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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: in auto sino al colle dell'Izoard
Siamo partiti alle 8.30 dal colle dell'Izoard sotto un cielo velato accompagnati da un vento gelido con temperature molto basse. Breve salita sino al Col Perdù, poi si perdono quasi 100 m di dislivello e si percorre un lungo vallone pietroso sino al Col des Portes. Da qui si ricomincia a salire con decisione. Intorno a quota 3.100 non vediamo alcuni ometti e scaliamo con qualche facile passo di arrampicata di II+ un canalino ricongiungendoci poi alle tracce di sentiero che conducono al colle a quota 3.280 m., sottostante alla cresta sud. Aggiriamo la parete e guadagniamo il canalino che porta al versante sud est dal quale si raggiunge la cima per un sistema di semplici cenge ingombre di pietre e pietrisco. Discesa per la via di salita.
In compagnia di Ezio e Stefano, che ringrazio per la compagnia e la gita. Ascensione con molto sviluppo che si svolge per la gran parte in una "ciaplera". Ambiente bello e selvaggio, gita raccomandata soprattutto per i frequentatori assidui del Queyras.
Conclusione della gita a Briancon con panino e birra di rito, prima dell'attraversamento della cittadina francese in mezzo ad un traffico automobilistico di stampo "milanese" :)

Partenza dal Colle dell'Izoard

Guardando il vallone percorso con il col Perdù in fondo ormai lontano

Col des Portes quota 2.915 m.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: In auto sino al parcheggio
Sgambata di allenamento per allontanarsi dalla calura della città in una giornata dal meteo incerto su molte zone dell'arco alpino. Piacevole salita tra nebbie e nuvole di calore risalenti dalla pianura che hanno consentito una salita con buone temperature nonostante la partenza ad ora tarda. Panorama durante la salita ed in vetta praticamente assente.
In compagnia di Andrea per la seconda salita al Rocciamelone dell'estate. Sgambata fuori porta in ottima compagnia conclusa al birrificio Solaramà con ottima merenda e appropriate libagioni.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: in auto sino al Pian della Mussa
Oggi piacevole sgambata di 16 km tra la val Grande e la valle di Viù. Sentieri ottimamente segnalati (serve qualche accortezza solo nel tratto dal Lago della Rossa al passo delle Mangioire), neve quasi assente, giusto un paio di lingue qua e la percorse agevolmente in scarpette da trail running. Panorami belli e selvaggi, spesso celati dalle nuvole di calore, che hanno lasciato ammirare solo la punta Croce Rossa tra tutte le bellissime e rinomate cime circostanti.
In compagnia di Ezio, profondo conoscitore delle valli di Lanzo, sempre in grande forma, che ringrazio per la bella giornata in giro per i monti e per avermi fatto conoscere un altro angolo a me ignoto delle valli di Lanzo

Bivio nella nebbia

Pennone e bandiere antistanti il rifugio Gastaldi

Punta Croce Rossa tra le nuvole

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: si lascia l'auto al solito parcheggio per poi entrare in Saas-Fee a piedi
Abbiamo lasciato l'auto al solito parcheggio all'ingresso di Saas-Fee e con i nostri zaini carichi abbiamo percorso il paese sino alla chiesa, subito dopo di essa sulla destra si prende una via che sale e termina in un bosco: il sentiero per la Mischabelhutte parte di qui ed è ottimamente segnalato, basta seguire le indicazioni. Sentiero bello e diretto, pertanto sconsiglio di prendere l'impianto fino ad Hannig: si toglie dislivello ma si aggiunge parecchio spostamento e, secondo me, non ne vale la pena e la spesa.
Durante la salita, poco prima dell'inizio del tratto attrezzato, alcuni stambecchi che stavano brucando vicino al sentiero non si scompongono affatto per la nostra presenza e passiamo loro praticamente a fianco. Il tratto attrezzato comincia praticamente a 2850 m e conduce sino alla Miscabelhutte, non presenta difficoltà ma in alcuni tratti c'è abbastanza esposizione, il cavo è in metallo e per ora è in ottimo stato, quindi non servono guanti per maneggiarlo.
La Mischabelhutte è un bel rifugio, non molto grande, con personale gentile e buona cucina (per essere in Svizzera), per la notte ci hanno fatto dormire all'invernale, locale freddo in condizioni non ottimali, stipati come sardine: è indispensabile che aumentino lo spazio per ogni posto letto, altrimenti la notte diventa una tortura.
Colazione dalle 3.30 in avanti per chi va al Nadelhorn, dopo una notte quasi insonne partiamo presto anche noi alle spalle della gran parte degli altri alpinisti. Salita sino al ghiacciaio sullo sperone roccioso che parte alle spalle del rifugio piuttosto diretta, poi si attraversa il ghiacciaio Hohbalm Gletscher, ancora in buone condizioni, al cospetto della parete Nord della Lenzspitze. Risaliamo la parte più ripida del ghiacciaio sotto l'Ulrichshorn, poi pieghiamo a sinistra ed in breve raggiungiamo il Windjoch (quota 3.850); dove ci accoglie "amorevolmente" un vento gelido e persistente che ci accompagnerà per tutto il tempo trascorso al di sopra del WIndjoch. Attacchiamo la cresta, ampia e ben tracciata, i gendarmi rocciosi vengono aggirati sul versante nord: il secondo ed il terzo gendarme richiedono un pò di attenzione in quanto l'ottima traccia è su neve molto ghiacciata con qualche punto in ghiaccio vivo. Tratto finale di cresta percorribile sul versante nord più incrostato di neve, oppure su quello sud più esposto ma privo di neve: noi siamo saliti dal primo e scesi dal secondo. Le molte cordate con guida piuttosto lente ed impacciate e lo spazio molto esiguo della vetta ci hanno costretto ad un pò di attesa e ad una permanenza fulminea in cima, giusto il tempo di uno sguardo sullo splendido panorama circostante e di una foto di vetta al volo. Poi siamo scesi velocemente sino al Windjoch per sottrarci al vento gelido ed alla temperatura patagonica che ci hanno sempre accompagnati sopra i 3.850 m. Ritorniamo alla Mischabelhutte prima delle 11, un pò di riposo e poi lunga discesa fino a Saas-Fee sotto un sole cocente.
In compagnia di Andrea, Melina, Stefano ed Ezio, che ringrazio per i due giorni splendidi trascorsi insieme. Una bella e faticosa salita "by fair means" ad un magnifico 4.000 del Vallese, pressoché perfetta, peccato solo per il vento patagonico e per la notte stipati come sardine nel locale invernale del rifugio.
Gita conclusa con pasto abbastanza frugale e libagioni piuttosto moderate (incredibile ma vero) al Cafè PopCorn di Saas-Fee, dove il conto è stato comunque molto meno "salato" del previsto: ci rifaremo nei prossimi dopo-gita sulle nostre montagne :)

Quasi all'imbocco del sentiero

Incontri durante la salita

Incontri durante la salita

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio
Le condizioni meteo e le precipitazioni in arrivo oggi non consentivano salite in quota. Partenza da Torino di buon ora e, percorrendo la valle centrale di Aosta in auto, il nostro valdostano propone come meta lo Zerbion ancora libero dalle nubi che stanno lentamente lambendo le cime che si affacciano sulla valle centrale.
Partiamo con buon passo per rientrare prima dell'arrivo delle precipitazioni annunciate dai metereologi: guadagniamo la cima e ritorniamo all'auto in meno di 4 ore, giusto in tempo per evitare la pioggia...missione compiuta!
Il cielo leggermente velato e le temperature non troppo alte hanno regalato una salita molto piacevole. Sentiero in ordine, molto bello soprattutto al di fuori del bosco. Sul percorso incontriamo poche persone, ma siamo piacevolmente attesi sulla parte finale della cresta da numerosi camosci che non scappano al nostro arrivo, ma si allontanano solamente un pò e ci osservano incuriositi e perplessi: d'altronde siamo noi gli intrusi che li disturbiamo nel loro habitat.
Il panorama dalla cima è piuttosto limitato in quanto tutte le cime più significative sono già coperte dalle nubi, ma la vista sulle valli sottostanti è sempre splendida.
Sgambata "pre-perturbazione" in compagnia compagnia di Andrea e Gaia, conclusa poi in pizzeria a Valtournenche con ottimo pranzo e libagioni moderate...in medio stat virtus ;)
Ringrazio gli amici Andrea e Gaia per la gita e la bella giornata in compagnia a spasso per la Vallée. Alla prossima !


La cima dello Zerbion - vista all'uscita del sentiero dal bosco

Il sentiero nel tratto di cresta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via un pò discontinua, soprattutto i primi tiri, alla ricerca della difficoltà su roccia tra prati estremamente scoscesi e terriccio. Da segnalare un tiro con due passi di 5+ non banali ma ben protetti con spit. Ultimi tre tiri per giungere in vetta (in comune con la cresta SE) sullo spigolo della cresta finale molto belli ed aerei. Roccia nel complesso buona, ambiente e panorami bellissimi.
In compagnia di Andrea ed Ezio che hanno pazientemente sopportato la mia scarsa attitudine arrampicatoria.
Un bellissima giornata in montagna in ottima compagnia, conclusa con abbondanti libagioni ed un ottimo stinco di maiale all'EnoEtica del Gran San Bernardo



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: in auto sino a Case Agostino
Partito tardi (alle 9.35) da Case Agostino in assetta leggero da trail, ho patito il sole ed il caldo. In vetta alle 12, segnalo che sulla cresta dal colletto Robinet al Monte Robinet sono presenti alcuni tratti ancora ingombri di neve: si passa comunque agevolmente sulle rocce adiacenti la neve ed il sentiero con un pò di attenzione. Una volta guadagnato la cima sono stato raggiunto dalle nuvole di calore e dalla foschia che arrivavano dalla pianura, che hanno comunque lasciato scoperte le cime di Robinet e Rocciavré: panorama guastato ma discesa con temperatura fresca a e piacevole sino a Case Agostino.
Piacevole sgambata nei luoghi frequentati da bambino, di cui serbo ricordi lontani ma molto belli

la chiesetta dedicata alla Madonna degli Angeli sulla cima del Monte Robinet

il panorama dalla vetta del Robinet, offuscato dalle nuvole di calore e dalla foschia della pianura
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 2900
attrezzatura :: scialpinistica
Parto di buona lena sci ai piedi alle 7.15 da Punta Indren, giusto il tempo di cominciare a scaldarsi e poi cambio di assetto - ramponi ai piedi e sci in spalla per risalire il canalone che adduce al ghiacciaio del Lys: salita tutta sulla sinistra per lasciare libere le corde attrezzate per sicurezza degli atleti, che vedo salire a grande velocità a fianco a me. Una volta guadagnato il ghiacciaio del Lys rimetto gli sci e comincio a salire in mezzo ad un fiume di alpinisti e sci alpinisti: mai viste così tante persone in zona Monte Rosa. Raggiungo la depressione tra Corno Nero e Piramide Vincent e piego ad est per andare alla Piramide Vincent, che raggiungo mentre la cima è sferzata da un vento patagonico, che quasi mi butta a terra. Poche foto con i guanti e poi lascio velocemente la cima senza nemmeno spellare. Cambio assetto pochi metri sotto la cima e poi giù a cannone: 10 cm di neve fresca ventata su fondo irregolare mi regalano una discesa splendida sino al punto in cui raggiungo la traccia Capanna Gnifetti - colle del Lys. Qui mi tengo sulla destra (faccia a valle) delle tracce di salita e mi godo curve su una leggera crosta non portante ma comunque facilmente sciabile, a patto di andare giù un pò decisi senza incidere troppo con le lamine. Come sempre dove il pendio si addolcisce prima di Capanna Gnifetti c'è il solito crepaccio che si passa agevolmente, poi altre belle curve sino all'imbocco dei canaloni, dove l'organizzazione della gara mi chiede di non passare per l'affollamento di gente sul canalone e sull'imbocco sottostante. Riesco a fare ancora qualche bella curva su firn spettacolare sin sotto il Mantova, poi breve traverso sci ai piedi, breve tratto con gli sci in spalla per passare un breve tratto di sentiero roccioso privo di neve ed infine nuovamente sci ai piedi sino a Punta Indren, dove alle 11.10 sono già sulla telecabina per tornare a Staffal
Nonostante sia ormai estate non ho saputo resistere all'occasione di andare finalmente alla Piramide Vincent in giornata approfittando dell'apertura anticipata per la AMA Sky Marathon. Alle 7.00 a Punta Indren c'è già tanta gente per assistere al passaggio degli sky runner ed incoraggiarli.
Finalmente sono riuscito ad andare sulla Piramide Vincent, dopo che per vari motivi non ero mai riuscito a passarci nonostante le numerose volte che sono transitato in zona sulle altre cime del Monte Rosa, con gli sci oppure a piedi: giornata con meteo splendido e neve fantastica, per chiudere una stagione sci alpinistica veramente ricca di gite dopo l'infortunio del 2018.
Arrivederci alla prossima stagione!!!!!

Punta Indren - tanta gente in giro in occasione della AMA sky marathon

Il canalone che adduce al ghiacciaio del Lys, oggi molto affollato

atleti, sci alpinisti ed alpinisti in salita verso il colle del Lys

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sentiero già completamente privo di neve. Prima escursione della stagione su ottimo sentiero. Giornata calda e cielo terso, con viste splendide dal monte Bianco al massiccio del Rosa
In compagnia di Stefano, per la prima sgambata della stagione.

Monte Avic

Cervino

massiccio del Rosa

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: in auto sino al piazzale superiore di Pila
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza sci in spalla sulle piste prive di neve, solo qualche lingua non raccordata sino oltre l'Hermitage, gli sci si calzano intorno a quota 1.980 circa. Dopo circa 45 minuti di salita comincia a nevicare e la visibilità diminuisce man mano che si sale. Risaliamo e piste e dopo circa un'ora e quaranta raggiungiamo la stazione di arrivo della seggiovia Couis 1. Data la visibilità molto scarsa e la nevicata in corso, abbandoniamo le velleità di raggiungere il bivacco Arno o la Piatta di Grevon ed approfittiamo del locale seggiovia per cambiarci comodamente e bere un the caldo al riparo prima di scendere.
Andrea ci conduce subito in discesa sulla massima pendenza sotto la seggiovia: visibilità molto scarsa e neve fresca un pò pesante ci costringono a curve strette piuttosto faticose, ma una volta presa la mano la sciata è tutto sommato divertente. Ci infiliamo poi in un ampio canalino dove troviamo neve umida ma scorrevole e molto ben sciabile, circa 300 metri di dislivello di bella discesa, nonostante la visibilità non ottimale per la nevicata in corso. Poi la qualità della neve comincia a peggiorare e quindi con un lungo traverso su neve intrisa di acqua che sfonda al passaggio riusciamo a riguadagnare le piste da sci. La neve caduta è scarsa ma molto umida, e dobbiamo stare il più possibile sulla massima pendenza per riuscire a fare qualche curva senza piantarci nella neve bagnata. Ultimi 150 metri di dislivello alla continua ricerca dei raccordi tra le lingue di neve, mentre la nevicata si sta trasformando in pioggia, poi sci in spalla sotto la pioggia sino all'auto.
Partenza con tutta calma da Torino, ed arrivo al piazzale alto degli impianti di Pila sotto un cielo grigio ma senza pioggia
La nostra associazione a delinquere di stampo sci-aplinistico ed enogastronomico oggi era orfana della componente "valdostrana", impegnata in faccende cittadine downtown ad Aosta. In compagnia quindi di Andrea e Luca, che questa volta è salito ad una velocità "umana" come noi comuni mortali solo perché afflitto da mal di stomaco.
Dopo la gita taglio tattico in auto per strade note a pochi verso Ozein, dove troviamo tutte le trattorie chiuse. Ci fermiamo al ristorante La Pineta sopra Aymavilles per chiedere se avevano posto, e ci propongono il menù "cresima" che stanno servendo ai numerosi avventori che festeggiano a pranzo i propri congiunti ai quali è stato conferito il sacramento. Non ci sentiamo di rifiutare una tale generosa offerta, e "nostro malgrado" ci toccano 4 antipasti, 2 primi, secondo, contorno, dolce, caffè, naturalmente innaffiati con vino e genepy....a noi oggi è stato conferito il sacramento pagano della crapula :)

Partenza sci a spalla

Finalmente sci ai piedi

Si comincia a salire sotto una leggera nevicata

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Tutte le sue gite

  • Rochebrune (Pic de) Via Normale e Cresta Sud dal Col d'Izoard (14/08/19)
    Rocciamelone da la Riposa (11/08/19)
    Mangioire (Passo delle) da Pian della Mussa, anello per il Rifugio Gastaldi e il Lago della Rossa (10/08/19)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (04/08/19)
    Zerbion (Monte) da Promiod (27/07/19)
    Pan di Zucchero o Pain de Sucre Cresta ESE (21/07/19)
    Rocciavré (Monte) e Monte Robinet da Molè per il Vallone della Balma (24/06/19)
    Vincent (Piramide) da Indren (23/06/19)
    Barbeston (Monte) da Veulla per il Colle di Valmeriana (16/06/19)
    Grevon (Piatta di) da Pila (19/05/19)
    Coin (Testa del) dal Ponte d'Almiane (11/05/19)
    Pelvo (Cima del) da Ponte Terribile (05/05/19)
    Giornalet (Monte) da Ponte Terribile (01/05/19)
    Terra Nera (Monte) da Rhuilles (28/04/19)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (27/04/19)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (26/04/19)
    Demi (Pointe du) da Fontcouverte (22/04/19)
    Alphubel dalla Langfluehutte (20/04/19)
    Costabella del Piz (Testa della) da Pietraporzio (13/04/19)
    Grand Aréa da Nevache per il Canalone Nord (06/04/19)
    Trois Evechés (Pic des), colletto ovest 3050 m per il Vallon de Roche Noire (24/03/19)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (23/03/19)
    Mulattiera (Punta della) da Pian del Colle (10/03/19)
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    Feluma (Punta) da Valgrisenche (09/02/19)
    Garbella (Costa della) quota 2253 m da Palanfrè (26/01/19)
    Telliers (Monts) da Bourg Saint Bernard (19/01/19)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (06/01/19)
    Querellet (Monte) da Ponte Terribile (05/01/19)
    Carail (Croix) da Nevache par le Bois Noir (04/03/18)
    Rochers Charniers (Pointe des) da Montgenèvre (18/02/18)
    Mezzodì (Guglia del) da Pian del Colle (11/02/18)
    Fraiteve (Rocce del) da Solomiac (28/01/18)
    Valletta (Punta) da Cerisey, anello valloni Citrin e Serena (13/01/18)
    Omo (Punta dell') o lo Cres de Gibert da San Giacomo (24/12/17)
    Giulian (Monte) da Giordano (16/12/17)
    Aigle (Pitre de l') da Traverses (08/12/17)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (26/11/17)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (23/02/14)
    Gran Roc (Monte) da Ponte Terribile (01/05/11)
    Turge de la Suffie da le Laus (06/02/11)