dav.ge


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: libero
Canale in buone condizioni. Presente marcata traccia. Comincia ad affiorare ghiaccio all'altezza del "Ginocchio", evitabile.
Discesa in buona parte su neve. Calate in prossimità delle cenge dietritiche al centro della conca; fatta un'unica calata da 60 che deposita oltre la barra rocciosa.
Splendida gita di tre giorni nelle Dolomiti del Brenta. Dormito al Brentei da cui siamo partiti in nottata per il canalone. Salita tecnicamente non particolarmente difficile nelle condizioni trovate, comunque da non sottovalutare per lunghezza e ambiente.
Arrivo in cima emozionante nonostante le nubi che avvolgevano Cima Tosa. Per alcuni di noi un piccolo sogno che si realizza. Discesa al rifugio Tosa Pedrotti dove abbiamo pernottato prima di ritornare alla macchina. Buona accoglienza nei due rifugi. Un sentito ringraziamento al Rifugio Pedrotti e al suo mitico gestore Nicolini (e famiglia) per la calorosa accoglienza.
Con D., M., M.

nel canale

Il canale Neri dal Rif. Brentei
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: libero
Canale in condizioni discrete nonostante lo scarso rigelo.
La neve comincia intorno ai 2200 mt. I sentieri sono generalmente sgombri eccetto per qualche traverso.
Saliti sabato al rifugio Questa, chiuso. Utilizzato locale invernale, ottimamente attrezzato con coperte. Non c'è acqua, sciolto neve.
Ambiente bellissimo in questa stagione. Il canale è facile ma la gita ha un discreto sviluppo (poco meno di 20 km in totale). Rifugio Questa ben attrezzato anche nella veste invernale. A partire dal rifugio non abbiamo incontrato nessuno fino al ritorno.
Bella gitona plasir con G., L., M.,T.
Avanti C.A.Z. !

sullo sfondo il canale
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: libero
Pendi sopra il rifugio con macchie di neve. Neve continua e inconsistente a partire dai 1700 circa. Canale dello Scudo percorso per una 60 di metri ed abbandonato perché si sprofondava fino in vita. Deviato sulle Colme in condizioni decisamente migliori. A TRATTI anche ottimo, con progressione in punte di ramponi, sia al sole che all'ombra. Uscita su pendii sommitali a sx e traversata verso Scaglie discreta - sufficiente, 20-30 cm di neve non trasformata e a tratti molto ventata. Scesi dalle Scaglie, discretamente innevati con neve molto umida che creava zoccoli impressionanti...
Tanta neve fresca ma ne è valsa la pena per i panorami che solo l'inverno riesce a regalare. Nessuno in giro. Nessuna traccia se non quella di un folto branco di camosci che abbiamo avuto la fortuna di incrociare all'imbocco del canale. Ospitalità al rifugio Mongioie ottima come al solito.
Con Dan. Fab. Mat. Mic. e Lor.

in uscita

Scaglie
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: buone
tipo ghiaccio :: duro
Cascata correttamente formata. Buone condizioni. Ghiaccio con crosta all'attacco, duro più su'. Attenzione alla seconda sosta (su albero), il terrazzino scarica pietrame.
Con M. e G.

primo salto
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Condizioni invernali. Tolto il tiro chiave, tutta in conserva e ramponi.
Bella, corta.
al 24/09/17 : Vie su triangolo sembravano un po’ secche. Diverse cordate nei giorni passati (anche su allemands ma soprattutto chere’) quando condizioni leggermente migliori. Discesa normale da tacul tracciata. Oggi una-due cordate su contamine grisolle. Una mi sembra sia tornata indietro.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Si giunge all'attacco in meno di due ore dal Rif. Monzino. Lo zoccolo in salita non presenta vere difficoltà. Si può fare slegati anche nei pochi passaggi di arrampicata. In alcuni tratti esposti è presente una fissa. Non immediato reperire l'inizio della via: da quello che rimane del nevaio spostarsi verso destra in direzione della cresta; il primo spit è 3-4 metri più in alto del nevaio (attualmente molto magro) su una roccia che guarda il Brouillard.
La via è spittata adeguatamente. Solo in alcuni punti è necessario integrare. Spesso è necessario allungare i rinvii per evitare attriti. In linea di massima la via segue la cresta per il filo oppure spostndosi da un versante all'altro. Le soste che abbiamo trovato, dopo i primi tiri, sono tutte su uno spit con anello e cordone. Alcuni tratti in traverso particolarmente esposti ma sempre ben proteggibili. Dall'ultima sosta, con un passo si raggiunge il pianoro sommitale: dopo un paio di metri sul versante Freney abbiamo lasciato un chiodo (nero) in una fessura accanto ad un altro chiodo.
Le discesa in doppia ci ha dato qualche grattacapo. Le guide consigliano calate da 25 mt sulla normale (percorrere cengia da penultima sosta ?). Forse abbiamo saltato una sosta ma in una calata una corda da 60 non è stata sufficiente. Arrivati nuovamente al nevaio non resta che ripercorrere lo zoccolo che in discesa nella prima parte si presenta un po' più ostico. In discesa reperire una calata che consente di scendere in sicurezza alcune placche.
Bella via con roccia discreta (per i canoni del Bianco). Ultimi tiri bellissimi. Divertenti i traversi.
Tanta gente sulla Ottoz. Una cordata sulla normale. Una sulla Zappelli. Panorami indescrivibili, ambiente superlativo. Discesa alla macchina eterna. Tra doppie, zoccolo e ferrate dopo il rifugio i tempi di discesa non sono dissimili da quelli di salita.
Con gruppone da ben 3 cordate, due x2 su Cheney e una x3 su Ottoz.

in cresta

seconda parte della via

traversi
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita complessivamente in condizioni discrete. Percorso su ghiacciaio in buone condizioni. Traccia sul pendio in disfacimento. Scesi dalla sella tra Centrale e Occidentale.
Saliti in giornata con prima funivia, alle 8 alla Testa Grigia. C'è stato il tempo di fare un salto anche sull'occidentale (i soci) prima di scendere al parcheggio.
Prima volta su questo versante del Rosa. Panorama per buona parte dell'avvicinamento devastato dagli impianti sciistici.
Bella via. Nelle condizioni attuali a mio giudizio il grado AD è un po' sovrastimato anche se la gita non è da sottovalutare.
Sulla strada per Cervinia, poco prima del paese, scovato ottimo panificio (caffe, cornatti) aperto sulla dx (a sx della strada largo parcheggio).
Con M, L d I, D.
CAZ


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita in condizioni buone. Neve ancora portante nei canali che però cominciano a mostrare la corda (soprattutto il primo).
Gita da non sottovalutare per impegno fisico, sviluppo, isolamento e roccia marcia.
Il telefono non ha segnale già ad alcuni km dal parcheggio.
Le Marittime sono una garanzia. Buona accoglienza del Rifugio Soria Ellena. Unica cordata dal versante italiano. In cima qualche cordata proveniente dalla Francia. Con Mattia e Michele.

alla partenza dal Rifugio Soria Ellena

Gorgia della Vallette

Cresta finale
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La neve è continua a partire da 300 mt di dislivello sotto il Rifugio Garelli.
Facile canale e morbidi pendii. Ottime condizioni grazie al rigelo notturno. Orientarsi non è banale in caso di scarsa visibilità (attenzione).
Genovesi in ottime condizioni, salto finale ricoperto.
Scesi chi con gli sci dai Genovesi, chi a piedi dai Torinesi.
Con un gruppone da grandi occasioni ci siamo divisi tra Genovesi e Torinesi.
Come di consueto ottima ospitalità da parte del Rifugio Garelli. Sempre preziosissimi i suoi consigli. Splendida persona.
Pochissima gente in giro. La vista dal Marguereis merita il dislivello.
Avanti CAZ!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partenza dallo splendido Rifugio Rosalba. Attacco della cresta intuitivo. I bolli rossi segnano tutta la via, difficile perdersi. Lunga e fisicamente impegnativa. Percorsa tutta con scarponi e in conserva protetta tranne un tiro sull'ultimo torrione. Le difficoltà sono basse e la roccia e buona. Utilizzati picca e ramponi per percorrere il canale di neve sul versante nord (Canale della Lingua ? - Il canale di neve è in fase di ritiro, probabilmente a breve picca e ramponi non più indispensabili). Sono presenti resinati e chiodi nei punti chiave e nelle calate (non tutte obbligatorie ma, vista l'esposizione, spesso raccomandabili). Utile qualche friend, soprattutto per migliorare lo scorrimento delle corde. Dalla cima scesi lungo cresta Cermenati, orrida sassaia, fino ai Resinelli e poi su asfalto ( 30' ) fino all'attacco del sentiero delle Foppe dove avevamo lasciato la macchina.
Rifugio Rosalba bellissimo e gestito con passione da Mauro e suo figlio. Delle persone splendide. Un peccato che il Cai Milano abbia deciso di affidarlo ad altri.
La cresta è una interminabile cavalcata in un paesaggio splendido che ricorda le dolomiti.
Lungo la cresta un po' di affollamento ma fortunatamente si è riusciti a collaborare condividendo soste e calate.
Un saluto a tutte le cordate che abbiamo incrociato, in particolare a quelle provenienti dal Rosalba.
Con l'instancabile Mattia.
Avanti CAZ!
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Tutte le sue gite

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