kanalin


Le mie gite su gulliver

sciabilità :: / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m. :: 1900
trasporto sci praticamente nullo
con Yannick (11 anni) e mamma Karin dispensati dal tratto più ripido...
Sciabilità :: / ***** stelle
attrezzatura :: scialpinistica
l’ULTIMA PEPINO…
CIME DE PEPIN: POINTE N 2336 m
Magico Limone P.te, quando le ‘giostre’ son chiuse da un bel pezzo ed i ‘gatti’ fanno la nanna (in garage…)
Salita e discesa per Cresta Cabanaira, V.ne Gherra Sup.re, Colli Campanin (Inf.re 2142 m e Sup.re 2160 m), poi Cresta Campanin e Cresta Pepino.
In discesa, fra nuvole minacciose…neve ‘ molliccia’ su fondo però stabile fino alla stazione d’arrivo della seggiovia ‘Cabanaira’; pure qualche bella curva di ripido (35°/40°) giù dalla Quota 2170 m fra i Colli Campanin direttamente alla stazione d’arrivo della seggiovia ‘Pancani’ (‘amarcord’ le ‘ancore’ del vecchio doppio ‘skilift’…).
Sulla Cresta Cabanaira, corridoi di neve granulata di ‘gran sci’ (alchimie chimiche?). Sci ‘metti e togli’ naturalmente, dove ci sono le pietre…Sull’erba invece, basta che penda!
Ultima curva a 2 minuti dal guado del T.te Cabanaira 1430 m, la neve più bassa di tutte le Alpi!!! (al 14 Maggio 2011)
PEPINO…il principio (27 Ottobre2010) e la fine (in Val Vermenagna almeno…), nel ricordo di papà Franco che con gli amici del CAI Cuneo, quassù ci arrivava dopo aver anche pedalato(!!) da Cuneo a Limone (la ferrrovia l’avevano distrutta i tedeschi…)

KANALIN

sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
Nel canalone neve sempre farinosa, a tratti poca su fondo ghiacciato.
Modeste, vecchie slavine di superficie

salendo
sciabilità :: / ***** stelle
Discesa in parte rovinata a metà da sgrebani di valanga. Conoide terminale da ‘urlo’ su ‘firn’ vergine fino al Gias Creusa.
Kanalin – R. Roveta (senza sci nel canale SE)
Sciabilità :: / ***** stelle
pessima neve fresca molle sullo scivolo sotto la punta con un corto passaggio a 40° per accumulo da vento.
Kanalin – R. Roveta (Past – President CAI Acqui Terme)
sciabilità :: *** / ***** stelle
Kanalin, G.P. Desmero.
In vetta: Pregevoli scatti col “tele” alla SE del Mt. Salé ed alla S del Becco Grande (zona Rocca la Meja) ma “c’est du déja vu” o meglio “déja fait”; il tutto va a rimpinguare il mio archivio di “ripido”.
Soltanto tè caldo per chi ce l’ha (io no …), vietato perché ghiacciato tutto il resto; giornata polare: h 14.00, temperatura: -22°C e c’è pure il “ponentino” anzi “levantino”, sai che roba … .

Discesa: Dalla cornice di cresta sto “sciallo” da primo (come dice il mio più grande “Florian” di 3^ Media) sul traverso brividoso (50°/55°) mammellonato fra roccette esposte dove scaliniamo un po’ giusto sulle lamine prima di star leggeri in velocità verso quel “réposoir” alla “cazzo” (scusate) dove stemperare i patemi d’animo. Giusto una ventina di metri ma nel frigo di quel gelo e muscoli Findus ti senti piccolo … molto piccolo.
Il canalino di salita è “off limits” per gli sci, troppo stretto con rocce affioranti ed allora via … sui grandi spazi a sx dove la pendenza mansueta (35°/40°) consente un approccio morbido al discendere. Crosta quasi portante da rigelo o ventata non si capisce bene ma chi se ne frega. Meglio in questi casi qualche bel curvone da “gigante” che perdi quota con tanta fatica in meno.
Mi vengono agli occhi le sagge derapate di “Valeruz” sospeso sul Grand Vernel con qualche grado di pendenza in più sotto il culo…
Andiamo giù, l’animo è sobrio, quasi non c’è ripido ma la poca neve (così dev’essere) è dura, molto dura.
Dove la parete comincia pian piano ad arcuarsi in canale io ci provo ma non mi piace; è quel ventato, levigato dove le spatole sbattono più delle ali dell’uccello di Del Piero. Lui, Lupis, invece insiste perché il crociato cucito 2 volte compensa pure qualche sbandata di lamina; io preferisco la contropendenza di sx più ripida (40°/45°) ma “du gros sel”, giusto un paio di centimetri fra erba e roccette dove anche mia nonna incazzata morderebbe i nipotini.
Quando il ripido è alle spalle non c’è più storia se non il veloce traverso al “mauvais pas” e qualche labile curva in farina stagionata e rubata all’otre ribelle prima del glaciale rientro “in libera” a S. Giacomo (h. 16.30, temp.atm. –15°C).

Last Minute: Oggi 31.12.05. “seduto in quel caffè io non pensavo a te … (la neve, n.d.r.) citando Lucio. Eh si cari Gulliveriani perché in cima all’Alpe di Rittana (1796 m, sempre V.le Stura D.te con consorte Karin, che palle … ma non per la consorte, ma per un altro inverno che non c’è, freddo a parte…) c’era, Signori miei –1°C con un “Marin” da inversione termica (leggi Libeccio) ed effetti devastanti su quel che Eolo ebbe la bontà di risparmiare; 21 gradi positivi “acchiappati” in poche ore sono boiler in fiamme pane per i denti del più affamato Canadair. Volgo lo sguardo a sud. “Lourousa” amico mio, dove sei? Ma ci sei? No, non ci sei più, sei nero, nero, magro, magro, che non ti riconosco. Sei smunto come una vacca al pascolo al centro di New Delhi.
Vecchio scarpone, quanto tempo è passato da quelle grasse discese dal Coolidge, anni ’70 e ’80. Eppure so che come sempre tu rinascerai a primavera come la fenice dalle ceneri e bravo sarà chi ti coglierà in condizioni.
Non ho neanche sciato male con ai piedi due “palanche” Salomon svasate al massimo, da sci d’acqua, …..but friends ……”this is the end” (citando il grande Jim, grande solo nella musica, non nella vita, bien entendu!) Miserere 2005 (salvo ottobre in questa stagione).

Happy New Year
Your Bud Kanalin

P.S. Compagni sulle tracce di salita furono: R.Roveta, mitico presidente CAI Acqui Terme con Luciano e C. Sesia, ingegnere giramondo.

sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
Inizio discesa con temp. di – 9°C. Poche curve sul versante W con splendido “firn”. Poi rientro sulla cresta e discesa dapprima sull’aereo costone SE interrotto dalla parete rocciosa. Piega a destra verso l’imbuto del canale con qualche curva in contropendenza a 45° circa. Numerose curve assolutamente da “fermo” nella “goulotte” senza margine di spazio in diagonale. In uscita, onde evitare precedenti scomodi “ravanamenti” piega a sinistra su esposto spigolo a 40°/45° proprio sotto il salto roccioso superiore della parete. Mancanza totale di “fondo” e frequenti “atterraggi” su lastre rocciose ed erba. In basso rientro sulla cengia e finale nel vallone alla ricerca affannosa degli ultimi spazi di “poudreuse alvéoleé” nel mare di tracce provenienti dalla Costa del Colombo.
sciabilità :: **** / ***** stelle
Inizio della discesa h. 10.00 con temperatura di –2°C. Poca neve crostoso/ghiacciata in mezzo alle rocce del versante nord. Poi granulosa negli stretti passaggi (anche meno di 2 metri) fra i bei torrioni giallastri dolomitici del versante sud. Splendido il “firn” primaverile (ma siamo ad ottobre!) sulla conoide terminale; neve così compatta che permette di sciare in un dedalo di rocce e pietre affioranti; basterebbe un lieve cedimento ed addio sci …
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