ginger


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
Nonostante i +6 gradi allo Chabod alle 5 di mattina, la neve è stata perfetta sia in salita che in discesa. Per salire allo chabod si portano gli sci per 40 minuti su sentiero ottimo (grazie ai rifugisti che ci han ancora dato da mangiare alle 21.30!).
Siamo scesi dal vittorio con neve anche lì stupenda fino a un po' ssopra il rifugio. Nella discesa dal rifugio secondo me nella parte finale è meglio rassegnarsi e scendere a piedi sul sentiero, invece di sciare sul canalino con molta acqua sotto (oggi recupero spettacolare con elicottero di una persona che ha forato la neve e che ora sembra sia fuori pericolo).
Con Paolo sempre grandi gite! Ecco due sue foto.


Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo portante
quota neve m :: 2200
Oggi il sentiero per il Sella era senza neve fino al Lauson basso, poi la neve nelle ore buone è portante con sci e racchette. Qualcuno è sceso con gli sci fino al ponte, ma secondo me non vale la pena di prendersi i rischi connessi.

Il rifugio è aperto e ancora con un bel metrozzo di neve tutt'intorno. Pochissima gente e gestori super.

L'itinerario per il Gran Sertz è in condizioni ottime (stanotte ha gelato, anche se la temperatura è arrivata al rifugio solo a zero, e la neve era perfetta). Attenzione a prendere il canalino circa in centro al salto che porta al ghiacciaio di gran val e non farsi tirare ad andare in fondo a destra.
Ottima compagnia di Davide, Marco, Franco, Daniela, Luca e Luca (anouk, povero, a casa!) e ottima birra offerta al ritorno da Marco al bar Lauson di Valnontey.
Sciabilità :: * / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
Purtroppo non c'e' più neve sull'ultimo pendio un po' sopra il colle (nel tratto ove c'e', era bella dura). Anche nella parte bassa ormai la neve scarseggia parecchio (gli sci si tengono a stento dalla partenza della seggiovia in su).

Sarà per il prossimo anno.
Con Paolo e Roberto ci siam comunque divertiti: abbiamo sciato su duro abbastanza ripido, poi su crosta che rompe, poi su marcia profonda e infine su marcia più solida... per tutti i gusti!
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Noi l'abbiamo fatta in senso inverso, in questo caso bisogna fare attenzione a tenersi sulla sinistra (ma non troppo) per evitare la barra rocciosa e per ragiungere il sentiero appena rifatto del lago Money
Parecchi camosci nella salita.

Il lago Money, sotto la barra rocciosa, visto dalla cima.

Marco in discesa sulla cresta nord-ovest.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La salita al bivacco Gerard-Grappein (o al Pol, che è a fianco) è agevolata da catene spittate dove serve e da tacche gialle o nere ancora sufficientemente visibili in salita (poco in discesa).
Bivacco in ottime condizioni, con coperte nuove e acqua portati dalla guide di Cogne.
Il giacciaio è in buone condizioni, anche se l'esposizione nord dell'ultimo pendio ha mantenuto la neve di fine settembre ancora soffice, quindi faticosa e problematica per i grandi crepacci.
In un luogo del genere, a questa stagione e con questo freddo, ci vai solo con due esperti del luogo come Daniela e Luca!

Visto dalla miniera.

Cervino e Rosa sullo sfondo.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: un pò più malconcio dell'anno scorso, ma percorribile senza danni
quota neve m :: 2000
Tempo e neve buoni, itinerario notamente stupendo, ma l'annata lo rende ormai sconsigliabile, per due motivi:
1) vi sono troppe fratture nel manto nevoso (non si tratta evidentemente di pericolo valanghe) che copre il torrente, quindi anche se non vi è tantissima acqua la discesa presenta rischi non trascurabili di sfondamento, con conseguenze non facilmente prevedibili, soprattutto con il passare dei giorni e con temperature più calde di quelle che abbiamo avuto noi;
2) in discesa ormai si cammina alla fine un'oretta buona senza sci per arrivare al piano della casa del re (a nord sotto i 2000, anche sul versante lago del Chiotas, di neve sciabile non ne esiste più).


Nel 2005 il laghetto è così, confrontiamolo fra qualche anno e se qualcuno ha foto del passato sarebbe interessante vederle.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: osservazioni: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: neve (parte superiore gita): primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: neve (parte inferiore gita): primaverile/firn
Partendo alle 5 dalla tenda sul prato morbido di Mme Carle, siamo saliti e scesi con neve perfetta nonostante l’isoterma alta. Ghiacciaio ok. Peccato che in cima al tratto ripido sia andata già via la neve per una ventina di metri (meglio tenersi sulle rocce poiché le pietre scoperte dalla neve sono instabilissime), ma è valsa la pena di portare gli sci a spalla per fruire ancora della conca successiva, e non rischiare di sprofondare vista l’esposizione sudovest. Dalla punta nell’azzurro del cielo le nord di Pelvoux, Pic Sans Nom e Ailefroide, nonchè il chilometrone verticale della sud-est della Barre (nella foto Paolo con la sudest della barre sulla destra). Stupenda discesa (non son cadute pietre dal pelvoux, ma bisogna stare all'occhio se aumenta il caldo) e alla fine solo 10 minuti senza sci per ritornare a Pre de Mme Carle e trovare aperto il bar rifugio (5.5 euro una birra!!).


Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: osservazioni: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: neve (parte superiore gita): primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: neve (parte inferiore gita): primaverile/firn
Dopo la lunga camminata sci a spalle in Valnontey, calziamo gli assi intorno ai 1950 m s.l.m, dove il torrente con un po’ d’attenzione lo si traversava bene. Abbiamo rischiato di non vedere il bivacco Martinotti , che però è dotato di tutto ciò che serve (a parte i fiammiferi per accendere le candele), compresa la pala di ferro massiccio con cui lo abbiamo disseppellito. Un’alternativa può essere il bivacco Borghi, poco più alto su uno sperone fuoriuscente dal ghiacciaio di Gran Croux, sulla destra del percorso invece che sulla sinistra. Dal Martinotti al mattino per stare più protetti conviene tenersi sulla sinistra su un tratto di misto invece di fare il canale con gli sci. Poi sul ghiacciaio di Money si aggirano bene i pochi crepi giganteschi e si deve tagliare veloce sotto i seracchi della nord della Roccia viva. Discesa molto consigliabile in traversata sul Coupé di Money, evitando così i pericoli oggettivi. Risultato: quasi 1500 metri di discesa da favola! Verso i 2500m, finito il ghiacciaio, abbiamo ripiegato verso sud ovest tra le morene del Money per evitare evidenti bastionate rocciose e ricollegarci al tracciato di salita, all’altezza dell’ultimo attraversamento possibile su neve del torrente, a 1900 metri di quota (grazie Luca per la foto con tracciato l'itinerario che abbiamo percorso in senso antiorario e grazie Franco e l'altro Luca per aver fatto la gita assieme tutt'e 4).

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: osservazioni: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: neve (parte superiore gita): recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: neve (parte inferiore gita): crosta rigelo non portante
Vedi descrizione itinerario.

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: osservazioni: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: neve (parte superiore gita): recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: neve (parte inferiore gita): recente leggera/asciutta
Vedi la mia descrizione dell'itinerario (grazie Gilberto della foto!).