gianvo


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale ::
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti alle 9.30 da Arolla all'insegna dell'incertezza sul tempo che avremmo trovato il giorno dopo (Meteo-Arolla dava probabili precipitazioni), con zaini pesanti per le vettovaglie da portar su a causa della Cabane de Bertol non gestita, dopo circa un'ora di cammino e quasi 4 Km tra le pietraie ai bordi del basso ghiacciaio d'Arolla finalmente troviamo la prima lingua di neve che, dopo una breve interruzione, ci porta sci ai piedi ad affrontare il ripido pendio che conduce all'alto ghiacciaio d'Arolla. Qui giunti vediamo staccarsi dal Mont Collon una non grande ma comunque impressionante slavina. Proseguiamo lungo il Ghiacciaio di Bertol fino a giungere al ripido pendio che conduce al Col de Bertol. Da qui al rifugio per le famose scale. Ci aspettavamo una gelida notte ed invece, con nostra piacevole sorpresa, ci troviamo della legna sufficiente per accendere la stufa, scaldare l'ambiente e prepararci succulenti minestre con l'acqua da neve fusa. Ma verso sera inizia a nevicare ed andiamo a dormire sfiduciati. Fortunatamente al risveglio il cielo è completamente sereno ed alle 7 partiamo alla volta della Tête Blanche che raggiungiamo senza difficoltà alle 9.
Magnifica discesa sullo straterello di neve fresca caduta nella notte (questa parte vale sicuramente 5 stelle), breve risalita per raggiungere il Col de Bertol e poi giù su neve meno bella ma ancora ben sciabile, tenendoci su un pendio più discosto dal M.Collon, che ci permette di scendere piacevolmente fino a quota 2600 m., da dove siamo costretti a continuare sci a spalle fino alle auto.
Gita sociale della Giovane Montagna di Ivrea. Sei partecipanti in vetta.

Lo sperone roccioso con la Cabane de Bertol (foto di I.Turcato)

la scala (I.Turcato)

Cervino e Dent d'Herin dalla Tete Blanche

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: nn
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Iniziata la salita alle 8.20 dalla partenza della seggiovia in basso, neve dura fino all'alpe Palasina ma non necessari i rampant, poi bella fino in vetta. Ripartiti subito per evitare la nebbia che stava salendo (che s'è subito diradata) su bella neve primaverile.
Con Augusto e Gian Paolo.

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: pulita
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Siamo saliti 200 m. sopra il colle, sulle tracce di chi è salito Venerdì scorso. Discesi su Chanavey, seguendo le bandierine predisposte per la gara di Domenica prossima.
Buona sciata su neve fresca, un po' veloce nella parte alta, ottima nel bosco.
Con Carlo, Elena e Graziella.

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: libera
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti a quota 2303, evitando il canale, percorso poi in discesa, e aggirando le balze rocciose poco prima del punto sommitale. Piacevole discesa su 10 cm di bella neve caduta di recente sopra abbondante neve dura, anche su grossi accumuli da vento. Con J@B e A@M.

Il rif. Jervis da quota 2303
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Raggiunto Plan du Juc siamo scesi per bosco su neve polverosa intonsa al Lago Vargno. Ripellato e ritornati a Plan du Juc - Pointe de Leretta bella discesa a Coumarial per il bosco Pian Fontana, nonostante la boschina.
Giornata limpidissima, freddo, assenza di vento. Bel inizio stagione.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Percorso molto vario ed interessante, sia per il paesaggio che per i diversi tipi di terreno che si incontrano: vigneti e carrarecce in buono stato, boschi e sentieri accidentati, single track divertenti. Prima sosta: i ruderi della chiesa romanica (X-XI secolo) detta “Gesiun” dedicata a San Pietro, in località “Sugliaco” dove in antico sorgeva un centro abitato (1,8 Km. TC). Procediamo lungo la Via Francigena attraverso una zona boschiva (querce, castagni) con diversi saliscendi su ottime carrarecce fino al bel lago di Bertignano (8 Km. MC) e da qui sempre su sterrato raggiungiamo la frazione di S.Vitale dove incontriamo l’asfalto. Dopo meno di 1 Km. abbandoniamo la strada asfaltata per un sentiero piuttosto sconnesso e fangoso, immerso in un fitto bosco, che si fa via via più ripido (20%) fino a concludersi in piano alla cascina S.Michele (13,5 Km. BC+). Pochi Km. su asfalto ed entriamo nel Parco della Bessa (16,5 Km.- 2.30 h dalla partenza). Prima di iniziare i previsti percorsi all’interno di questa antica miniera d’oro, ci concediamo una sosta per il panino nell’area attrezzata del centro visite di Vermogno (20 Km. - 3h. MC). I due itinerari, che costituiscono la nostra visita alla riserva speciale, sono due anelli su strade dal fondo compatto alternate da sentieri sconnessi e sassosi, (brevi tratti di “portage”), (26 Km. BC). Complessivamente molto divertenti.
Usciti dal Parco iniziamo la salita verso Magnano, sempre su sterrate, in genere dal fondo compatto, a volte molto pietroso, ma non particolarmente sconnesso; con numerosi saliscendi in corrispondenza degli avvallamenti, creati in epoche diverse dai successivi ritiri del ghiacciaio baltico, al fondo dei quali dobbiamo prestare attenzione all’attraversamento di un paio di ruscelli (“riali”) su pietre scivolose. Le salite e le discese sono mediamente del 10%, con qualche breve tratto al 15% (MC/MC). Raggiungiamo successivamente le frazioni: Belvedere, Parogno, Tamagno (31 Km. 5,30 h) ed infine la bellissima chiesa romanica di S.Secondo, che sorge nei pressi della comunità di Bose. Ancora un breve strappo per raggiungere la dorsale principale della Serra, dove incrociamo l’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, su un bel single track divertente e dal fondo compatto che ci permette di raggiungere Magnano. Da qui una veloce sterrata dal fondo pietroso (pendenza 10%) ci porta a Piverone e quindi alla chiusura dell’anello (40 Km.).