grivola


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le condizioni per la salita non erano buone, con quasi mezzo metro di neve inaspettatamente scesa il giorno prima che ha notevolmente complicato le cose e allungato i tempi. Ma Daniele era inarrestabile e, senza mai mollare, con tenacia e tanta testa ha aperto la traccia (o meglio la trincea) dall’inizio alla fine anche quando, alla base del canale, l’accumulo di neve fresca raggiungeva il metro di altezza. Le condizioni invernali ci hanno comunque regalato un ambiente assolutamente spettacolare, insieme a un gran freddo nel canale. Anche la parete ovest era carica di mezzo metro di neve fresca, in certi punti si sprofondava talmente tanto che si faticava anche a scendere. Uscita indimenticabile.

Il canale da salire

Avvicinamento al canale

Inizio del canale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bell'itinerario invernale inizialmente facile ma con difficoltà sempre crescenti fino al tiro chiave. Poi ci si rilassa e si gode il panorama. L'avvicinamento decisamente breve e facile permette di godersi le difficoltà tecniche senza doversi stancare più di tanto. Sul tiro chiave si apprezza molto la presa della punta delle piccozze.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bel giro ad anello, apparentemente impegnativo per il dislivello ma in realtà comodissimo. Nessuna difficoltà nella salita e nell'orientamento. Solo i trenta metri finali sono più impegnativi ma comunque di difficoltà contenute.
Notevole lo spettacolo dalla cima, fantastico primo piano sui giganti della Val Masino e sul Sasso Manduino, con sguardo che si allarga sul Bernina, il Disgrazia, il Lago di Novate Mezzola e il Lago di Como fino a spaziare ai 4000 svizzeri, alle Orobie e al Monte Rosa.
Il giro ad anello consente di godere meglio un itinerario che si svolge come su un'immensa balconata panoramica sulla bassa Valtellina e sulle Orobie Valtellinesi. Permette inoltre di passare dallo straordinario bivacco Bottani-Cornaggia, una struttura minuscola ma con una dotazione assolutamente completa, complimenti al Gruppo Aquile di Morbegno che lo tiene così bene.

Passo di Colino

La frantumata anticima del Desenigo

Stupenda Val Masino - Alla base dello spigolo Vinci c'è Giuseppe

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Simpatica salita in ambiente completamente innevato sin dal rifugio. Posso essere utili friends piccoli, chiodi da granito o viti da ghiaccio nella parte bassa del canale. Vista la quantità di neve, dopo il canale iniziale abbiamo inizialmente proseguito per la via di massima pendenza fin quasi a toccare la cresta ad arco che scende dalla cima del Falcone, per poi salire con una lunga diagonale a destra per inserirci nella rigola più grande. Le condizioni della neve erano abbastanza buone: incompleto rigelo notturno nell'avvicinamento, allungando un po' i tempi; nel canale neve marmorea e ghiaccio, meglio di così non si poteva chiedere; sulla parete crosta quasi sempre portante; l'ultimo tratto prima dell'uscita neve ancora farinosa. Il ritorno lungo la via normale dell'Adamello è stato invece faticoso per la neve molle. Abbiamo trovato la discesa attrezzata dal passo Brizio completamente sepolta dalla neve tranne che negli ultimi metri.
La nord dell'Adamello incrostata di neve e ghiaccio è veramente uno spettacolo. Come al solito solo noi due su tutto l'itinerario, esperienza un po' più faticosa ma impagabile.

Parete nord dell'Adamello in ghingheri

Il nostro itinerario

Inizia il canale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bel canale angusto e vario grazie ai numerosi passaggi su roccia, di soddisfazione come uscita di alpinismo invernale.
Non abbiamo trovato neve molto buona, solo alla base del canale era veramente portante mentre, più si saliva, più diventava sfondosa. Il canale è in condizioni un po' secche, per cui spesso bisogna fare dei passaggi su roccia. Siamo saliti con 6 tiri (4 da 60 m) ma l'ultimo era solo su neve.
Prima uscita con Pietro, meglio non poteva andare. Il canale si è dimostrato più gustoso di quanto ci aspettassimo.

Paesaggio adamellico dalla cima

La via di salita

Il Monte Foppa dal rifugio Lissone

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Il canale è facile e breve, nella seconda parte prende molto sole e quindi la neve può presentarsi già molle. Sulla cresta, se lo strato di neve sul fondo sassoso è sottile vi possono essere dubbi sulla facilità della discesa, ma abbassandosi di alcuni metri lo spessore aumenta eliminando qualsiasi problema.
La neve sulla prima parte del canale (parzialmente in ombra) era gessosa ma si affondava solo di una quindicina di cm, mentre la seconda parte, rivolta a sud-est in pieno sole, aveva neve più molle. Farina invece la neve sul versante di discesa.

Prima Parte del canale

A metà canale

Quasi all'uscita - In fondo la svolta del canale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Lunga uscita per chi ama scalare su ghiaccio ripido.
Anche la discesa non è breve e, sebbene non difficile, è da valutare con attenzione nei lunghi traversi sotto la cresta est.
Il ghiaccio che abbiamo trovato non era eccellente, nella cascata alta un po' friabile e cavo, altrove durissimo ma spaccoso. Nei tratti nevosi c'erano 15-20 cm di farina sopra uno strato duro.

Seracchi

Parta bassa della via

Prima breve cascata

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni della neve pressochè perfette fino al colletto (neve trasformata e dura), tutti i canali avevano scaricato nei giorni precedenti. Abbiamo trovato manto continuo solo dopo il rifugio Marinelli. Purtroppo però, nella parte sommitale, il discorso cambia completamente. Qui la neve è aggrappata a qualsiasi superficie, anche verticale, con concrezioni a fungo dello spessore di diversi centimetri che riempiono ogni minimo spiraglio delle rocce. Dove invece la neve è riuscita a depositarsi è inconsistente o forma delle croste non sempre portanti. La cresta sembra assolutamente impossibile da risalire, ci attende la lunga ridiscesa del canale. Ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, e Luca "il ragno", con capacità e nervi poco umani, risolve tutta la via di salita (comunque 2 h per forse 100 m di dislivello). La cresta a nord di discesa è un altro film dell'orrore, con moltissima neve farinosa che avvolge tutto, ma anche qui Luca crea dal nulla una traccia sospesa nel vuoto tutta sul filo (altre 2 h per meno di 100 m di dislivello). Il ritardo accumulato in questo tratto dell'itinerario, unito ad un fitto nebbione dal Passo Sella in poi e alla mia stanchezza che ci rallenta il passo, ci portano a rinunciare al rientro alla macchina in serata per ripiegare su una seconda notte al bivacco Parravicini. Il bivacco è un pezzo di storia dell'alpinismo, superminimalista ed inalterata costruzione che svolge la sua funzione dal lontano 1936, meriterebbe un ampliamento e una dotazione un po' più ricca (per esempio dei materassi ed un tavolo).
Sicuramente la più impegnativa salita in alta quota che ho mai affrontato, visto le condizioni della cresta. Grandissimo Luca, che non conosce dolore, stanchezza e dubbi e risolve tutti i problemi. Geniale Giancarlo a proporre questo itinerario, veramente fantastico.

La via di salita

Camera con vista

Il canalone nel suo tratto obliquo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Oggi solo noi sulla Faustinelli, che dà più gusto alla salita. Il meteo non bello (nevicava all'attacco) non è riuscito a dissuaderci. Intesa perfetta su ogni passaggio con Giancarlo. Complimenti al gestore del Denza, veramente ospitale.

Finalmente ci spostiamo dal tiro del seracco

Le prime rocce affioranti

Si torna sulla neve e ghiaccio

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Canale molto bello in ambiente severo. Dopo i salti ghiacciati, man mano che le difficoltà si riducono, il panorama si allarga a diventare spettacolare. L'affilata cresta della Fetta di Polenta è la ciliegina sulla torta.
Neve presente solo dal rifugio in su, sempre ottima.

Parte bassa del canale Tua

Primo salto ghiacciato

Secondo salto ghiacciato

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Tutte le sue gite

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