frapic


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1400
Ultimo tratto della strada sterrata chiusa per neve. Si parcheggia a Cornetti di fronte alla trattoria (se si trova posto). Ciaspole dalla macchina. L'ultima nevicata ha lasciato buoni 30 cm. di neve. L'intero percorso è principalmente di neve farinosa pesante, salvo chiazze, anche estese, di neve ghiacciata.
Nel complesso, bella salita, senza problemi particolari. L'ultimo tratto della cresta abbiamo messo i ramponi. Tempo di salita 4:15', discesa 2:30.
Un'altra bella giornata con Ewa, Sabrina, Marco, Ovidio, Noemi e il Maestro.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Ottima alternativa alla salita diretta per Sant'Abaco. Oserei dire la migliore via di salita al Musinè, dolce, ben distribuita e panoramica. Anche la discesa, per noi inedita, è molto gradevole. Utile e precisa la traccia dell'anello completo fornita dal gulliveriano gi.po.
Una bella scoperta in ottima compagnia di Ewa, Catia, Inge, Roberto e Paolo. Due ore la salita e 1:45 la discesa. Naturalmente caffè e pasticcino alla partenza al Bar-Pasticceria Il chicco tosto.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Meta molto frequentata e per un buon motivo: a pochi chilometri dalle città si trova una bellissima via di misto, sempre impegnativa ma molto ben spittata.
Fino all'attacco la neve è ancora buona e tiene bene. Il ghiaccio è ben presente dopo la conoide d'accesso ma di tiro in tiro diminuisce fin quasi a sparire e aumenta in proporzione la roccia. Usciti in cresta si ritrova la neve pressata e si raggiungono le due croci che caratterizzano la cima. La prima parte della discesa dalla normale offre una crestina aerea da non sottovalutare.
Consiglio pratico: partire molto presto sia per avere neve dura sia per evitare l'affollamento. Ieri (sabato) eravamo sei cordate e le soste erano di durata biblica. Partiti alle 7.00 dal parcheggio eravamo all'attacco intorno alle 9:00. Per fare la via abbiamo impiegato 6 ore e mezza, di cui, dovessi dire, almeno 2 e mezza in attesa. Due ore il ritorno alla macchina.
Un saluto al gulliveriano Alf, in coda con Lionel dietro di noi, e al gulliveriano redfab, incontrato sulla via del ritorno.
Con Ewa, sempre più scatenata, e Claudio Bernardi (pro), che ringraziamo molto.

La conoide di accesso


Si arrampica su roccia

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1800
Gran bella gita condizionata dal meteo. Panorama maestoso dalla cima Sud.
Il vento dei giorni scorsi e quello in corso ha creato accumuli ovunque che risultano inconsistenti al passaggio. Soprattutto l'alta temperatura rende la neve molto sfondosa. Mentre gli sciatori riescono a scorrere, i ciaspolatori affondano. Si stanno inoltre aprendo alcuni buchi, anche profondi, del tutto imprevedibili.
Insomma, o nevica o è meglio aspettare che si trasformi.
Con Ewa, Sabrina e Noemi.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Ottime
tipo ghiaccio :: Ricco e grasso
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1800
Condizioni del ghiaccio ottime. Solo negli ultimi tiri un po' di ghiaccio spaccoso.
Condizioni della neve non buone. Neve ventosa poco stabile che aumenta la fatica. Dal Colle Bondormir abbiamo dovuto battere traccia.
Oggi, 19/2, il vento in quota era fortissimo. Le previsioni parlavano di punte ai 100 kmh e non credo fossimo lontani. Alcuni tratti tra la fine della goulotte e la cima del Monte Ferra abbiamo dovuto percorrerli a quattro zampe aiutandoci con le picche per non essere "rovesciati".
Temperature decisamente basse. Anche qua le previsioni parlavano di temperature tra i -4° e i -10° e li abbiamo sentiti tutti, soprattutto in sosta.
Discesa sul Rifugio Melezè che, nonostante esibisse un cartello indicante che giovedì 20/2 sarebbe stato chiuso per turno, oggi alle 17.20 era chiuso. Evviva la serietà.
Alla fine di questa giornata per noi straordinaria, 20 km. e 1844 m. D+.
Con Ewa e Claudio Bernardi (pro), che ringraziamo profondamente.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Si arriva con la macchina al parcheggio precedente la fine strada. Partiti alle 6.15 con le frontali. Sentiero 340 ben segnalato. Neve continua e stabile solo da 1.800 m. circa. Utilizzato le ciaspole fin sotto il Colle di Pra Reale all'attacco del canale. Neve nel canale un po' sfondosa e in certi punti molto sfondosa. Scesi per la normale estiva (neve instabile nei primi 50 m. di dislivello), abbiamo evitato il Rifugio Selleries e siamo rientrati direttamente sul Truc del Cuculo.
Nel complesso un gran bella gita. Con l'ottima compagnia di Ewa, Sabrina, Marco, Alberto e Graziano.

Prima parte del canale

In salita.

Uscita di un muretto a metà canale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Bel giro diverso dalla classica salita al Musinè passando per il santuario di Sant'Abaco. La parte bassa gode di una segnaletica accurata di recente installazione (paline). Successivamente, il sentiero è in abbandono ma grazie alla traccia e alla relazione qua presenti si riesce a destreggiarsi.
Colpisce vedere un palo dello skilift e i resti della pista da sci artificale, memoria di quando, negli anni '80, si sciava sul Musinè.
Bel giro, più dolce della diretta, con Ewa e Inge.

Residuo palo dello skilift

Le cave di magnesio
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Bagnata
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1500
Dopo il grande vento di ieri, la montagna sembrava ridisegnata: un unico manto vergine di neve farinosa portata dal vento che poggia sulla neve dura precedente. Ciaspolata molto piacevole e, a detta di Max che è venuto con gli sci, anche sciata piacevole.
Unico neo è che in prossimità della cresta finale del Fournier il vento ha creato grossi cornicioni instabili che ci hanno fatto desistere dal raggiungere la cima.
In ogni modo una gita splendida con meteo incredibile. Con Ewa, Inge e e Max. un saluto a Romina incontrata cammin facendo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa pesante
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa pesante
note su accesso stradale :: nessun problema
quota neve m :: 1400
Calzate le racchette dalla macchina, si segue la pista da sci sulla dx e poi una stradina, sempre sulla dx, tutto battuto dal gatto delle nevi. Superata una grossa slavina si arriva progressivamente alla base del canalone sud che lascia il monte Bastera sulla sx. Lasciate le racchette per i ramponi, abbiamo risalito il canalone senza difficoltà ma con impegno (pendenza che sfiora il 40%). Giunti al colletto spartiacque abbiamo proseguito sulla dx fino alla cornice di cresta. Il tratto finale di cresta è delicato e va affrontato con cautela. Alcune corde fisse emergono dalla neve e sono parzialmente utilizzabili. In cresta panorama maestoso a 360 gradi.
Gran giornata in compagnia di Ewa, Sabrina, Noemi, Marco, Alberto, Graziano 1, Graziano 2 e il Maestro. La gioia dei luoghi e della salita è stata purtroppo offuscata dalla notizia della morte di una scialpinista salita dopo di noi e precipitata dalla cresta.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Bella scoperta ai confini di Torino. In meno di 700 m. di dislivello e poco più di 3 km. di sviluppo, un panorama vario, dalla sterrata in mezzo ai campi alla pineta, per finire sul ripido fra le roccette dove talvolta occorre anche mettere le mani.
Piacevolissima passeggiata mattutina con bella compagnia: Ewa, Inge, Catia e Roberto.
Un ringraziamento al gulliveriano maxleva, che ha curato la segnaletica e ha relazionato recentemente seminando la curiosità.
Un saluto alla gulliveriana randagia, incontrata sul cammino.

Il Monte Bernard
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Tutte le sue gite

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