faberblù


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1400
Fino a 1800 m circa il percorso non è granchè bello, si alternano tratti con neve dura, ghiaccio vivo e pietre affioranti.
Visto che le aree interessate dal ghiaccio non sono trascurabili, conviene avere con sè ramponi o ciaspole.
Oltre i 1800 m il paesaggio si fa un po' più invernale e, grazie alla neve bella compatta, si sale molto bene.
Fatto il percorso ad anello che passa dal Col Bousson e Poggio dei Carabinieri, poi discesa alla Capanna Mautino (con ottimo pranzo).
Mai visto così poche persone in giro da queste parti, a salire incontrati solo tre scialpinisti, poi verso l'ora di pranzo è arrivata un po' più di gente nei pressi della Capanna.
Meteo molto bella, temperatura gradevole e cielo quasi totalmente sereno.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1400
Partito da Chialvetta con poca neve dura mista a ghiaccio, alcuni brevissimi tratti sono scoperti.
Salendo la neve si fa più consistente, ma sempre rimanendo ben dura e compatta stante l'assenza prolungata di nevicate nelle ultime settimane.
Si potrebbe fare l'intero percorso solo con ramponi se perdurano queste condizioni (visto gente prossima alla vetta con questi mezzi), io ho deciso di tenere le ciaspole per tutta la salita e la prima parte della discesa, poi sulla strada ho calzato i ramponcini.
Che dire, versanti a sud spogli fino a quote medio-alte, quelli a nord invece mantengono una parvenza più invernale.
Bel percorso nel complesso, discreto spostamento ma con un po' di allenamento si può salire in poco più di 2 ore.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sentiero in ordine, rapporto bellezza del paesaggio / difficoltà del percorso molto alto, gita che consiglio assolutamente.
Ciò che più mi ha colpito sono le malghe dislocate qua e là nei prati degli alpeggi, capaci di offrire colpi d'occhio niente male che rimandano a certi paesaggi delle Alpi orientali. Comunque panorama dalla cima (e non solo) molto appagante.
Peccato solo per le nuvole che hanno parzialmente impedito la visuale su tutte le cime circostanti.
Un po' di gente in giro.

Rocca Senghi da Pian Ceiol

Appena sopra le Barricate

Alcune delle tante malghe che si incontrano lungo il percorso

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
In realtà non ho fatto esattamente il percorso proposto, ma ho fatto un anello sfruttando il sentiero 219 che dall'Alpe Pian Gioè si porta verso il Colletto del Tovo.
Partito dai Cornetti ho imboccato con un po' di fatica (segnaletica scarsa) il sentiero 217 verso l'alpe Comba, notando come questo ormai si stia leggermente perdendo in mezzo alla vegetazione visto che più volte viene tagliato da una carrozzabile di recente costruzione. Lo stato del sentiero nella prima parte del percorso avrebbe già dovuto allertarmi per il "dopo", ma ho proseguito fiducioso fino all'alpe Comba. Qui ho scambiato due parole con un anziano margaro che mi ha avvisato sullo stato un po' disastrato del sentiero oltre l'alpeggio, cosa che si è rivelata vera, ma comunque la traccia si mantiene quasi sempre visibile. Giunto all'Alpe Pian Gioè, ho svoltato sulla destra, percorrendo la facile cresta che sale ad una selletta quotata 2129 m.
Da qui è iniziato il calvario fino al Colletto del Tovo: vegetazione più che invasiva lungo il sentiero, pianticelle e erbe alte che coprono quasi incessantemente il cammino, meno male che i bolli bianchi/rossi sono in discreto numero e permettono almeno di sapere di essere lungo il sentiero. La traccia è quasi sempre intuibile (dico intuibile, certamente non evidente!), tranne in alcuni punti dove ci si perde proprio in mezzo alla giungla vegetativa. Ultima salita verso il Colletto bella ripida con le erbe a foglie larghe che arrivano fino al petto, non proprio un gran bel piacere.
Finalmente, arrivato al Colletto del Tovo, sono salito sulla Rocca per riposarmi dalle fatiche di Indiana Jones ed ammirare un gran bel panorama.
Infine, ho preso il sentiero verso il Pian della Mussa, ritornare indietro era proprio l'ultimo dei miei desideri in quel momento, e poi sono tornato a Balme attraverso il classico sentiero.
Speravo sinceramente di trovare sentieri un po' più puliti, ma evidentemente bisogna prendere atto di come ormai quei tratti di sentiero brutti non siano più percorsi come un tempo.
Trovato solo un gruppo di persone che andava al pilone di San Pancrazio ed un altro sulla Rocca del Tovo, per il resto deserto.

Il bel Pian Gioè, dove inizia il sentiero 219

Il Pian Gioè visto dall'alto

Ecco come si presenta il sentiero 219 con la giungla che lo invade

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1200
Salito con ciaspole in spalla dagli impianti di risalita dismessi, neve presente solo in pochi punti.
Percorso il sentiero n° 303, ri-segnato di recente, visto che lungo la strada la neve era discontinua o poca. Finalmente indossato le ciaspole poco prima di arrivare alla Cuccetta e proseguito fino al colle seguendo una vecchia traccia di scialpinisti.
Arrivato alla meta, ho deciso di proseguire un po' lungo la dorsale che sale al Doubia fino ad un punto che spiana quotato 1967 m.
Misto di neve trasformata e portata dal vento al colle.
Scendendo, sentito un paio di piccoli assestamenti in prossimità del colle.
Panorama veramente molto bello in cima, molto suggestivo il muro di nebbia che tentava di penetrare oltre l'imbocco delle valli di Lanzo; branco di camosci poco più in alto di me, a debita distanza ma non molto intimoriti.
Tempo bello, con pochi cumuli, e temperatura gradevole.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
quota neve m :: 1400
Traccia prevalente di scialpinisti molto chiara all'andata, ma al ritorno è stata in alcuni punti resa meno evidente dalle numerose discese su neve polverosa (al di sotto esiste uno strato di neve decisamente più compatta).
Manto nevoso stabile.
Vento moderato nella parte finale dell'itinerario, con scaccianeve e numerose pietre in vista appena sotto il colletto che c'è in prossimità della cima, meglio evitare la salita finale con ciaspole e sci.
Peccato per il vento che ha un po' rovinato le condizioni nella parte finale del percorso, mi sono fermato alcuni metri sotto la cima, non mi fidavo a continuare.
Bel panorama soprattutto sul Monviso.

Poco sotto il colletto prima della cima

Situazione al colletto sotto la cima

Ecco il Re di Pietra

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1400
Semplice traccia scialpinistica oltre il rifugio Città di Ciriè, tuttavia la neve compatta sotto le ciaspole ha aiutato non poco lungo il ripido pendio di salita. Un po' di neve fresca nella parte superiore dell'itinerario.
Non avvertita nessuna valanga durante l'intero percorso, situazione molto stabile.
Osservata presenza di una traccia fino a Punta Franci che passa lungo il pian Ciamarella.
Bellissimo panorama dalla vetta, Ciamarella grandiosa.

In salita, in una delle parti più ripide

Panorama dalla vetta, verso il Ghiciet di Sea

Uno sguardo in direzione del rifugio Gastaldi

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1400
Compiuto anello come da descrizione. Seguito la strada nella prima parte della gita, traccia non battuta dopo l'ultima nevicata, ma tracce precedenti ancora leggermente visibili che mi hanno guidato. Il punto dove si abbandona la strada per attaccare l'ultima parte di sentiero non è molto evidente, non ci sono paline e con innevamento abbondante come oggi i segni del sentiero sono poco visibili. Sono stati molto utili dei nastri blu appesi ai rami delle piante che mi hanno guidato fino alla meta.
Neve in condizioni sicure, non ho sentito nessun assestamento.
Manto nevoso costituito da uno strato sottostante compatto e da uno superficiale polveroso o leggermente trasformato a seconda della quota.
Paesaggio incantato e bosco con alberi maestosi, ne vale la pena, soprattutto in queste condizioni.
Branco di camosci poco oltre la cima sopra la croce.
Quasi nessuno in giro.

Panorama dalla cima sopra la croce

Panorama poco sopra la croce

La croce di Fana

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito da Forno direttamente al bivacco Ferreri-Rivero e da qui proseguito verso le rovine dell'ex bivacco Rivero.
Ritornato giù al Ferreri e da qui, onde evitare di scendere dal tratto di sentiero fatto in salita causa terreno un po' bagnato e pendenza sostenuta in alcuni punti, ho preferito allargare fino al rifugio Daviso per poi chiudere l'anello.
La classificazione "E" data a questo percorso mi sembra un po' semplicistica, un EE ci sta tutto dato il tratto di sentiero un po' più impegnativo tra la passerella sul Gura ed il bivacco Ferreri (alcuni tratti un po' esposti/scoscesi e presenza di catene in un punto iniziale), che deve essere effettuato in discesa con tutte le attenzioni del caso, soprattutto se ha piovuto da poco.
Per quanto riguarda i panorami, anche in questo percorso le valli di Lanzo mostrano ancora una volta la loro selvaticità e la zona attorno all'ex bivacco è semplicemente superba, con quel che resta dei ghiacciai del Mulinet poco più in alto.
Un po' di vento da ovest lungo il percorso, che ha tenuto lontano le nubi e ha concesso una bella giornata di sole pieno.
Pranzo al rifugio Daviso.

Il rifugio Daviso sul versante opposto visto dal bivacco Ferreri-Rivero

Risalendo la morena verso l'ex bivacco Rivero

Ghiacciaio Mulinet settentrionale

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1900
Si calzano le ciaspole alla Fonderia e da questo punto in poi si tengono sempre.
Condizioni del manto nevoso eccellenti per la stagione, si avanza molto bene senza sprofondare (se non in pochissimi punti nel canalone finale). La quantità di neve in pochi ed isolati punti nella parte bassa è scarsa, a volte si tocca un po' sotto (soprattutto dopo mezzogiorno in discesa), ma nel complesso non è nulla di tragico.
Conviene partire sul presto per garantirsi le condizioni nevose migliori (soprattutto nel canalone finale, che può sfiancare i più, costringendo a numerose pause).
Come prima in assoluto al Thabor, beh, che dire... alla grande!!!
Neve più che buona, condizioni meteo super (temperatura "giusta" e non una nuvola) e bella traccia. Panorama spaziale dalla cima.
Discreto numero di gente in giro (soprattutto scialpinisti), tanti che salivano ancora a mezzogiorno.

Poco oltre la metà del percorso, con la cima sullo sfondo

La meravigliosa Punta Questa con le sue incantevoli stratificazioni

Imbocco del canalone finale (traccia sulla sinistra)

[visualizza gita completa]

Non puoi contattare gli altri gulliveriani se non sei un utente registrato. Vai alla pagina di registrazione .

Tutte le sue gite

  • Fournier (Cima) da Bousson (12/01/19)
    Cassin (Bric) da Chialvetta (05/01/19)
    Bellino (Monte) da Sant'Anna (15/08/18)
    Tovo (Rocca) da Balme (29/07/18)
    Crosiasse (Colle) da Chialamberto (18/02/18)
    Giulian (Monte) da Giordano (11/02/18)
    Ciarva (Rocca) da Balme e il Colle Battaglia (10/02/18)
    Fana (Croce di) da Fonteil, anello (13/01/18)
    Rivero (ex Bivacco) da Forno Alpi Graie (19/08/17)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (29/04/17)
    Dormillouse (Cima) da Thures (10/12/16)
    Pocchiola Meneghello (Bivacco) da San Giacomo (09/07/16)
    Buffère (Col de) da Nevache (19/03/16)
    Turu (il o Monte) da Vallo Torinese, anello per il Monte Corno (16/01/16)
    Madonna del Cotolivier (Cappella) da Oulx (06/01/16)
    Muni (Frazione) da Condove, giro per Bellafugera, Magnotti, Camporossetto (03/01/16)
    Bellavarda (Uja di) e Punta Marsè da Lities (01/01/16)
    Pian Spigo (Punta) da Vonzo, anello per Vallone di Vassola e Passo Bojret (12/12/15)
    Gran Piano da Balmarossa (06/12/15)
    Cuney (Oratorio) da Lignan (05/12/15)
    Garitta Nuova (Testa di), Riba del Gias, Testa di Cervetto da Pian Munè, anello (29/11/15)
    Gran Truc dal Colle Lazzarà (14/11/15)
    Unghiasse (Gran Lago d') e Lago della Fertà da Alboni, anello (11/11/15)
    Crocetta (Colle della) da Rivotti a Vonzo per il Colle della Terra di Unghiasse e vallone Vassola (08/11/15)
    Barrouard (Monte) da Rivotti (20/09/15)
    Dres (Lago) da Ceresole Reale (02/08/15)
    Croce o Brun (Monte) da Saint Jacques e il Rifugio Tournalin (25/07/15)
    Alta Luce o Hochlicht da Staffal (11/07/15)
    Viso Mozzo da Pian del Re (28/06/15)
    Turo (Rocca) da Pian della Mussa, anello (27/06/15)
    Ru (Lago del) da Pian della Mussa (18/06/15)
    Unghiasse (Gran Lago d') e Lago della Fertà da Alboni, anello (07/06/15)
    Ciarm del Prete dall'Alpe Bianca, anello dei laghi di Viana e Lusignetto (23/05/15)
    Madonna del Ciavanis (Santuario) da Chialamberto (16/05/15)
    Fontane Nuovo (Gias) da Pialpetta (24/04/15)
    Madonna del Ciavanis (Santuario) da Vonzo (18/04/15)
    Saurel (Cima) da Bousson (07/03/15)