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Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza da quota 1670 circa sotto Bessen Bas. Raggiungiamo la curva della statale sotto Bessen Bas e troviamo già un'auto parcheggiata, ci prepariamo ed attacchiamo a salire verso Bessen senza troppi indugi, ansiosi di raggiungere presto i pendii al sole per smussare il freddo pungente della giornata. Battiamo traccia sino a Bessen Haut e poi usufruiamo di quella ottimamente tracciata dai primi due salitori del Querellet della giornata. La salita è piuttosto piacevole, poichè le velature alte si diradano ed il sole inonda di luce il paesaggio e scalda un pò le nostre ossa infreddolite. Raggiungiamo la cima intorno alle 11.30, giusto in tempo per ringraziare i battitori di traccia che cominciano la loro discesa sul ripido versante nord che precipita nel vallone della diga del Chisonetto. Cambio di assetto con calma olimpica e poi ci lanciamo nella discesa, mentre un folto gruppo di sci-alpinisti e snowboarders sta per guadagnare la vetta.
I primi metri di discesa sono i meno piacevoli: il manto nevoso recente apportato dalla nevicata di due giorni addietro non è così consistente ed il fondo sottostante è duro, grottoluto e piuttosto irregolare. Dopo i primi 60/70 metri di discesa ci portiamo negli avvallamenti protetti dal vento, dove la neve recente è più copiosa, e la sciata è molto più piacevole e divertente. Intorno a quota 2050 puntiamo decisamente verso il bosco in direzione sud ovest, dove troviamo la migliore neve della gita. In alcuni punti il bosco è un pò fitto, ma le pendenze un pò sostenute e la splendida neve "farina 00" fanno fare splendide curve strette in prossimità degli alberi. Dopo Bessen Haut con il socio Paolo commettiamo l'errore di addentrarci troppo nella forra del Rio Canal, ma riusciamo ad uscirne piuttosto agevolmente per le ultime ottime curve sugli ampi spazi aperti attorno a Bessen Bas fino a raggiungere il tornante dove abbiamo lasciato le auto ancora con gli sci ai piedi.
Le condizioni della neve continuano ad essere complicate, ma oggi la neve è sempre stata ben sciabile, con gli ultimi 400 m di dislivello su neve di qualità entusiasmante. Nel complesso bellissima gita in ottima compagnia con confratelli Paolo de Bardonneche ed Andrea il Valdostrano, Gaia, Marco & Marco, che ringrazio per la bella scorribanda per i monti. Conclusione allla pizzeria di Oulx a base di pizza ed hot dog, accompagnate dalle abbondanti libagioni con birra Ichnusa dei non astemi :)....


Comoda partenza sci ai piedi dal parcheggio sul tornante della statale :)

Vista sullo Chaberton dai pendii sopra Bessen Haut

Marco & Marco in salita con il Gran Roc sullo sfondo

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza alle ore 14.30 da Thures Golrier su ottima traccia: sole, paesaggio incantato e solo noi sul percorso. Dopo circa 40 minuti di salita realizzo che la traccia si tiene troppo addossata al versante ovest del Fourgon, ed al contempo osservo nella parte superiore del percorso non vedo tracce che si spostano verso est oppure raggiungono il colle Chalvet. Decido di abbandonare la traccia e di dirigermi verso est, ed a malincuore devo dedicarmi alla nobile e faticosa arte del meretricio sci alpinistico quasi sino in punta a Cima Bosco, Mentre saliamo verso est in direzione della cima classica notiamo che le traccie da noi seguite portavano alla Coppa sotto la parete ovest del Furgon, destinazione che ci ripromettiamo di raggiungere in una futura sgambata sci alpinistica. Raggiungiamo la traccia di salita da Thures circa 30/40 metri sotto la cima, che guadagniamo in poco meno di un'ora e un quarto dalla partenza. Cambio di assetto comodissimo nella cappelletta di Cima Bosco, telefonata a Santa Melina che accetta di venirci a recuperare a Rollieres in auto, e ci lanciamo in discesa in boucle sul versante nord-ovest di Cima Bosco.
Effettuiamo i primi metri di discesa sullo spartiacque dell'itinerario classico verso Thures e poi, superata la piccola barra rocciosa sul versante nord ovest, ci lanciamo nei ripidi canali che solcano il versante nord ovest della montagna. Troviamo 25 cm abbondanti di neve fresca recente e pendenze importanti ma sempre sciabili in scioltezza, per oltre 500 m di discesa da urlo. Negli ultimi 200 m di discesa il fondo nevoso duro ed irregolare sottostante al minor spessore di neve fresca offrono una sciata un pò meno piacevole, ma la neve brutta è un'altra cosa.
Oggi classica gita pomeridiana sulla montagna di casa del confratello Andrea l'Occitano.
Oggi splendida gita in boucle non programmata, con discesa inusuale sui ripidi canaloni della parete nord - ovest: una perla inaspettata che può essere raccolta solo in condizioni di neve fresca non abbondante. Ringrazio per questo il socio Andrea che ne ha intuito la fattibilità e ne ha reso possibile la realizzazione.

Partenza da Thures Gorlier

Traccia di salita da Thures Gorlier

La Coppa e la parete ovest del Furgon

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
note su accesso stradale :: In auto sino alla partenza prima del col du Lautaret
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
attacchiamo la salita alle 10 passate. La neve si presenta subito rigelata e piuttosto grottoluta, ma vediamo tracce di belle curve in discesa, probabilmente risalenti ai giorni precedenti, e perciò continuiamo a salire confidando in Apollo Febo. La salita si svolge comodamente tutta al sole usufruendo delle abbondanti tracce di salita presenti, che ci consentono di salire oltre il colle sino a l dosso sottostante l'ultima rampa per raggiungere la cima senza utilizzare i coltelli. Naturalmente oltre il colle un vento freddo e piuttosto impetuoso ci accoglie amorevolmente e ci tiene compagnia senza mai abbandonarci: perciò decidiamo di fare le operazioni di cambio assetto sul dosso prima dell'ultima rampa per poi salire a piedi sulla cima per le foto di rito sugli splendidi panorami che questa cima offre.
Primi metri dalla cima scesi in derapata su neve marmorea, poi neve grottoluta e piuttosto compatta in via di trasformazione, che offre una sciata discreta a patto di procedere con una certa decisione. Ricerchiamo continuamente i pendii più lisci ed uniformi, che purtroppo si alternano ad altri con neve più grottoluta e meno piacevole da sciare. Purtroppo le temperature sono troppo basse, ed il sole non riesce a trasformare bene la neve leggermente rigelata e grottoluta a causa del forte vento delle scorse settimane. Finalmente ad una quota di circa 150 m al di sopra della statale per il col du Lautaret dove abbiamo lasciato l'autovettura troviamo un pendio in firn pressochè perfetto, che aggrediamo sciisticamente con grande soddisfazione sino a raggiungere la macchina, peccato che sia così breve.
In compagnia del confratello Paolo de Bardonneche e di Melina, che ringrazio, e con i quali mi scuso per la scelta poco felice della gita in quanto a sciabilità. Giornata dal meteo quasi perfetto (in punta c'era un vento piuttosto intenso e fastidioso), in splendida compagnia, in ambiente splendido, a cui è mancato l'effetto miracoloso desiderato di Apollo Febo sul manto nevoso

Condizioni alla partenza

In salita

La nostra meta

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Primaverile/Trasformata
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
note su accesso stradale :: in auto sino a Thouraz
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza comoda sci ai piedi dall'imbocco della strada poderale sterrata a quota 1.638, con un unico punto di pochi metri subito all'inizio in cui la neve è già assente e bisogna togliere gli sci per una decina di metri. Poi abbiamo proseguito la strada poderale, intasata in un paio di punti da residui di valanga, comodamente superabili, sino a quota 1.780 circa, all'altezza della palina di indicazione dei sentieri estivi 8A ed 8B: da qui abbiamo deviato verso nord per risalire i valloni che conducono alla Madonna delle Nevi, costantemente al cospetto della dorsale della dorsale Pointe de Metz - Pointe de Chaligne. Dopo una brevissima sosta alla Madonna delle Nevi a quota 2.178 risaliamo i valloni ad ovest della dorsale del Mont de la Tsa, con tratti su placche a vento maromeree, sino al colle a quota 2.635. Dopo il colle la via di salita passa sul versante nord del Mont de la Tsa, tramite la spalla ovest percorribile sci ai piedi sino alla vetta.
Cambio di assetto, foto di rito, e poi discesa sul versante sud ovest del Mont de la Tsa, con pendenza constante a mio parere leggermente superiore ai 35 gradi per circa 200 m di discesa su pendenze uniformi e piacevolmente sostenute: sciata divertente su neve leggermente ventata ed in via di trasformazione (la classica neve invernale non ancora del tutto trasformata con l'inconfondibile aspetto "a buccia d'arancia" dei versanti sud). Successivamente ancora una piacevole sciata sino alla Madonna delle Nevi sempre alla ricerca dei versanti che offrivano la neve "a buccia d'arancia", intervallati qua e la da brevi tratti di neve ventata marmorea meno divertente da sciare. All'incirca da quota 2.178 (zona Madonna delle Nevi) sino alla strada poderale firn di bellezza commovente, peccato che non ci fossero ancora 200 m di discesa da fare, ed infine strada poderale per un comodo rientro all'auto.
Oggi abbiamo cominciato la ricerca della trasformata d'inverno, in attesa di nuove nevicate.
Oggi una bellissima gita in zone che non avevo ancora percorso con gli sci insieme al Confratello Andrea l'Occitano.
Come da tradizione abbiamo celebrato la gita con un ottimo pasto all'Hotel des Salasses di Ville sur Sarre, dove abbiamo degustato squisiti piatti tipici valdostani preparati magistralmente dalla signora Adele: un'imperdibile oasi di ristoro per tutti i buongustai :)

Percorrendo la strada poderale

Risalendo il vallone che adduce alla Madonna delle Nevi

Madonna delle Nevi

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa
note su accesso stradale :: in auto fino a Le Laus
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza da una Le Luas deserta intorno alle 9.10, con cielo terso e temperature basse. Intorno a quota 2000 svoltiamo a sinistra su traccia estremamente evidente ed imbocchiamo il vallone di salita verso la Turge de la Suffie. La salita si svolge sempre in ombra a temperature piuttosto basse. I pendii alti sottostanti il col de Chaude Maison sono su neve alquanto dura e ghiacciata e perciò, nonostante le buone tracce presenti, decidiamo di mettere i coltelli per salire più tranquillamente, così intorno alle 11.30 siamo finalmente al sole sul col de Chaude Maison. Il pendio di salita alla cima della Turge della Suffie e' ancora in ombra e su neve durissima e lavorata dal vento e, poichè non abbiamo portato i ramponi, decidiamo di rinunciare alla cima e di prepararci con calma alla discesa dal colle.
Prima discesa sul versante Nord su splendida farina complessa, poi un traverso sul lato nord della conca e ci affacciamo sul pendio ripido che permette di raggiungere il piano del Lac de Etoile. Questo pendio su crosta non portante e già riscaldato dal sole offre l'unico tratto di sciata non entusiasmante di tutta la discesa. Dopo questo tratto ci teniamo nelle combe sul lato est del vallone, dove troviamo neve fredda e farinosa, splendida da sciare. Ci ritroviamo così al di sopra di due ripidi canaloni che precipitano verso il fondo valle, su cui non scorgiamo tracce di discesa, che invece individuiamo nella zona boscosa in direzione Ovest: così attraversiamo verso Ovest ed imbocchiamo il rado bosco in splendida neve polverosa, e non troppo arata dalle precedenti discese, che con ottima sciata ci deposita davanti ad un ampio ponte che attraversa il Torrent de Cerveyrette di fronte alle baite di le Bourget.
Una volta guadagnata la pista da fondo con passo pattinato per circa 4 km raggiungiamo la strettoia nella zona del Bois du Rebanc, costeggiamo il Torrent de Cerveyrette su ottima traccia e poi raggiungiamo nuovamente la strada che in breve ci riporta a Cervieres sulla strada statale che porta a Le Laus. Ci incamminiamo sulla statale e dopo quasi un km uno sci-alpinista in auto ci da un passaggio per riprendere l'auto lasciata a Le Laus.
In compagnia del socio Paolo de Bardonenneche (che ringrazio per l'idea e la compagnia), per la nostra prima volta su questo itinerario in traversata da Le Laus verso le Bourget: la direzione di traversata da Le Luas a Le Bourget offre splendidi pendii da sciare quasi sempre con esposizione Nord. Il lungo pianoro di rientro da Le Bourget si è rivelato tutto sommato veloce e non troppo faticoso da percorrere sino al Bois du Rebanc in quanto tutto in piano. In conclusione non posso che esprimere una valutazione molto positiva di questo itinerario, nonostante il lungo spostamento per ritornare alla partenza, ci tornerò sicuramente con regolarità.

Partenza da Le Laus nel vallone dominato dal Pic de Rochebrune

In salita verso il col de Chaude Maison

Turge de la Suffie dal col de Chaude Maison

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
note su accesso stradale :: in auto sino a Cervieres
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza dal parcheggio di Cervieres, insieme a fondisti e cascatisti che fanno l'avvicinamento con attrezzatura da sci-alpinismo, con vento gelido e temperature polari che ci fanno subito prendere un buon ritmo per scaldarci un pò.
Una volta raggiunto il pianoro dopo il Bois du Rebac intorno a quota 1860 m si pone il problema di attraversare l'ultimo ramo sud del Torrent de Cerveyrette per imboccare il canale che adduce alla Combe du Lasseron: poichè non individuiamo alcun ponte utile, decidiamo di utilizzare un punto abbastanza stretto in cui è stato piegato un ramo di un basso alberello per facilitare l'attraversamento. Andrea lancia per primo gli sci oltre il torrentello e spicca un salto dal ramo piegato verso il lato ghiacciato dell'altra sponda, che cede leggermente, ma il nostro moniteur con balzo atletico riesce a sottrarsi abilmente al fiumiciattolo ghiacciato bagnandosi solo leggermente lo scafo inferiore degli scarponi. Sul momento rimaniamo demoralizzati per avere perso una parte della sponda ghiacciata di atterraggio, poi escogitiamo l'attraversamento in equilibrismo sul ramo piegato, utilizzando le bacchette da sci per puntellarci sul fondale del torrentello. Una volta passati tutti incolumi dall'altro lato di quel ramo del Torrent de Cerveyrette (senza nessuna velleità di citazione manzoniana!) attacchiamo con decisione il canale della Combe du Lasseron, abbondantemente tracciata e con neve piuttosto dura, che ci costringe a continue inversioni sullo stretto (così abbiamo approfittato per rinverdire la tecnica della "gucia"), mentre il nostro alpinista battitore Luca, stufatosi della frequenza di inversioni, si carica gli sci in spalla (lui che ne ha, può) ed inizia a salire a cannone dritto per dritto.
Una volta superata la parte inferiore più stretta ed angusta risaliamo la parte superiore della Combe du Lasseron ed arriviamo nel lungo falsopiano che conduce al Col du Lasseron. Nel frattempo osserviamo sulla nostra sinistra la dorsale della Cime de la Charvie e ne deduciamo la pessima qualità della neve, che appare ghiacciata e solcata da numerosissimi sastrugi da vento. Sulla nostra destra invece notiamo che la neve sul pendio sottostante il Lasseron, esposta ad est, sembra essere soffice ed invitante in quanto ammorbidita dal sole, perciò arrivati nei pressi del col de Lasseron svoltiamo a destra e ci portiamo sull'anticima del Lasseron a quota 2684 m. Un pendio molto esposto conduce alla cima a quota 2702, ma noi non abbiamo con noi ramponi e picca, pertanto decidiamo di accontentarci dell'anticima per non correre rischi inutili.
Foto di rito, cambio di assetto, e poi ci lanciamo in discesa sullo splendido versante est del Lasseron, che ci regala bellissime curve su farina compressa leggermente scaldata dal sole in avvio di trasformazione. La neve si mantiene comunque di buona qualità anche sul tratto più pianeggiante della Combe de Lasseron, dove ci godiamo una bella sequenza di curvoni filanti per raggiungere l'imbuto della Combe che porta al canale che termina sul pianoro del Torrent de Cerveyrette. Prima parte su crosta da vento, comunque sciabile con un pò di decisione, poi un breve tratto di farina ed infine la discesa nello stretto canale che assomiglia molto ad una pista nera non battuta ed alquanto gobbuta. Una volta raggiunto il pianoro attraversamento del torrente e rientro al parcheggio di Cervieres in ordine sparso ciascuno sulla propria linea di discesa.
In compagnia dei confratelli Andrea l'Occitano, Luca l'alpinista battitore e Paolo de Bardonneche, gita esplorativa in un angolo riposto e nascosto di questa valle da noi mai percorso sino ad ora: splendidi paesaggi, clima goliardico, un tratto di salita in canale abbastanza tecnico, prima parte di discesa su neve molto bella, nel complesso una bellissima gita in ottima compagnia.
Gita conclusa al ristorante Hotel d' Izoard di Cervieres, dove ci ha raggiunto Melina in arrivo dal classico fuoripista Montgenevre - Cervieres: ottimo cibo annaffiato dall'usuale vino rosee francese per reidratare gli sci alpinisti assetati.

in vista delle baite di La Chau

Cascate di ghiaccio nella zona

Attraversamento di quel ramo del Torrente de Cerveyrette

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa compatta
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
note su accesso stradale :: in auto sino a Thures
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo il Giassiez con discesa dal versante Nord, visto che abbiamo ancora voglia di sciare su bella neve, decidiamo di ripellare ed andare alla ricerca di farina sui canaloni esposti a Nord della Crete de la Dormillouse. Ripartiamo dopo il Giassiez dal ponte sul Rio Chabaud a quota 1970, superiamo tutte le deviazioni per il Giassiez e seguiamo le tracce per la classica salita alla Dormillouse. Teniamo la traccia più esterna e notiamo che intorno a quota 2200 m c'è una traccia di salita evidente sul versante nord della Crete de la Dormillouse che porta fino sulla spalla della montagna. Percorriamo pertanto questo ombroso canalone su ottima traccia e sbuchiamo al sole sulla spalla della Crete de la Dormillouse a quota 2650/2660 m.
La spalla finale di salita alla Crete de la Dormillouse è su neve molto ventata, perciò decido di non salire la vetta, su cui sono già stato 3 settimane prima.
Cambio di assetto al tepore del sole del primo pomeriggio e poi ci lanciamo in discesa sui pendii esposti a nord ed ancor intonsi della Crete de La Dormillouse, per 600 metri di discesa su fantastica farina compressa.
Veloce trasferimento sino alle grange Chabaud e poi scendiamo sino a Ruilles su infida Cresta da rigelo poco divertente da sciare con le gambe stanche, ma seguendo le parti più tracciate arriviamo al ponte di Ruilles in fretta e senza faticare troppo
In compagnia del socio Paolo di Bardonneche per la prima ripellata del 2020. Dopo la gita tappa a Cesana a comprare la focaccia e poi mega-merenda con gli affettati che non abbiamo finito al cenone di capodanno....grazie Cristina per averceli lasciati!:)

Uno sguardo verso la Francia dalla spalla della Crete de la Dormiolluse

La cima della Crete de la Dormillouse

Chaberton dalla spalla della Crete de la Dormillouse

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa pesante
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
note su accesso stradale :: in auto sino a Thures
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo il solito noioso trasferimento fino a Rhuilles attraversiamo il ponte sul torrente Thuras e seguiamo le numerosissime tracce, dopo il ponte sul rio Chabaud scegliamo la prima traccia di salita che si inerpica sul versante nord-ovest del Giassiez e guadagniamo agevolmente la cima. Cambio di assetto, qualche foto e cominciamo la discesa sul versante ovest su neve dura e ghiacciata poiché quello nord negli ultimi 150 m ha ampi spazi spazzati dal vento dei giorni scorsi con rocce affioranti. Dopo circa 100 m di dislivello discesi ci riportiamo sul versante nord per imboccare i canaloni di discesa che iniziano all'altezza dei baraccamenti di batteria a quota 2430. Qui troviamo splendida farina pesante, peccato solo che sia tutto abbondantemente tracciato e gli spazi intonsi siano abbastanza esigui (altrimenti sarebbe stata una discesa da 5 stelle).
Terminiamo la discesa all'altezza del ponte sul rio Chabaud a quota 1970 e, siccome non siamo ancora sazi di di sciate su bella neve, ripelliamo alla ricerca di un'altra discesa stellata sul versante nord della Crete de La Dormillouse....ma questa è un'altra storia :)
In compagnia del socio Paolo de Bardonecche, bellissima gita di inizio anno, splendidamente conclusa con la ripellata alla Crete de la Dormillouse.
Buon 2020 di monti e gite a tutti!!!

Dal Giassiez la dorsale dal monte Courbion alla cima Fournier, con il monte Chaberton troneggiante alle spalle

Dal Giassiez la dorsale dal Roc del Boucher verso la punta Ramiere

parte alta della discesa versante nord al di sopra dei baraccamenti di batteria

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Partiamo dal parcheggio di Bousson e guadagniamo il Lago Nero dal quale seguiamo una traccia che volge verso Ovest e punta verso il Colle Begino. La traccia è piuttosto tortuosa e non molto redditizia, ma ci conduce sulla parte est del Colle Begino dal quale, con poche inversioni sul versante sud-ovest della dorsale, raggiungiamo la cresta e poi la cima del Monte Begino. Rapido cambio di assetto e poi scendiamo sul versante nord del Monte Begino tenendoci verso est su buone pendenze ed ottima neve farinosa, purtroppo già abbastanza segnata dalle precedenti discese, per andare a riprendere la traccia di salita che porta alla Cima Fournier.
Breve ripellata fino a Cima Fournier, nuovo cambio di assetto e discesa tenendoci sui versanti nord-ovest su farina abbondantemente tracciata per ritornare al ponte nei pressi del Lago Nero per ricongiungerci con il resto della compagnia, per un comodo e veloce rientro su Bousson percorrendo la strada poderale.
Le condizioni della neve sulle nostre valli torinesi in questo scorcio finale del 2019 sono piuttosto complicate: in alto il vento ha fatto disastri ed in basso le piogge a quote comunque piuttosto elevate hanno comportato il formarsi di insciabili croste da rigelo. Per questo oggi insieme al socio Paolo de Bardonneche decidiamo di puntare sulla zona Monti della Luna sopra Bousson in quanto le cime più basse ed interne della zona sono state graziate da Eolo, e soprattutto i pendii esposti a nord offrono ancora neve ottimamente sciabile.
Oggi condizioni meteo quasi perfette: temperature gradevoli ma non troppo calde e totale assenza di vento per un piacevolissima giornata di sci alpinismo nei feudi del confratello Andrea l'Occitano. Non ho mai visto tante persone come oggi in giro nella zona Capanna Mautino/Monti della Luna, sia con gli sci che con le ciaspole oppure a piedi.
In compagnia del socio Paolo di Bardonneche, che mi ha accompagnato nella ripellata alla Fournier, di Marisa e di Carla, è stata una splendida giornata di sci alpinismo in ottima compagnia, durante la quale sono finalmente salito per la prima volta sul Monte Begino dopo anni di gite nella zona.

In salita in vista del bivio per il Lago dei 7 Colori

Dal Colle Begino est attacco del pendio per raggiungere il Monte Begino

Ultimo tratto di salita per la cresta e la cima del Monte Begino

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Partiamo alle 8.30 da Bousson con un buon passo, sotto un cielo coperto ma in assenza di precipitazioni.
Naturalmente Giove Pluvio ed Eolo hanno programmi diversi per la giornata, e quando arriviamo intorno a quota 1.750 m comincia a nevicare. Una volta arrivati in prossimità del Lago Nero ed attraversato il ponte la nevicata è già diventata copiosa, pertanto decidiamo di raggiungere comunque Cima Fournier e poi decidere sul da farsi. Seguiamo le tracce piuttosto redditizie sulla massima pendenza fatte dai ciaspolari e guadagniamo piuttosto velocemente il colle Fournier e da qui la cima in meno di 2 ore da Bousson. La Cima Fournier è battuta da un vento piuttosto impetuoso, che continua ad ammassare nuvole sulle cime della dorsale Dormillouse - Terra Nera, perciò decidiamo di riscendere verso il Lago Nero, per poi fare un altro pò di dislivello verso qualche altra cima della zona Monti della Luna. I primi 50 metri di discesa dalla Cima Fournier sono su crosta portante e sastrugi da vento, poi la qualità della neve migliora sensibilmente e fino quasi al lago Nero troviamo ottima farina leggermente pesante che ci regala una piacevolissima sciata.
Una volta arrivati al bivio per Capanna Mautino decidiamo di risalire verso il rifugio e poi andare in una delle tante cime sulle dorsali retrostanti. Superata la Capanna Mautino la nevicata si intensifica ulteriormente e la visibilità diminuisce, poi in un momento di leggero diradamento della nuvolosità individuiamo la cresta che si diparte da Cima Le Vert/Roc La Luna e culmina nella Cima Saurel, e riusciamo a guadagnare un punto della suddetta cresta a quota pressochè identica al bunker sul Roc La Luna, di cui vediamo distintamente uno dei muri portanti. Cambio di assetto e discesa sui dolci pendii che riportano su Capanna Mautino: neve nel complesso abbastanza bella e pendenze molto lievi che invitano a curve filanti quasi sempre sulla massima pendenza. Sotto la Capanna Mautino seguiamo prima la strada poderale e poi i numerosi tagli nel bosco su neve via via più pesante e crostosa sino a ritornare a Bousson
Oggi in compagnia del confratello Luca il Battitore nei possedimenti del confratello Luca l'Occitano abbiamo fatto la gita quasi interamente sotto nevicate di intensità variabile e con visibilità a volte piuttosto ridotta: nonostante la seconda salita in ripellata un pò alla decouverte, nel complesso la discesa è stata comunque piacevole e su ottima neve sino a quota 2000 m, e con le condizioni attuali non ci si può proprio lamentare.

attraversamento del ponte in zona Lago Nero

Da Cima Fournier verso la Francia

Da Cima Fournier verso l'Italia

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Tutte le sue gite

  • Querellet (Monte) da Ponte Terribile (19/01/20)
    Bosco (Cima del) da Rollières (18/01/20)
    Tète Noire (Pointe de la) o de la Mandette dal Col du Lautaret per il versante Sud (12/01/20)
    Tsa (Mont de la) Thouraz (11/01/20)
    Turge de la Suffie da Cerviers per le Bourget, traversata a le Laus (06/01/20)
    Lasseron (le) da Cervieres (05/01/20)
    Giassiez (Monte) o Giassez da Thures (01/01/20)
    Dormillouse (Créte de la) quota 2708 m da Thures (01/01/20)
    Begino (Monte) da Bousson (29/12/19)
    Fournier (Cima) da Bousson (27/12/19)
    Mulattiera (Punta della) da Melezet (15/12/19)
    Giosolette (Cima) da Limonetto (14/12/19)
    Dormillouse (Créte de la) quota 2708 m da Thures (08/12/19)
    Palasina (Punta) da Estoul (30/11/19)
    Bosco (Cima del) da Thures (24/11/19)
    Ghincia Pastour (Monte) da Pian della Regina (17/11/19)
    Incianao (Punta) da Argentera (16/11/19)
    Janus (le) da Montgenevre (10/11/19)
    Vert (Cima le) da Bousson (10/11/19)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (09/11/19)
    Homme (Tète de l') Cresta NNE da Grange Collet (21/09/19)
    Rimpfischhorn Via Normale dalla Taschhutte (15/09/19)
    Rochebrune (Pic de) Via Normale e Cresta Sud dal Col d'Izoard (14/08/19)
    Rocciamelone da la Riposa (11/08/19)
    Mangioire (Passo delle) da Pian della Mussa, anello per il Rifugio Gastaldi e il Lago della Rossa (10/08/19)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (04/08/19)
    Zerbion (Monte) da Promiod (27/07/19)
    Pain de Sucre o Pan di Zucchero Sperone SE della quota 2798 + Cresta ESE (21/07/19)
    Rocciavré (Monte) e Monte Robinet da Molè per il Vallone della Balma (24/06/19)
    Vincent (Piramide) da Indren (23/06/19)
    Barbeston (Monte) da Veulla per il Colle di Valmeriana (16/06/19)
    Grevon (Piatta di) da Pila (19/05/19)
    Coin (Testa del) dal Ponte d'Almiane (11/05/19)
    Pelvo (Cima del) da Ponte Terribile (05/05/19)
    Giornalet (Monte) da Ponte Terribile (01/05/19)
    Terra Nera (Monte) da Rhuilles (28/04/19)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (27/04/19)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (26/04/19)
    Demi (Pointe du) da Fontcouverte (22/04/19)
    Alphubel dalla Langfluehutte (20/04/19)
    Costabella del Piz (Testa della) da Pietraporzio (13/04/19)
    Grand Aréa da Nevache per il Canalone Nord (06/04/19)
    Trois Evechés (Pic des), colletto ovest 3050 m per il Vallon de Roche Noire (24/03/19)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (23/03/19)
    Mulattiera (Punta della) da Pian del Colle (10/03/19)
    Fer (Tete de) da Larche (09/03/19)
    Mezzodì (Guglia del) e Punta della Mulattiera da Pian del Colle, giro per il Col des Acles (03/03/19)
    Elgio (Punta) o Helgenhorn da Riale (02/03/19)
    Crou de Bleintse (Mont) da Chatelair (23/02/19)
    Dormillouse (Cima) da Bousson anello per Col Chabaud, Cima Fournier e Lago Nero (17/02/19)
    Feluma (Punta) da Valgrisenche (09/02/19)
    Garbella (Costa della) quota 2253 m da Palanfrè (26/01/19)
    Telliers (Monts) da Bourg Saint Bernard (19/01/19)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (06/01/19)
    Querellet (Monte) da Ponte Terribile (05/01/19)
    Carail (Croix) da Nevache par le Bois Noir (04/03/18)
    Rochers Charniers (Pointe des) da Montgenèvre (18/02/18)
    Mezzodì (Guglia del) da Pian del Colle (11/02/18)
    Fraiteve (Rocce del) da Solomiac (28/01/18)
    Valletta (Punta) da Cerisey, anello valloni Citrin e Serena (13/01/18)
    Omo (Punta dell') o lo Cres de Gibert da San Giacomo (24/12/17)
    Giulian (Monte) da Giordano (16/12/17)
    Aigle (Pitre de l') da Traverses (08/12/17)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (26/11/17)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (23/02/14)
    Gran Roc (Monte) da Ponte Terribile (01/05/11)
    Turge de la Suffie da le Laus (06/02/11)