batteria Alta (10/08/16)
    Adamello (Monte) dal Rifugio Garibaldi per il Passo Brizio, la Vedretta del Mandrone e la cresta E (Via Normale) (06/08/16)
    Mondrone (Uja di) - Contrafforti Sud Via Adriana (22/05/16)
    Lunella (Punta) Canale NO (21/05/16)
    Verezzi Cento corde (Falesia) (08/05/16)
    Gran Guglia Canali N e NE (29/04/16)
    Sella (Rocca) da Celle, sentieri vari di Rocca Sella (25/04/16)
    Selletta (Monte) da Rodoretto (19/04/16)
    Aquila (Punta dell') da Serre Moretto, anello per Monte Muretto, Cugno Alpet, Punta Meina, Merla, Cucetto (06/01/16)
    Civrari (Monte, Punta Imperatoria) da Niquidetto (03/01/16)
    Calcante (Uja di) da Traves, anello (12/12/15)
    Lunelle (le) Cresta N (via Accademica) (08/11/15)
    Martin (Punta) Cresta Federici - Contrafforte Sud (29/10/15)
    Gastaldi (Punta) Via Normale da Pian del Re (26/08/15)
    Real (Tour) da Chianale, via Normale e variante diretta (04/08/15)
    Robinet (Monte) da Seleiraut, anello per il Vallone Vallette e Rifugio Selleries (18/07/15)
    Lunelle (le) Cresta N (via Accademica) (01/06/15)
    Borelli - Pivano (Rifugio, Ferrata del) da Peuterey (31/05/15)
    Moross (Rocca) Schiena del Drago - Cresta SE (10/05/15)
    Tre Denti di Cumiana da San Martino (26/01/15)
    Sella (Rocca) da Celle, sentieri vari di Rocca Sella (16/11/14)
    Martin (Punta) Cresta Federici - Contrafforte Sud (07/11/14)
    Orsiera (Monte) da Saret del Campo per la Cresta Sud (01/11/14)
    Niera (Roc della) Via Normale e Via dei Diedri da Chianale (25/10/14)
    Aquila (Becco dell') da Serre (19/10/14)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, possibile anello (28/09/14)
    Provenzale (Rocca) Via Normale della Cresta Sud (20/09/14)
    Nasta (Cima di) Canalone Sud (13/09/14)
    Argentera (Cima Sud) Via Normale per l'Altopiano del Baus (07/09/14)
    Corborant (Cima di) da San Bernolfo per il Buco della Marmotta (24/08/14)
    Provenzale (Rocca) Via Normale della Cresta Sud (24/08/14)
    Levanna Occidentale da l'Ecot per il Refuge du Carro (21/08/14)
    Meja (Rocca la) Via Normale dal Colle del Preit (14/08/14)
    Mondrone (Uja di) Via Normale da Molera (10/08/14)
    Oronaye (Monte, Cima Est o Cima Dronero) Ferrata degli Alpini (27/07/14)
    Medale (Corna di) Ferrata degli Alpini Medale (25/07/14)
    Grona (Monte) Ferrata del Centenario C.A.O. Como (18/07/14)
    Cristalliera (Punta) da Rifugio Selleries (29/06/14)
    Reopasso (Rocche del) Via Ferrata Deanna Orlandini (24/06/14)
    Clari (Rocca) Ferrata Mario Perona - Aldo Saglia (23/06/14)
    Bunker (Ferrata del) e Ponte Tibetano di Claviere (20/06/14)
    Guide di Gressoney (Ferrata delle) (14/06/14)
    Guide di Gressoney (Ferrata delle) (14/06/14)
    Jose Angster (Ferrata) (14/06/14)
    Rat (Corno) Trentannale Osa (28/05/14)
    Senghi (Rocca) Via Ferrata (27/05/14)
    Comtes Lascaris (Via Ferrata des) - Tende (18/05/14)
    Clari (Rocca) Ferrata Mario Perona - Aldo Saglia (16/05/14)
    Clari (Rocca) Ferrata Mario Perona - Aldo Saglia (16/05/14)