gondolin


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: ventata
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Premetto che il percorso seguito è solo in parte in comune con l'itinerario qui recensito. Partenza da Bousson con l'intento di fare la Fournier, secondo i rumors con neve ancora in ottime condizioni nel tratto di discesa dalla cima al lago Nero, versante nord. Alla partenza alle 8.30 a Bousson sembra di essere al piazzale impianti di Sestriere all'apertura delle casse per fare gli ski-pass. Dopo qualche perplessità decidiamo di partire lo stesso: Paolo imprime un ritmo di salita piuttosto alto (per me altissimo, più di così non ce la facevo), superiamo di slancio i vari gruppi e raggiungiamo Cima Fournier in solitudine. Lo sguardo inizia a spaziare a 360 °alla ricerca di una linea di discesa alternativa. Il pendio sud della Fournier sembra in trasformata splendida, ed i pendii della Crete della Dormillouse non sembrano massacrati dal vento. Mentre riflettiamo su questo, Paolo lancia il progetto della giornata (in perfetto stile "Amici Miei" di Monicelli - che cos'è il genio? fantasia, immaginazione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione): scendere il pendio sud, ripellare e tagliare verso est per andare a ricongiungersi all'itinerario classico di salita della Dormillouse da Thures). Preparativi veloci giù dalla Fournier su splendido firn "primaverile". Operazioni di "ripellaggio" togliendo uno sci per volta onde evitare di finire nella neve sino alla vita e poi via verso la Crete della Dormillouse. Raggiungiamo la croce a quota 2908 intorno alle 13.15: cinque minuti seduti a riprendere fiato, cambio di assetto e via in discesa. Effettuiamo la prima parte di discesa sull'itinerario classico, già abbastanza "arato" ma cerchiamo di stare il più possibile a ridosso della cresta. Troviamo farina compressa, alternata a qualche breve tratto di crosta non portante, ma comunque sciabile con un pò di decisione: una discesa nel complesso divertente e godibile. Abbandoniamo quindi l'itinerario di discesa classico per traversare verso la Fournier, e troviamo ancora qualche tratto dove fare qualche bella curva tra farina pesante e crosta non portante sciabile. Raggiungiamo una traccia battuta da ciaspolatori dove ripellare comodamente senza affondare nella neve, e raggiungiamo così il colle a circa 2300 m di quota da cui si risale l'ultimo pendio per la Fournier dall'itinerario classico di salita da Bousson. Arrivati al colle traversiamo un pò il versante nord della Fournier, alla ricerca di qualche rarissimo e brevissimo tratto di farina non tritata fino al lago Nero. Peccato che fosse tutto così arato, comunque la discesa è stata piuttosto godibile. Dal lago Nero veloce discesa sulla stradina fino a Bousson e "lancio" verso la fontana per placare i morsi della sete prima di rientrare a casa.
Partiti per fare una gitarella tranquilla, il genio di Paolo ha tirato fuori dal cilindro un altro dei suoi famosi "progetti", questa volta però con progettazione "di getto" durante il percorso. Neve nel complesso sempre sciabile con qualche pendio entusiasmante in una giornata dalle condizioni meteo praticamente perfette: caldo sopportabile, assenza di vento e cielo tersissimo.
Ringrazio Paolo per l'idea e la compagnia, e la nostra amica Manu per averci sopportato ed aspettato ancora una volta.

Cima Fournier

Le cime della val Thuras dalla Fournier

Crete de la Dormilleuse quota 2908...finalmente

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: in auto fin oltre il ponte sul fiume dopo l'abitato di Valgrisanche
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Arrivati all'imbocco della Valgrisanche con le auto, piovviginava...lo sconforto aleggiava sulla comitiva. Arrivati a Valgrisanche, la pioggerella si trasforma in nevicata. Decidiamo stoicamente di partire, le previsioni meteo danno miglioramento nel corso della mattinata.Luca si "lancia" nella battitura della traccia di salita prima seguendo il sentiero, poi nel bosco sempre più fitto. Gran fatica tra alberi, arbusti e neve abbondante. Finalmente dopo un'ora circa di "ravanage" il bosco si apre, e la salita diventa meno penosa, ma non per questo meno faticosa. La neve è molta, e più saliamo più aumentano il freddo ed il vento, ma Luca il battitore persevera senza tentennamenti. La salita prosegue, ma dopo un paio di schiarite aumentano manto nevoso, vento e freddo. Ci diamo il cambio nella battitura, ma dopo 4 ore di salita, intorno a quota 3100, desistiamo.
Cambio di assetto al freddo ed al gelo, e cominciamo a scendere. Prime curve discrete su neve ventata ma sciabile, poi traverso intorno al lago e comincia la goduria...polvere pesante con qualche breve tratto di crosta, ma sempre sciabilissima. Firmiamo abbondantemente i pendii, intonsi e tutti per noi. Prima parte del bosco rado in polvere splendida, poi ci teniamo a sinistra rispetto alla traccia di salita ed indoviniamo una linea di discesa accettabile nella parte fitta finale nel bosco. Insomma, discesa oltre ogni più rosea aspettativa
Oggi in formazione completa con gli Andrea, Luca (il "Battitore"...grazie...senza di te avremmo fatto molto meno dislivello), Stefano ed Elena, unica nota di gentilezza e leggiadria nel solito clima da caserma del gruppo. Nonostante il mancato raggiungimento della cima, il freddo, il vento ed il meteo sfavorevole, è stata comunque un'ottima gita. Conclusione al bar di Valgrisanche con taglieri, focacce, birra a fiumi (grazie Elena) e genepy della casa.
Grazie a tutti i compagni di avventura per la bella giornata

In salita finalmente fuori dal bosco fitto

ingresso in traverso nel tratto più ripido del canale

Cambio di assetto al freddo ed al gelo per cominciare a scendere

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio da cui si parte sci ai piedi
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
In prima battuta andiamo in valle Grana per andare al Monte Viridio, ma in località Chiotti incontriamo una sci-alpinista che ha già fatto la gita il giorno precedente, e ci riferisce che la copertura nevosa è comunque piuttosto scarsa. Decidiamo quindi di andare più a Sud, in Valle Vermenagna, dove i nivometri riferiscono di precipitazioni più copiose. Arriviamo a Palanfrè molto tardi, il parcheggio è già pieno, ed allora preparazione rapida e partenza "a tutta" sulle numerose ed evidenti tracce di salita.
Troviamo molti sci-alpinisti sul percorso, molti dei quali stanno già scendendo, ed allora decidiamo di scendere sul versante meno tracciato, sulla sinistra orografica. Dopo le prime curve su neve sciabile ma con fondo irregolare, ci godiamo 250 m di discesa su neve bella farinosa, poi si comincia ad avvertire l'assenza di fondo. Il rientro sul percorso di salita ci costringe a percorrere un traverso ed una stradina piuttosto sassosi. Ultima parte di discesa ampiamente tracciato ed arato ma piacevolmente sciabile.
Discesa nel complesso abbastanza piacevole, purtroppo la parte centrale della discesa "on the rocks" toglie una stella alla valutazione. In compagnia del socio Andrea, terminiamo la trasferta cuneese al Troll, con misto brace e birre varie...il Troll merita sempre 5 stelle!!!!


tracce di salita a metà percorso

Costa Rossa dalla cima della Costa della Garbella

Rocca d'Abisso dalla Cima della Costa della Garbella

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: in auto fino al piazzale da cui si parte sci ai piedi
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
La penuria di neve sui versanti italiani delle Alpi Occidentali ci ha spinto oltre confine, alla ricerca di un pò di farina 00. Partenza sci ai piedi dal piazzale adiacente il versante Svizzero del tunnel del Gran San Bernardo in un vallone ombroso con temperature abbondantemente sotto lo zero.
Sulla via di salita sci-alpinisti svizzeri, valdostani e piemontesi. La traccia si snoda per un vallone ombroso, per poi alzarsi e portare ad ampli plateau quasi pianeggianti, ed infine inerpicarsi sull'ultimo pendio più sostenuto che adduce all'anti-cima del Mont Telliers. Si depositano gli sci e si percorre una breve cresta nevosa che termina sulla cima angusta, che offre una vista insolita e stupenda sulle Grandes Jorasses. Scattate velocemente un pò di foto panoramiche (le temperature polari non invitavano a tenere le mani a lungo fuori dai guanti), ci prepariamo velocemente per la discesa.
Scegliamo i pendii intonsi ed immacolati dei valloni alla destra del percorso di salita. I primi 350 metri su pendii un pò più sostenuti in farina 00 sono stati entusiasmanti. L' attraversamento dei plateau intermedi invece si alternava tra crosta non portante comunque sciabile e crosta portante un pò insidiosa. Infine ultima parte della discesa su pendii dolci e con neve variamente smossa, comunque piacevolmente sciabili, e stradina ombrosa per tornare al piazzale di partenza.
Le 4 stelle sono frutto della media tra le 5 della prima parte e le 3 del tratto intermedio e finale della discesa.
Oggi in compagnia degli Andrea: il trio sci-aplinistico dei cultori della piola è tornato in azione. Gita terminata con pranzo e libagioni morigerate alla prosciutteria di Sanit Rhemy.
Salita "fredda" in ambiente selvaggio, panorami di vetta splendidi su Grandes Jorasses e Grand Combin, prima parte di discesa in farina 00 da urlo, piola dopo gita collaudata e garantita: una trasferta oltre confine ben riuscita in attesa che le condizioni migliorino sui nostri versanti delle Alpi.

Partenza

Prima parte di salita in ombra

Finalmente il sole poco prima dei plateau intermedi

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi ritorno allo Jafferau per una sgambata, terza salita di questa stagione sul percorso. Siamo saliti dalla pista primavera chiusa, e poi abbiamo imboccato il vallone di salita/discesa più vicino alla pista 33 dello Jafferau. Le condizioni della neve rispetto a fine dicembre sono cambiate: molto ghiaccio, anche vivo, sulla parte di pista primavera che si snoda all'ombra del bosco. Usciti dal bosco il ghiaccio non c'è più, ma la neve è dura, spesso marmorea. I coltelli sono a mio parere indispensabili per raggiungere la cima. Una volta arrivati in vetta abbiamo attraversato la cima verso la Testa del Ban e siamo scesi su quel versante su neve marmorea fino a ricongiungerci alle piste del Ban, che ci hanno regalato una tranquilla discesa. Tappa alla Capannina per uno spuntino corroborante al caldo sole pomeridiano
In compagnia di Andrea, Stefano, Gaia dai Bacini di Fregiusia. Durante la salita abbiamo incontrato Paolo, grande socio di tante scorribande per le montagne della Val Susa e del Brianconnaise, che si è unito alla comrbiccola iniziale. Grazie a tutti per la compagnia e la piacevole escursione. Urge davvero un apporto nevoso importante



Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: in auto fino a Bessen Haut strada pulita e sgombera da neve
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
Siamo partiti da Bessen Haut. In salita, mantenendo la destra orografica si sale sci ai piedi: i raccordi vanno cercati, soprattutto nelle zone più ombrose e protette dal bosco, e qualche passaggio "su terra" è inevitabile. Ma comunque si sale sci ai piedi. Negli ultimi 250/300 metri di dislivello a mio parere sono indispensabili i coltelli, perché vento e cicli di scioglimento e rigelo hanno formato tratti di neve molto dura o addirittura ghiacciata la cui risalita non è comunque agevole. I tratti di neve marmorea si alternano a tratti di crosta non portante che sono agevoli per la salita ma molto poco invitanti per la discesa.
Siamo scesi tenendo la sinistra orografica (ovvero siamo scesi dal versante più vicino alle piste da sci di Sestriere). Primi 350 metri di discesa su fondo duro ed un pò irregolare, che regalano comunque una sciata piacevole, basta avere un pò di lamine ed un pò di attitudine alla sciata aggressiva su neve dura. Poi circa 150 metri inaspettati di farinella pesante, che hanno regalato una sciata piacevole e divertente. Ultimi 300 metri tra crosta portante e non portante, con slalom tra patri non innevate, funzionale al rientro alla base e nulla più. In un paio di occasioni la sindrome della curva a valle ci ha costretto a togliere gli sci perchè i pendii esposti a su-est hanno qualche tratto senza neve: i raccordi innevati ci sono ma vanno cercati con un pò di attenzione.
Oggi ritorno allo sci alpinismo dopo l'infortunio al ginocchio dello scorso aprile in pista, quindi il mio giudizio potrebbe essere condizionato dalla gioia del ritorno allo sci-alpinismo dopo 8 mesi di "astinenza".
Dopo 8 mesi di astinenza da sci alpinismo, e con le condizioni meteo e neve che ci sono, non posso lamentarmi. Git un pò al limite, ma con queste condizioni non si può pretendere molto di più. Certamente in assenza di nuove precipitazioni nevose la sospensione dell'attività sci alpinistica nelle velli torinesi sarà inevitabile. Imploriamo Giove Pluvio di regalarci un pò di neve.
In compagnia del mio socio sci-alpinistico Andrea...finalmente siamo ritornati in azione :) ... grazie per avermi aspettato in discesa più del solito!
Gita ottimamente conclusa in piola a Bousson come da tradizione!!!


Chaberton

Rognosa del Sestriere

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio antistante lo skilift
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
In principio la gita prescelta era la vicina Gardiole ma, una volta arrivati all'attacco della gita, e constatato l'assenza di traccia, abbiamo optato per la Croix Carail, più corta e già tracciata. Traccia di salita molto diretta e remunerativa in un Bois Noir splendido sia per la neve abbondante ed immacolata, sia per la luce del sole già primaverile. Arrivati al limitare del bosco, che dirada e finisce intorno ai 2200 m. di quota, troviamo neve un pò ventata fino alla cima. Comodo deposito sci ed ultimi 20 ripidi metri di dislivello da fare a piedi per raggiungere la cima.
Primi 100 metri di discesa nel vallone che parte dal colle tra la Croix Carail e il Rocher du Rasin, con neve ventata ma comunque bella e sciabile. Poi 50 cm abbondanti di splendida polvere che hanno richiesto curve accennate e ricerca della massima pendenza. Il Bois Noir diventa più fitto scendendo verso Nevache, ma è comunque sempre sufficientemente ampio da regalare una sciata rilassata, piacevole e divertente.
Dopo quasi un mese, finalmente di nuovo insieme al socio Andrea. Ambiente stupendo, bellissima discesa e come da tradizione un lauto pranzo annaffiato da abbondanti libagioni a base di ottimo rosè francese.
5 stelle per tutte le componenti di una gita sci-alpinistica: ambiente, salita, discesa e piola

In salita nel Bois noir

Il Bois noir che dirada verso la cima

verso il colle della Scala

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: parcieggiato di fronte alla seggiovia - partenza della gita
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza sci ai piedi poco prima delle 9, sulle piste non c'era ancora nessuno. Abbiamo risalito la pista, e poi abbiamo sfruttato una comoda stradina di nuova apertura per arrivare fino all'impianto di risalita che ci si lascia sulla sinistra. Il vallone che porta verso i Rocher Charniers oggi aveva fondo duro ricoperto da 10/15 cm di neve recente. Quando le pendenze aumentano, meglio mettere i coltelli per salire senza tribolare troppo. Nell'ultimo catino prima della cima sembra esserci una placca a vento sulla parte del catino verso lo Chaberton, basta tenersi sul lato lontano con pendenze più dolci e non ci sono problemi. Discesa molto divertente, 10 cm di neve fresca su fondo duro che consentono di "carvare" quasi come un pista.
Giornata di sole splendido, e discesa molto divertente su bella neve, una bella sciata sino al raggiungimento della pista, che consente un comodo rientro senza spingere o pattinare in piano o in salita..
Insieme a Paolo, che ringrazio, anche oggi ha azzeccato la gita in pieno.
Un ringraziamento anche al gruppo di sci-alpinisti valsusini con cui abbiamo condiviso la salita e la battitura sul ripido della salita.

L'arrivo della seggiovia dopo la prima mezz'ora di gita

Il vallone di salita dopo aver abbandonato le piste

In salita nel vallone che porta verso la cima

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio del campeggio di Pian del Colle
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza da Pian del Colle, salita nel sentiero fino alle Grange Guiaud, poi svolta a destra per seguire la traccia di salita che porta verso la vetta passando per il catino con alla destra la Punta Suer. Arrivati al colle sotto la Punta del Mezzodì, il cielo è coperto, e comincia a nevischiare con vento fortissimo: Quindi niente cima e si scende subito nell'ampio canale che porta direttamente verso il fondo del vallone, alla cui testa si trova il Col des Acles.
Prima parte di discesa con neve delicata e visibilità totalmente piatta, tolgono un pò di divertimento alla sciata. Poi il miglioramento della visibilità e della neve, che diventa trasformata, regalano una discesa entusiasmante. Una volta arrivati ad incrociare il sentiero estivo, si decide di ripellare per raggiungere il col des Acles, poi deviazione verso la partenza della Ferrata degli Alpini sotto la Charrà, perchè i pendii sottto alla Charrà sembrano in farina... ed infatti discesa in splendida farina praticamente fino alle Grange Guiaud.
Da qui discesa nello stretto vallone, con provvidenziale errore di valutazione nel tagliare verso Melezet per rientrare sulle piste da sci: infatti incontriamo Tim, giovane turista americano che si è perso nella parte finale del fuori pista che scende dal Vallon Cors. Paolo con la picca ha scalettato tutto il canale a 45 ° di inclinazione per fare arrivare il ragazzo incolume al maneggio davanti a Pian del Colle.
Finalmente la Guglia del Mezzodì in inverno.
In compagnia di Paolo, gita veramente splendida, di quelle che rimarranno nei miei personali annali dello sci-aplinismo.

Vallone di salita dietro Punta Seur

Ultima parte della prima salita

Guglia del Mezzodì spazzata dal vento

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: in auto sino alla strada per l'ultimo residence di Sansicario
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza con calma da Sansicario per ridurre il dislivello in salita. Non abbiamo risalito le piste da sci, ed abbiamo subito cominciato a spostarci verso est in direzione del vallone di salita e discesa della sci-alpinistica classica da Fenils/Solomiac. Prima abbiamo sfruttato le tracce di rientro degli sciatori dal fuoripista, per poi risalire i valloni ad est delle piste da sci, che abbiamo solo intravisto un paio di volte. Infine traverso un pò delicato sotto le Rocce del Fraiteve (neve dura ventata con sopra un paio di dita di polvere inconsistente) per raggiungere la cima sci-alpinistica, che abbiamo raggiunto quando i numerosi sci-alpinisti saliti dalla classica cominciavano la discesa.
Siamo scesi leggermente a sinistri rispetto alla discesa classica, trovando ampi spazi intonsi nel bosco molto rado. Neve splendida: 5/10 cm di trasformata primaverile leggera su fondo compatto non segnato dal vento. All'altezza delle Grange Autagne Paolo ha preso il sentiero che più o meno in piano riporta a Sansicario ed ha preso la macchina per poi venirci a recuperare sulla ss. 24.
In compagnia di Paolo, Marisa e Paola. Salita a me ignota e diversa su una cima già frequentata in passato divertente e remunerativa, discesa bellissima, oltre ogni più rosea aspettativa. Le Rocce del Fraiteve è una gita che non tradisce mai.
Grazie ai soci di gita per la splendida giornata, in particolare a Paolo che è rientrato a Sansicario a prendere l'autovettura.