axlsandro


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: Strada imbiancata ma nessun problema .
quota neve m :: 1000
Partiti sotto una nevicata che ci accompagnerà per tutta la gita. Siamo saliti seguendo la strada fino raggiungere la borgata di Chiapera , da qui abbiamo imboccato il tracciato MTB sulla destra per inoltrarci nel bosco.
Fino dopo grossa croce di Rocca Stella solo con gli scarponi ,abbiamo invece calzato le ciastre per affrontare le due balze finali , oggi abbastanza scivolose . 10/15 cm in crescita di neve fresca, su fondo gelato portante. Viste le condizioni attuali sconsiglio nell’immediato di salire dalla parte sopra borgata Paralup per evitare di esporsi a eventuali slavine dal ripido pendio sottostante la dorsale . Ritorno fino alla macchina su uno strato di neve che ci permette di tenere le racchette fino all’ultimo .
Più di un ora per trovare la convinzione di partire , 40 minuti di macchina sotto la pioggia per poi infilarsi in un atmosfera incantata che ha giustificato pienamente la scelta solo apparentemente masochistica di non starsene a casa. Nessuno in giro solo io e Denise che maledicendomi il giusto mi accompagna e si ricrede . Bella sorpresa l’osteria della pace a Rittana.

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Seguire la cartellonistica evitando di affidarsi a Google Maps in difficoltà su queste strade.
Ci incamminiamo sulla sterrata fino alla biforcazione con sbarra e indicazione “cresta Mario “ , giunti all’attacco si capisce subito che la mia i socia non è in giornata , proviamo comunque, ma decidiamo di mollare prima dell’uscita dalla prima balza . Usciamo dalla via con un paio di calate di fortuna su spuntoni ,scendendo sul lato destro . Tornati indietro sui nostri passi abbiamo deciso di portare a casa comunque la cima , salendo dal versante opposto , non prima però di una buona fase di ravanage su un improbabile linea scelta dal garmin. Dalla cima ho percorso a ritroso la parte facile di cresta fino alla sosta della seconda balza per dare un occhiata in prospettiva di un futuro ritorno. Rientro verso la macchina con variante, seguendo una pista di motocross passando per cascina Porro .
Giornataccia , con meteo senza pioggia, ma anche senza sole e con un vento troppo gelido per riuscire ad asciugare le rocce dalle precipitazioni dei giorni scorsi. Periodo di caccia al cinghiale, non vedevo uno spiegamento simile di uomini e mezzi dai tempi del primo Rambo.
Tappa super consigliata alla cascina dove abbiamo pranzato molto bene , sconfitti in questo caso dalle abbondanti porzioni. Saluti ai simpatici gestori , al cane T.G. , e alla coppia di commensali.
Cima e paesaggi comunque molto suggestivi.Con l’insolerte Denise.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Il mistero della auto rossa abbandonata
Parcheggiato a Colletto siamo scesi fino al bivio sottostante, imboccando qui il sentiero per Narbona ; questa parte non presente in relazione vale decisamente la pena, più che altro dal punto di vista naturalistico , bellissimi: la vista sull’omonimo rio sottostante , l’attraversamento su una cascata così gradinata da sembrare artificiale e il passaggio del bosco che anticipa la borgata , in questa stagione un esplosione di colori. Abbastanza deludente invece la borgata che ormai necessità sopratutto di fantasia per cogliere quello che doveva esser ai tempi del suo spopolamento , Narbona non è Pompei e l’umidità non funziona come la cenere , tutto è marcio e quel che non è ancora crollato ha le stagioni contate. Questa parte di sentiero ben manutenuta è comunque da percorrere con un po’ di cautela in alcuni passaggi specie in caso di gelate , sono comunque stati attrezzati i tratti topici.
Impacchettata la delusione , dalla parte alta della borgata abbiamo imboccato il sentiero R48 direzione est, riattraversato più in alto il Cumbetrand il sentiero diventa comoda sterrata , l’abbiamo seguita fino al bivio per la cresta Balou, un bel drittone che in breve spazio copre i 500 e rotti metri di dislivello per portarsi sulla Curnis Auta . Raggiunta Rocca della Cernauda pausa pranzo per rifiatare e godersi gli orizzonti che nel frattempo si sono aperti . Da qui indietro seguendo le indicazioni per il colle Margherita passando sotto Rocca Bert e per il monte Plum . Colle Margherita e ultima variante fino al monte Chialmo , ritorno al colle con discesa per il Passetto a borgata Campofei . Chiusura dell’anello fino a Colletto.
Le mie intenzioni erano per una gitarella ecumenica che si tenesse sotto le recenti nevicate , proposta andiamo a vedere la celeberrima Narbona . Stratocaster in qualità di revisore come sua abitudine quando non c’è la sua chitarrina ha aggiunto un po’ di kilometraggio alla passeggiata. Alla fine 1300 D+ e 18 km di spostamento . Fatiche ben spese e valle Grana nel mio immaginario decisamente rivalutata , in questa zona che abbraccia la parte troppo chiusa della bassa con quella troppo brulla della alta . Tappa in osteria a Colletto consigliata, gestore schietto e spassoso.
Con Denise, Simone, Cisco, Stratocaster e il cane Lambo.


Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Partito dalla centrale del politecnico.
Attraversare il centro di Torino con una specialissima, destreggiandosi tra viali controviali , sorpassando auto e scavalcando binari del tram dà sicuramente un senso di potenza , ci si sente fighi , peccato che dopo un paio di km avessi già messo in saccoccia una foratura proprio pizzicando il copertoncino su una rotaia . Messo via quel senso di fighezza , dopo aver pasticciato un po’ per trovare la via, ho imboccato strada comunale di Superga dove si trova la partenza del trenino , la salita ne segue all’incirca il percorso , in effetti si capisce abbastanza bene a cosa serva la cremagliera ; la salita non è lunga ma è comunque più di quanto uno potrebbe battezzarla a occhio nudo senza essersi studiato in dati oggettivi. La questione sta nella misura della basilica che è bella grossa e la fa sembrare più vicina di quanto non sia veramente .
Non ho comunque trovato i picchi di pendenza descritti in relazione , massima misurata 15% con un altro troncone al 14 . Difficoltà maggiore per un campagnino come me? : riuscire a respirare a pieni polmoni un aria veramente improponibile.
Punto d’arrivo comunque suggestivo sopratutto in una giornata limpida come questa .
Discesa bellissima tecnica e veloce , peccato che le auto facciamo inevitabilmente da tappo e sia praticamente impossibile sorpassare.
Di passaggio per Torino avevo la bici dietro ho colto l’occasione per questa piccola gita 30 km e 500 m D+ .
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Colle Fauniera ancora aperto.
Partiti più alti , parcheggiando al rifugio Fauniera ex Trofarello, abbiamo raggiunto il colle di Esischie tagliando per prati il tornante. Imboccato il sentiero della dorsale , sali e scendi in ordine per: monte Pelvo , punta Sibolet, colle Sibolet, punta Tempesta, punta la Piovosa.
Poi alla bene meglio perdendo in alcuni punti il sentiero giù fino a costeggiare il lago Tempesta. Imboccato il sentiero S21 l’abbiamo risalito fino al bivio con S23 , da qui poi dritto per dritto bypassando colle Intersile alla dorsale ,svoltando verso est per raggiungere monte Tibert (questa parte di anello sarebbe stata perfettibile passando dal colle sottostante Rocca della Comunetta per poi lungo traccia di sentiero raggiungere quello proveniente costa Chiot raggiungendo la vetta del Tibert dal versante opposto).
Tornando sui nostri passi tramite colle Sibolet ci siamo mantenuti sul sentiero ovest di monte Pelvo , anche qui forse potevamo tenere quello a mezza costa che a est dello stesso raggiungeva il colle sotto Rocca Negra .
Abbiamo aggiunto ancora questa bella cima al nostro tour, salendo per tracce di sentiero tra rocce bianche e friabili (EE in questo tratto), chiudendo infine al rifugio con 14 km e 1100 di dislivello. Allego traccia.
Bel percorso ,adatto anche a chi ha gambe e voglia per correre, cielo blu gran panorami dal Monviso a gruppo Chambeyron , Matto, Argentera . Pianura invece coperta dalle nuvole.
Insieme a Ugo dopo un po’ di tempo , con anche Simone e il cane Lambo.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggiato sfruttando l'ultimo buco disponibile nello spiazzo sterrato.
Partiti nel primo pomeriggio di sabato, abbiamo seguito il sentiero u21 fin oltre le grange dell'Antolina , arrivando poco prima il primo rio, senza attraversarlo abbiamo tagliato a sinistra fuori sentiero sulla costa che porta fin sopra il lago nero costeggiandolo lungo il sentiero più alto. Da qui posati i bagagli in eccesso abbiamo proseguito seguendo gli ometti che portano in modo inequivocabile alla base della Tour, accompagnati in questo pezzo da un gruppetto di 5 cuccioli di stambecco timido/curiosi. Saliti per la normale io slegato, ho aiutato poi Denise con la corda più che altro a farsi coraggio su una via un po' fuori dalla sua confort zone. Discesa sempre per la normale in corda doppia , possibile secondo me volendo anche disarrampicare.
Tornati al lago nero siamo poi saliti fino al lago bleu e da qui fino al lago longet per passare la notte al bivacco Olivero. Al risveglio tour dei laghi bes e ridiscesa alla macchina.
Condiviso il soggiorno in bivacco con tre francesi , la struttura è nuova, veramente molto accogliente (17 gradi al risveglio mentre fuori sotto zero), dotata di luce, radio di soccorso e di una vetrata con una vista su Monviso e Tour Real notevole.
Grazie a Denise che tra tutte le sue paure ha trovato il coraggio di affidarsi a un improbabile capo cordata come me .



[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: prima vera difficoltà della salita:entrare nella piazzola del laghetto senza toccare sotto
Partito seguendo il manuale dell'alpinista sprovveduto: in solitaria, con una discreta discromia del verde (questo il colore delle oltretutto sbiadite tacche),su una via di difficoltà per me nuova e con materiali e manovre per la calata provati solo su una scala a casa. Ho poi rivisto i miei piani quando verso metà via , raggiunto una coppia di francesi che viaggiavano a velocità ridotta, alla seconda lusinga di attaccarmi alla loro cordata , ho accettato , in realtà i passaggi di arrampicata mi son sembrati più che fattibili anche per un inetto come me ; dal momento in cui ho iniziato a scroccare questo passaggio credo di aver perso un po' consapevolezza del dove si andasse, trovandomi in pochi minuti senza rendermene conto già alla croce. Passaggio e cambio di programma anche per la calata dove invece di scendere direttamente sulla cengia come pianificato , ho lasciato la mia corda nello zaino e fatto una serie di doppie con i miei improvvisati compagni, seguendo più o meno la via di salita .
Inusuale per me un uscita infrasettimanale per di più pomeridiana, bella l'atmosfera poca gente in giro a immaginarmi una vita da escursionista pensionato che probabilmente non arriverà mai. Saluti alla coppia di francesi che un po' mi han aiutato un po' si son fatti beffa di me approfittando della lingua, un saluto a Masha e orsocane e all'astronomo di Pavia e ai loro discorsi sulle ginocchia andate .

Cervinino
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada del vallone di Bellino decisamente migliorata con lunghi tratti riasfaltati.
Abbiamo effettuato l'anello in senso inverso, salendo da Sant'Anna superando le barricate (lavori in corso che ne rendono già adesso il transito molto più agevole), abbiamo svoltato a sinistra indicazione colle Bellino, raggiuntolo abbiamo fatto una piccola deviazione esplorativa sulla destra, dove sono presenti ben visibili dal colle in dirazione Nord Ovest gli imbocchi di due tunnel che scendono verso un bunker scavato nella roccia da cui poi si esce agevolmente sull'affaccio versante val Maira. Ritornati al colle Bellino abbiamo raggiunto per comodo sentiero l'omonima vetta , da qui si perde quota per poi risalire alla colletta e al "rifugio Carmagnola", noi abbiamo trascurato il Buc Faraut e ci siamo diretti verso il monte Faraut . Fin qui il percorso escursionistico non presenta difficoltà; dalla cima poi abbiamo battezzato il canele nord per la discesa. Attenzione sopratutto i primi metri che portano verso la cresta direzione Colle Balma son abbastanza infidi ed esposti, fatti di pietrame marcio e scivoloso; nel canale invece tutto sommato la pendenza contenuta rende le cose, senza troppi pericoli, solo faticose. Dal canale si punta una malga sottostante e attraversando il rio si riesce a chiudere questo anello già a metà barricate.
Bellissima mattinata , cielo blu in un posto davvero strategico come panorami sulle montagne cuneesi. Con Denise e Francesco per "Operazione recupero bacchetta".
Missione compiuta!

Marmotta al sole (foto di Franz)

Verso colle Bellino, gli ingressi al bunker

Uscita Bunker (foto di Franz)

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada per il colle bellla ma eterna .
Trascurato il lago dell’Oronaye si svolta a sinistra seguendo sempre le tacche giallo rosse , quando si arriva in prossimità della base detritica nella quale si intravede la serpentina della traccia che la risale , faticando il giusto la si percorre fino raggiungere l’imbocco del canale di sinistra ( tacca rossa) . Da qui in avanti consiglio di tenersi spalmati più possibile sulla parete di destra e seguire le tacche fedelmente , che seppur poche portano fino all’attraversamento sul lato opposto verso la fine del canale quando questo si restringe ( anticipare come ho fatto io non sarebbe una buona mossa ) . Una volta al colletto, l’attacco della via è decisamente a destra rispetto la targa commemorativa, nascosto dietro la freccia rossa che ne indica la presenza. Arrampicato questa prima parte si trova la sosta con catena , si passa oltre tenendola sulla destra , scendendo sulla cengia , chi volesse far sicura c’è anche uno split a metà di questa .
Per la seconda parte invece cercare una piccola freccia incisa sulla roccia e ripassata a pennarello . Appigli abbondanti ma comunque da verificare non tutto è fermo . Dopo la seconda sosta con cordino le cose si fanno più facili e si raggiunge la vetta in pochi minuti . La croce è subito sotto ancorata alla bene meglio. Per la discesa mi ero portato tutto in necessario per fare le due calate , alla fine ho usato le soste solo per ricordarmi i punti di passaggio per disarrampicare , consiglio comunque salendo di girarsi un paio di volte in più per poi ricordarsi la strada non sempre ben segnata . Discesa del canale più agevole e intuitiva della salita , uscito dallo stesso mi son tenuto più a sinistra in modo da togliermi dalla traiettoria del sentiero , da qui finalmente si possono lasciar andare le gambe , si scia giù veloci spostando tutto quello che si pesta , ma la pendenza più contenuta fa fermare le cose quasi subito.
Alla fine non ho usato la corda ma è probabile che se non l’avessi avuta non avrei avuto la sicurezza per salire, montagna severa e suggestiva , con super vista a 360 gradi, oggi parzialmente chiusa dalle nubi versante Val Maira ; mia prima volta da solo su un PD, quindi con una emozione aggiuntiva ,da provare . Primo di mattinata in vetta , incrociato scendendo solo due ragazzi e poi un altro gruppetto di 4/5 persone . Giù per i laghi invece ben altro traffico.


Indicazione incisa imbocco del secondo camino

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: 3 euro per accedere e parcheggiare a Pian delle gorre
Giro piuttosto lungo , spezzato pernottando al rifugio Garelli, in questo caso sono 2070 metri di dislivello e 24 km di spostamento.
Dal rifugio si seguono i cartelli per il laghetto del marguareis si perde quota, per poi da questo risalire verso l'attacco del sentiero Sordella alla base del canale dei torinesi. Prima parte attrezzata in perfette condizioni, il kit da ferrata abbiamo ritenuto non necessario portarlo , valutare comunque in base alle proprie capacità, avevamo invece il caschetto.
Attenzione una volta usciti da canale seguire i pochi ometti per dirigersi verso il colle dei torinesi .
Dal colle abbiamo deciso di dirigerci direttamente sulla destra verso la punta , ravanando un po' nella prima parte, poi per tracce di sentiero in mezzo a un prato completamente coperto di stelle alpine, mai viste in così gran numero.
Raggiunto il colle Palù siamo scesi sempre seguendo la seconda parte attrezzata , (in questa parte sarebbe necessaria un po' di manutenzione). Piccola digressione fuori sentiero per pranzare al bivacco Volante.
Colle Pas, laghetto Ratiera . Attenzione a un cartello truffaldino per l'imbocco della porta marguareis sembra ti rimandi indietro invece cercare pietrone con grossa freccia rossa indicazione PM ; risalita verso il colle bella ripida , da qui la discesa è invece forse la parte più noiosa del percorso , con un tratto tra grossi massi abbastanza sfiancante.
Chiusura dell'anello Sordella, ritorno al rifugio per recuperare i pesi superflui e rientro a pian delle Gorre.

Sabato pomeriggio immersi tra nebbia, vegetazione e umidità simil foresta del Borneo , domenica in quota invece di cielo blu appoggiato su un tappeto di nuvole (che sarebbero poi la nebbia di chi è rimasto giù) .
Prima volta in questi posti, ambiente di sapore dolomitico ,il giro con un po' di allenamento è fattibile in giornata, ma l'accoglienza al rifugio merita una tappa. Un saluto agli amici liguri con cui abbiamo condiviso la cena e reincontrati poi lungo il tracciato.
Con Denise.



[visualizza gita completa]

Non puoi contattare gli altri gulliveriani se non sei un utente registrato. Vai alla pagina di registrazione .

Tutte le sue gite

  • Alpe (l') o Alpe di Rittana da Gorrè (01/12/19)
    Aguzzo (Bric) Cresta Est o Cresta Mario (10/11/19)
    Cernauda (Rocca della) da Colletto per il Colle della Margherita, Monte Plum e cresta del Balou (27/10/19)
    Superga (Basilica di) da Sassi (26/10/19)
    Tempesta, Tibert, Piovosa, Sibolet (Cime) dal Gias Fauniera, anello di cresta (13/10/19)
    Real (Tour) da Chianale, via Normale e variante diretta (05/10/19)
    Asti (Pic d') Via Normale della Cresta SE (26/09/19)
    Faraut (Monte) da Sant'Anna, anello per Monte Bellino e Buc Faraut (01/09/19)
    Oronaye (Monte) Via Normale del Canale Sud di Sx (classico) e la Cresta Ovest (25/08/19)
    Marguareis (Punta) da Pian delle Gorre per il Sentiero Sordella (18/08/19)
    Fauniera o dei Morti (Colle) da Pradleves (15/08/19)
    Ischiator (Becco Alto d') dal Ponte del Medico per il Passo Laris (14/07/19)
    Paglieres (Borgata) da Busca (06/07/19)
    Meja (Rocca la) da Grange Selvest, anello per Colle Ancoccia e Passo Valletta (30/06/19)
    Saut (Cascate del) e Pis del Pesio da Pian delle Gorre, anello (23/06/19)
    Agnello (Colle dell') da Piasco per la Val Varaita (08/06/19)
    San Pietro ai Monti (Abbazia) Via dei Daini e anello per il Monte Ravinet (26/05/19)
    Faudo (Monte) e Monte Follia da Dolcedo per il Passo della Valle (14/04/19)
    Crocetta Soprana Ferrata di Camoglieres (17/03/19)
    Cugulet (Monte) e Cima Lubin da Morinesio, anello (18/08/18)
    Finestre (Colle delle) da Pinerolo, giro (12/08/18)
    Sampeyre (Colle di) da San Damiano Macra (29/07/18)
    San Bernardo (Monte) da Castello di Roccabruna (05/07/18)
    Bicocca (Colle della) da Busca, traversata al Colle della Bicocca per la dorsale (15/08/17)