lefrison


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Bella salita con ghiaccio presente in tutto il canale fino all'uscita dell'ultimo tiro da dove parte il tratto roccioso. Ci siamo fermati qui e giu' con le doppie.
Lo Sherpa con il Marco alla biforcazione con la Gabarrou - Albinoni sono saliti su roccette ingannati da una sosta posta in alto a sx, ma è preferibile stare sulla dx risalendo una piccola goulotte che porta alla base del salto centrale. Tutti i salti ripidi sono un po' facilitati da gradini formati dalle tante cordate che si cimentano su questa bella ascensione. Cio' non toglie che sia meritevole anche per l'ambiente da mozzafiato.
In compagnia di Cristi (lo Sherpa) con Marco, io con la Tarella anche se sempre con la corda tesa come un violino, tecnica che ricorda un certo Albertone.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Interessante via di tutto rispetto ottimamente attrezzata in un ambiente molto suggestivo con vista spettacolare del gruppo del Monte Bianco. Siamo partiti da Courmayeur con la prima funivia alle 8.30 e siamo riusciti a prendere l'ultima alle 16.30 facendo le corse. Il canale è con ghiaccio magro e con poca neve. Ci sono alcuni passaggi delicati su roccia IV. Servono chiodi corti da ghiaccio. La discesa l'abbiamo fatta dalla via di risalita con doppie da 60 m.
E quando si dice che gli amici servono. Ecco lo SHERPA che di nome fa Cristi ed improvvisamente il tuo zaino si svuota. Porta tutto lui. Il Diego ne approfitta e gli concede anche la sua termos. Scherzi a parte, ne vale la pena, peccato per la temperatura che era di 13° - 14° sotto zero, ma il Tibetano stanco anche stavolta c'é la fatta.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Bella via lunga e impegnativa (tosta la diretta sul pensile)ma una grande soddisfazione. L'ambiente stupendo , selvaggio e con l'ago di Cleopatra che domina sul monte Sissone che ci ha accompagnato per tutta la discesa attraverso la grande conca glaciale.
Un complimento va sicuramente ai gestori del rifugio che hanno lasciato la parte invernale attrezzata di ogni bene, addirittura con 2 stufe e legna a volontà. Peccato che cio' accade solo in Svizzera.
E' stata dura, ma il Tibetano stanco insieme con il Marco, c'è la fatta.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
siamo partiti alle 3.30 dal bivacco La Fourche a m. 3684 e abbiamo risalito la cresta rocciosa sino ad un grande risalto con fiocchi di neve a tratti intensi che ci tenevano compagnia. Poi su tratti aerei tra canali rocciosi e ghiaccio fino a raggiungere i piedi della punta dell'Androsace a m. 4+100 c. L'abbiamo aggirata sulla sx scendendo con una doppia sul versante della Brenva con visibilità zero per via della nebbia, risalendo un canalino ghiacciato che ci ha riportato sulla cresta nevosa oltre l'Androsace. Proseguiti su roccia, ghiaccio e misto abbiamo raggiunto la spalla nevosa che sbuca al colle del Mont Maudit con passaggi piuttosto impegnativi fino al IV°. Di li attraverso ripidi pendii fino alla vetta alle ore 13.30. Il ritorno al rifugio Torino è stato caratterizzato da banchi di nebbia e squarci di sereno che ci hanno consentito di individuare la traccia della via normale del Bianco giungendo a destinazione alle ore 18.00. Si consiglia oltre la solita attrezzatura dall'alta quota, chiodi da ghiaccio e frend.
Grande classica molto lunga ed impegnativa con il ritorno al rifugio Torino, ma estremamente emozionante ed affascinante. Un grazie al mio amico di cordata Marco con il quale, a tiri alternati, l'abbiamo portato a casa nonostante le condizioni atmosferiche non erano delle piu' indicate.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo preso la prima funivia alle ore 8.30. Arrivati all'attacco della via (crepacciata terminale) alle ore 10. Il primo tratto è tutto su neve ghiacciata. Successivamente, dove ci si imette nel canalino la pendenza raggiunge se pur per brevi tratti la pendenza di 75/80°. Con 2 tiri siamo usciti dal canalino dove la parte terminale si restringe alla larghezza di un metro circa con un breve passaggio di misto. Usciti sul pendio finale vicino alle rocce con ottima neve. Si raggira sulla sx una parte rocciosa, si risale un pendio nevoso fino a raggiungere i piedi della vetta. Breve tratto di arrampicata e li ci aspetta sovrana la Madonna. La discesa l'abbiamo fatta dopo un breve tratto di cresta sulla sx in un canalone, che comunque si sconsiglia, (meglio proseguire piu' avanti in cresta e poi a sx) per via di sfasciume instabile, con 3/4 doppie attrezzate fino a raggiungere il ghiacciaio sottostante. Alle 16.15 abbiamo preso la funivia di ritorno.
Sempre una bella parete che nel corso degli anni è diventata ancora piu' interessante. Giornata stupenda,panorama da mozzafiato in compagnia di Marco, diego e Brunella.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Unica cordata in una giornate ideale per questa via piuttosto impegnativa.
Partenza dal rifugio Tabaretta alle ore 01.30. Primo tratto sul cono nevoso con neve marcia. Verso metà via, le condizioni sono decisamente migliorate.Siamo andati a cercare tratti con pendenza fino a 80°. Usciti alle 09.00. La discesa della via normale non è sicuramente da sottovalutare.

Un grazie particolare va ai gestori del rifugio Tabaretta ,che con le loro " omelette" ci hanno dato la carica per la risalita.
Cordata a tre composta da Massimo, Marco e la tarella Brunella (indomabile)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Parete in ottime condizioni, raramente la si trova così. Risalita tutta in conserva fino all'attacco del pensile. 2 chiodi per la sosta e via ed il pensiero era alle cascate di ghiaccio trascorse. Prima parte con ghiaccio pessimo (grosse bollate), poi man mano migliorava. Tiro di circa 50 m. (5 chiodi) e siamo usciti dal pensile dirigendoci poi verso la cresta fino in vetta.
Un grazie agli amici Emanuele e Marco di Legnano che ho conosciuto al rifugio ed incontrato in prossimità dell'attacco della parete i quali mi hanno evitato la solitaria permettendomi di risalire in cordata con loro vista l'indisponibilità dell'ultimo momento del mio compagno.
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