axlsandro


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: lasciato la macchina dopo il ponte. Inviterei a non parcheggiare sulle piazzole di svincolo lungo la stretta sterrata.
Partito un paio di tornanti più in basso rispetto la sbarra , al primo di questi ho tirato subito dritto, abbandonando la carrareccia prendendo il sentiero che abbrevia decisamente l'avvicinamento verso il rifugio. Un ora per raggiungere il Miglirero e altre due per arrivare alla vetta. Salita secondo me EE fino in cima , vero che,seguendo le tacche rosse (fresche ed abbondanti) dopo il passo Laris può servire aiutarsi con le mani in un paio di punti , però è anche vero che quei passaggi non sono obbligati e possono essere aggirati.
Allo stato attuale permane il nevaio sotto il passo , ramponi non necessari ma sul traverso possono esser d'aiuto i bastoncini, poi ancora un paio di pestate di neve più su ma senza problemi.
Mia prima volta in questo vallone (oggi in solitaria),devo dire che la vista dall'alto del rifugio che si specchia nel lago al sorgere del sole vale la gita già da sola . In cima credo invece di essermi perso più di qualcosa come paesaggi , visibilità di pochi metri .
Segnalo che può essere utile causa stambecchi pasticcioni , o fetenti (lo stabilirà il giudice),avere con se il caschetto , son stato sfiorato da due scariche di pietre, una per versante la seconda abbastanza grossa.

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ponte sul Maira chiuso per manutenzione , io sono comunque passato.
Salita misconosciuta e poco trafficata , zero trafficata in questi giorni di lavori in corso . Alte temperature e assoluta mancanza di vento nell’angusta comba percorsa han reso questa salita più dura di quanto la ricordassi . Importante rifornirsi di acqua a San Damiano , dopo non si hanno più possibilità fin quasi in cima .
Giornata abbastanza improbabile , superato loscamente le barriere che impediscono l’accesso al ponte mi son trovato in un atmosfera da post conflitto nucleare con conseguente estinzione della razza umana . A bordo strada subito un paio di mezzi meccanici abbandonati , poi un paio di casette abbandonate anche loro , successivamente la vista sulla diga dismessa e decadente , vegetazione con tendenza ad invadere la sede stradale mi han dato l’idea di esser ormai l’unico essere umano sopravvissuto .
Doppia foratura in discesa con un solo ricambio al seguito ,quindi rientro alternando il lavoro di gambe a quello di braccia per rigonfiare la ruota ogni 5 minuti. Grazie poi a un magnanimo donatore ho potuto sostituire la camera d’aria e proseguire in apparente tranquillità verso casa . A villar rischiato invece la rissa con automobilista padrone della strada . Quindi 3 stelle tirate tirate.



Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada da Canosio in pessimo stato
Abbiamo effettuato il giro in senso antiorario come da relazione , quindi siamo saliti al passaggio del Preit poi da lì in vetta a Rocca la Meja; attualmente il canalino è ormai pressoché sgombro da neve, ma è ancora abbastanza umido e richiede un po’ di attenzione ,scivoloso e con pietre instabili , facile scaricare qualcosa (oggi diverse persone senza caschetto). Il primo cavo sotto la cengia è staccato in coda e anche il suo penultimo ancoraggio è ormai precario necessiterebbe di manutenzione prima di finire come quello in alto ormai inutilizzabile .
Ridiscei poi sui nostri passi per la normale. Una volta tornati sul sentiero dopo un breve tratto su prati abbiamo raggiunto la mulattiera del colle Ancoccia da questa al colle del Mulo , da qui scesi su divertente sentiero ben segnato che si fa strada su pietraia verso il passo basso della valletta . Bellissime fioriture di rododendri nell’ omonimo vallone . Raggiunto il bivio per il lago nero abbiamo ancora fatto questa piccola digressione che richiede tra andata e ritorno circa un oretta .
Zero relax al lago nero perché siamo stati raggiunti prima che potessimo darcela a gambe da un bel temporale. Giudizio complessivo comunque 5 stelle per questo bellissimo anello che non conoscevo . Grazie a Lorena per la dritta.
Insieme a Denise che supera oltre i 1700m d+ e i 23 km di spostamento anche un bell attacco di panico in discesa.



Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio a pagamento ,si arriva in prossimità di Pian delle Gorre fino esaurimento posti.
Percorso l’anello come da descrizione , il pis è secco , però le altre cascate meritano comunque ancora questo poco impegnativo tour.
Un po’ di gente sul percorso ma ben vivibile , delirio assoluto invece giù al rifugio dove però credo di aver mangiato una polenta tra le più buone della storia. Con Denise battagliera anche contro le porzione da camionista.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Colle aperto da ieri , salito con grandi aspettative immaginando di trovarmi circondato da grandi muraglie di neve come letto sugli articoli locali , in realtà si son rivelati più che altro dei muretti.
Da Busca dopo pranzo via colletta, direi che son stato l’ultimo di giornata in vetta , incrociato tanti ciclisti che scendevano , nessuno che saliva .
Scelta oculata al momento partire presto, in discesa dopo le 17 c’era da battere i denti 12 gradi fissi fino a chianale.
Per quanto riguarda le difficoltà, tutte mie di giornata oltre il dovuto, causa problemi di alimentazione e idratazione con conseguenti crampi.
Consiglio per chi parte da fondo valle di tenersi nel tratto da Piasco a brossasco lungo la strada sulla destra orografica del Varaita per ottenere un po’ di refrigerio all’ombra e evitare il traffico . Per il ritorno invece ho percorso interamente la statale per risparmiare cm preziosi di strada viste le mie forze .
Strada in condizioni penose da Casteldelfino in giù , per uscirne illesi si è costretti spesso a pedalare in centro corsia .
Anche in una giornata no, il colle vale sempre la fatica , terza volta per me, a certificare che a 45 anni si è più vecchi che a 40 è molto più vecchi che a 32 . Panorami sul finale su Pan di zucchero Pic d’asti e per una frazione di minuti Mon Viso e Viso di Vallanta, rocce e neve , bellissimo!
Poi scendendo solo nebbia e freddo .


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Raggiungiamo Toirano tramite colle Massimino strada stretta ma in buone condizioni
Fine settimana con meteo nuovamente impietoso per il cuneese così decidiamo per una trasferta verso il mare.
Partiti dal centro di Toirano ,che merita una visita , ci siamo poi diretti passando per la Certosa verso le grotte ( cancello aperto già alle 7:40). Prima parte del sentiero dei daini che alterna salite belle dritte e fisiche a lunghi traversi , qui ben segnalato da ometti , poi una volta attaccata le cresta si segue un po’ a intuito nei punti dove questi mancano , facili i pezzi attrezzati : un po’ di braccia il primo corto con catena , più lungo ma meno ripido e ricco di appigli il secondo con canapone, il terzo in discesa può essere più difficoltoso per chi ha leve corte, da lì poi la cengia (esposta )non è difficile ma con terreno bagnato potrebbe essere insidiosa. Saliti in cima e chiuso poi ad anello come da traccia che allego, la traccia non è mia ( la mia è vittima di alcuni pasticci col gps)ma è comunque quella che abbiamo utilizzato.
Gita tra le più bella fatte in Liguria e non solo: panorami , varietà tecnica del percorso e della vegetazione rendono questo itinerario imperdibile .
Saluti agli altri due trasferitisti di Verzuolo incontrati sul percorso e che ci hanno fatto compagnia fino San Pietro (posto questo veramente incantevole). Cinque stelle meritate .Unico difetto ? :il vento da nord che ha allontanato l’odore del mare; ben compensato però dal profumo delle fioriture . Con Denise che si è fatta beffa delle proprie vertigini .


Uscita canapone

San Pietro
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada stretta ma in ottime condizioni , parcheggio sotto lo sferisterio colonizzato da auto di targa tedesca
Gita decisa all’ultimo in territori a noi completamente sconosciuti. Senza una cartina (nostro il caso) è facile confondersi tra i vari bivi di strade mulattiere e sentieri (nostro il caso); abbiamo svarionato abbastanza nel primo tratto, prima “inventandoci” una variante per raggiungere Lecchiore, poi mancando la discesa all’attraversamento di madonna dell’acquasanta ( se arrivate a località Laghetti ,tornare indietro siete andati lunghi anche voi! ).
Una volta tornati sull’altro versante le cose di son fatte più facili , grazie prima a una mia liberatoria crisi isterica poi al Garmin e infine a Sergio ( nome di fantasia ), un trailer locale incontrato in prossimità del passo di Valle e che ci ha saputo ben indirizzare. Spettacolare la parte sulla dorsale dopo il passo di valle dove ci si fa letteralmente strada in mezzo ai fiori .
Da qui in avanti le nuvole han cominciato lasciar spazio man mano ad un cielo sempre più blu.
Un saluto al gruppetto di persone e cani incontrato sul monte Follia , grazie anche a loro per le dritte sulla via del ritorno . Attenzione da Santa Brigida in giù facile sbagliare , noi ci siamo salvati bene col gps. Bellissima la borgata di Bellissimi, atmosfera davvero rilassante.
In compagnia di Denise , fatico sempre di più a starle dietro , per fortuna che ogni tanto si perde nel mirare i paesaggi qui incantevoli.
Piccola nota: sul monte Faudo in mezzo a una foresta di antenne telefoniche e non , mi è stato impossibile riuscire a usare whatsapp .

Sotto monte Faudo

Tra Faudo e Follia
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Ferrata impegnativa, da non sottovalutare dal punto di vista fisico dati i numerosi rovesci che possono metter in difficoltà chi non ha braccia allenate ( una ragazza che ci precedeva ha dovuto fare marcia indietro alla prima balza) .
Il periodo è quello giusto , già adesso a farla in prima mattina c’è di che patire il caldo. Il percorso è in perfette condizioni sembra sia stato inaugurato ieri.

Saliti in due ore dall’attacco.
Note per il percorso di ridiscesa :dalla croce di vetta si scende fino ai cartelli ( bivio vallone droneretto ) e si svolta decisamente a sinistra , noi poi giunti al bivio per crocetta sottana abbiamo risalito il breve pendio che porta a questa cima secondaria, poi seguito il sentiero che scende in cresta fino poi raggiungere sulla destra la chiesetta soprastante la borgata, è un bel percorso che vale la pena e aggiunge poco più di mezz’ora alla gita.
Nota negativa le processionarie che si dilettano nel tenerci compagnia anche sui cavi .
Io e Denise ; un saluto a Ugo impegnato su vie ben più difficili .

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
"La prudenza non è mai troppa", o "la fortuna aiuta gli audaci "?
Questo dilemma riassume bene la vigilia di una gita pianificata da tempo, messa in bilico da un meteo incerto e da alcune defezioni dell'ultimo minuto.
Mediato il tutto con audace ma prudente "andiamo e proviamo" ,siamo partiti alle 8 dal santuario, seguendo l'itinerario come da relazione su una costa Passetti caratterizzata da una vegetazione rigogliosa e fradicia ( attenzione anche un tratto tra alte ortiche, indispensabili a scelta o pantaloni lunghi oppure una alta soglia del dolore).
Superati gli ultimi alberi , terminata la linea di cresta ,consiglio di prender come direzione una malga visibile in alto sotto un grosso pietrone ; una volta raggiuntala , seguendo la sua breve sterrata di servizio si sbuca sulla via dei cannoni , da lì iniziare subito con leggero diagonale la risalita verso lo spartiacque con la val Varaita, in modo da evitare le pendenze più ripide .Una volta scollinati basta poi scendere pochi metri per trovare finalmente un sentiero vero e proprio con cui si raggiunge facilmente la vetta del Cugulet ( presente in loco una bella croce , molto elegante ).
La nostra gita si concludeva lì, quindi non abbiamo proseguito verso il Lubin ,ma siamo tornati a ritroso per la via di salita sino alla malga , poi da qui seguendo le tacche rosse abbiamo puntato più basso rispetto la dorsale sino incrociare la mulattiera sottostante .
5 stelle per il particolare valore simbolico della gita , per la bellezza del posto per le nubi che han lasciano posto al sole.
Una serie di ringraziamenti d'obbligo : ai basisti Ugo e Francesco per l'impegno e la disponibilità , a Silvia per esserci stata e ai i suoi super biscotti, al cane Poldo col suo sguardo perplesso ma mai polemico , a Davide in montagna dopo 20 anni al suo abbraccio in vetta e al suo entusiasmo all'arrivo , a Mari per il libro di vetta per le vettovaglie e per aver capito , infine ovviamente a Denise che mi sopporta.




Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Asfalto su tutto l'anello davvero in ottime condizioni , la parte sterrata invece sopratutto nei tornanti impone un dispendio aggiuntivo di energie per restare in sella . Salita dura ma non impossibile , importante però arrivare fino in cima , girare indietro e rientrare dalla val di Susa anziché scendere per la Chisone richiederebbe molta più fatica.
Possibile rifornirsi d'acqua a Meana , al km 4 della salita ( area picnic ), km 11 imbocco dello sterrato e in cima al colle.
Bellissima gita ,che permette un esperienza inconsueta dalle atmosfere nostalgiche per gli amanti delle ruote sottili .
Anelavo questo giro da tempo, grazie a Denise per la sua fiducia/incoscienza e al suo seguirmi ormai dappertutto .

Dalla cima

Ultimi tornanti