bataclan


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lavori in corso ma si arriva fino alle case Trucco
La falesia è in un luogo incantevole, ma anche i tiri sono molto piacevoli, divertenti ed impegnativi il giusto. Non abbiamo riscontrato blocchi pericoli, le vie che abbiamo scalato sono ben pulite. Può al massimo staccarsi qualche scaglietta, consigliato in ogni caso il casco in testa per l’assicuratore.
Abbiamo scalato prevalentemente nella porzione centrale del settore sinistro, la più continua e dritfa, per noi sono i tiri più belli. Bellissimo cuor di coniglio, ma anche il 7a+ di fianco, la diretta G&B ed il 7b+, risolto da Marti e Fabri in due giri.
Bravi Andrea e Claudio, e grazie!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
A 35 anni dall'apertura, abbiamo il privilegio di ripetere Sturm insieme a Sandro Zuccon, apritore con Andrea Giorda di questo gioiello. Che dire, dei pazzi furiosi! Pensare di aprire una via del genere senza un friend lascia immaginare che testa e che visione avessero. Degli esempi.
Tranne il tratto su protezioni dubbie, tutto il resto è una gran bella libera, non estrema. Le soste sono generalmente integrabili e quindi ragionevolmente sicure, ma non tutti i chiodi in posto sono buoni. Appendersi e basta puó essere molto pericoloso.

Probabilmente sul terzo tiro avevano aggirato lo spigolo, e la soste precedente era più a sx dell'attuale con spit di chissà che tentativo. Si aggiunge un passaggio non banale, soprattutto per i secondi. Dopo essersi ricongiunti con "nel corso del tempo" Sandro dice che erano passati a sx di quest'ultima, ma anche lui non ricorda perfettamente.

Andate a farla, non puó mancare nell'album dei ricordi.

Buon compleanno Sturm und Drang!

Filippo Ghilardini e Federico Picco (gerva)





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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: strada sistemata
Che giornate al Cateissard! 2 gradi al parcheggio, si scala in maglietta e termica. Un posto dove oltre alla scalata si gode di altro, panorami, colori, odori.
Un sacco di persone su tutti i settori, a partire dall'Ecole, profondo rosso e neverending wall. Anche due ragazzi sul Risveglio, bravi a non muovere un sasso. Oggi chiuso Roka e Moka montandolo. Che tiro meraviglioso!
Filippo, Martina, Sergio, Enrica, il Sordo from Sweden & co.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima falesia, complimenti ai chiodatori!
Dopo un giro su un 6a e sul bel 6b+ "profumo di sangue", abbiamo liberato Avanà, prima Jacopo e poi Filippo, e ci è sembrato sul 7a+. Per farci poi un'idea più precisa abbiamo scalato il 7a della "fessura nonvedente", che ci è sembrato almeno un grado più semplice.
In ogni caso i gradi, per quel che contano, su questa parete sono ancora da assestarsi, qualche tacchetta salta ogni tanto.
Bella giornata umida nella nebbia, poi siamo ancora scesi alla zia a farci al volo i 3 tiri di fessura, carini. Grazie ancora ai chiodatori.

Filippo, Jacopo e Enna
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio prima del masso con le scritte fasciste, presenza di un cantiere
Visti i catastrofici presagi di oblio e sventura previsti dai precedenti osservatori della via, abbiamo pensato di mettere nello zaino due spazzole di ferro ed una ramazza, per ogni evenienza, e di andare a verificare la situazione di questo storico e rilevante itinerario.
Consiglio un approfondimento culturale, per chi non sapesse, su Rock Paradise di Oviglia e 100 Nuovi Mattini dello stesso Gogna. In quegli anni c’era un bel fervore tra post Nuovo Mattino, scalatori della Val di Mello, che aprirono anche sulle placche adiacenti alla piramide, e l’avvento dell’arrampicata sportiva.

Il sentiero è ben segnalato da numerosi ometti, lo “Scivolo di Pietra” (presente in cima un cordino con moschettone per eventuale calata) si sale senza problemi. Abbiamo quindi cercato di seguire lo schizzo originale di Gogna (allegato da Popeantonio) e la relativa descrizione.

L1 Si attacca quindi nel diedrino con giovane pianta di “Nuvole d’Argento” e si traversa progressivamente verso sx per la via più logica, incrociando 2 linee a spit e incontrando 3-4 punti dove proteggersi a friend; si punta alle due soste a spit a dx del diedro ad arco. Quella di dx ha spit migliori ma è un po’ più scomoda per il tiro successivo, quella di sx è comunque rinforzabile con friend. Non abbiamo riscontrato il passo di VII- di cui parla Gogna, che probabilmente si era tenuto più basso(abbastanza illogico), difficoltà attorno a IV.

L2 è bellissimo, si parte con un facile traverso su placca e si attacca il bel diedro: era già scalabile prima, in quanto i buchi dove mettere le dita ed i friend erano già puliti, ma ora è stato completamente spazzolato dal muschio ed è uno spettacolo. Il ribaltamento in placca è piuttosto semplice e ben proteggibile con un friend 0.4 BD, attenzione ad una presa delicata in cima all’arco. I 3-4 mt successivi, in placca, non sono proteggibili ma rasentano il V/VI grado. Sosta su placchette un po’ossidate, ma i tasselli sono decenti, sostituito cordone e aggiunto maillon.

L3 da qui la richiodatura puntava direttamente al diedro sovrastante la sosta, placca di V sprotetta. Altrimenti, tramite il percorso originale, si segue il gradino erboso verso sx per poi risalire un diedro molto appoggiato verso dx e si raggiunge il diedro rossastro di cui prima. Qui la roccia è stupenda e ben proteggibile, con friend 0.5 e 0.4 e forse anche con un 0.75. L’arrampicata è elegante, ci si porta a sx sul bordo del tettino, ma poi non ci si può proteggere fino in sosta. E’ presente un run-out leggermente più lungo del precedente, con un passo di aderenza verso la fine da non sottovalutare. Credo che un 5C-6A si possa dare serenamente.

L4 per puro piacere, abbiamo scalato ancora il tiro successivo, ricavando qualche buco dove proteggersi nelle belle fessure che segnano la placca successiva, ben appoggiata e ora spazzolata. Qui si può utilizzare anche un friend n.2, tuttavia le difficoltà sono molto contenute e forse non giustificano il portarselo su. Il resto della parete è meno omogeneo e più inclinato, volendo si può comunque proseguire ancora per diversi piacevoli tiri.

In calata abbiamo dato uno sguardo e dato una ripulita anche alla variante diretta all’arco, chiodata da Baima e parzialmente schiodata da Adriano. Dopo lo spit con catena, quello dello scandalo, ci si può ora proteggere con un buon nut medio ed un friend, poi si punta verso dx ad uno spuntocino, anche qui ci si può proteggere con un micro friend e/o un nut piccolo, poi ci si sposta a sx nel diedro.

Ovviamente abbiamo poi scalato il tiro, e partendo da terra devo dire che è veramente bello e lungo. C’è questo breve passaggio non proteggibile dopo lo spit incatenato, li è meglio evitare di venir giù, perché la cengia non è lontana, ma non è sicuramente “mortale” né troppo difficile, inoltre ora è tutto pulito, passo di grado 5°/5+. Ricordo che questo passo è evitabile seguendo il tracciato originale.

Materiale: per star tranquilli portatevi doppi friend 0.3 e 0.4, uno 0.1, uno 0.2, un 0.5 e qualche nut medio. Magari un 0.75 e se proprio volte un 2, e divertitevi, in fondo, di vie così non ce ne sono poi tante ;).
Chiedo scusa per il lungo intervento, ma mi sembrava giusto dare risalto a questa via e soprattutto mettere fine, almeno per un po’, ad alcuni discorsi poco lucidi e davvero poco proattivi, anzi direi in sostanza distruttivi.

Infine mi permetto di dire la mia, su un concetto sono d’accordo con Adriano: di vie sportive di 5C-6A ce ne sono davvero tante in giro per l’arco alpino, anche a pochi metri di distanza da questa, forse una, nel suo piccolo speciale, può rimanere com’era. E’ forse anche un modo per confrontarsi in maniera un po’ più alla pari con gli apritori, che pur non avevano belle soste a spit, friend ecc., su difficoltà più che ragionevoli per il livello medio attuale.

PS. Vista la siccità del periodo, i muschi raschiati via hanno seminato una fastidiosa polverina sulle placche sottostanti, l’abbiamo levata il più possibile, e credo che il vento abbia fatto il suo lavoro, in attesa della pioggia (solo in settimana, ovviamente). Tenetene presente, in ogni caso una scopetta e magari una spazzola di ferro pesano proprio poco. Prima o poi saranno da rivedere anche le soste.

Filippo, con Enrica che ringrazio molto per il suo grande aiuto in questa piccola operazione di recupero.


L1 originale

La parte finale del bel diedro ad arco, dal quale ci si ribalta in placca su L2

La placca finale per arrivare in sosta, su L2

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Che bella esperienza! La via non è mai troppo difficile tecnicamente, ma è sempre necessario sapersi proteggere bene e saper valutare la roccia. Infatti essendo terreno vergine, sono presenti molti sassi ecc. Inoltre, avendo una cordata al seguito, non abbiamo potuto disgaggiare più di tanto. Sulle difficoltà è stato detto tutto nella descrizione. Spesso è possibile fare soste alternative alle nostre, per accorciare i tiri, ma valutare bene i tempi di percorrenza, che si allungherebbero. L3, L4 ed L5 sono davvero meritevoli. La prossima volta veniamo armati per le placche!
Il posto è proprio speciale, isolato e bucolico, merita davvero. Grazie a Fabio "Nodoinfinito" per l'imbeccata sulla parete, a Martina, a cui è dedicata la via ed a Enrico, giovane e forte allievo Gerva.
Grazie poi a Sandro che ci ha accompagnato in questa per noi piccola-grande avventura, con la sua calma ed esperienza. A Sergio, nuovo e simpatico compagno.

All'andata abbiamo risalito un torrente, al ritorno comodo sentiero!

I cavernicoli

La parete vista dalla cengia mediana

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sea vive! 3 cordate sul bracciolo destro oggi (12/7). In 4, compresi noi, sulle docce , e 2 ragazzi della valsesia sui Massaggi Thailandesi.
Grande emozione per noi ripercorrere le orme del Menego su una via così importante, in quanto la prima di Sea, che era ormai andata dimenticata.
L'itinerario è davvero estetico e meritevole, mai difficile, divertente e chiodato ottimamente nei passaggi più ostici e meno proteggibili. Il sentiero di avvicinamento è ben segnalato, il ravanaggio è limitato all'osso.
Abbiamo scalato a vista tutti i tiri e nello specifico di L4, dopo il bel diedro tecnico, vi è un traverso chiodato piuttosto vicino, noi ci siamo spinti fin oltre lo spigolo ed una volta dall'altra parte ci si può issare facilmente sui gradoni tirando un paio di tacche, credo che fatto in questo modo il tiro non superi il 6b+. Discorso simile per L5, che ha il difficile nel diedrino di partenza, anch'esso ben chiodato. La difficoltà sta solo nell'impostazione dei movimenti, perchè in realtà c'è tutto per mani e piedi: visto che il resto del tiro è più facile, molto godibile e piacevole, credo che anche qui la difficoltà non superi il 6b+.

Capitolo materiale: siamo partiti con due serie come consigliato, ma alla fine abbiamo usato una serie fino al BD n.4 e qualche dado, al limite qualche misura medio piccola doppia. Tuttavia la proteggibilità è pressoché costante, quindi portarsi dietro qualcosa in più di sicuro non fa male, per chi vuole: de gustibus insomma!
In generale non mi è sembrato ci siano passaggi obbligatori particolari, certo bisogna sapersi proteggere.

Grazie ad i frattelli Enrico ed a chi ha partecipato e sponsorizzato il lavoro svolto, la via diventerà certamente una classica, l'operato in questo caso è evidentemente indirizzato a tale scopo, ampiamente giustificato vista la bellezza dell'itinerario!

Filippo e Mirko
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Scelta dell'ultimo secondo... questa volta azzeccata! Si tratta di un itinerario che si sviluppa interamente in fessure ben proteggibili, generalmente di mano o di dita. Ciascun tiro ha le sue peculiarità, mai difficili ma comunque divertenti. La difficoltà, se vogliamo, a parte il tiro duro, sta nel sapersi districare tra lame ed appigli non sempre solidissimi. Caratteristica apprezzabile per questa via un po' di "montagna", ma mai pericolosa. Abbiamo liberato a vista L5 (prima libera?), che secondo noi potrebbe essere 6c+, il secondo moschettonaggio non è banale, ed il ribaltamento successivo è intenso. Sotto il terzo spit, ormai in placca, c'è un chiodo utile per il secondo, allungare bene le protezioni.
La doppia serie può essere utile più che altro perché le soste sono da integrare, ma i tiri non sono lunghi quindi non serve tantissimo materiale. Come friend grandi un 3 e un 4 BD sono sufficienti. Utili nut e friend piccoli per L1 e L5.
Non è forse bella come riflesso di te stesso o luna calante ma quasi, essendo breve è un'ottima scelta per giornate come oggi in cui minaccia pioggia o in combinazione con un'altra via del settore. Attenzione che non ci si può calare dalla via, ma arrivati in cima da una via adiacente con due comode doppie, di cui una da 60 m esatti.


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sotto la guida e il permesso del nostro maestro Giampiero, siamo andati a mettere lo spit mancante su questa chicca del sergent. Dopo il crollo della via di fianco -il crollo dell'impero nero- secondo noi ora il primo tiro è un delicato, ma ben protetto 6b+.
Grande Filippo che sale in libera col trapano in mano! :)
poi sessione su fessure per tutti i gusti sul primo tiro del crollo dell'impero, legoland -tappa gelato al genepy - e sitting bull.
GO BATA!

Giampiero, Filippo, Jacopo e Martina.
E brave anche Eugi e Chiara sul pesce :)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: buono
tipo ghiaccio :: duro sul primo tiro, bagnato sul secondo.
ci incamminiamo sotto il cielo blu del mattino e proprio mentre incominciavamo a stufarci un po di camminare...eccola li...e il ghiaccio è azzurro!! una novità quest anno! bellissima cascata ancora in condizione nonostante l'inverno magro! il primo tiro è bello verticale per gli avambracci...che da un mese non fanno altro che tenere i bastoncini da sci! il secondo tiro ce lo fumiamo e poi come razzi ci precipitiamo al bar dei signori di lillaz per la nostra lauta ricompensa che non delude mai! avvicinamento senza ciaspole, ma se si hanno è piu comodo perchè si evita di cadere nei vari buchi! solo noi e un'altra cordata al fondo della valleile :)
Eugenia, Giampiero, Gianfranco