carlo.pregno


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Per la salita abbiamo seguito il percorso indicato dall'itinerario, su un sentiero che non presenta difficoltà ed è facile da seguire.
Bel panorama al Lago di Lauson e su tutta la strada dal colle di Lauson al Rifugio Casa Assietta.
Ci siamo fermati al rifugio, ancora chiuso, e non abbiamo raggiunto la Testa dell'Assietta.
Per il ritorno ci siamo lasciati incuriosire da un percorso alternativo che permette di tornare a Grand Puy percorrendo la strada sterrata che scende partendo dal laghetto del rifugio.
Quando termina la strada bisogna un po' cercare un sentiero che porta a est; ad un bivio, dove si trovano alcuni cartelli della Riserva di caccia (quota 2.300 circa), si prende a sud, si attraversa il torrente, l'attraversamento richiede una certa attenzione; si risale per un breve tratto e poi si torna a scendere su sentiero che dall'Alpe Rocce diventa strada sterrata e comoda fino a congiungersi con il percorso di salita verso il lago di Lauson.
Bella discesa, ma con scarse indicazioni.
Praticamente abbiamo fatto il gito intorno al Monte Gran Costa.
Abbiamo trovato qualche placca di neve e molti alberi caduti nell'inverno scorso.
Sempre in compagnia di Francesco, Giorgio e Raffaele.

Rifugio Casa Assietta
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il ponte smontato da oggi è stato rimontato. Questa è l'informazione che segnalo perché può servire ad altri.
Siamo tornati nel Vallone degli Invincipili perché ne vale la pena e perché l'anno scorso con la nebbia ci è rimasta una certa curiosità.
Questa volta siamo saliti fino all'Alpe Subiasco; fino alla Barma d'Aut il tempo è stato discreto e abbiamo potuto ammirare le meraviglie del vallone.
Continuando sopra la Barma d'Aut siamo finiti progressivamente nella foschia e giunti all'Alpe Subiasco eravamo circondati dalla nebbia.
Acqua e belle cascatelle ovunque; un dato curioso: in tutto il percorso tra torrenti e rivoli modesti abbiamo attraversato quindici o sedici volte l'acqua.
Grazie ad OruxMaps sul mio cellulare al ritorno nella nebbia abbiamo evitato di perdere il sentiero.

Gita molto interessante con la piacevole compagnia di Mirella, Giorgio, Alfonsa, Francesco, Raffaele.

una roccia verso l'Alpe Subiasco

uno dei torrenti attraversati
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giornata fredda, ma luminosa.
Siamo saliti da Ceres sul sentiero 242 e siamo arrivati a Santa Caterina in meno di due ore.
Sentiero ben segnato e, oggi, nessun problema di neve.
Diverse persone al Santuario.
Abbiamo deciso di scendere percorrendo il sentiero 242A allungando un po' la strada e passando da Monti di Voragno, nel bosco abbiamo trovato delle castagne ancora ottime.

Sul sentiero tra Monti di Voragno e Ceres abbiamo avuto il piacere di conoscere gli abitanti dell'Aran, la casa bel bosco, di lì in mezz'ora siamo tornati a Ceres.
Bella gita, bella giornata, ottima, come sempre, la compagnia di Giorgio.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada sterrata in buone condizioni fino al Colle Lazzarà
Giornata nebbiosa e fredda, ma tutto è cambiato a 100 metri dalla cima: sopra un mare di nuvole abbiamo ammirato tutto l'arco delle montagne, dal Monviso fino al Monte Rosa; in basso solo un bel mare di nuvole come fosse panna montata.
Lungo il tragitto acqua solo da pochi abbeveratoi per i pascoli.
Siamo arrivati in cime in tre ore circa lungo un sentiero ben segnato e faticoso solo nella seconda parte.
E' sempre piacevole camminare in compagnia di Giorgio, Francesco e Raffaele.

Sotto la cima del Gran Truc oggi solo nuvole.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Al Pian del Re parcheggio quasi pieno alle ore 9.
Poca acqua lungo il sentiero.
Giornata ideale, le poche nuvole non guastano le bella giornata.
Abbiamo raggiunto il Buco di Viso in meno di tre ore.
Sul lato italiano lasciamo nuvole e foschia e sul versante francese troviamo un cielo completamente sereno.
Dal versante francese siamo saliti al Colle delle Traversette in meno di mezz'ora e di lì vediamo un mare di nuvole in Italia e un paesaggio completamente libero in Francia.
Molta gente e parecchie le lingue ascoltate, non mi aspettavo tante persone di sabato.
Questa volta con l'ottima compagnia di Giorgio, Francesco e Raffaele
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
I pastori incontrati in transumanza sulla strada della Comba Carbonieri ci hanno sconsigliato a percorrere in auto lo sterrato fino alle Grange della Gianna (meglio il fuoristrada), abbiamo quindi deciso di partire dal Rifugio Barbara.
Tempo splendido fino in cima, bella la vista dal colle, però presto tutto si è ricoperto di nuvole.
Bella giornata e piacevole come sempre la compagnia di Giorgio e Francesco.

Colle della Gianna salendo dal Rifugio Barbara
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Superato Forno di Coazze e il Campeggio I Pianas. Lasciato l'auto al tornanante dove ci sono le bacheche turistiche di s
Bello il percorso, comodo il sentiero, panorama apprezzato solo in parte a causa del tempo.
Al ritorno abbamo fatto una interessante deviazione fino alla Palazzina Sartorio.
Abbiamo impiegato due ore per salire al rifugio e 40 minuti dal rifugio al Colle La Roussa.
Molte le fontane lungo il percorso.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Lasciamo l'auto nella piazzola indicata presso Bessé e ci incamminiamo sul sentiero nel vallone, sentiero ben tracciato e ben tenuto che ci porta senza difficoltà fino alla Barma d’Aut.
Abbiamo trovato un'unica lingua di neve sul sentiero nei pressi del "ponte smontato"; per attraversare il torrente dove il ponte è smontato occorre una certa attenzione, ma non c'è neve.
Dalla Barma d’Aut, nella nebbia e con nessun punto di riferimento, non abbiamo trovato il sentiero per arrivare all'Alpe di Subiasco e siamo saliti puntando alle nebbiase sagome di alcune baite fino a quota 1680, il nome di questo alpeggio diroccato rimane un mistero.

Nebbia e nuvole, ma il vallone è incantevole, dobbiamo tornare in un giorno di sole.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lasciamo la macchina a Bastianoni ci incamminiamo per il tracciato comodo, ben segnalato e pieno di foglie.
Tempo ottimo, giornata fredda ma al sole si sta benissimo; ci sfugge il bivio per i Tre Denti (distrazione nostra) e ci troviamo al Colle Aragno ovest, quindi ridiscendiamo e seguiamo il giusto tracciato fino alla cima del Dente Orientale (cappella).
Ci raggiungono una decina di persone, grande affollamento per la piazzola dietro la cappella.
Ammiriamo il panorama e le discese con parapendio dal Monte Freidour.
Per la stagione il tracciato è in ottime condizioni con poche chiazze di neve gelata.
Si trova acqua alla Fontana Pieu, la sorgente del torrente Chisola.

Sempre piacevole camminare in compagnia di Francesco e Giorgio, ma dobbiamo stare più attenti alle segnalazioni dei tracciati.

dal Dente Orientale di Cumiana parapendio partito dal Freidour

dal Dente Orientale di Cumiana tutte le valli fino al Monviso
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio comodo appena oltre il cartella di San Mauro sul lato Po
Percorso agevole e ben segnalato, facilmente fangoso dopo le giornate di pioggia nella parte bassa.
Molto frequantato da biciclette.

Giornata feriale, fredda ma bella, poche persone anche a Superga; passeggiata piacevole su un tracciato ben mantenuto e ben segnalato.
Abbiamo percorso il sentiero 29 in salita e parte del sentiero 28 per il ritorno.