biglux


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: Via Monte Padrio (Aprica) innevata dopo poco dal bivio (meglio 4X4)
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti alle h. 10 sotto una fitta nevicata con -6, imboccando l'ampia mulattiera militare che si snoda con pendenze minime (e dunque con uno sviluppo notevole) per boschi e pascoli fino all'Alpe Strencia dove imbocchiamo la svolta a destra che "circumnaviga" il Monte Giovello. I panorami che si scorgono dai frequenti squarci di sereno sono veramente incantevoli, come speciale è tutta l'area di Trivigno. Giunti finalmente alla piana dell'anello di fondo ci dirigiamo verso i pendii sottostanti il Monte Padrio, incrociando la strada che da Trivigno porta verso il Mortirolo (adesso è impraticabile, perché completamente innevata). Seguendo le tracce del sentiero in comune anche con i ciaspolatori, giungiamo finalmente sulla cima del Monte Padrio (2152 m), ritornando poi con una bella sciata in parecchia neve fresca sui nostri passi. Gita molto bella ma con uno sviluppo esagerato per il modesto dislivello (650 m in ben 7 km, sola andata!).
Ringrazio Lory e Alex per la pazienza: partiti alle h. 10 e rientrati all'auto alle h. 17.30...
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: Nulla di rilevante
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Ma come è bello il Tumel quando nevica! Gita comodissima da casa che ha sempre il suo perché, specialmente sotto una bella nevicata, iniziata alla partenza dalla cabinovia della Magnolta e fattasi via via più fitta. Ambiente ovattato nel bel bosco e sottile strato di fresca sul percorso che aiuta migliorando il "grip" nei tratti più pendenti. Bella discesa sulle piste con due dita di polvere!
Ringrazio il CAI Aprica per aver creato un percorso così bello e facilmente raggiungibile, ideale per una scampagnata o per un intenso allenamento.

La prima salita poco sopra la partenza della cabinovia

Tratto in falsopiano

In vista dell'arrivo della cabinovia

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Strada ghiacciata/innevata già 2 km sopra Albosaggia Centro
quota neve m :: 700
attrezzatura :: scialpinistica
Meteo stupendo con cielo sereno, zero vento e -2°C alla partenza (ne approfitto per scoprire questo gettonatissimo percorso visto che da domani è prevista neve). L'ho rischiata salendo in auto fino al bivio per Corte sopra bratte (quota 1170 m): me ne pentirò nella penosa discesa fatta in prima e rischiando di slittare ad ogni tornante (gomme M+S con 4X4...). Incrociato subito due velocissime "tutine" locali che molto gentilmente mi hanno dato buoni consigli sul percorso. Primo tratto sotto Campelli tagliato per pratoni con neve gelata (che fatica per non scivolare!) seguendo le orme delle tutine, ovviamente per il percorso più breve ma anche il più ripido! Superato il nucleo di baite di campelli e incrociata la partenza del vecchio impianto di risalita seguo sempre la traccia che dopo poco si inoltra nel bellissimo bosco. Nonstante questa sia una gita raccomandata ai principianti, dal punto di vista fisico è abbastanza tosta data la pendenza costante. In vista del Pizzo della Piada, poco dopo un traverso che segue il bivio verso l'Alpe Meriggio e i Laghi delle Zocche, incrocio e saluto nuovamente i due velocissimi skialper visti in partenza che sono già di ritorno dalla cima (sono delle schegge anche nello stretto percorso nel bosco!). Il tratto peggiore è un traverso che termina poco dopo la Baita Meriggio che obbliga a procedere "inclinato", anche se il panorama sulle Orobie e sui laghi di Scais e di Venina ripaga della fatica. La prospettiva del crinale che culmina sulla vetta del Pizzo Meriggio è veramente splendida. Il percorso finale è abbastanza tosto con un paio di strappi decisi ma la voglia di raggiungere la croce, cambiarsi e rifocillarsi mi fa superare la fatica. In circa 2 ore raggiugno la cima dalla quale il panorama è veramente superbo: le splendide Orobie, le Retiche con i giganti di granito della Valmasino, il Disgrazia, il Bernina. Una volta pronto per la discesa (non me la sento da solo di affrontare la parete nord anche se le tracce presenti e la neve farinosa sono molto invitanti) vedo arrivare le prime nuvole da sudest. Scendo per il percorso di risalita dopo qualche curva in una neve un pò scaldata. Il pezzo nel bosco è molto bello, mentre i pratoni finali sono in parte crosta, in parte neve ghiacciata. La strada fino alla macchina invece è ben innevata e molto scorrevole.

Si parte verso Corte

Prime baite solitarie

I Campelli

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Strada sgombra fino alla partenza di Prato Valentino
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Bellissima giornata fin troppo calda e iniziazione di mia moglie allo skialp. Si parte comodi alle 10 da Prato Valentino e, un po' lungo le piste un po' nel bosco, arriviamo a quota 2180 m (poco sopra l'arrivo della seggiovia), La mia dolce metà è un po' stanca come prima uscita e il nostro bimbo ci aspetta a casa dalla nonna, per cui via le pelli e discesa lungo la bella pista. Ho provato a fare qualche divagazione fuoripista ma neve pesante con tratti di crosta non portante (un pallido ricordo la polvere impalpabile di ieri al Rodes!). Spero la prossima di arrivare in vetta! Panorami splendidi su Orobie, Adamello, Monte Rosa, ecc.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: Strada perfetta fino a Gaggio, poi innevata.
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
Giornata fantastica senza nuvole nè vento anche se un pò freddina in quota (per la prima volta metto guscio in Gore-Tex in salita). Partito da solo a Gaggio subito sulla mulattiera a destra e saltata interamente la strada grazie ad una traccia penso di ieri (coperta da un velo della nevicata di ieri), passando per prati e bosco (molto bello). Rimontati i dossi sopra Le Piane (e visto con timore per la prima volta la sagoma del Rodes: che distanza e dislivello!), mi inoltro in uno splendido bosco che in un falsopiano mi porta alla località di Armisola dove c'è una passerella di legno (attenzione, perché è interrotta a metà) che porta ad un ponticello per poi dirigersi verso la prima vera salita tosta. Si tratta di un tratto abbastanza ostico ripido con rocce e alberi che obbliga a zigzagare, "scalettare" e, nel mio caso, sganciare gli sci e portarli in spalla per un breve tratto (stufo di "ravanare"). Superato questo "ostacolo" inizia la vera salita in uno splendido scenario dominato sulla sinistra da un incombente Pizzo S. Stefano. Superato un ripido canale (sempre sulla traccia vecchia ma ancora visibile), un breve falsopiano mi porta sotto una seconda salita impegnativa poco prima della Bocchetta di Reguzzo, dalla quale si vedono lastroni scaricati di recente. Finalmente arrivo alla base dell'ultima salita dove però consumo una quantità di energie inaspettata per via della pendenza e della quantità di neve. Nemmeno i rampanti mi aiutano (penso per la mia scarsa tecnica), allora decido di lasciare gli sci a metà salita e mi inerpico con gli scarponi e i bastoncini affondando ad ogni passo fino e oltre la vita. Quest'ultima "ravanata" mi porta alla base del Pizzo Rodes (mancheranno 50 m+ alla vetta) dopo circa 4 ore, ma un po' per il suo pendio ripido stracarico di neve (scusa ufficiale) e un po' per il fatto che sono veramente bollito (verità), mi accontento di una foto frettolosa, uno sguardo estasiato a tutte le montagne che mi circondano (se ne vedono parecchie anche a distanza notevole data la splendida giornata), rapida vestizione e discesa verso il "deposito sci" con tanto di scivolata fantozziana per un centinaio di metri (a pelle di leone!). Fortunatamente la discesa si rivela una goduria assoluta! Più di mezzo metro di polvere impalpabile dove anche io che nel fuoripista sono una chiavica, mi sento Toni Valeruz... Il panorama è eccezionale e la neve si presenta ottima fino ad Armisola e oltre (se non fosse per quel fetentissimo tratto dal ponte alla fine del bosco pieno di falsopiani e salite assassine...). Da Le Piane imbocco la strada che è perfettamente innevata e con qualche scorciatoia nel bosco e ne prati arrivo alla macchina in breve. Seguiranno foto!

Le Piane

Falsopiano verso Armisola

Prima salita impegnativa sopra Armisola

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Possibile fino a Carona con gomme da neve
attrezzatura :: scialpinistica
Temperature primaverili nei giorni della Merla (+2 alle h. 9...). Gita solitaria (ho incrociato 2 ciaspolatori e visto 2 scialpinisti verso il Passo del Serio) con cielo velato e vento quasi assente. Parecchie tracce e neve abbondante anche se spesso crostosa non portante nel canale del Serio. Ho raggiunto quota 2350 m dopo poco più di 2 ore ma mi sono fermato (ho visto i 2 scialpinisti procedere con i ramponi fino a poco sotto il Passo e fare dietrofront). Mi sarei aspettato neve migliore data l'esposizione ma non ci si può lamentare (il versante retico sembra essere messo molto peggio!)

In vista della cascata

Passaggio "pericoloso" e pericolante!

Poco prima dell'Alpe Caronella

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino a Pescegallo con gomme da neve senza problemi
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Bellissima gita con neve da favola fino al ginocchio e oltre. Unico neo il tempo con cielo coperto e nevicata nel pomeriggio che ci hanno dato qualche problema di orientamento nel tratto iniziale della discesa.
Discesa splendida su 1/2 metro di polvere anche se un po' tritata dai vari passaggi nel tratto finale. Da ripetere! Val Gerola che non conoscevo veramente splendida, da rivedere col bel tempo.
Grazie al mitico Ivan che ci ha guidato e dispensato utilissimi consigli e a tutta la combriccola (Luigi, Ale1, Ale2, Michy, Katia, Antonio)!
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: Fino a Selva senza problemi con gomme M+S
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Partito per fare la Motta Rossa da Poschiavo, ma zero neve nei prati sopra Privilasco, per cui decido di spostarmi in "quota" a Selva. Tempo splendido con -8 alla partenza e zero vento per tutto il percorso. Salita abbastanza faticosa dopo l'Alpe Canciano soprattutto per la mia scarsa tecnica (ho dovuto procedere con sci in spalla in un paio di occasioni per pendio ripido con neve ghiacciata). Panorama al Passo di Campagneda favoloso con il gruppo del Bernina e il Pizzo Scalino. Discesa su crosta portante in alto e su tratti ghiacciati/pelati in basso con crosta non portante (premetto che non mi sono avventurato nel bosco, perché non conosco bene la zona).
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Strada sgombra da neve fino ad Alpe Devero
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Bellissima salita al Pizzo Bandiera dopo un mio primo errore di percorso (allungato seguendo la stradina verso Crampiolo e rimediato con faticoso traverso nel bosco dove ho incrociato tre valanghe vecchie). Incontrato sul primo canalino sotto i piani della Rossa un gruppo di simpatici scialpinisti coi quali ho continuato l'escursione (e che mi hanno dato utilissimi consigli!). Raffiche di vento ai piedi dell'ultima salita prima della vetta che ci hanno sbattuto letteralmente a terra! Cima raggiunta con gli sci ai piedi, panorama splendido, temperatura gradevole (non troppo caldo come temevo!), cielo quasi sempre sereno con occasionali rannuvolamenti. Primo tratto di discesa in crosta ventata portante, poi neve compatta da "pista" splendida, per finire neve marciotta.
Grazie a Riccardo&Co. per la compagnia, il buonumore e i validi consigli!

Grazie a Riccardo&Co. per la compagnia, il buonumore e i validi consigli!


Dai Piani della Rossa

Cervandone

In vetta!