andreamilano


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le condizioni sono perfette sul Weisshorn in questa coda d'estate. Tra l'altro abbiamo trovato una giornata di sole e cielo terso che più bella non poteva essere.

La cresta rocciosa è quasi completamente asciutta - si trova solo una leggera spolverata di neve sul lato nord. Fare quindi attenzione a dove si mettono i piedi in quanto si sale senza ramponi. La cresta nevosa è in buone condizioni e solo in alcuni punti si sente il ghiaccio in profondità.

Cima calda e senza vento. Si poteva rimanere in maglietta a prendere il sole. Incontrati due sudtirolesi provenienti dalla cresta nord.

Abbiamo impiegato 4 ore da Randa al rifugio. Partenza alle 3,20 del mattino e arrivo in vetta alle 9. Ritorno al rifugio alle 17 e a Randa alle 21.

Consiglio di portare una corda da 30m che è più che sufficiente, in modo da evitare inutile peso.

Con Bettina
Rifugio con ottima gestione, buona cena, pochi compagni di salita svizzeri, sorridenti e che si sforzano pure di parlare italiano!!! Strette di mano, pacche sulla spalla e selfie al rientro al rifugio....

Che dire..... non riesco a trovare difetti alla gita. Voto 10!

Consigliatissimo Weisshorn finchè l'estate non molla.



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Conosco questa fomosa montagna delle Dolomiti fin da ragazzino. Oggi finalmente a 44 anni sono riuscito a salirla.........

Parto alle 7 dal parcheggio del Passo Gardena. Alle 8 al rifugio Demetz. Dalla forcella del Sassolungo bisogna scendere per 50 metri fino a trovare l'inizio del sentierino dellla "Cengia dei Fassani". Cengia che parte comoda per poi diventare un canalone fino ad una forcella - si può (si deve) superare il canalone franoso arrampicando sulla crestina alla sua sinistra (II-III).
Al di là della forcella, un cavo aiuta a superare alcuni tratti esposti e poi per cengette si arriva al circo ghiaioso del ghiacciaio del Sassolungo di cui rimangono solo lingue di neve.

Sul lato opposto inizia il "canalone basso", innevato al suo interno. Bisogna scalare la cresta alla sua sinistra (salendo - "variante delle guide") su bei passaggi di II e III. In un camino sono state poste delle scale metalliche. Da qui si arriva ad una seconda forcella (forcella del canalone basso) da cui poi, scendere per una decina di metri fino ad un anfiteatro (2900m).

Un sentiero su ghiaia porta fino ad un grosso ometto da cui ha inizio la grande "gola delle guide" . Salire a sinistra per balzi (II+) poi all'interno della gola - II e poi III all'uscita vicino ad una forcella da cui si vede il versante opposto. Da questo punto è visibile il piccolo bivacco "Giuliani" 3100m.

Già arrivare sin qui, merita la giornata. ma da qui in poi iniziano le rogne.
Il bivacco è sovrastato da una grossa torre che chiamano "rossa" o "gialla" a seconda delle relazioni sul web. Io ho con me un'utilissima relazione stampata da internet di un certo S.R. (ringrazio). Senza quella sarei rimasto al bivacco.

Dalla forcella bisogna prendere un'esile ed espostissima cengia sul lato est, in leggera discesa e per una trentina di metri. Da qui salire un camino che porta al pulpito sommitale. III+ (forse IV-) di forma strana e molto esposto. Sotto un vuoto di 700 metri. Io tento tre volte sudando camicie. Alla quarta non ho più paura di morire e mi butto col culo in fuori nel modo giusto. Arrivo dopo 10/15 metri al termine con i capelli bianchi (!). Nessun sosta per rinvio lungo il camino, ne al suo termine.

Non è ancora finita. Bisogna continuare per cresta (II-III) fino ad un crocifisso all'apparenza nuovo. Ma per la vera vetta bisogna continuare un pò per ometti e canalini su e giù un pò di volte fino ad un misero bastone.


In discesa la relazione mi indica un anellino cementato (che altrimenti non avrei mai trovato) da cui una calata di 30 metri mi deposita sul tetto del bivacco.
Il resto della discesa avviene a ritroso per lo stesso percorso. Lungo la via ci sono alcuni anelli cementati ed alcuni chiodi a U. Più una vasta gamma di cordini in clessidra messi un pò dappertutto.

Come in tutte questo genere di gite, la discesa dura una volta e mezza la salita.
Ho fatto in tutto 8 doppie, mentre nel resto ho sempre disarrampicato in continua esposizione. Il tutto grazie alla roccia nel complesso buona ed ai numerosi ed indispensabili ometti (per fortuna!).

Portare una corda da 60 per essere sicuri. I ramponi e la picca non servono.


Nel complesso una gita stupenda su una bella via sempre impegnativa, ma senza far paura in discesa.

Il fatto curioso è che nonostante il primo di agosto ed il solleone, non ho incontrato NESSUNO... a parte tre lentissimi che alle 14 erano ancora a metà (spero per loro siano riusciti a scendere prima del buio).

In mezzo il Canalone Basso

Cengia dei Fassani

Bivacco Giuliani

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parto dal parcheggio del ponte di Rudavoi anzichè dalla malga Misurina, in quanto dal ponte la vista sul Piz Popèna è impressionante e la gita inizia, di conseguenza, con il relativo entusiasmo.
Seguo l'itinerario come da relazione, se non che trovo parecchia neve nel canalone (non visibile dal basso). Per fortuna ci sono parecchi ometti che indicano una variante per quelli come me, sprovvisti di picca e ramponi. Attraverso la lingua di neve nella parte più bassa e poi per gengette e canalini (sinistra del canalone, salendo) fino al suo culmine. Qui lo spessore della neve è così tanto da ostruire l'inizio della grande cengia. Ma si riesce comunque a salire sulla paretina a sinistra (III). Poi senza problemi fino in cima.
Lo stesso percorso a ritroso in discesa. Fatte due doppie da 60 metri che permettono di superare la parte più esposta. Poi un'altra calata su clessidra trovata per caso e vecchia come mio nonno, per superare la paretina all'imbocco del canalone nevoso.

Nel complesso, gran gita. Ho incontrato due provenienti dalla via inglese. Per il resto totale silenzio e solitudine.



La salita assomiglia molto alla normale del vicino Cristallo. Con la differenza di essere molto meno frequentata e quindi da non sottovalutare.
Lunga, con roccia discreta (per la media delle vie normali), ma difficile da individuare senza gli indispensabili ometti. Portare una corda da 60 metri per superare la parte più esposta. Tre cordini per calata di colore azzurro poco visibili. Il resto è tutto da disarrampicare non senza tensione.




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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ho scoperto questo itinerario per caso sul web. Ho voluto farlo con un percorso ad anello e con l'aggiunta di una cima. Nella fattispecie la Punta Nord di Fanes che, nonostante si di poco la più bassa tra le tre, è sicuramente la più panoramica (Tofane).

Parto alle 10.30 dalla Capanna Alpina. In mezz'ora allo Scotoni e in un'altra ora e mezza fino all'attacco della Tomaselli. Seguo meticolosamente le indicazioni prese su internet ed infatti dopo un pò trovo la giusta deviazione dopo il primo tratto di ferrata.
Il percorso è più facile del previsto (con alcuni cavi, quasi sempre inutili). Arrivo alla galleria e la percorro come da relazione (forte vento all'interno), per affacciarmi sull'altro lato dove il sentiero torna al punto di partenza.
Deduco che qualcosa non quadra - quindi torno indietro e infatti vedo la cengia continuare senza problemi lungo il lato ovest. Il percorso si fa via via più esposto ma mai difficile ed in breve arrivo alla sella nei pressi della Cima Scotoni.
Ora vedo il percorso abbastanza logico ma causa alcuni nevai devo perdere 200/250 metri per scendere e spostarmi sul lato opposto, da dove (senza traccia) risalgo faticosamente tutto il ghiaione fino a forcella Fanes.
Se il lato ovest è un monumento alla verticalità, il lato nord è perlopiù ghiaioso e abbastanza squallido. Tuttavia la Punta Nord, vista dal basso, si erge abbastanza affilata. Dalla forcella percorro tutto il filo fino in cima con facile arrampicata (II max). Sul lato est si vede una labile traccia ma non oso mettervi piede.

In discesa mi dirigo verso la spaccatura del Gran Portale molto velocemente su ghiaione. Da qui in giù il sentiero diventa ben definito fino al bel laghetto de Lagaciò - poi allo Scotoni - ed in ultimo alla macchina.

7.30 ore per l'intero giro. 16 km
Sul web ci sono delle inesattezze riguardo alla galleria (vedi ferrate.it e su tutti quelli che poi hanno fatto copia e incolla) da affrontare con pila.
La Cengia Veronesi incomincia da una deviazione all'inizio della ferrata Tomaselli e finisce alla sella tra la Cima Scotoni e la Punta Fanes di Mezzo (o viceversa), e rimane sempre sul lato ovest della montagna.
Quindi la galleria che si incontra a metà strada non va percorsa se non come via di fuga sul lato opposto o come approccio a metà cengia (priva di senso). La traccia gps mostra l'errore che anch'io ho fatto.



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parto tardi e poco convinto per il meteo, dal parcheggio qualche tornante sotto al passo Gardena. Ore 10.50.
Salgo per la ferrata Tridentina velocemente e raggiunto il rifugio Pisciadù (l'ultima volta che vi ero stato era nel 1991), continuo lungo la facile via normale per l'omonima Cima Pisciadù. Poco sotto la vetta inizia a piovere e a tuonare e, malvolentieri torno sui miei passi fino al rifugio, dove per fortuna scampo alla grandine.

Dopo mezzora di maltempo ed un piatto di salsicce con polenta in compagnia di un romano e due cecoslovacchi, il tempo torna di colpo bello, e anzichè scendere come fanno loro, torno sullo stesso sentiero, ma stavolta mi dirigo verso forcella Ciamorces ed il rifugio Boè. Sentiero leggermente imbiancato dalla grandine.

Da rif. a rif. in un'ora e mezza. Il cielo azzurro dura poco e sopra la Val di Fassa un cielo praticamente NERO con saette scoraggia qualsiasi tipo di avvicinamento verso sud. Verrò poi a sapere il giorno dopo dei danni che quel temporale ha fatto su Moena e zone limitrofe.

Io comunque insisto fino alla vetta del Piz Boè, anche perchè da li, la discesca verso Corvara sarebbe più corta del percorso a ritroso.
Dalla cima panorama impressionante - nero sul lato sud e sole su quello nord - vento - ore 17

Mi fermo pochissimo visto l'ora e su consiglio della rifugista della capanna Fassa.
Dalla cima seguo la cresta nord e poi il sentiero verso il rifugio Franz Kostner dove chiedo informazioni sul sentiero per Colfosco. Da qui scendo un pò per sentiero e un pò per piste fino a trovare il bivio Colfosco/Corvara. Arrivo a Colfosco alle 20.30.

Autostop sulla provinciale sperando nella buona sorte. Al volante della terza macchina incontro proprio i miei compagni di tavolo cecoslovacchi della polenta con salsicce, che mi riportano parcheggio e alla macchina. Ore 21



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parto alle 7.30 da Auronzo. All'inizio il sentiero è abbastanza palloso e segue una sorta di strada per 4x4 fino all'altitudine di 1300m.
Poi sale ripido nel bosco ed in alcuni tratti scende nel greto del torrente. In un punto con masso incastrato, hanno piazzato un cavo in aiuto.
Arrivo al bivacco Gera in 2 ore e 45 minuti.

Da qui si nota la traccia che porta a forcella Ambata, che lascio, dopo un paio di nevai, per salire sul ghiaione che conduce a forcella Anna. Lungo il ghiaione si notano alcuni labili bolli rossi ed una traccia di sentiero.
Comunque arrivo senza problemi alla forcella.

Dalla forcella (2570m) si notano alcuni ometti che indicano la via sul fianco nord della Cima d'Ambata. Salgo un centinaio di metri sfruttando alcuni canalini fino a raggiungere una larga cengia ghiaiosa.
Ora c'è un bivio. Verso nord la cengia si fa molto più stretta ed esposta, verso forcella Bagni e la via normale della Cima Bagni (mia meta originaria). La seguo per un pò, ma è presente ancora della neve che mi sbarra la strada nei canaloni. Ho con me picca e ramponi ma non me la sento di avventurarmi. Il luogo è bello e impressionante al tempo stesso, per i precipizio incombente e per l'eco dei sassi che faccio cadere nel vuoto (frasi fatte, ma è la verità..).

Quindi torno sui miei passi e seguo la normale della più "mansueta" Cima d'Ambata.
Sopra la cengia ghiaiosa trovo un nevaio che evito sulla sinistra (est). Poi salgo su un contrafforte roccioso facile (I°/I°+), ma con appigli che rimangono in mano. Il contrafforte porta alla cresta sommitale. Da qui seguo il filo fino all'anticima (passi di II°) e poi per una forcella alla vera cima.
5 ore e 15 da Auronzo. Sulla cima è presente un barattolo di vetro contenente il libro di vetta. Il luogo non ha l'aria di essere molto frequentato.

La sommità a causa dell'esposizione e della roccia marcissima sembra dover crollare sotto il mio peso. Comunque la vista è impressionante sulle le sottostanti Val d'Ambata e Val Stallata e della dirupata Croda di Ligonto.

In discesa seguo a ritroso lo stesso percorso. Non è difficile ma si muove tutto e bisogna provare ogni appiglio prima di appoggiarsi.
Al bivacco non incontro nessuno, ne incontrerò o vedrò nessuno per tutto il resto della gita.

Arrivo alla macchina alle 18.30.
Totale 11 ore - 17 km - 2100 metri

Bellissima gita in totale solitudine e silenzio.



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parto molto tardi dopo aver rinunciato per vari motivi ad altri obbiettivi.. ore 11.30

Lascio la macchina alla Capanna Alpina. L'idea sarebbe di fare il Sentiero della Pace, ma non so se ho abbastanza ore di luce.
Comunque procedo spedito per il Col de Locia e per tutto il resto dell'itinerario. Al bivio per la Ferrata Furcia Rossa, mi faccio abbindolare dall'indicazione "Bivacco Barborica", convinto che da li avessi potuto continuare lungo la cresta fino a rincontrare l'innesto per il Sentiero della Pace.
Invece scopro che dal bivacco (più che un bivacco è una baracca della guerra), non è possibile continuare causa un salto di roccia.
Torno quindi in giù fino a prendere l'indicazione "Vallòn Bianco", nome che non mi dice nulla.... fino ad oggi..

Il sentiero diventa "attrezzato" per poi diventare un vero e proprio ex percorso di guerra. C'è ancora un pò di neve nei punti in ombra, ma in qualche modo riesco a superarli. Arrivo in vetta alle 17 passate. Panorama... stupendo sulle Tofane ed il sottostante precipizio sulla Val Travenanzes.

Stesso percorso a ritroso al ritorno.
Bellissima gita in totale solitudine


Bivacco Barborica

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
attrezzatura :: scialpinistica
Meteo svizzero "leggermente" ottimista...

Giornata soleggiata sabato mattina con annuvolamenti nel pomeriggio
Velature spesse domenica mattina fino a brutto tempo nel pomeriggio con nevischio

Grazie alle abbondanti nevicate di quest'inverno, il ghiacciaio dell'Aletsch si presenta come una lastra bianca e liscia.

primo giorno:
Noi abbiamo preso gli impianti di Fiesch fino ad una seggiovia sotto l'Eggishorn (chiuso), da cui con un traverso abbiamo raggiunto il lato opposto della montagna sopra Marjele see (sepolto dalla neve - nessuna traccia del tunnel). Discesa su polvere fino alla base del ghiacciaio (2250m).
Da qui è presente una traccia che percorre tutto il ghiacciaio esattamente al centro per poi fare una curva attorno ad alcuni buchi innocui fino alle scale. Rifugio stracolmo.

secondo giorno:
Partenza alle 5.20 alla base delle scale - traccia già presente - con le prime luci, noto nubi e velature che mi provocano foschi presagi....
Comunque si sale bene. Neve dura, poi crosta, poi polvere fino all'attacco della cresta. Si vedono grossi seracchi, ma la neve è tanta e si passa senza problemi. Rampanti inutili.
La cresta è un pò imbiancata ma senza ghiaccio. Saliamo con picca e ramponi e usiamo solo la corda in un paio di punti impegnativi.
Il colore del cielo e le nubi incombenti non ci permettono di gioire troppo in vetta. Meglio scappare e, anche velocemente...
A parte i primi 300m, la discesa si svolge su crosta pessima - nebbia sull'Aletsch con nevischio e vento - per fortuna si riesce a seguire la traccia nel whiteout anche grazie al gps del telefono. Più giù un pò si apre e arriviamo nel punto giusto - pelli - risaliamo la china per più di 300m con neve cotta e zoccolo. Discesa sulle piste deserte e impianti chiusi. Sfinimento...

4.30 da Fiesheralp fino al rifugio
5 ore dal rifugio fino alla vetta
Non si capisce che senso abbia chiudere gli impianti di sabato anzichè domenica. Domenica solo una funivia alle 17.30. L'ultima della stagione.

Ottime condizioni in tutta l'area. Tutti gli itinerari dovrebbero essere tracciati.

con Demis



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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Tanta neve al Passo del Sempione. Dall'ospizio parte una bella traccia, probabilmente già presente da sabato. Traverso in buone condizioni e già percorso parecchie volte in entrambi i sensi.
Lungo il ghiacciaio il vento ha lavorato non più di tanto - neve farinosa rimaneggiata ma senza evidenti accumuli - cime dei Breithorn tempestate tipo "Patagonia".
Dopo il Colle del Breithorn il percorso fino al Leone si è dimostrato meglio di quanto pensassi. Ghiacciaio in ottime condizioni - neve farinosa in riscaldamento durante la giornata. Dal deposito sci, fino in cima, la cresta è già tracciata e attualmente non necessita di ramponi.

Lungo la discesa, quasi sempre su neve farinosa, più o meno pesante, ma sempre ben sciabile.

Giornata luminosa con temperature giuste. Totale assenza di vento, anche in cima.

Ramponi, picca e rampanti, attualmente inutili.

Partito comodamente alle 9.30
In cima alle 14
Mezz'ora in cima
Con ancora più calma, arrivo alla macchina alle 17

da solo
Sempre bello il Leone!



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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
attrezzatura :: scialpinistica
Buon innevamento su tutto il percorso. Da Pernice Bianca fino alla croce la nevè è già praticamente trasformata. Il traverso per entrare nel vallone non è bellissimo. Pendii duri con piccoli accumuli da vento. Io ho preferito scendere a piedi per 20 metri, per poi seguire una traccia più bassa.
Nei due valloni la neve è perlopiù farinosa - un pò pesante da riporto - con alcuni punti con leggera crosta sciabile. Il vento ha cancellato quasi tutta la traccia pre esistente, obbligandomi a ritracciare quasi tutto. Il vento ha raschiato un pò i crinali, creando piccole ed innocue gonfie sui lati NW.
Si arriva in cima senza problemi, dove mi raggiunge l'unico sciatore incontrato durante tutto il giorno. In discesa, nonostante la comitiva di domenica abbia tritato parecchio, si trovano ancora bei pendii vergini su cui sbizzarrirsi.

Non pago della cima, una volta sceso nel vallone principale, ripello e salgo al passo di Nefelgiù. Anche qui stesse condizioni come sopra descritte.
A pochi metri dal passo, l'attacco sinistro si divide in due, lasciandomi con un piede nella neve (!!). Per fortuna in discesa, con un pò di bricolage, riesco a bloccarlo e a scendere fino alla diga di Morasco senza problemi.
Bella gita. E' la terza volta nell'arco di 20/25 gite che gli attacchi hanno il vizio di perdere pezzi strada facendo. E ogni volta ho rischiato di rimanere a piedi. Questa volta finiscono nel cassonetto..!!
"Salomon Guardian" ... NON comprateli, e se già li avete, EVITATE di fare gite lunghe...



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Tutte le sue gite

  • Weisshorn Cresta Est (11/09/18)
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    Ambàta (Cima d') Via Normale da Auronzo di Cadore (26/06/18)
    Vallòn Bianco (Croda del) dalla Capanna Alpina per il Col de Locia (20/06/18)
    Gross Grunhorn parete Ovest (15/04/18)
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    Nefelgiù (Corno Orientale di) da La Frua (08/03/18)
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    Lagrev (Piz) dal Julierpass (14/02/17)
    Coluonnas (Piz da las) da La Veduta (14/02/17)
    Stotzigen Firsten da Realp (12/02/17)
    Rossstock da Chappeliberg (29/01/17)
    Surgonda (Piz) traversata chamanna jenatsch - 'la veduta' (22/01/17)
    Flix (Tschima da) (21/01/17)
    Agnel (Piz d') da La Veduta (20/01/17)
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    Cengalo (Pizzo) Via Normale da Bagni del Masino (07/10/16)
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    Pelmo (Monte) da Zoppè (29/09/16)
    Fanes Sud (Punta) Cesco Tomaselli (27/09/16)
    Vezzana (Cima) Bolver - Lugli (25/09/16)
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    Blanc Giuir dal Lago di Teleccio (15/06/16)
    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/05/16)
    Gran Zebru' Via Normale dal Rifugio Pizzini (14/12/15)
    Presanella (Cima) traversata bocchetta di Monte Nero (16/11/15)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (08/11/15)
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    Pizzocco (Monte) Via normale (21/10/15)
    Terrarossa (Punta di) dal Passo del Sempione (11/10/15)
    Ferro Orientale (Pizzo del) Via normale - traversata Val Qualido Val del Ferro (08/10/15)
    Sass de Mura, cima Ovest Via Normale (01/10/15)
    Sass de Mura Giro delle Banche (01/10/15)
    Resegone Via Ferrata Gamma Due (12/09/15)
    Erna (Pizzo d') Gamma 1 (12/09/15)
    Lyskamm Orientale e Occidentale Traversata Est-Ovest (07/09/15)
    Guin (Becca di) traversata Creste SO - S (31/08/15)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (17/08/15)
    Montagnaya (Punta di) da La Ferrera per il Colle di Montagnaya (28/07/15)
    Faroma (Monte) Via Normale dalla Valpelline (20/07/15)
    Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa (14/07/15)
    Tribolazione (Testa della) traversata Testa di Valnontey e Testa del Gran Crou da Teleccio (18/06/15)
    Roccia Viva Via Normale del Canale Coolidge (03/06/15)
    Cannone (Punta) dall'Isola Tavolara (25/05/15)
    Pelmo (Monte) Traversata Cengia Grohmann-Ball (29/09/14)
    Antelao (Monte) da San Vito di Cadore (27/09/14)
    Tofana di Rozes Via Ferrata Lipella (22/09/14)
    Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte (14/09/14)
    Mischabel (Dom de) Festigrat (07/09/14)
    Ceresole (Punta di) traversata da Pont Valsavarenche a Valnontey (28/08/14)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (14/08/14)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (04/08/14)
    Tseucca (Aouille) Via Normale da Chamen (03/07/14)
    Sasc (Piz) da Bivio (12/12/13)
    Surgonda (Piz) da La Veduta per la Fuorcla d'Agnel (08/12/13)
    Grigna Meridionale o Grignetta Cresta Segantini (19/10/13)
    Guglia o Julier (Piz) per la cresta E dalla Fuorcla Albana (02/10/13)
    Sorapiss Via normale (25/09/13)
    Cristallo (Monte) Via comune (21/09/13)
    Monfalcon di Montanaia Via comune (19/09/13)
    Averau- Nuvolau (Ferrata) (16/09/13)
    Cridola via normale dal rifugio Padova (13/09/13)
    Grivola (La) Via Normale Parete SE e cresta ENE dal bivacco Gratton (31/08/13)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (21/08/13)
    Velan (Mont) Via Normale da Ollomont (14/08/13)
    Giordani (Punta) Cresta del Soldato (11/08/13)
    Roccia Nera, Gemello e Breithorn Orientale da Plateau Rosa (02/08/13)
    Leynir (Punta) da Thumel e il Col Rosset (23/07/13)
    Grand Tournalin (Cima Sud) e Petit Tournalin da Cheneil (15/07/13)
    Gran San Pietro (Torre del) da Diga del Teleccio (30/06/13)
    Pigne d'Arolla da Arolla, anello per il Pas de Chevres e la Cabane des Dix (14/05/13)
    Senggchuppa da Engiloch (08/05/13)
    Finale (Punta di) da Maso Corto per il da Rifugio Bellavista (24/04/13)
    Palla Bianca (WeissKugel) da Maso Corto (23/04/13)
    Gran Zebrù dall'Albergo dei Forni (10/04/13)
    Ferré (Pizzo) da Montespluga (21/11/12)
    Murtèl (Piz) da Surlej (15/11/12)
    Bianco (Corno) dalla Val Vogna (22/10/12)
    Aletschhorn Via Normale della Cresta Sud-Ovest (09/09/12)
    Bioula (Punta) da Eaux Rousses (27/08/12)
    Trélatéte orientale (Aiguille de) Via Normale Italiana da la Visaille (20/08/12)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (08/08/12)
    Tour Ronde via normale per il Colle Freshfield (24/07/12)
    Paramont (Monte) Via Normale da la Joux (16/07/12)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (09/07/12)
    Tosa (Cima) Via Migotti e via normale (27/06/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    San Matteo (Punta) dall'Albergo dei Forni (13/03/12)
    Solda (Cima di) o Suldenspitze da Solda (11/01/12)
    Badile (Pizzo) Via Normale (02/10/11)
    Dente del Gigante Via Normale (11/09/11)
    Chardoney (Becca di) Cresta SO (23/08/11)
    Leschaux (Aiguille de) da Lavachey (26/06/11)
    Piazzi (Cima di) dalla Valdidentro (20/04/11)
    Lagrev (Piz) dal Julierpass (23/03/11)
    Savoretta (Cima di) da Segondin per la Valle di Rezzalo (31/01/11)
    Tresero (Pizzo) dal Passo Gavia per il versante Sud (24/01/11)
    Misaun (Piz) Da Morteratsch con discesa in Val Roseg (17/01/11)
    Tersiva (Punta) da Lillaz per il Passo Invergneux (01/09/10)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (25/08/10)
    Rimpfischhorn Via Normale dalla Fluealphutte (27/06/10)
    Schiara (Cima) Ferrate Zacchi e Marmol (05/06/10)
    Palla Bianca Weisskugel da Melago (17/04/10)
    Cheilon (Mont Blanc de) da Arolla per la Cabane de Dix (09/04/10)
    Argentiere (Aiguille de) dal Refuge d'Argentière (23/03/10)
    Grand Etret (Testa del) da Pont Valsavarenche (14/03/10)
    Vittorio Emanuele II (Rifugio) da Pont Valsavarenche, anello per il vallone del Grand Etret (05/03/10)
    Zerbion (Monte) da Promiod (01/03/10)
    Entrelor (Cima di) dalla Val di Rhèmes (20/02/10)
    Bernarda (Testa) da Plampincieux (27/01/10)
    Monviso Via Normale da Pian del Re (04/10/09)
    Cervino o Matterhorn Cresta dell'Hornli (31/08/09)
    Epicoun (Bec d') o Becca Rayette Traversata N-S (04/08/09)
    Luseney (Becca di) Parete NE dal Bivacco Chentre Bionaz (26/07/09)
    Barre des Ecrins da Prè de Madame Carle, parete nord (24/05/09)
    Arbola (Punta d') dalla Diga di Morasco (06/04/09)
    Boshorn da Engiloch (21/03/09)
    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/03/09)
    Alphubel dalla Täschhütte (19/05/07)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (22/06/06)
    Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort (20/08/05)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (28/07/05)
    Bionnassay (Aiguille de) Cresta E (15/07/05)
    Bianco (Monte) Via Normale Italiana o Via Ratti dal Rifugio Gonella (01/08/04)
    Bianco (Monte) via normale dal Refuge des Cosmiques per il Col du Maudit (01/08/04)
    Herens (Dent d') Cresta Tiefenmatten (22/07/04)
    Grand Combin Spalla Isler (17/07/04)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (04/07/04)
    Weissmies Via Normale da Saas Grund (03/07/04)
    Allalinhorn cresta E (Hohlaubgrat) (25/07/02)
    Allalinhorn cresta E (Hohlaubgrat) (12/07/02)
    Polluce Cresta SO (12/07/02)
    Castore traversata NO-SE (11/07/02)
    Disgrazia (Monte) Via Normale della Cresta O/NO (Cresta di Pioda) (26/05/02)
    Tacul (Mont Blanc du) Via Normale (28/08/01)
    Parrot (Punta), Ludwigshohe, Corno Nero, Piramide Vincent Traversata da Indren (12/08/01)
    Bernina (Piz) Via Normale italiana dalla Diga di Campo Moro (06/08/01)