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axlsandro


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Neve dura sotto il rifugio e sulla pala finale, canalino della Maledia invece che mollava già prima delle 8 , neve poi a tratti sfondosa scendendo verso il laghi del Gelas. Le ottime condizioni trovare ieri credo avranno vita breve.
Chiamata alle Armi per Cisco e Ugo ad accompagnarmi in questa Reunion per una gita super , partenza alle due di notte , io a scanso di equivoci ho dormito lì, in macchina , parcheggiando poco sotto San Giacomo in mezzo a questo stretto buio vallone per l’occasione tagliato In due da una Chiara via lattea.
Vetta esteticamente di impatto e ambiente superbo . Salita lunga e ritorno eterno, molta spesa ma molta resa.
Per la pala finale abbiamo scelto a differenza di una cordata che ci ha preceduto il canalino di sinistra , al momento scelta giusta , neve dura da becca e punta si ramponi, continua fin quasi in cima , dove il panorama parzialmente coperto verso est si apriva invece verso sud poi verso la Costa Azzurra e il dirimpettaio Gelas con le sue due cime ; bellissimo.
Visto due pernici bianche ( forse) , giovani Stambecchi camosciati al rifugio Pagarì con i maschi adulti invece Ammassati nel vallone di Pentacrus, ma sopratutto : maggiociondolo!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Prima parte su asfalto, comunque lontano dal traffico, circondatI da tanto verde , poi un po’ per boschi fino raggiungere l’imbocco del sentiero dei principi , abbiamo seguito quasi interamente il percorso della mulattiera , fatta eccezione di un taglio per bypassare l’ultimo tornante e portarci direttamente sul belvedere d’Ancoccia; qui per roccette che richiedono l’uso delle mani e un minimo di attenzione (F ). Fine gitarola qui per noi con piccola digressione alla cima subito sopra il colle. Ritorno per la via di salita.
Meteo di giornata oltre le aspettative, caldo tutto sommato sopportabile anche se abbiamo assistito ad alcune scende degne della coppa Cobram , a dimostrazione che non esistono itinerari per tutti . Notevole la vista , a Nord sulla Sacra di San Michele con dietro Roccia Melone , verso sud invece i laghi di Avigliana e orizzonte a spaziare da tutte le Alpi liguri fini arrivare alla Bisalta sopra Cuneo. Con Chiara a guidarmi in questa sua classicissima.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggiato al villaggio Betulla, molte auto fin sopra, alcune con fare rallystico.
Prima parte su strada un po’ noiosa , salito dalla direttissima ( bel drittone),sceso poi dal colle Damone .
Giro veloce deciso all’ultimo causa mancato aggancio. Il posto è carino direi meglio evitare periodo estivo , ieri afa ben più pesante di quanto le temperature avrebbero fatto pensare. Panorami abbastanza limitati causa nuvole basse . Piacevole scoperta il sito archeologico.
Solo io, sul ma n’ can.


Tratto finale verso la croce

Monolito

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La gita si svolge per tutta la prima parte con esposizione nord , quindi abbiamo trovato neve fin da subito , allo stato attuale non servono ne racchette ne ramponi , ho battuto la traccia su 25 cm di fresca , il giro che abbiamo fatto noi è quello che raggiunge Ramei da sotto, passando sul versante est per cui abbiamo poi dovuto tornare un pezzettino indietro sui nostri passi fino al bivio per scendere verto rio tibert. Siamo poi saliti verso le borgate Albornetto sottano e soprano, poi tramite sterrata abbiamo proseguito fino incrociare la strada asfaltata poco sotto Paschero, con qualche taglio su sentiero siamo ritornati a grange Rio e poi al bivio per Combe dove avevamo lasciato la macchina.
La situazione Neve con rischio marcato ci ha tenuti a quote basse, siamo comunque riusciti restare in zona sterile non incontrando praticamente nessuno se non tre persone a borgata Combe che si sono tenute a una trentina di metri di distanza aspettando il nostro passaggio prima di decidersi a scendere. Percorso in queste condizioni molto suggestivo, tracce di animali di ogni ordine e grado , bellissima le sequenza di borgate. Con Denise armati di pentola e fornelletto a far prove di sopravvivenza.



Attraversamento iniziale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho fatto un anello alternativo che scende verso San Damiano, salendo come da relazione per comba Rubbio fino all’omonima cima , poi a ritroso passando prima dalla croce sotto la vetta, tornando alla borgata Rubbio sottana. Da qui ho poi seguito la sterrata , l’intenzione era di scendere a Rebossino superiore limitando la parte su provinciale , in teoria ci dovrebbe essere un sentiero che si stacca dal tornante sotto il ripetitore , l’ho mancato e ne ho imboccato un altro poco oltre, nessun segnavia , che mi ha portato invece fino a Rio ( non de Janeiro ), anticipando, ho tagliato alla bene meglio per prato verso la strada asfaltata . Da qui ho poi corricchiato per rientrare a Lottulo . Forse meglio sarebbe attraversare il ponte per Paglieres e andare a rintracciare il sentiero sul lato opposto del Maira per risparmiarsi la parte su asfalto .
Giro di bassa montagna verso una cima che con la sua forma e le sue rocce chiare e scure sembra una cattedrale ligure scomposta. Bellissima l’atmosfera salendo in prima mattinata in solitaria, utili i bastoncini per chi volesse salire in velocità , grip così così nel bosco. Pasticci vari per alcuni tagli che potevo risparmiarmi.
Bella istantanea a borgata Rubbio soprano con due caprioli a dividersi il pascolo assieme due merens , il tutto con musica liscio proveniente da una delle baite , un tuffo in altri tempi commovente.
Commovente anche la misera chiazza di neve residua , sembrava quasi messa lì dalla pro loco.
Attrezzato recentemente con cavo in acciaio il pezzetto un po’ delicato per arrivare alla croce.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Partiti direttamente da casa.
Variante ad anello più impegnativa sia per dislivello, lunghezza che difficoltà di individuazione rispetto quello in relazione , quantomeno E .
Da pizzetta Santa Maria ci siamo diretti al Sacro Cuore ben visibile uscendo dal paese verso la collina ,noi abbiamo pasticciato un pochino per trovare la strada che ci si avvicina , la direzione iniziale è quella per madonna del Campanile , siamo saliti a fine ludico per la linea della palestra di roccia (F+ questo breve troncone non obbligatorio) , arrivati alla statua del Pantecratore proseguiamo sotto la casa eccentrica lungo sentiero, seguendo un po’ i cartelli verso monte Pagliano un po’ tagliando lungo i percorsi di MTB , fino a riallacciarci alla strada sterrata proveniente dall’Eremo , raggiunta la croce di cemento abbiamo proseguito sulla linea di cresta senza tornare sulla strada fino a raggiungere la radura dei castagni , da qui alla cima di Monte Pagliano , dal suo belvedere abbiamo proseguito verso nord est passando dal Bricco Alto 938 msl, da qui giù verso la Chiesetta di San Michele di Costigliole , altro belvedere , giù per sentiero prima e sterrata poi raggiungiamo Case Paradiso , imboccato il sentiero didattico che costeggia sulla destra la casa più bassa abbiamo iniziato il percorso di ritorno. Passando dal laghetto di collina, San Martino , San quintino e tramite via Pes di Villamarina a chiudere l’anello .
Dopo una settimana a dir poco caotica abbiamo scelto questa gita davanti a casa per rifiatare , a mio modesto parere su una bellissima collina non abbastanza conosciuta , il nostro giro alla fine è risultato di 16,5 km e 690 metri di dislivello, si può prestare tanto al trail quanto al buon cammino con posti dove fermarsi a mangiare e rilassarsi . . Difficoltà del periodo: prima di San Michele , le foglie ( tantissime) accumulate dalle recenti giornate ventose.
Allego traccia ma le varianti possibili son davvero tante. Solo io e Denise , con Ugo impegnato a giocare con la sabbia .



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
note su accesso stradale :: Solo un camper nel parcheggio al nostro arrivo alle 7:30
quota neve m :: 1700
Il rigelo della notte per quanto effimero ci consente di procedere racchette ai piedi da subito su una traccia di sci al momento portante. Nuvole rapide ovest > est sfrecciano sul monte Losetta ci fan capire bene quali saranno le condizioni del vento. Il vallone sembra eterno da attraversare, prende quota poco alla volta, ma Il paesaggio innevato lo rende tutt’altro che noioso, si ha l’idea di compiere una traversata in qualche landa Into the wild. Come da relazione decidiamo di svoltare a destra verso quota 2400, il punto in cui farlo non è obbligato ma noi forse scegliamo il peggiore. La neve è abbastanza al limite lo strato recente non è ancora coeso con quello trasformato sottostante, quindi cerchiamo di tenerci su una linea dove vediamo affiorare leggermene il terreno. Continuiamo con le ciastre e i bastoncini fino alla parte di misto sottostante la cresta tenendoci forse troppo a sinistra , cambio assetto picca e ramponi per raggiungere il plateau finale , dove si apre a noi un panorama esagerato, su Alpi marittime e tre chiosis alle spalle , Aiguillette Pic D’Asti sulla sinistra, ma sopratutto a destra l’imponenza del Monviso col suo Dado ; a tutto questo il vento forte enfatizza e dona un’ atmosfera da alta montagna che aggiunge ben di più dei 7 metri che mancherebbero per fare di questa poco frequentata cima un 3000. Passiamo in vetta giusto il tempo che serve per assorbirne il ricordo ; in discesa procediamo qualche metro più avanti verso sud e troviamo un passaggio più agevole con neve ben assestata che ci riporta verso il pendio ovest , seguiamo le orme delle nostre racchette per limitare gli sprofondamenti , il limite coi ramponi vuol dire comunque finire spesso con le ginocchia sotto, preferisco comunque continuare per levarci da lì velocemente prima che il sole possa scaldare il manto e rendere le condizioni pericolose. Tornati sulla traccia nella Comba , ci accorgiamo subito che questa neve di gennaio non conosce ancora l’inverno , rimettiamo le racchette e iniziamo un ritorno su neve simil aprilina. Pausa pranzo velocissima alle malghe sottostanti , dove il vento rende tutto abbastanza invivibile , quindi ritorno alla macchina su neve sempre più marcia .

Incamminarci per primi sulla strada del colle dell’Agnello ci ha permesso di godere di un macabro spettacolo , due volpi e qualche corvo stavano svuotando quel che restava di una carcassa di camoscio parcheggiata a grange del rio, probabilmente da qualche canide di taglia maggiore.
Incontrato solo altri 3 racchettatori di ritorno da Capanna Losetta . Io e Cisco , con Denise come terzo moschettiere per l’occasione , pavida ma comunque sorprendentemente determinata.



Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo itinerario :: faticoso
tipo clima :: al limite del freddo
Sentiero pulito fatta eccezione dell’ultimo tratto prima di immettersi sulla dorsale sud , poca neve ma abbastanza scivolosa.

Gita mattiniera causa impegno da gambe sotto il tavolo.
Partiti presto , ma non abbastanza per vedere l’alba in vetta ( 6:31) , che visto il nostro andamento non proprio da record , ci ha sorpresi all’ultimo cartello di quota 100 metri sotto la cima.
Spettacolo non male anche se il sole ha dovuto bucare la coltre di nubi a bassa quota prima di poter fare capolino. Zero vento e silenzio quasi assoluto. Bene Denise che a parte essersi dimenticata i bastoncini costringendomi cederle i miei, sale bene abbassando il proprio tempo. Migliorata la segnaletica rispetto l’ultima mia volta qui, con sentiero ora dedicato a Luca Borgoni .



Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Partenza da borgata Langra , strada sterrata pulita e in ottime condizioni .
La valle Maira veramente non finisce mai di incantare , ogni vallone una scoperta , cercando un ennesima variante al Cugulet, cima noi particolarmente cara abbiamo optato per questa versione hard, che pur risparmiandoci il primo pezzo da Macra a Langra prevedeva quasi 1600 metri di dislivello. Tutto pelato fin oltre l’uscita dal bosco; passata la croce di punta Gardiola abbiamo calzato i ramponcini, utili oltre che sulle, da qui, sporadiche chiazze di neve anche e sopratutto sul ripido (molto ripodo) pendio erboso da superare per raggiungere la strada dei cannoni, da qui fino in cima neve continua e portante con pendenze un po’ più contenute .
Dalla croce venticello gelido quanto basta a trasformare l’acqua delle borracce in ghiaccio e che ci ha concesso giusto il tempo per firmare il libro e fare due foto.
Per noi niente anello siamo scesi sui nostri passi pensando di girare poi verso Rocca Castello al bivio di quota 1700 sul sentiero estivo , tentativo fallito dopo duecento metri (vedi traccia) , qui le condizioni attuali della neve sul traverso richiedevano quantomeno i ramponi veri e propri; siamo tornati quindi alle macchine per il percorso di salita.
Meteo al di sopra delle aspettative con nuvole a debita distanza e una bella luce a risaltare forme e colori delle rocce circostanti. Con Ugo (oggi in veste di coprologo ) ,Lambo e Simone , Denise ed io. Avvistato un branco di una decina di camosci oltre qualche volatile non ben identificato.



Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Melezè subito ramponi ai piedi, su verso le baite sovrastanti , per ripido pendio seguendo alcune tracce , neve dura fino al primo pianoro qui qualche sfondamento ma non comunque abbastanza da decidere per le ciaspole . Superato il lago costeggiandolo sulla sinistra abbiamo optato per il ripido pendio dove passa il sentiero estivo (35 gradi massimo con la neve) gli altri hanno allargato a destra attenuando la pendenza. Molto estetica e panoramica la vetta in una giornata spettacolare con una discreta escursione termica -8,5 alla partenza, mille gradi nella parte alta. Neve in basso che mollava abbastanza dopo le 13, sempre comunque ciaspole in spalla .
Tanta gente oggi sul Ferra alcuni sci alpi un paio con le ciaspole , tutti gli altri come noi coi ramponi , condizioni spettacolari che concedono gite di soddisfazione speriamo però che nevichi ancora , il panorama salendo fino dopo Casteldelfino è abbastanza desolante .
Oggi con Denise in grande spolvero ,Cisco e io.

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Tutte le sue gite

  • Maledia (Cima della) da San Giacomo per il Rifugio Pagarì e il canalino della Maledia (21/06/20)
    Pirchiriano (Monte) e la Sacra di San Michele da Mortera (14/06/20)
    Pietraborga (Monte) da Trana (31/05/20)
    Sentiero dei giganti (08/03/20)
    Rubbio (Monte) da Lottulo, anello per Sentiero dei Ciclamini e Camoglieres (23/02/20)
    Pagliano (Monte) da Busca (16/02/20)
    Seras (Punta) da Chianale (02/02/20)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo per il Km Verticale (26/01/20)
    Cugulet (Monte) da Macra, anello (19/01/20)
    Ferra (Monte) da Sant'Anna per il vallone di Reisassa (12/01/20)
    Bisalta o Besimauda (Monte) da Meschie di Pradeboni (06/01/20)
    Lemma da Rossana (05/01/20)
    Birrone (Monte) da Sant'Anna per la dorsale Est, Monti Ciabra e Cornet (22/12/19)
    Alpe (l') o Alpe di Rittana da Gorrè (01/12/19)
    Aguzzo (Bric) Cresta Est o Cresta Mario (10/11/19)
    Cernauda (Rocca della) da Colletto per il Colle della Margherita, Monte Plum e cresta del Balou (27/10/19)
    Superga (Basilica di) da Sassi (26/10/19)
    Tempesta, Tibert, Piovosa, Sibolet (Cime) dal Gias Fauniera, anello di cresta (13/10/19)
    Real (Tour) da Chianale, via Normale e variante diretta (05/10/19)
    Asti (Pic d') Via Normale della Cresta SE (26/09/19)
    Faraut (Monte) da Sant'Anna, anello per Monte Bellino e Buc Faraut (01/09/19)
    Oronaye (Monte) Via Normale del Canale Sud di Sx (classico) e la Cresta Ovest (25/08/19)
    Marguareis (Punta) da Pian delle Gorre per il Sentiero Sordella (18/08/19)
    Fauniera o dei Morti (Colle) da Pradleves (15/08/19)
    Ischiator (Becco Alto d') dal Ponte del Medico per il Passo Laris (14/07/19)
    Paglieres (Borgata) da Busca (06/07/19)
    Meja (Rocca la) da Grange Selvest, anello per Colle Ancoccia e Passo Valletta (30/06/19)
    Saut (Cascate del) e Pis del Pesio da Pian delle Gorre, anello (23/06/19)
    Agnello (Colle dell') da Piasco per la Val Varaita (08/06/19)
    San Pietro ai Monti (Abbazia) Via dei Daini e anello per il Monte Ravinet (26/05/19)
    Faudo (Monte) e Monte Follia da Dolcedo per il Passo della Valle (14/04/19)
    Crocetta Soprana Ferrata di Camoglieres (17/03/19)
    Cugulet (Monte) e Cima Lubin da Morinesio, anello (18/08/18)
    Finestre (Colle delle) da Pinerolo, giro (12/08/18)
    Sampeyre (Colle di) da San Damiano Macra (29/07/18)
    San Bernardo (Monte) da Castello di Roccabruna (05/07/18)
    Bicocca (Colle della) da Busca, traversata al Colle della Bicocca per la dorsale (15/08/17)