cantieridaltaquota


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: In realtà, la sterrata non è affatto agevole. Meglio percorrerla con veicoli fuoristrada o, almeno, auto con il fondo al
Bella gita in ambiente meraviglioso. Descrizione perfetta. Attenzione solamente, nella parte finale, prima del camino, a seguire a destra la facile placca. Noi invece abbiamo piegato a sinistra (versante ovest) su un'invitante ed esposta quanto elementare cengia rocciosa, che poi piega a destra in un facile camino di pochi metri, caratterizzato però da rocce altamente instabili che sono crollate.
Salita di Luca con Maxgrana e Carlo; ottima compagnia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti al Valsorey dalla cresta du Meitin (in ottime condizioni, compresa la neve portante nei nevai tra il colle omonimo e la cabane Valsorey) e proseguito fino al Tsessette. Da notare, al momento, un rilevante seracco a sbalzo, alto due metri, da affrontare in discesa dall'Aiguille du Croissant, appena prima del Mur de la Cote; il quale, parimenti, è piuttosto impegnativo in quanto sta affiorando il ghiaccio: noi abbiamo attrezzato una corda fissa. Meglio avere con sé due piccozze. Il resto tutto ok. Ritornati per la medesima via.
Salita di Luca, in ottima compagnia, con alcuni soci del Club 4000: Paolo fino al Valsorey, e Pierpaolo con Marco fino al Tsessette. Grazie ragazzi!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Se si lascia l'auto come indicato da TeoB e Teddy si guadagna tempo: l'avvicinamento è contenuto in due ore, sebbene nel tratto dall'auto alla palina che indica la biforcazione laghi/via normale non esista sentiero (reperire, poco dopo la partenza, un tubo nero dell'acqua e seguirlo alla meglio).
Bella via classica da salire in scarponi, mai troppo difficile né tuttavia banale, dove c'è modo d'integrare o meno a seconda delle proprie capacità. Roccia in realtà molto buona (tranne nel primo camino); è ovvio che siamo in montagna e non in falesia. Noi l'abbiamo percorsa in sei tiri.

Salita di Luca in ottima compagnia di Ady e Maxgrana, perfettamente a loro agio.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Salita mai difficile né impegnativa. Percorso mai obbligato, tranne quando si tratta di seguire la cengia a metà via, comunque evidente. Dipende dalla sicurezza con cui si procede, ma le protezioni possono anche non servire.
Salita di Luca con Ady, sempre sicura e brillante anche se, nell'occasione, non in splendida forma.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita di grande impegno, in ambiente selvaggio e severo. Terreno sempre infido, senza tratti in cui ci si può distrarre. Via per nulla logica (complimenti ai primi salitori, che hanno saputo muoversi su tutto il fronte dell'enorme parete per individuarne i punti deboli), esclusivamente ben individuabile grazie ai numerosi ometti. Le condizioni attuali presentano ancora (crediamo per qualche giorno) lingue di neve appena prima e dopo il couloir Gastaldi: piuttosto impressionante l'imbuto, al bordo orientale del quale, all'andata abbiamo dovuto traversare delicatamente con ramponi, mentre al ritorno, trovandoci il tratto in salita, abbiamo seguito il percorso della cengia, ancora coperto di neve). Questo aumenta la difficoltà, valutabile forse fino ad AD- (ma anche in condizioni normali, forse il PD+ ci starebbe, visto l'ambiente...).
Salita di Luca con Maxgrana, per festeggiare i 10 anni di montagna insieme. Grande Max, nonostante un (bel) po' di remore mentali, che ha cercato (faticosamente) di domare. Grazie Max e auguri!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: assente
quota neve m :: 2300
Ascesa piacevole, con molta neve sempre marcia e inconsistente a partire da 2300 metri. Ciaspole sufficienti ma indispensabili.
Salita di Luca, Ady, Maxtorta e Rita.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ci va poca gente e si capisce perchè... Nulla da aggiungere ai commenti precedenti circa impegno psicologico, esposizione e verticalità. Salita breve ma intensa.
Una prima volta (due mesi fa) eravamo giunti a metà torrione dopo la traversata dei Picchi ma era tardi e non abbiamo effettuato il secondo tiro. Siamo così ritornati per recuperare i cordoni di calata e abbiamo proseguito fino in cima, dove abbiamo trovato una fettuccia azzurra in ottimo stato, vi abbiamo aggiunto un maillon e, avendo due corde da 60 metri, le abbiamo unite e siamo scesi direttamente con un'unica calata sul versante sud, direttamente al punto di partenza prima del cunicolo (verticale nel vuoto nella parte bassa). Se non si vuole attaccare dal cunicolo, allungando la scalata di un tiro (molto più facile degli altri), si può partire dal costone roccioso che origina dallo spigolo tra le pareti est e sud e scende più in basso nel pendio erboso. Così abbiamo fatto noi la prima volta, raggiungendo dopo una trentina di metri la sosta nella nicchia suddetta. Nessuna traccia di chiodi. Utile qualche friend medio-piccolo e cordini/fettucce vari.

Salita di Luca con Maxgrana, Maxtorta e Luca P., tutti in grande spolvero.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Utile l'indicazione di Gianmario55 circa il torrioncino, unico passaggio di un qualche impegno. Noi, per evitarlo, siamo passati a nord su un canale in discesa e traverso di neve ghiacciata non proprio piacevoli (e impraticabili senza piccozza e ramponi). Il luogo si vede molto bene, sulla sinistra, dalla foto scattata appena a monte del passaggio del torrioncino.
Salita di Luca con Maxtorta

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Abbiamo tentato sapendo che era un po' un azzardo, e infatti poco dopo l'imbocco del canale (a quota 2750), abbiamo preferito rinunciare perchè la neve (comunque non abbondante), non era ancora trasformata.
Salita di Luca con Maxgrana, Frank e Luca
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada innevata a quota 1260 circa
Siamo saliti sulla verticale da Santa Elisabetta, senza traccia, per prati assai ripidi e roccette, in parte innevate (prestare attenzione, neve sfondosa). Discesa sempre per ripidi pendii, evitando le roccette e tenendosi più a Nord.
Salita di Luca con Ady e, per la prima volta, con Rita, che se l'è cavata benissimo.

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Tutte le sue gite

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