gianni.lucco


Le mie gite su gulliver

sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
Da punta Helbronner discesi aggirando l'Aiguille de Toula puntando alla base della Tour Ronde risaliti sci ai piedi fino alla terminale (poco marcata) del canale est della salita normale alla Tour Ronde. Raggiunto la vetta mt. 3798 scesi i primi 50 metri su itinerario di salita e poi a DX con traverso ci siamo portati sulla verticale del canale sud (40-45 gradi) neve molto dura e lavorata. La discesa si fa meno ripida dopo circa 100 pur mantenendosi sempre impegnativa. Discesi fino a quota 2620 attraversato verso dx per portarsi sulla parte dx del ghiacciaio della Brenva. La discesa continua nella parte centrale della morena finale fino alla stradina innevata che ci ha permesso di arrivare sci ai piedi fino al parcheggio.
Il primo traverso e i primi metri del canale ho preferito farli con ramponi e picozza, al contrario di Alberto e Matteo che sono partiti da poco sotto la cima con gli sci ai piedi.
Abbiamo trovato molti tipi di neve, dura molto lavorata, crostosa non portante in pochi punti all'ombra, farinosa, farinosa pesante e e molto bagnata verso la fine della discesa.
Attenzione alle scariche di pietra nella prima parte della salita nel canale iniziale della salita alla Tour Ronde.
Ho inserito la gita per segnalare la risalita per prendere il ghiacciaio della Brenva che non è descritto nell'itinerario.
Nel complesso una gran bella gita alpinistica completa in ambiente mozzafiato.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Salita varia e impegnativa, indispensabili ramponi e picozza, visto la ripidità dei pendii indispensabile la valutazione delle condizioni della neve, il canale di salita prende sole all'alba.
Il massiccio dell'Ambin è un vero gioiello che regala bellissimi panorami in un ambiente selvaggio. Alla partenza ci ha dato il ben venuto un branco di cervi. La salita del canale diretto, a dx del Monte Ambin è lungo e con pendenza costante . L'abbiamo risalito quasi tutto con i ramponi e gli sci a spalle. Idem per il pendio che porta alla cresta e poi in punta alla prima meta. Dalla punta del Monte Ambin si possono rimettere gli sci, prima per perdere qualche decina di metri e poi per risalire il Sommeiller. Una nebbia fittissima ci ha rovinato la prima parte della discesa, rendendo indispensabile l'utilizzo del GPS e della bussola, sapientemente controllati da Alberto, che ha indirizzato la discesa praticamente alla cieca fino poco sopra il lago delle Monache. La neve nel canale era un pò molle ma sciabile.


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Piccola difficoltà iniziale a trovare l'attacco: la scritta T 12 e appena visibile ma facendo attenzione prima di arrivare al colle su un tornante si riesce a identificarla. L'ometto indicato non c'è più e neanche la targa e il nome all'attacco. E' invece presente il primo spit con un cordino bianco.
Scalata su roccia bellissima, chiodatura un po lunga che però è facilmente integrabile, noi pur portando dietro 2 serie di friends non li abbiamo usati. In accordo con Gnappo che ha aperto 4 tiri su 7 una delle più belle vie fatte insieme su difficoltà non elevate ma mai banale. Oggi era il giorno del mio compleanno, proprio un bel regalo.
sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: si lascia la macchina appena dopo la centrale A.E.M.
quota neve m. :: 1800
Una valanga da scavalcare a piedi blocca la strada 500 mt prima del bivio per il bivacco Leonesi. Il rigelo era discreto solo nella parte centrale del canale con sopra 5/10 cm di neve fresca, per questo la salita è risultata abbastanza impegnativa e faticosa con infinite inversioni e parecchi passi dove si scivolava. Gli sci si possono tenere fino in punta. Abbiamo provato a toglierli per alcuni metri sperando di far meno fatica ma non è sstato così. La discesa è stata fantastica più di 1000 mt di neve bellissima perfetta per l'inclinazione dl canale.
Le previsioni erano di bel tempo dalle 8 alle 15 ma il sole l'abbiamo visto per 15 min per il resto è stato una carrellata di nebbia vento neve grandine a un pò di pioggia. Probabilmente le nuvole ci hanno lasciato la neve in buone condizioni. Tutti e tre in vetta. Bravo Marco Clemente alla sua prima gita di sci ripido, e bravo Franco (l'uomo che ballava sulla neve) che ci ha regalato le solite curve spettacolo in telemark.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
bellissima via su bella roccia con panorami stupendi . Attenzione alla prima sosta tenersi più a sinistra rispetto a tutte le relazioni vecchie che portano sulle prime 2 soste su chiodi invece di utilizzare le nuove soste a spit e catena. Per la discesa abbiamo utilizzato le soste della via Diamante che termina qualche metro sopra e a destra dell'ultima sosta della Malvassora. Per la discesa dello zoccolo (visto anche la nebbia) abbiamo utilizzato 4 doppie che passano nel canale e arrivano al ghiaione.
I tempi impiegati sono stati molto simili a quelli indicati dalle varie guide e dalle indicazioni della bravissima gestrice del rifugio Mara. Il primo grazie al prezioso e affidabile socio di cordata Paolo, e poi ai bravi "Giuvinot" Fabio e Alberto che si stanno rivelando oltre che ottimi atleti anche dei bravi alpinisti.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita molto bella e lunga come sviluppo e avvicinamento, su 6 tiri molto belli il primo e il quinto. La discesa un po' complicata e poco piacevole, tanto sfasciume e la corda si è incastrata 2 volte. Attenzione alla terza calata la sosta non è molto visibile, si trova a metà del canale incastrata in basso tra alcuni massi, per il resto la descrizione è molto precisa. Sarebbe da valutare (in caso non ci sia nessuno sulla via) se fare le doppie sulla via di salita.Sconsiglio la via normale (cioè la discesa) per la salita.
Come prima gita seria dell'anno abbiamo faticato un po' tutti ma, grazie ai sali di Umberto, anche Momo si è ripreso e con gran soddisfazione dopo il fallito tentativo di alcuni anni fa, questa volta siamo arrivati in vetta tutti e tre.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: anche il pezzo sterrato prima del parcheggio è in buone condizioni
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
20/30 min. di portage, utili ma non indispensabili i coltelli. Per arrivare alla croce risulta un pò impegnativo per la neve fresca e alcune rocce che affioravano, grazie ad Alberto e Fabio ora c'è una traccia che aiuta. Il primo vallone sotto il peyron ha regalato una discesa da urlo con i 30cm di fresca, Il secondo vallone alterna pochi cm di fresca alla primaverile, al fondo ci siamo divisi, 2 hanno sciato sulle tracce di salita e in 3 siamo andati nel canale delle monache, molto bello con neve quasi perfetta malgrado alcuni tratti su vecchie valanghe e quindi non tanto lisci.
Bravi i giovani Fabio, Luca e Alberto e un grazie a Frank che ci ha stupito con le curve da urlo in telemark. Appena Alberto monta il filmato fatto con la GoPro metteremo il link per poter risognare questa bella gita.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti prestissimo (Ore 2.30) con l'intenzione di andare anche sulla Nordend, ma un piccolo errore sul percorso nella notte e alcune cordate davanti ci hanno obbligato ad accontentarci della bellissima cresta Rey, fatta tutta con i ramponi per la presenza di neve e ghiaccio su quasi tutto il percorso. La discesa al colle Zumstein e la risalita alla punta l'ho trovata lunga e impegnativa rispetto al ricordo di anni indietro e ha confermato la scelta giusta di non proseguire alla Nordend, altrimenti avremmo perso l'ultima funivia delle 17. Bastano incrociare un paio di cordate in salita e in discesa e le 2 ore previste per la salita e altrettante per la discesa si raddoppiano.
Le 2 cordate di tre, miste tra vecchietti e giovani pimpanti sono state ottime ed efficienti al pari di corate da 2 visto che sono stati tenuti tranquillamente i ritmi delle cordate che ci precedevano. Prima cordata Gianfranco, Davide e Gianni, seconda Paolo Fabio e Alberto tutti appartenenti al CNSAS, è stato piacevole unire passione volontà ed esperienza non solo nel volontariato ma su una bella via in alta quota.

cresta risalita zumstein

le due cordate in vetta alla Zumstein

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Saliti da campo Moro tra un diluvio e l'altro. Impossibile raggiungere il Marco Rosa (che avevamo prenotato) per temporale molo forte. Quindi pernottamento al Marinelli. partenza alle ore 5 saliti per il canalone, battuta pista su neve fresca su ghiaccio vitreo, ore 8 al Marco Rosa. La neve caduta il giorno prima ha reso la salita sicuramente impegnativa obbligando l'utilizzo dei ramponi anche sui primi torrioni e su tutta la cresta finale. Ore 11.20 in vetta. Incontrato 3 cordate dalla biancograt. In discesa dal Marco Rosa utilizzato la ferrata.
Grazie al socio Paolo (socio del club 4000)che ha ideato la gita, anche quest'anno un 4000 siamo riusciti a farlo insieme. Sul nevaio 3 cordate sono scivolate nella zona prima dei torrioni. Attenzione alla ferrata alla fine la catena non è chiusa e l'arrivo è su una cornice. Qualche codata ha fatto una doppia gli ultimi 30 metri.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita molto completa che comprende una passeggiata semplice per poi passare alla salita del canale che in certi tratti supera i 50° ed infine veloce scalata sul dente.La stella mancante è per il tipo di roccia poco solida. E' stato importante partire molto presto per poter scendere dallo stesso canale di salita.Indico gli orari seguiti che sono stati perfetti ma al limite con la durezza della neve. ore 4.15 partenza dal colle del piccolo Moncenisio,ore 5.45 arrivo al lago. ore 8 arrivo in cresta (croce di metallo) ore 8.30 arrivo in vetta, ore 9.30 discesa del canale. Probabilmente non conviene aspettare molto se interessa fare questa gita dal canale perché la neve comincia a scarseggiare e il passaggio stretto potrebbe diventare pericoloso con acqua e pietre invece che neve.
Grazie a Paolo per l'idea e ai 2 baldi giovani Fabio e Alberto che hanno portato le corde. L'abbinamento di due vecchietti e 2 giovani si è rivelata vincente, un bel mix di grinta volontà ed esperienza per un risultato che ha soddisfatto tutti.


il dente dalla croce


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Tutte le sue gite

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