axlsandro


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
"La prudenza non è mai troppa", o "la fortuna aiuta gli audaci "?
Questo dilemma riassume bene la vigilia di una gita pianificata da tempo, messa in bilico da un meteo incerto e da alcune defezioni dell'ultimo minuto.
Mediato il tutto con audace ma prudente "andiamo e proviamo" ,siamo partiti alle 8 dal santuario, seguendo l'itinerario come da relazione su una costa Passetti caratterizzata da una vegetazione rigogliosa e fradicia ( attenzione anche un tratto tra alte ortiche, indispensabili a scelta o pantaloni lunghi oppure una alta soglia del dolore).
Superati gli ultimi alberi , terminata la linea di cresta ,consiglio di prender come direzione una malga visibile in alto sotto un grosso pietrone ; una volta raggiuntala , seguendo la sua breve sterrata di servizio si sbuca sulla via dei cannoni , da lì iniziare subito con leggero diagonale la risalita verso lo spartiacque con la val Varaita, in modo da evitare le pendenze più ripide .Una volta scollinati basta poi scendere pochi metri per trovare finalmente un sentiero vero e proprio con cui si raggiunge facilmente la vetta del Cugulet ( presente in loco una bella croce , molto elegante ).
La nostra gita si concludeva lì, quindi non abbiamo proseguito verso il Lubin ,ma siamo tornati a ritroso per la via di salita sino alla malga , poi da qui seguendo le tacche rosse abbiamo puntato più basso rispetto la dorsale sino incrociare la mulattiera sottostante .
5 stelle per il particolare valore simbolico della gita , per la bellezza del posto per le nubi che han lasciano posto al sole.
Una serie di ringraziamenti d'obbligo : ai basisti Ugo e Francesco per l'impegno e la disponibilità , a Silvia per esserci stata e ai i suoi super biscotti, al cane Poldo col suo sguardo perplesso ma mai polemico , a Davide in montagna dopo 20 anni al suo abbraccio in vetta e al suo entusiasmo all'arrivo , a Mari per il libro di vetta per le vettovaglie e per aver capito , infine ovviamente a Denise che mi sopporta.




Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Asfalto su tutto l'anello davvero in ottime condizioni , la parte sterrata invece sopratutto nei tonanti impone un dispendio aggiuntivo di energie per restare in sella . Salita dura ma non impossibile , importante però arrivare fino in cima , girare indietro e rientrare dalla val di Susa anziché scendere per la Chisone richiederebbe molta più fatica.
Possibile rifornirsi d'acqua a Meana , al km 4 della salita ( area picnic ), km 11 imbocco dello sterrato e in cima al colle.
Bellissima gita ,che permette un esperienza inconsueta dalle atmosfere nostalgiche per gli amanti delle ruote sottili .
Anelavo questo giro da tempo, grazie a Denise per la sua fiducia/incoscienza e al suo seguirmi ormai dappertutto .

Dalla cima

Ultimi tornanti
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Partiti in mattinata da Busca, il traffico domenicale sulla provinciale con concede distrazioni .
Itinerario rovesciato salendo dal vallone di Elva (anche noto come dell' orrido) , ufficialmente chiuso, è comunque in discrete condizioni e percorso anche da autovetture .
I resti delle frane degli ultimi mesi suggeriscono che comunque è meglio togliersi di li velocemente , vallone angusto e strapiombante , strada strettissima, una sequenza di 10 gallerie danno alla salita da questo versante un sapore quasi mistico , nel complesso tre i passaggi al 15 % tutti nella prima metà , poi comunque pendenze regolarmente intorno al 9%. .
Discesi poi verso Stroppo prima parte veloce con asfalto in buone condizioni , dopo ci si deve un po' destreggiare tra le buche .
Andata e ritorno da Busca sono a conti fatti 106 km 1870 di dislivello.
Giornata praticamente perfetta , val Maira senza una nuvola , solo un po' chiusa la visuale dal colle verso nord ; andamento lento con una Denise a dir poco stoica , che stringendo i denti si porta a casa tutta una serie di prime volte.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Partiti in mattinata da Busca , il traffico della domenica sulla provinciale non concede distrazioni,
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggiato all' imbocco della sterrata
Partiti alle 20 , abbiamo seguito i cartelli "sentiero del Castlas" che si stacca in alcuni punti dalla sterrata tagliandone i tornanti abbreviando la salita.
Prima del bivio per S Anna , dalle panchine abbiamo fatto capatina alla rocca che denomina questo sentiero , (prestare attenzione piccoli passaggi di facile arrampicata ) ,
Giunti a monte San Bernardo con gli ultimi raggi di sole nascosti dietro le nuvole . Atmosfera impagabile , scesci senza usare le frontali , circondati da una marea di lucciole . Alla macchina intorno alle 20.
Carina e confortevole la capanna della forestale , con in dotazione una sedia sdraio tavoli con panche e due posti letto .
Io e Denise , in vetta anche tre ragazzi saliti da Villar per il km verticale .
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giornata quasi epica , partenza col buio e arrivo al tramonto, sole fino tardo pomeriggio poi un acquazzone con successivo arcobaleno ad incorniciare un paesaggio e un esperienza indimenticabili.
Difficoltà tecniche sopratutto legate alla fatica (52km 4200 metri D+) , punto critico a mio avviso la risalita dopo il Colle Birrone verso monte Rastcias e poi monte Lubin , dove la fatica si fa già sentire , poi i continui saliscendi permettono di far girare meglio le gambe.
In solitaria fino al Colle Sampeyre, poi in compagnia di Denise (suo il passaggio per il rientro) per l'ultimo tratto colle Sampeyre colle Bicocca , andata su cresta e ritorno sulla strada. Grazie a Denise Ugo e Sara per i consigli e la pazienza per un sogno realizzato.

Alba dal Decollo parapendio

verso monte Birrone