Gulliver outdoor - arrampicata, escursionismo, scialpinismo, sci alpinismo, alpinismo, canyoning, trekking, MTB, Cicloturismo

daniele.gallarato


Chi sono

Amo la montagna da sempre, che ho frequentato per lo più come escursionista fino ad una decina di anni fa.
Mi sono poi innamorato delle attività verticali e, trovate le persone giuste, ho virato da escursionismo ad alpinismo, arrampicata, ghiaccio.

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok fino al Telessio
Via praticamente tutta asciutta. Molto utili i ramponi al mattino per aggirare lo zoccolo (domenica nonostante le alte temperature c'era rigelo e la neve era dura al mattino). Bastano i bastoncini, la picca non serve.
Base della via pulita (c'è ancora un po' di neve ma la si evita senza problemi).
Soste tutte ok in salita, in discesa su "Nel corso del tempo" alcune piastrine muovono, ma ci si cala senza problemi.
Via molto bella e di continuità, usato una serie di friend C4 da 0,3 a 3 (e un micro C3 rosso in un singolo punto), nut non utilizzati.

Fatto le corse con Giulia (bravissima!) per evitare il previsto temporale delle 15, che poi per fortuna ci ha graziati.
Grazie come sempre al personale del Rifugio Pontese per l'ottima e gentile accoglienza.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
A quanto già scritto perfettamente da maxdp aggiungo che noi siamo partiti dal bivacco molto prima, causa buio siamo finiti sulla "nord" della Tonini che abbiamo fatto prima di fare quella della Ciamarella.
Siamo poi scesi dalla est, molto facile e diretta (tranne un passo per aggirare un piccolo salto subito all'inizio, comunque fattibile senza grosse difficoltà).
Discesa poi sul pendio innevato con neve alle ginocchia ad ogni passo: eterna e arrivati al Soardi marci!
Viste le temperature, peggiorerà.
Grazie a Paolo con il quale ho condiviso la salita e, soprattutto, la discesa!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Attenzione! Nel buco di Creme Caramel ha fatto il nido una taccola, tiro da non salire in questo periodo!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Cresta completamente pulita, necessari ramponi se si attacca prima della luce come abbiamo fatto noi (il canalino di neve da superare per raggiungere l'attacco è sì corto, ma infido se gelato; noi l'abbiamo risalito nella sua interezza da sotto, visto che avevamo i ramponi, cosa che permette di evitare il lungo giro su sfasciumi). Piccozza non serve (noi avevamo un bastoncino a testa, più che altro per l'eterna discesa).
Nell'intaglio dopo il Saint Robert c'è neve lato nord, ma non da fastidio.
Via della lepre (vista da lontano) impraticabile (e sconsigliabile).
Normale pulita e nevaio molle e con molte tracce.


Con Giulia alla sua prima volta sul Monviso.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Via stupenda, chiodata bene (corta e azzerabile sul duto, più lunga sul facile, ma sempre ottima).
Impossibile sbagliarsi, seguire gli spit dorati.
Tiri bellissimi e continui mediamente sul 6a.
Calcare solido tranne su due tiri, ma comunque si passa senza problemi.
Discesa a piedi facile (dopo la prima doppia verso nord-ovest).
Posto molto bello e selvaggio.


Con Paolo che mi ha fatto questo regalo per il mio compleanno.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Consideratela una falesia a Sud, non a Sud-Est (vi assicuro che fa la differenza, la roccia è nera e diventa subito calda, l'unico tiro che in questo periodo va all'ombra verso le 16:30 è il diedro, poi i tiri a dx di questo dalle 17 in avanti). Tutto il resto resta al sole fino al tramonto. Dura scalare su placche con questo caldo.
La falesia comunque è carina per gli amanti del genere.
Gradi generosi sui tiri provati da noi (Tartaruga, Hale Bopp, Virgola, Fata, Viaggio Nel Passato, Pick-Up e Hilti Fess).
Con Gio che ha rimesso le scarpette dopo praticamente un anno e ne è uscito un 6b+ a vista!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal parcheggio del Salbit Hutte alle 6 circa, arrivati all'attacco alle 8:30, attaccato poco dopo. Abbiamo scelto di essere leggeri (avevamo due zaini da 22 e il resto del materiale già all'imbrago dall'auto). La scelta ha pagato perché siamo stati leggeri nella scalata e fortunati il primo giorno (la pioggia prevista intorno alle 18 non si è palesata e la notte la temperatura non è scesa sotto i 9 gradi). Saliti a tiri alterni (Paolo si è tirato quelli duri, grazie!), velocemente in cima alla prima torre, un po' meno veloci fino alla seconda torre. Lì abbiamo ricontrollato le previsioni che non davano più pioggia per venerdì, notte mite e pioggia dalle 15 il sabato, così abbiamo deciso di proseguire. Salita la terza torre relativamente veloci, poi attaccato la quarta e fatto il quarto tiro con la frontale. Calati sotto la cima della quarta torre e bivaccato comodi su una piazzola sotto lo strapiombo, riparati; circa ore 21. Notte ok con sacco da bivacco, maglia termica, calzamaglia e piumino (non sacco a pelo, avesse fatto freddo l'avremmo rimpianto di più). Al mattino decidiamo di attaccare con la luce, trovandoci su terreno di avventura, ma purtroppo il tempo è girato per il peggio e alle 6:45 già pioveva; fatto il tiro di 4c che porta all'intaglio sotto la quinta torre, la pioggia era troppo forte e la roccia troppo viscida per permetterci di proseguire; così a malincuore abbiamo deciso per la ritirata.
Le relazioni parlavano di due doppie, ma credo che la ritirata migliore, sapendo di volerla fare, sia dalla cima della quarta torre, dove arrivano le vie moderne, PRIMA della calata per il bivacco. Se si arriva all'intaglio alla sosta con cordino e maillon,, si scende fino ad un'altra sosta con cordino e maillon su spuntone e poi ad un'altra su tre vecchi chiodi in mezzo ad un prato verticale, che reso scivoloso dalla pioggia è pericoloso scendere a piedi. Da questa doppia si arriva su un'altra, finalmente su due spit con anelli, su uno sperone tra due diedri. Ancora una doppia deposita su un terrazzino con sosta fatta con uno spezzone di corda su un grosso masso, dalla quale parte una fissa che porta pochi metri più sotto dove si trova uno spit con anello, che serve a superare la crepaccia e il nevaio (noi siamo arrivati al fondo del nevaio al pelo pelo).
Abbiamo usato una mezza corda omologata singola da 60 per arrampicare e un cordino statico solo per le doppie più lunghe di 30 metri (entrambi erano nuovi di pacco alla partenza e sembravano usciti dalla guerra di Corea al rientro, colpa delle doppie su terreno infame).
Ricapitolando, possibili ritirate e posti da bivacco fino alla quarta torre:
- dalla prima torre, prima di scendere all'intaglio, si può tornare da dove si è saliti con doppie su anelli cementati
- dalla seconda torre si può scendere, prima di scendere all'intaglio, dall'arrivo delle vie moderne (qui trovate anche più posti da bivacco, dei quali uno riparato dalla pioggia)
- dall'intaglio tra la seconda e la terza c'è una sosta con maillon ma non sappiamo come siano le doppie da lì, immagino simili a quelle fatte da noi
- da qui in avanti si trovano parecchie piazzole da bivacco, delle quali due riparate dalla pioggia (dove abbiamo bivaccato noi, sotto la calata della quarta torre, parete strapiombante, la seconda vicino la sosta dove si attacca la quinta torre, in un buco sotto delle rocce, un po' più piccolo)
- dalla terza non so se ci si può ritirare facilmente
- dalla cima della quarta calata sulle vie moderne
- dall'intaglio quarta/quinta le calate fatte da noi
Credo inoltre che le 4 doppie delle quali parlano le relazioni, dalla quinta torre, siano parallele a quelle fatte da noi dalla quarta, perché portano nello stesso anfiteatro nevoso.


Con Paolo che ringrazio per il sangue freddo e l'esperienza!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok fino a Grange della Valle
Bellissima gira in ambiente eccezionale. Ben segnalata dall'inizio alla fine. Molti stambecchi lungo il percorso. Bivacco in ordine. Versante nord ancora pieno di neve, il lago visto dall'alto è ancora pieno di ghiaccio.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok fino a inizio sentiero
Poco da aggiungere al commento precedente, soprattutto confermo che è importante capire come muoversi fino all'attacco (e anche dopo sulle cenge dopo il triangolo), perché altrimenti è facile vagare e vagare per pietraie e cenge.
Noi abbiamo fatto quanto scritto: ci siamo tenuti 50 metri circa sotto la cresta e abbiamo percorso delle cenge erbose più o meno facili, fino ad un punto in cui abbiamo dovuto risalire (e poi riscendere) per superare una frana. Arrivati all'attacco in 4 ore dall'auto.
Tiri sul triangolo belli e facili da capire seguendo i chiodi.
Finito il quinto tiro, si cammina (lato Ceresole) per cenge, fino a che si arriva ad un punto dove non si può più proseguire: lì sopra c'è un'altra piccola cengia da raggiungere, alla base di un diedro, con un chiodo di sosta e un altro nel diedro, che si risale.
Il mio socio ha unito il tiro del dietro al penultimo, e l'ultimo l'abbiamo fatto un po' a occhio dove sembrava più semplice.
Da lì abbiamo aggirato la cima stando lato Ceresole e siamo arrivati sopra al canale di discesa (grosso ometto in cima) e siamo scesi dal canale innevato (noi avevamo scarponi e ramponi, la neve comunque la si sfondava fino ai polpacci e forse i ramponi non erano indispensabili, ma vista la pendenza e che non avevamo piccozze siamo stati felici di averli ai piedi).
Con Paolo, bravissimo da auto a auto!
Gita in ambiente eccezionale (io la classificherei più come alpinistica che arrampicata).
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok
Concordo con le relazioni precedenti, via carina ma non al livello delle altre a SEA
Avvicinamento super ravanoso, ma direi sostanzialmente facilmente identificabile (la parete si vede chiaramente da sotto); noi siamo passati dal ponte, non era superabile il torrente prima dove ci sono gli ometti.
Primo tiro difficilmente proteggibile in partenza, occhio a non cadere.
Secondo tiro: bellissima la fessura di dita per arrivare in sosta, ma sono pochi metri, il resto si cammina su erba (occhio a non scivolare)
Terzo tiro lungo e articolato, assolutamente da non sottovalutare (non è un 6a da falesia!).
Quarto tiro porta sotto il buco, bruttino e su erba (occhio a non scivolare, mi ripeto).
Tiro del buco: per i non piccoli e magri è davvero scomodo, e lo è stato anche per me con tutta l'attrezzatura appesa (consiglio, per il primo, di portarsi solo una serie di friend - che serviranno poi per il diedro dopo il buco - e di lasciare al secondo il resto, compresi eventuali 4 e 5 che rendono davvero complicato muoversi lì dentro; il secondo può eventualmente usare una bandoliera e tenerseli davanti al petto invece che di fianco sull'imbrago).
Sesto tiro carino, io sono partito a sx ma andato a dx quasi subito.
Doppie senza problemi, ma ricordate che non potete "scappare" prima della cima perché le calate in via non sono praticamente possibili (a meno di non abbandonare materiale).

Grazie in ogni caso ai fratelli Enrico per la valorizzazione di questo vallone eccezionalmente bello.

Con Paolo che ha ravanato nel buco da primo, rischiando di rimanere incastrato per sempre!


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Tutte le sue gite

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