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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo effettuato il giro Valbondione - rifugio Coca - bocchetta dei Camosci - Pizzo Coca - Bocchetta dei Camosci - Rifugio Curò - Valbondione, compiendo un bel anello vario e divertente.
Salita al Pizzo Coca in ottime condizioni, nulla da segnalare.
Prima parte di discesa dalla bocchetta dei Camosci verso il Curò da affrontare con attenzione, ma sempre su sentiero ben bollato.

Nuvole diffuse non ci hanno concesso una buona visuale dalla cima.

Viste due persone sul Dente del Coca e una cordata impegnata sulla Cresta Nord del Coca.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Buone condizioni. Traccia autostradale fino in vetta.
Rifugio al completo.

L'abitato di Zinal visto dal sentiero per la Cabane.

Il vallone da risalire con il rifugio ancora lontano.

Panorama su Zinalrothorn e su Ober Gabelhorn dal rifugio.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada per la Valle dei Ratti a pagamento. Costo del ticket giornaliero € 5,00 da acquistare presso i bar della zona, io
Rifugio Volta chiuso, chiavi disponibili presso il gestore.
Cielo sereno per tutta la giornata.
La pioggia del giorno precedente unita al calo delle temperature e all'azione del vento ha formato un po' di verglass a partire dai 2700 m circa, comunque non ha dato problemi nella progressione.
Con Vodafone in vetta e al Rifugio Volta non c'è campo.
Ho seguito sia in salita che in discesa il sentiero che passa per la diga di Moledana, senza passare per Frasnedo, in modo da evitare qualche metro di dislivello.
Dal Rifugio Volta ho seguito il sentiero per il passo della Vedretta (indicazioni per il sentiero attrezzato Dario di Paolo), che compie un ampio semicerchio da sinistra verso destra. Il sentiero è poco marcato, ma è ben segnato con bolli bianco e rossi.
Poi, al masso con le indicazioni per il Ligoncio, ho preso a sinistra e seguito gli ometti fino alla base della vetta, dove si trova un bollo rosso e una freccia. Cercando gli ometti che indicano la via più semplice ho superato lo zoccolo e poi ho raggiunto il cupolone detritico che ho risalito facilmente fino in cima.
Panorama spettacolare dalla vetta.
In discesa, sotto il bollo rosso e la freccia, anziché andare a riprendere il sentiero per il passo della Vedretta sono sceso per la linea di massima pendenza verso il rifugio Volta, seguendo inizialmente un canale ghiaioso con tracce di passaggio e poi i prati e le placconate rocciose a ridosso del torrente originato da esso, incontrando qualche traccia di passaggio e qualche ometto sparso qua e là (a un certo punto si incrocia il sentiero per il passo della Vedretta). Soluzione consigliabile solo in caso di ottima visibilità.
Data la notevole quantità di auto parcheggiate lungo la strada e poi oltre fino al tracciolino, pensavo di trovare parecchia gente, invece non ho trovato nessuno, solo capre, asini, marmotte e farfalle!
Le prime persone le ho incontrate sulla via del ritorno quando ormai ero arrivato a Moledana …!

Tracciolino

Rifugio Volta e Sasso Manduino

Rifugio Volta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sempre bella.
Niente da segnalare.

Uscita della ferrata

La vetta del Resegone dalla fine della ferrata.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Strada di accesso al rifugio libera
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
A mio avviso le condizioni dell'itinerario possono considerarsi nel complesso medie, in quanto nella parte bassa la scarsità della neve ci ha costretto a fare diversi ghirigori tra le rocce e a stare alti verso la bastionata della Cima di Salimmo, costringendo poi ad un traverso per entrare nel vallone che porta verso la bocchetta di Valbione, mentre la neve è rimasta sempre sciabile, polenta di vario genere, ma mai sfondosa.
Sia in salita sia in discesa abbiamo portato gli sci fino a quota 2150m circa, il che vuol dire farsi il sentierino che porta - stando a mezza costa - dal rifugio fino alla Baita di Pozzuolo e poi oltre, per continuare a salire lungo il ripido sentiero incassato ai margini di un canalone e raggiungere la prima neve in corrispondenza di un ripiano. Neve a conchette.
Con diversi zig zag per cercare la neve tra le rocce abbiamo raggiunto la base della bastionata della Cima di Salimmo a quota 2.300 m circa, dove, con un traverso deciso verso destra (Ovest), l'abbiamo aggirata per portarsi nel vallone che conduce alla Bocchetta di Valbione.
Il vallone lo abbiamo percorso bene su neve lisciata dal caldo, ma portante, seguendo le poco marcate tracce di pasaggio. Ai lati segni di diverse valanghe scese nei giorni precedenti.
Alla bocchetta di Valbione abbiamo tolto gli sci perché sul lato opposto non c'era neve e bisognava scendere a piedi per qualche metro su comodo sentierino.
Il traverso in discesa su neve crostosa a tratti non portante ci ha obbligato a togliere gli sci in corrispondenza di una fascia rocciosa da superare a piedi.
Una volta arrivati a quota 2720 m circa abbiamo ripreso la salita e abbiamo puntato alla base della Calotta.
A differenza delle relazioni, anziché salire la pala lungo il suo lato destro, l'abbiamo salita al suo margine sinistro per evitare cumuli di valanga, su buone pendenze, ma su neve tutto sommato sicura.
Un traverso verso sinistra ci ha portato sul ripiano finale e da lì in vetta.
La discesa è stata migliore rispetto alle aspettative. Infatti, dalla cima fino alla pala abbiamo trovato neve umida e profonda, sulla pala invece abbiamo sciato su neve marciotta, ma divertente e facile da condurre, mentre dalla pala alla base del traverso per risalire alla bocchetta di Valbione abbiamo trovato un bel polentone su cui sciare leggeri, con il rischio altrimenti di provocare distacchi. Dalla bocchetta alla fine del vallone ancora polenta e poi dal traverso fino alla fine della neve discesa su toboga e neve oramai estiva.
Oltre a noi due, presenti un gruppo di quattro bergamaschi, con cui abbiamo condiviso la salita, e una coppia di bergamaschi che ci ha raggiunti in vetta.


Verso la Bocchetta di Valbione

Cima Calotta dalla Bocchetta di Valbione

Traverso in uscita dalla pala

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: Tutta l'Engadina è interessata da diversi cantieri stradali con senso unico alternato regolato da semaforo.
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Condizioni ideali con cielo sereno, caldo e assenza di vento.

Neve primaverile.
In salita neve ben portante e grippante (alcuni sono partiti con i rampanti) ma in rapido rammollimento per via dell'irraggiamento solare; la cresta dal colle Schwarzhornfurgga alla vetta presentava una buona traccia su neve remollata.
Nel restingimento iniziale, abbiamo tolto gli sci per una ventina di metri di dislivello perchè la traccia era stata cancellata dai passaggi in discesa.
In discesa neve portante fino al colle, poi dal colle in giù neve variabile da portante a sfondosa a seconda dell'esposizione solare (in alcuni punti ci si affossava, in altri si lavorava di lamine).
Almeno una cinquantina di persone sull'itinerario.
Arriviamo alle 7:15 e troviamo già tutti i parcheggi al completo, percui ci accodiamo alle altre auto incolonnate lungo la strada...!
Nonostante ciò, l'affollamento non ha dato nessun problema, in quanto la neve è rimasta sempre abbastanza portante.

Bella montagna, quando la si vede salendo lungo la strada per il passo da Susch si rimane a bocca aperta!

Battuto anche il vicino Raduner Rothorn e il Fluela Wisshorn.

Sci ai piedi dalla macchina

Raduner Rothorn a sinistra e Schwarzhorn a destra

Schwarzhorn

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nulla da segnalare.
Siamo saliti dal Bendotti alla Centrale, poi abbiamo attraversato alla Orientale e siamo scesi dal Visolo.
In cresta, incontrata parecchia gente in senso contrario per la traversata Est - Ovest della Presolana.
I recenti bolli rossi rendono meno "wild" la traversata per creste e più facilmente individuabile il percorso migliore.

Pizzo della Presolana Occidentale dalla Presolana Centrale

Pizzo della Presolana Centrale dalla Presolana Orientale

Panorama dalla Presolana Orientale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Meteo molto buono, soleggiato con caldo e poco vento.

Tra venerdì 11 e sabato 12 ha nevicato apportando circa 20 / 30 cm di neve.

Condizioni buone sia per la salita lungo la Hintergrat, sia per la discesa lungo la via normale.

Siamo saliti sabato pomeriggio alla Hintergrathütte in 1:30h percorrendo il sentiero n.2, che parte dal parcheggio della funivia che porta al rifugio Città di Milano. Per evitare il lungo rientro a piedi attraverso il sentiero n.9 il giorno seguente, consiglio di parcheggiare in corrispondenza della partenza del sentiero per i rifugi Tabaretta / Payer, in modo da accorciare i tempi di discesa.

Il sentiero per l'attacco della via corre ben evidente lungo la morena. Il successivo pendio di sfasciumi, ricoperto dalla nuova neve, è ben tracciato. Dall'Ober Knott abbiamo calzato i ramponi e li abbiamo tenuti per tutta la salita.
Dalla calata del Signal Kopf fino alla cima siamo restati in coda alle altre cordate, con i relativi tempi di attesa nei passaggi obbligati. Oltre al passaggio "atletico" dopo il Signal Kopf (attrezzato con chiodo alla base + friend incastrato a sinistra + catena in alto), c'è un altro passaggio abbastanza "fisico" appena prima della vetta.

Discesa sul ghiacciaio senza problemi. Due crepacci si attraversano grazie a due scale metalliche.
Seguendo la traccia, non si arriva al bivacco Lombardi, ma alla sua sinistra (faccia a monte), dove è collocata la sosta per scendere in doppia (coda per attendere il proprio turno). Poi, si prosegue lungo il ghiacciaio fino a prendere la cresta rocciosa (altro stop di un'ora, in attesa che le cordate davanti superassero un tratto attrezzato con spit).
Dopo la paretina attrezzata con la via ferrata, il percorso è ancora abbastanza lungo e tortuoso, percui bisogna prestare attenzione a non perdere il tragitto corretto (vecchi bolli di vernice rossa e verde).

In totale pensiamo di essere stati fermi in coda per almeno quattro ore, due ore lungo la salita e due ore durante la discesa. La giornata spaziale (non una nuvola in giorno almeno fino alle 14:00) ha reso le attese meno snervanti..!
Bella salita in un ambiente spettacolare.

La cresta, mai eccessivamente esposta, è attrezzata con chiodi nei punti giusti.

Discesa al Payer più lunga e articolata del previsto.

Rifugio del Coston.

Via di salita dall'Ober Knott.

Signal Kopf.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sulla via i bolli sono sbiaditi e gli ometti molto rari, percui consiglio di portarsi una relazione dettagliata.

In particolare, fare attenzione che, dopo avere percorso la cengia che scende dalla Croce Castelli - Piatti, si risale il successivo canalone solo per alcune decine di metri (alcune relazioni indicano 60m), poi lo si abbandona uscendo a sinistra e percorrendo una cengia ascendente (bollo non visibile dal canale).

Noi siamo saliti in conserva e abbiamo fatto un tiro dal camino con la corda fino alla Croce Castelli - Piatti, e un tiro in corrispondenza di una placca appena prima della parte facile sotto la vetta.

La prima parte della discesa l'abbiamo fatta disarrampicando, poi abbiamo fatto 4 doppie su anelli cementati (condivise con una cordata proveniente dalla spigolo) fino alla cengia verso la Croce Castelli - Piatti.
Dalla Croce, 3 doppie fino alla base (1 corda da 60m).
Saliti in giornata impiegando quasi 12 ore da auto ad auto.
(10 ore e mezza in movimento e circa 1 ora e mezzo di pause, distribuite tra salita e discesa)

Le nostre tempistiche:
- 2:30 Bagni -> Rifugio
- 0:50 Rifugio -> Base
- 2:00 Base -> Vetta
- 2:45 Vetta -> Base
- 0:30 Base -> Rifugio
- 1:45 Rifugio -> Bagni

Tempo asciutto e caldo, ma nuvoloso.

La via è stata percorsa da più cordate in discesa che in salita.... contate almeno una decina di cordate in discesa dopo avere salito lo spigolo, mentre in salita eravamo noi e un'altra cordata....!



Il caminetto con corda fissa appena sotto la croce Castelli - Piatti

Croce Castelli - Piatti

Parte finale

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: pulito
quota neve m :: 2600
attrezzatura :: scialpinistica
Sci ai piedi dalla macchina.

Salita agevole lungo le piste su neve / granita fino al Passo di Sasso Rotondo (deposito sci).
Cresta da tracciare, principalmente su neve portante, con un paio di punti delicati dove prestare attenzione.
Le numerose cordate presenti sulla Nord sono scese dalla cresta rendendo più agevole e marcata la traccia.

Per allungare un po' la parte sciistica, dal deposito sci siamo scesi fino alla base dello skilift, verso la Valle dei Vitelli, per poi risalire fin sotto la punta degli Spiriti, da dove abbiamo tolto le pelli per tornare alla macchina.

Discesa facile facile lungo le piste su neve ancora buona (ore 10:30 - 11:00).

Giornata spettacolare: cielo sereno, e temperature calde con lo zero termico sopra i quattromila metri.
Nella zona del Livrio non c'era un alito di vento, mentre una volta raggiunta la cresta, abbiamo trovato un vento bello teso, con alcune raffiche abbastanza forti, tanto da disturbare la progressione, soprattutto durante la salita.


Gita plaisir di chiusura stagione.

Punta degli Spiriti e Tuckett tracciati.
Velle dei Vitelli secca.

Molto trafficata la parete Nord, sia lungo la via di salita che sbuca a destra della vetta, sia lungo la via che sbuca a sinistra (meno pendente e più pedonata).

Tracce di discesa in sci dalla Nord, da ambo i lati.

Sul Cristallo solo noi sci muniti e un solitario - incontrato durante la discesa - che è salito sci in spalla con l'intenzione di scendere la Nord; tutti gli altri appiedati (saliti lungo la Nord e scesi dalla cresta).



Monte Cristallo: Parete Nord e Cresta Est.

Monte Cristallo: vista della parete Nord percorrendo la Cresta Est

Monte Cristallo: Cresta Est.

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    Resegone - Punta Cermenati da Brumano (26/12/06)
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    Resegone - Punta Cermenati da Morterone per la Cresta Nord (15/08/06)
    Coca (Pizzo) traversata dal Dente del Coca (02/07/06)
    Teggiola (Bocchetta della) da Mezzolpiano (25/06/06)
    San Matteo (Punta) dal Passo Gavia (04/06/06)
    Breithorn dal Passo del Sempione (21/05/06)
    Rodes (Pizzo) da Gaggio (07/05/06)
    Cabianca (Monte) da Carona (30/04/06)
    Ferrantino (Monte) da Colere (12/03/06)
    Zucco Orscellera (15/01/06)
    Calvi (Rifugio) da Carona (27/11/05)
    Presolana (Pizzo della) Via Normale dal Passo della Presolana (30/10/05)
    Bianco (Monte) Via Normale Italiana o Via Ratti dal Rifugio Gonella (03/07/05)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita Via Normale dal Rifugio Gnifetti (26/06/05)
    Presolana (Pizzo della), cima Orientale dal Passo della Presolana (05/06/05)
    Resegone - Punta Cermenati Canali di Bobbio, Valnegra, Comera (29/05/05)
    Resegone - Punta Cermenati Canali di Bobbio, Valnegra, Comera (29/05/05)
    Resegone - Punta Cermenati da Morterone per la Cresta Nord (08/05/05)
    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (06/03/05)
    Arera (Pizzo) Cima di Valmora - Cresta Est e Ovest (04/11/04)
    Zerna (Pizzo) da Carona (31/10/04)
    Legnone (Monte) dai Roccoli Lorla (17/10/04)
    Coca (Dente del) Via Normale da Valbondione (03/10/04)
    Piccolo Monte Bianco o Petit Mont Blanc da La Visaille (08/08/04)
    Disgrazia (Monte) Via Normale della Cresta O/NO (Cresta di Pioda) (04/07/04)
    Gleno (Monte) da Valbondione (16/05/04)
    Tre Signori (Pizzo dei) da Ornica (18/04/04)