andreaparodi


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

Quando Enrico Sasso mi ha proposto di tracciare una via nuova sull’incombente parete nord della Cima Pareto, ben visibile dal Rifugio Garelli, mi ha colto in contropiede: da anni cercavo un socio per andare a mettere il naso su quella parete, ma tutti, chissà perché, declinavano l’invito, forse dopo aver letto la terrificante relazione della via del vecchio Comino, che sale poco più a sinistra, sul versante nord-est…
Enrico è l’autore della recente e bellissima via “Rose”: misto estremo sulla parete nord della Punta Marguareis, aperta in solitaria partendo in giornata da casa. Tutto entusiasta mi ha mandato una foto della Pareto con tracciata in rosso una linea diretta su per un diedrone giallastro chiuso in alto da grandi strapiombi, secondo lui aggirabili a sinistra. Bella linea, ma mi faceva assai paura: Enrico ha poco più della metà dei miei anni e scala su gradi che io neppure mi sogno… Mi vedevo già dondolare nel vuoto a piangere appeso a corde cigolanti… “Sono libero martedì pomeriggio e mercoledì”, mi ha scritto. “E cosa gli dico? Di no? E quando lo trovo un altro pazzo per andare a provare la nord della Pareto?”
Così gli ho risposto “OK”, e intanto ho cercato sulle foto una linea più umana, magari un poco più a destra, su un muro grigio che sembrava pure lavorato… Poi gli ho telefonato e gli ho fatto un bel pistolotto sulla difficoltà dell’arrampicata nel Marguareis. Gli ho detto che Armando Biancardi, che ha aperto vie su quasi tutte le pareti del gruppo, ha scritto che la roccia del Marguareis dove sembra facile è difficile e dove sembra difficile è impossibile… Insomma, ho cercato di ammorbidire un po’ i propositi bellicosi di Enrico, per convincerlo a spostarci sulla linea che mi sembrava più fattibile.
Gliela ho raccontata così bene, che alla fine l’ho mandato in crisi. La sera prima di partire per il Garelli, mi ha scritto che forse avevo ragione, che lui è stato avventato, che sarebbe stato meglio rimandare tutto. “Ma come? Mi sono giocato il socio?” Così ho dovuto richiamarlo e girare la frittata… Insomma, tira e molla, alla fine martedì pomeriggio siamo saliti al Garelli, tutti e due un po’ timorosi, ma anche curiosi ed eccitati, per le incognite che ci avrebbe riservato la parete. Enrico a cena si è pure seduto davanti alla finestra, con la Cima Pareto davanti e ogni tanto diceva “Mamma mia” ma intanto si spazzolava tutti i piatti che gli mettevano davanti. Dopo una notte di sogni un po’ agitati, alle cinque e mezzo del mattino eravamo già in marcia, senza fermarci fino sotto la parete, bellissima arrossata del primo sole.
Il gran diedro di Enrico, anche dal vero continuava a sembrarmi assai liscio, e i soprastanti strapiombi troppo strapiombanti. Alla fine anche lui si è convinto a provare più a destra sul muro grigio che appariva un po’ più umano. Da buon gregario mi sono accollato i primi tiri: lo zoccolo erboso piuttosto delicato, seguito da un diedro-rampa più tecnico e divertente. Ho guidato Enrico fino ai piedi del muro centrale, verticale ma abbastanza lavorato.
Lui è partito un po’ titubante: saliva, ma lento, con qualche imprecazione e lamento. Ho temuto che fosse di nuovo in crisi come il giorno prima di partire. Poi quando mi ha detto “Vieni”, ho capito subito che non era affatto in crisi: dopo il primo diedro-camino c’è un muro di VI+ non facile da proteggere, che lui ha superato direttamente.
Man mano che salivamo si alzava anche il nostro morale: Enrico ormai scatenato da par suo, e io dietro a inseguire la corda che correva veloce… Fino all’ometto di pietre sulla vetta, che abbiamo raggiunto molto più presto del previsto: alle tre del pomeriggio. Un bel lavoro di squadra per una bellissima via nuova: il 14 agosto, come l’anno scorso la via aperta sulla Testa di Tablasses il giorno che crollò il Ponte di Genova… Così abbiamo pensato di chiamare la via proprio “Quattordici agosto”, a ricordo della tragedia del ponte.

enrico sul diedro-camino all'inzio del quinto tiro

Cima Pareto, parete nord, via Quattordici agosto
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Martedì 26 febbraio, con Marco Asteggiano e Fulvio Scotto, siamo partiti di buon mattino dal Rifugio Garelli, per salire la via Rose sulla parete nord del Marguareis, con l’idea di cercare una variante su misto per evitare i difficili tiri finali su roccia pura. Le condizioni della neve erano ottime, ma faceva piuttosto caldo e, nella parte mediana della via sono cadute alcune pietre, per fortuna senza provocarci danni.
Riguardo ai gradi dei primi tiri, concordo più o meno con le valutazioni di Pietro Godani: il primo tiro è facile, il secondo invece è piuttosto sostenuto, direi M4+. Nel terzo bisogna superare un breve tratto strapiombante: forse c’era poca neve, specie sulla placca in uscita, comunque l’ho trovato ostico, direi M4+ anche questo. Il quarto tiro è su neve ripida (65°): noi abbiamo sostato 15-20 metri più in basso del traverso delicato del quinto tiro. Qui abbiamo fatto la prima variante: siamo saliti dritti per un bel diedrino di misto (M4) evitando completamente il traverso (variante diretta assai consigliabile). Raggiunto il soprastante canale nevoso, abbiamo sostato una decina di metri prima dell’inizio dei camini finali. Qui ci siamo spostati a sinistra, superando in diagonale un muretto delicato con zolle erbose (penso sia meglio quando fa freddo e le zolle sono ghiacciate, comunque le picche tenevano abbastanza lo stesso), sbucando dopo 5 o 6 metri in un canale nevoso. Superata una strozzatura rocciosa (M4) abbiamo sostato. L’ultimo tiro l’abbiamo fatto nel canale-camino sulla destra, superando alcune strozzature rocciose (M4/M4+) fino a sbucare in cresta una cinquantina di metri ad est della vetta. Un metro prima dell’uscita in cresta abbiamo trovato un vecchio chiodo. Siamo arrivati in cima al tramonto e poi scesi al buio per il Canalone dei Genovesi. Con le varianti descritte, la via ha difficoltà molto omogenee ed è valutabile nel complesso TD.



via rose, secondo tiro

via rose, terzo tiro
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima scalata, oggi in condizioni ottime. Nel tiro che precede il canale di uscita abbiamo evitato la crestina esposta, salendo più direttamente per un pendio più a destra (piuttosto ripido direi, con un passo di misto non banale all'inizio). La cornice di uscita del canale finale era piuttosto delicata: mi sono protetto poco più in basso con un friend nella parete di destra. Con Fred e Giacomo al loro esordio su una parete di misto.

all'inizio del terzo tiro

verso la parete nord

giacomo sul secondo tiro
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella scalata in camino, fessure e diedri, in gran parte da proteggere con friend e nut.
La relazione qui pubblicata è imprecisa dal quarto tiro in poi:
4) Dalla sosta con spit sopra il tiro di 6a si prosegue nel diedro ora più facile (5a) e si esce a sini su terrazzo (sosta in comune con Sole Levante. 20 m
5) Poco più in alto il diedro si biforca: si segue il ramo di destra, inclinato con bella fessura (4c, 5a) fino ad uno spigolo, poi per fessura (4c) si raggiunge una cengia con albero. 40 m
6) Andando a sinistra si doppia uno spigolo e si entra in un diedro (in comune con Vento Nuovo) che si rimonta (5b, 5c) fino sotto il muro finale. Da qui No problems va a sinistra per un diedrino assai muschioso (vecchi chiodi): meglio uscire dritti sul muro di Vento Nuovo ben attrezzato con spit (5c?).
Discesa: tre calate da 60 m lungo Sole Levante.
In una bella giornata di fine estate, con il mio amico Francesco
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Può esistere una scalata bellissima su roccia friabile? Una torre dimenticata di fianco ad una parete famosa? È possibile sentirsi in pace col mondo bivaccando seduti su un terrazzino o friabile sospeso nel vuoto?
Credo che il Battesimo di Mosè me lo ricorderò finché sarò vivo…
Merito del mio amico Fulvio Scotto, che ha tirato fuori dal cassetto una vecchia relazione: una via di Aste e Biancardi sulla fantomatica Torre dell’Amicizia, completamente ignorata nella guida del Marguareis e anche in quella dei Monti d’Italia.
La via originaria di Aste e Biancardi passa sulla parete nord, piuttosto rotta ed erbosa, mentre la est, assai più elegante, risultava ancora vergine: un vero e proprio invito a nozze… Un po’ strapiombante a dire il vero!
Beh! Sarà che ero in vena, ma a me la scalata è piaciuta proprio. Anche a Fulvio, naturalmente. Il fatto straordinario è che sia piaciuta anche al più giovane Mosè, al suo battesimo su una via nuova nel Marguareis e al suo primo bivacco (per giunta imprevisto) appeso in parete: un bel bivacco seduti su un terrazzino inclinato e pieno di scaglie friabili. Ogni volta che ci muovevamo ne cadevano alcune nel vuoto, schiantandosi giù in fondo al canalone.
Senza piumino, senza sacco da bivacco (meno male che non faceva tanto freddo), con una pietra sotto il sedere che proprio non voleva togliersi di lì: l’unica ferma, imperterrita, al suo posto! E il bello è che mi veniva da ridere. Notte lunga come sempre succede in questi casi, muovendoci ogni tanto per cercare un’improbabile posizione comoda, massaggiandoci braccia e gambe per combattere il freddo e l’umidità.
Poi le prime luci lente e bellissime ad aspettare con pazienza il primo sole (c’è di buono che è una parete est…) per sgranchirsi i muscoli e ripartire. E finalmente l’ultimo tiro: avevo tutta la mattina per farlo, ma è stato comunque una bella rogna: uno dei più delicati che mi ricordi.
La vetta è bellissima: una cresta aerea con in cima uno spuntone aguzzo. E da lì in due minuti senza problemi si raggiunge il sentiero segnalato.
Insomma, per me è stata un'avventura fantastica. Grazie a Fulvio e a Mosè: spero proprio di combinarne altre insieme.

il tracciato della via

lo strapiombo del terzo tiro

foto ricordo al Colletto Nord-ovest di Scarason
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
L'abbiamo concatenata con Gemelle Randelle, ottenendo così un percorso di otto tiri su roccia ottima e difficoltà omogenee dal 4c al 5c. Per me il passaggio più duro è lo strapiombetto del secondo tiro di Luna Calante, che nella guida "Valle Gesso verticale" non è neppure citato. Utili alcuni friend soprattutto sul primo tiro di Gemelle Randelle, dove alla fine c'è un muretto di 5b completamente sprotetto (lo spit è sopra il passo impegnativo). Il terzo tiro di Luna Calante si fa sulla destra su bella placca ora protetta con vari spit (5b max).
Con il mio amico Francesco in una bellissima giornata di sole.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Con Francesco, giornata stupenda fin calda, narcisi già sbocciati e farfalle che svolazzavano... La via nel suo genere è un gioiellino: ambiente stupendo, bella arrampicata e chiodatura in stile classico, che lascia spazio all'uso di nut e friend.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ho ripetuto lo spigolo delle Saline 33 anni dopo che c'ero stato con il mitico Giovannino Massari e altri amici monregalesi. Allora non c'erano gli spit... Comunque è sempre un bel viaggio, malgrado qualche tratto friabile.
Il primo tiro ha un'alternativa nuova: invece che nel diedro, si può salire sul muro verticale subito a destra del filo di cresta; IV+, un passo di V, attrezzato con due o tre spit.
Il terzo tiro, paretina verticale con blocchi instabili e qualche zolla erbosa, rimane tuttora piuttosto sprotetto: stranamente qui non sono stati aggiunti spit e non è facile proteggersi con i friend; un IV+ assai delicato, direi.
Dei tiri difficili, direi che il più duro è il primo (VI e VI+ piuttosto continuo); il secondo lo darei V con un passo di VI-; il terzo V con un passo di VI. Belli comunque tutti e tre.
Scalata effettuata in compagnia di Nico Abrate e Giacomo Montano
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Volevamo ripetere la Via Dufranc del 1964 (detta anche Via dei Francesi), ma non l'abbiamo trovata... Ho attaccato sotto un sistema di fessure simile a quello descritto nella relazione, ma evidentemente non era la Via Dufranc: il primo tiro, il più difficile, avrebbe dovuto essere chiodato almeno in parte, e invece non ho trovato nulla lungo tutta la salita. Comunque bella scalata, logica e lineare, e il buffo è che l'abbiamo trovata per caso: abbiamo attaccato in un punto che sembrava abbastanza logico e poi siamo saliti il più dritti possibile. L'avessi studiata a tavolino, probabilmente non sarebbe venuta così bene... Grazie a Nico, ottimo secondo, malgrado i dubbi iniziali, perché a fare il primo tiro ci ho messo ben due ore... Ma poi siamo andati via via più veloci.

la parete con il tracciato della via (in arancione)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Scalata impegnativa nella prima parte, sempre molto verticale. Ho dovuto studiare un poco per trovare il percorso, spostandomi dal diedro allo spigolo e viceversa. Comunque alla fine la linea è venuta abbastanza dritta e l'arrampicata di soddisfazione. Sono anche riuscito a proteggermi abbastanza bene, usando di tutto, compresi chiodi a lama e microfriend.
Un grosso grazie ai miei amici geki Nico e Giacomo, ottimi compagni di cordata, entrambi alla loro prima via nuova in stile trad.

Contemporaneamente alla nostra salita, gli amici savonesi Gabriele Peluffo e Danilo Serrotti hanno aperto un'altra via un centinaio di metri più a destra, su uno sperone roccioso tra la Cima Nord e la Cima Principale.

Nico alla fine del secondo tiro

serriera di bagna, versante ovest nord ovest

Giacomo sul secondo tiro
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Tutte le sue gite

  • Pareto (Punta) Quattordici Agosto (14/08/19)
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    Rama (Monte) Sogno d'Inverno (spigolo SO al campaniletto del rio Carbunea) (05/02/16)
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