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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Assolutamente non dimenticare un piumino e la macchina fotografica
Dopo una giornata nel casino delle spiagge di Los Cristianos, approfitto dell'ultimo giorno di auto affittata, per fare un giro verso il Teide. Senza meta precisa.
Ho un libro guida che mi consiglia questo piccolo giro per chi ha poche ore a disposizione. Infatti lo incomincio alle 17 e alle 18.30 sono già alla macchina.
Il percorso è sicuramente più bello che impegnativo. A quest'ora l'aria è tersa e tende al gelido. Lo faccio di corsa perchè sono in maglietta.

Scenari stupendi al tramonto in un connubio tra lo Utah e Marte. Lungo la strada di rientro ci sono parecchie soste chiamate "miradòr" da cui si può fermare comodamente a fare foto. La più impressionante è da 2000 metri fotografare il sole che tramonta dietro a La Gomera in una cornice di larici in controluce.




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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il sentiero è facile e segnato da ometti. In alcuni punti è anche lastricato. In 45 minuti arrivo sul punto più alto 1023m con vedute impressionanti sui due barranchi sottostanti.
Da qui il sentiero scende di 250/300 metri verso un avvallamento lungo l'immensa scogliera. Lungo la discesa incontro alcuni vecchi ripari in pietra ormai pericolanti (fincas).
Dall'avvallamento in poi si trovano indicazioni che portano ancora più avanti. Da qui salgo una modesta sommitá (Pico de Guergues) che tuttavia sul lato sud ha una parete strapiombante alta non so quante centinaia di metri.
In cima trovo un ometto. Da qui si vede Playa de Barranco Seco 800 metri più in basso su cui sono arrivato sia a piedi che in kajak pochi giorni fa.
Dopo una mattinata grigia, il tempo pare migliorare dopo le 13 e mi dirigo verso il Mirador de Masca.
Parcheggiare è difficile, ma faccio il milanese e mi invento un parcheggio in tripla fila con le 4 frecce in curva. Al primo che esce dal piccolo parcheggio, mi fiondo al suo posto e lascio li l'auto.
Trovo subito il sentiero che dal tornante scende tra i rovi. Intanto nebbie e cielo blu si alternano velocemente in uno scenario surreale giá dopo pochi metri.
Intanto il cielo si è fatto splendido ma è ora di tornare alla macchina possibilmente entro le 19.
Totale di 7.5 km a/r in 3.30h. Prossimamente metterò la traccia gps del percorso.
Questa zona di Tenerife è a dir poco stupenda.
Le possibilitá di escursioni sono veramente tante.
Prossimo obbiettivo provare un connubbio escursionismo/kajak.
Consiglio personale:
Non dar retta a nessuna agenzia che organizza gite. Dicono solo una marea di cazzate a pagamento.
Invece munirsi come si faceva una volta di una cartina kompass e di tanto entusiasmo.



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Itinerario come da relazione.
Parto alle 11.30 senza meta precisa. Ma con la voglia di visitare questo famoso sentiero esposto che più di una persona mi consiglia di evitare.
Il percorso è più segnalato di quanto immaginassi, ed incontro anche alcune persone che camminano nel senso opposto. Ennesima dimostarzione di quanto la gente parli di sentieri "per sentito dire" e quindi a vanvera.

Il posto è stupendo e mi ricorda certi percorsi delle Dolomiti con la differenza che sotto cè l'oceano. Ad un bivio seguo il sentiero sbagliato che porta ad una tubatura che cinge esternamente la scogliera. Lungo la cengia su cui poggia il tubo, trovo delle impronte. Quindi anche qui ci sarà un passaggio per malati di mente e prima o poi verrò a tentarlo.

Io comunque torno sul percorso originario ed entro in galleria. Nella galleria scorre dell'acqua ma non so se sia il caso di berla.Dopo la galleria scendo senza problemi alla spiaggia di sassi (Playa Barranco Seco). Non cè anima viva, se non una barca a vela ferma nella baia. Tento un bagno (d'obbligo), ma è troppo pericoloso a causa delle onde. Quindi decido di tornare sui miei passi, velocemente, visto che è pomeriggio e non so cosa troverò più in alto.

La risalita del barranco si svolge in un ambiente bellissimo, tra cactus e colate di lava di tutti i colori. Ricorda un pò per ambientazione il film "Il pianeta delle scimmie".

Qui il sole sul collo picchia forte, ma man mano si sale, per fortuna aumenta anche la brezza. Arrivo ad una casa, aperta, dove a giudicare dall'arredamento paleolitico dovrebbe essere abitata. Da un disperato o.. da un uomo libero... a seconda dei punti di vista.

Da qui si può continuare fino alla cresta spartiacque per poi scendere al primo centro abitato. Oppure trovare l'imbocco di una seconda galleria che mi riporterebbe sul versante da cui sono partito. Faccio un pò fatica a capire se sono troppo in basso o troppo in alto; ma poi per fortuna trovo un buco nella roccia. Questa galleria è lunga il doppio dell'altra e non se ne vede la luce fino all'ultimo.

Arrivato all'uscita, l'avventura è finita. Devo solo scendere lungo un facile sentiero che passa tra piantagioni di banane. Me ne mangio anche 4/5, un pò acerbe però.
Stupendo giro di mare e montagna. Da solo. Oggi col cielo più blu del solito.

Consiglio di portare scorte d'acqua vista l'aridità del luogo.

1h fino alla galleria
45 min per la galleria più la discesa fino alla spiaggia
2h per la risalita fino alla seconda galleria
15 min di galleria
1h per la discesa

TOT 15,4 km - 5.30h comprese pause



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Su questo tipo di isole, non è possibile prevedere con esattezza ne il meteo ne l'intensità delle onde. Quindi conviene non progettare nulla e decidere di mattina al giorno stesso della gita.

Noleggio kajak 35 euro per tutto il giorno.

Personale consiglio:
Usare per tutto il tragitto calzature adeguate, anche scarpe da ginnastica nel caso. La cosa più difficile è arrivare e partire da spiagge sassose con onda. Con delle buone suole si evita di scivolare e spaccarsi le ossa.
Portarsi indumenti adeguati tipo una mutina per surfisti. Se durante il percorso, il vento aumenta e incomincia a creare i primi sbuffi bianchi sulle onde, fare IMMEDIATAMENTE dietrofront.
Indi per cui mi dirigo verso il noleggio verso le 11 e tra una cosa e l'altra lascio la spiaggia per le 11.40. E' la seconda volta che uso un kajak, ma prendo subito confidenza anche perchè il mare è una tavola.

La ragazza del negozio trova poco credibile il fatto che uno senza pratica arrivi fino a Playa de Masca e me lo sconsiglia. Ma io per esperienza preferisco tastare con mano anzichè credere cecamente a sconosciuti.

In un'ora arrivo a Playa de Barranco Seco, nessuna difficoltà, ma la spiaggia è composta da grossi sassi neri e nell'approdo anche con onda leggera, si rischia come niente di spaccarsi le gambe.
Incontro due ragazzi provenienti dal sentiero interno. Dopo una pausa riparto e in un'altra ora arrivo a Playa Masca. Più incassata rispetto alla prima e con una piccola zona sabbiosa con gabbiani dove posso toccare terra ferma con meno problemi.
Non cè anima viva e la sensazione di aver raggiunto un posto inesplorato è forte. Da qui si vedono solo pareti rocciose e mare.
Impressionante è la vista delle scogliere che sempbrano pareti dolomitiche ma composte di colate di lava marrone. La spiaggia è nera.

Alle 15 decido di tornare e incomincio a sentire la stanchezza a schiena e collo, nonostante la corrente mi sia a favore. Faccio una seconda tappa a Playa Barranco Seco, ma l'onda è aumentata e anzichè servirmi da ristoro, mi stanca alcuanto. Rotolo un pò di volte nella risacca e quando finalmente sono sui sassi fatico non poco a trascinare il kajak (pesantissimo) in una zona sicura.

Allora decido di tenermi su le Salomon e di ritornare in acqua senza dolori ai piedi. Ora mi manca ancora un'ora di voga col vento a favore. Ma l'onda che arriva da dietro e inaspettata a volte mi fa quasi ribaltare. In più questo vento continuo con spruzzi del tardo pomeriggio mi fa battere i denti.

Arrivo alle 17.30 sulla spiaggia sfinito e congelato.

Bellissima avventura, mai fatta prima e che mi fa volentieri dimenticare le alpi (momentaneamente).



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Itinerario come da relazione. Il sentiero che sale al Manzi è una legnata, soprattutto con gli zaini pesanti come i nostri. L'obbiettivo originario sarebbe la Cima di Rosso; quindi portiamo anche il peso di picca e ramponi che rimarranno "ovviamente" inutilizzati.
Il bivacco per fortuna non è occupato e la giornata è splendida. Dentro tutto asciutto e caldo. 4 ore da Ca dei Rogni.

Il giorno dopo partiamo alle 7 ancora al buio. Mare di nubi a 2000 metri con luna piena. Scenario spettacolare che sembra quasi finto. Peccato che la mia macchina fotografica non riesca a cogliere cotanta bellezza.

Arriviamo al passo del Cameraccio all'alba (un ora dal bivacco). L'itinerario verso la cima non è individuabile, ma ci sono già stato nel 2006 e troviamo senza problemi la giusta via in mezzo ad un mare di pietre.
Il Sissone è riconoscibile perchè segna ad oriente la fine del granito solido (vedi Pizzi Torrone) e l'inizio del granito rotto che tendente sempre più al marrone porta fino al Monte Pioda.

Qui ad ogni passo si rischiano caviglie e ginocchia. Comunque senza problemi arriviamo allo spartiacque. Precipizio sul lato nord. Tuttavia la cresta è solida e divertente e con un pò di intraprendenza non necessita di attrezzi (I e II°) (2 h e 15 dal passo).
Dalla cima sarebbe facile continuare fino alla Cima di Rosso, ma le giornate corte e il meteo in peggioramento non ce lo consentono. Panorama mozzafiato sui Torroni, Bernina e Disgrazia. Aria gelida da nord.

Quindi scendiamo alla volta del Kima che non abbiamo mai visitato. Anche qui pietre a non finire per 800 metri di dislivello con disgressione di mezz'ora fino al bivacco. Per tornare in fondovalle dobbiamo scendere per sfasciumi ed erba, spostandoci man mano verso destra fino ad intercettare il sentiero della Val Cameraccio; quasi invisibile senza gli indispensabili bolli. Solo verso i 2000m il sentiero diventa decente e "morbido". Discesa infinita fino alla macchina.

Giro completo dal bivacco 11 ore


Gita consigliata agli amanti del "ravanage" su pietraie. Sconsigliata in caso di nebbia. Utile un GPS.

Ultimi giorni di sole di quest'estate interminabile. Ora arriva la neve e con essa la depressione...



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Parto molto ambizioso per salire il Ligoncio con un giro ad anello di 3 giorni. L'idea era quella di salire la cima dal rif Omio per poi scendere sul lato opposto (val dei Ratti) e raggiungere il bivacco Valli attraverso la bocchetta di Spassato. Rientro il terzo giorno per il passo Ligoncio.
Quindi lascio a casa tutta l'attrezzatura per lasciare spazio a indumenti e viveri nello zaino.
Dopo aver dormito nell'invernale dell'Omio, mi dirigo verso la Sfinge ed il canalone da cui parte la normale per il Ligoncio. Dopo averlo percorso insieme ad uno stambecco che mi precede, incontro il tratto chiave forato con tre chiodi. Corto e di III. Non difficile, ma non so che fare... Se per caso dovessi essere obbligato a ritornare per la stessa via di salita, questo tratto non riuscirei a disarrampicarlo slegato.
Never mind... Cambio di programma. Decido di scendere e fare la traversata Valle dell'Oro-Val Merdarola che non ho mai fatto.
Quindi giù per pietraie fino a connettermi col sentiero proveniente dal rif. Omio.
Il sentiero che porta alla bocchetta di Medaccio è ben segnalato ma raramente percorso. In molti punti la traccia non esiste. Tuttavia il percorso è molto panoramico e permette di ammirare tutta la catena dal Ligoncio fino al Disgrazia.
Dopo la bocchetta il sentiero peggiora ulteriormente. Si scende ripidi tra rododendri, muschi e rocce scivolose. Guai a perdere la traccia. Tra l'altro tonnellate di escrementi di pecora sul percorso (post transumanza). Forse il termine Merdarola per questa valle ha un origine.
Arrivo finalmente dopo 10 ore all'area picnic dei Bagni pieno di graffi e di merda.
Gita sconsigliata ai non amanti del genere. Portarsi un machete.
Nonostante i numerosi insuccessi, sempre affascinante e "spaccaginocchia" questa Val Masino....



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Arriva ottobre e la voglia di Val Masino.

Ennesima notte nell'invernale del Gianetti, oggi meno umido del solito. Sarà la decima volta in cui vi passo la notte. Mentre nel vero rifugio non sono mai stato, ne tanto meno so che faccia abbia il gestore.

Il Badile si presenta con un pò di chiazze di neve, giustamente nelle nervature su cui sale la via normale. Il canalino sotto la croce Castelli è ghiacciato e lo superiamo un pò con le unghie. Più su cè un pò di neve che non da molto fastidio. Pìù che altro, lo scioglimento provoca rivoli d'acqua ovunque e bisogna arrampicare sempre su rocce bagnate.

A tre quarti della salita, quando ormai iniziavamo a gioire per la vetta, qualcosa non mi quadra. Non riusciamo a trovare l'ultima parte ripida che conduce al catino di sfasciumi sotto la vetta. Nonostante ci sia già stato 4 anni fa, non ricordo il passaggio.
Intanto innocue nuvolette si trasformano velocemente in nebbia che sale e si capisce ancora meno. Facciamo due o tre tentativi, vicino alla cresta o più in centro, ma non cè niente da fare; .... non riconosco il posto. Mistero.. Ci sono parecchi cordini da calata posti qua e la che disorientano parecchio.

Interessante è come si passi nel giro di mezz'ora dalla gioia di arrampicare al sole, all'inculata e lo scoramento nella nebbia...... non ho parole...

Mi spiace più che altro per la mia amica che ci teneva. Io in cima ci sono già stato.
Nella parte alta della via normale sono posti tre anelli cementati. Sopra il secondo (salendo), si notano due bolli rossi su rocce bianche e lisce che portano verso destra. Con una vaga freccia bianca che indica la direzione contraria. Li sta l'errore.
Bisogna tenersi invece il più possibile vicino al filo di cresta fino ad incontrare il terzo anello che nella nebbia non abbiamo trovato.

Arrivederci Badile a ottobre 2019!!



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Al rifugista del Prarayer risulta che nessuno si sia ancora avvicinato al Col Budden durante l'estate 18. Questo accende la nostra voglia di anticonformismo settembrino. Tuttavia sul libro del bivacco Paoluccio, 3/4 firme confermavano che il luogo non sia stato completamente isolato.

Le condizioni del piccolo ghiacciaio sotto il colle sono un'incognita (il rifugista non sa nulla), visto che non sono visibili dal basso; e solo una volta giunti sopra la Gran Tete possiamo constatare che non è malaccio, nonostante l'evidente ritiro e abbassamento.
Ci sono 2/3 grossi crepi evitabili e nella parte finale saliamo per rocce e sfasciumi sul lato sinistro fino al bivacco. Sotto il colle il ghiacciaio è ridotto ad una lastra grigia coperta di sassi; e anche il nevaio triangolare sotto la Becca di Guin è quasi completamente andato, con continue scariche di sassi che si calmano solo di notte.

Al bivacco si sta benissimo. Alle 17 la lamiera ancora scotta - leggera brezza e ottima visibilità - di notte luna piena. Ma per bere dobbiamo sciogliere ghiaccio fossile.

Al mattino partiamo con molta calma, aspettando ad aprire la porta col primo raggio di sole (07.40). La cresta è tutta asciutta e ritrovo alcuni ometti che ho lasciato 2 anni fa. Arriviamo in cima in due ore. La Punta Sella è li di fronte e molto invitante, ma bisognerebbe aggiungere ancora 3 ore a/r, e rischieremmo di finire fuori orario, visto le giornate ormai corte.

Al ritorno tentiamo la traversata su ghiacciaio fino al Tete Roses, ma finiamo in un mare di crepi e ghiaccio secco; quindi dietrofront e affrontiamo lo smarronamento della discesa lungo le Petit e Grand Tete. Arriviamo alla macchina alle 20.30.

Non "un addio" a questi posti, ma "un arrivederci"...

Gran gita

Con Elisabetta
Consiglio per chi volesse fare questa gita, di portarsi una corda da 20 metri. Più lunga sarebbe solo peso inutile. Inutile anche la ferraglia, tanto non cè nulla di solido a cui attaccarsi. Le difficoltà non superano mai il II+/III. Procedere il più possibile slegati e leggeri facendo molta attenzione a non smuovere nulla. (opinioni personali)

A chi interessa, dei tedeschi hanno salito la Dent d'Herens, che è in condizioni.



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le condizioni sono perfette sul Weisshorn in questa coda d'estate. Tra l'altro abbiamo trovato una giornata di sole e cielo terso che più bella non poteva essere.

La cresta rocciosa è quasi completamente asciutta - si trova solo una leggera spolverata di neve sul lato nord. Fare quindi attenzione a dove si mettono i piedi in quanto si sale senza ramponi. La cresta nevosa è in buone condizioni e solo in alcuni punti si sente il ghiaccio in profondità.

Cima calda e senza vento. Si poteva rimanere in maglietta a prendere il sole. Incontrati due sudtirolesi provenienti dalla cresta nord.

Abbiamo impiegato 4 ore da Randa al rifugio. Partenza alle 3,20 del mattino e arrivo in vetta alle 9. Ritorno al rifugio alle 17 e a Randa alle 21.

Consiglio di portare una corda da 30m che è più che sufficiente, in modo da evitare inutile peso.

Con Bettina
Rifugio con ottima gestione, buona cena, pochi compagni di salita svizzeri, sorridenti e che si sforzano pure di parlare italiano!!! Strette di mano, pacche sulla spalla e selfie al rientro al rifugio....

Che dire..... non riesco a trovare difetti alla gita. Voto 10!

Consigliatissimo Weisshorn finchè l'estate non molla.



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Giudizio Complessivo :: * / ***** stelle
Metto questo report a scopo informativo, in quanto, nella fattispecie, la vera e propria cresta di Moine non è nemmeno stata toccata dalle nostre mani.

Riguardo alle condizioni di questo itinerario si sa poco, a parte le info prese dai due report precedenti. Il rifugista per telefono non sa nulla (o fa finta di non sapere nulla) sulle condizioni, oltre che rifiutarsi di parlare in inglese. La signora dell'ufficio guide di Chamonix, per telefono è stata nettamente più gentile, ma pure lei sa poco o niente.

Noi comunque decidiamo di tentare lo stesso e valutare "con mano" e non per sentito dire.

L'accoglienza al rifugio è delle più penose. Il gestore fa subito capire che non ha voglia di rispondere a domande e liquidando tutto con degli "I don't know" con la faccia di ca...zo tipica dei suoi connazionali.
Anche con un paio di guide non attacca. Il resto dei commensali andrà il giorno dopo in massa sull'Aiguille du Moine che a non non interessa. Noi comunque tentiamo il progetto iniziale.

All'ora concordata per la colazione il rifugista si presenta in ritardo e sbuffando. Quindi partiamo in ritardo sulla tabella di marcia e con i peggiori auspici. Il percorso è segnalato con ometti e sulla parte di ghiacciaio seguiamo delle vaghe tracce di ramponi che portano fino alla terminale (quindi di qui qualcuno è passato). La terminale di rivela una voragine! Immaginavamo che essa a fine stagione potesse essere larga e difficilmente superabile, ma.... non fino a questo punto....!
Le due labbra sono completamente staccate. La parte superiore appare come un seracco pensile triangolare. E noi sotto di 10/15 metri sul bordo del labbro inferiore. In mezzo una parete liscia e sporca di detriti. Nel solco troviamo una corda gelata, un telo e due bastoncini telescopici.

Ok, la gita finisce qui. Amen...

Durante il ritorno, con l'arrivo della luce, notiamo che il percorso è giusto. E che l'attacco della cresta era esattamente sopra quella terminale. L'Aiguille Verte si presenta secca e con un cielo terso. Peccato, sarebbe stata una bella gita.
Non so se ci siano ulteriori punti d'accesso all'Arete du Moine. Tuttavia non penso che un inverno seppur nevosissimo basti per compensare un abbassamento del ghiacciaio così profondo in quel punto e riempire quel vuoto.

Ad ogni modo, una gita interessante in un luogo stupendo. Peccato per la pessima gestione del refuge du Couvercle.



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Tutte le sue gite

  • Los Roques de Garcìa giro ad anello (08/11/18)
    Guergues (Pico de) dl Mirador de Masca per Casas de Araza e il Camino de Guergues (06/11/18)
    Barranco Seco (Playa de) per il Barranco Seco ed il Viàz de Los Gigantes (03/11/18)
    Masca (Playa de) da los Gigantes (30/10/18)
    Sissone (Monte) dalla Val di Mello (26/10/18)
    Ligoncio (Pizzo) dalla Val Masino (19/10/18)
    Badile (Pizzo) Via Normale (04/10/18)
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    Weisshorn Cresta Est (11/09/18)
    Verte (Aiguille) Cresta SO (del Moine) (05/09/18)
    Sassolungo Via Normale - Grohmann/Innerkofler/Salcher (01/08/18)
    Popena (Piz) Via Whitwell/Siorpaes (25/07/18)
    Fanes Nord (Punta) per la Cengia Veronesi (16/07/18)
    Boè (Piz) dal Passo Gardena, traversata a Colfosco (04/07/18)
    Ambàta (Cima d') Via Normale da Auronzo di Cadore (26/06/18)
    Vallòn Bianco (Croda del) dalla Capanna Alpina per il Col de Locia (20/06/18)
    Gross Grunhorn parete Ovest (15/04/18)
    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (25/03/18)
    Nefelgiù (Corno Orientale di) da La Frua (08/03/18)
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    Kastel (Bocchetta del) da Riale (04/02/18)
    Elgio (Punta) o Helgenhorn da Riale (04/02/18)
    Ponteranica Centrale (Monte) da Pescegallo (24/01/18)
    Presena (Cima) dal Passo del Tonale per il Passo della Sgualdrina (07/01/18)
    Serodoli (Monte) da Madonna di Campiglio (24/12/17)
    Bianca (Croda) Spigolo Fantòn (29/10/17)
    Pinèi (Pale dei) dalla Stanga per Forcella Odèrz ed il Viàz dei Camòrz (25/10/17)
    Cengalo (Pizzo) Via Normale da Bagni del Masino (10/10/17)
    Titta Ronconi (Bivacco) al Passo di Bondo dal rifugio Gianetti (09/10/17)
    Tribolazione (Becco Meridionale della) via normale per Cresta SSO e parete SO (25/09/17)
    Ceresole (Punta di) da Noasca (21/09/17)
    Budden (Colle) e Bivacco Paolucci dalla Diga di Place Moulin (05/09/17)
    Grande Rousse, cima Nord Cresta N e traversata da Usellieres (13/07/17)
    Grandes Jorasses Via Normale (05/07/17)
    Hess Adolfo (Bivacco) da La Visaille (30/06/17)
    Vierge (la) dalla Diga di Place Moulin per la Comba d'Oren ed il Col Collon (22/06/17)
    De Zen Piero (Bivacco) da Egga (CH) (13/05/17)
    Calabre (Punta) da Thumel per il Rifugio Benevolo (05/05/17)
    Presanella (Cima) da Stavel (17/04/17)
    Tresero (Pizzo) dall'Albergo dei Forni (31/03/17)
    Margna (Piz de la) da Maloja (29/03/17)
    Arbola (Punta d') o Ofenhorn da Valdo per il Rifugio Margaroli (19/03/17)
    Lago Gelt (Cima del) da Carona (11/03/17)
    Bandiera (Pizzo) da Alpe Devero (02/03/17)
    Bianco (Pizzo) da Pecetto (26/02/17)
    Rodes (Pizzo) da Gaggio (20/02/17)
    Gross Leckihorn da Realp (16/02/17)
    Lagrev (Piz) dal Julierpass (14/02/17)
    Coluonnas (Piz da las) da La Veduta (14/02/17)
    Stotzigen Firsten da Realp (12/02/17)
    Rossstock da Chappeliberg (29/01/17)
    Surgonda (Piz) traversata chamanna jenatsch - 'la veduta' (22/01/17)
    Flix (Tschima da) (21/01/17)
    Agnel (Piz d') da La Veduta (20/01/17)
    Cimone della Bagozza Canale NO (14/01/17)
    Gran Paradiso da Pont Valsavarenche per il Rifugio Vittorio Emanuele II (18/12/16)
    Tambò (Pizzo) da Splugen (07/12/16)
    Sassal Mason dall'Ospizio al Passo del Bernina (30/11/16)
    Breithorn dal Passo del Sempione (28/11/16)
    Marmolada, Punta Rocca da Passo Fedaia per la pista Bellunesi (13/11/16)
    Varuna (Piz) Via Normale dalla Diga di Alpe Gera (01/11/16)
    Geisshorn Cresta SO (30/10/16)
    Vioz (Monte) Via Normale da Peio Fonti (22/10/16)
    Hoher Weisszint o Punta Bianca dal Lago di Neves, per la cresta SO (16/10/16)
    Cengalo (Pizzo) Via Normale da Bagni del Masino (07/10/16)
    Allievi (Punta) Via Normale dalla Val di Mello (04/10/16)
    Pelmo (Monte) da Zoppè (29/09/16)
    Fanes Sud (Punta) Cesco Tomaselli (27/09/16)
    Vezzana (Cima) Bolver - Lugli (25/09/16)
    Morteratsch (Piz) Crasta da la Spraunza (14/09/16)
    Dent Blanche Cresta Sud (09/09/16)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (01/09/16)
    Gay (Becca di) Via Normale dalla Diga di Teleccio (22/06/16)
    Blanc Giuir dal Lago di Teleccio (15/06/16)
    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/05/16)
    Gran Zebru' Via Normale dal Rifugio Pizzini (14/12/15)
    Presanella (Cima) traversata bocchetta di Monte Nero (16/11/15)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (08/11/15)
    Weissmies Cresta SE (02/11/15)
    Moiazza Cengia delle Mesenade e del Belìa (24/10/15)
    Ferùch (Cima est dei) Via normale dal Lago del Mis (22/10/15)
    Pizzocco (Monte) Via normale (21/10/15)
    Terrarossa (Punta di) dal Passo del Sempione (11/10/15)
    Ferro Orientale (Pizzo del) Via normale - traversata Val Qualido Val del Ferro (08/10/15)
    Sass de Mura, cima Ovest Via Normale (01/10/15)
    Sass de Mura Giro delle Banche (01/10/15)
    Resegone Via Ferrata Gamma Due (12/09/15)
    Erna (Pizzo d') Gamma 1 (12/09/15)
    Lyskamm Orientale e Occidentale Traversata Est-Ovest (07/09/15)
    Guin (Becca di) traversata Creste SO - S (31/08/15)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (17/08/15)
    Montagnaya (Punta di) da La Ferrera per il Colle di Montagnaya (28/07/15)
    Faroma (Monte) Via Normale dalla Valpelline (20/07/15)
    Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa (14/07/15)
    Tribolazione (Testa della) traversata Testa di Valnontey e Testa del Gran Crou da Teleccio (18/06/15)
    Roccia Viva Via Normale del Canale Coolidge (03/06/15)
    Cannone (Punta) dall'Isola Tavolara (25/05/15)
    Pelmo (Monte) Traversata Cengia Grohmann-Ball (29/09/14)
    Antelao (Monte) da San Vito di Cadore (27/09/14)
    Tofana di Rozes Via Ferrata Lipella (22/09/14)
    Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte (14/09/14)
    Mischabel (Dom de) Festigrat (07/09/14)
    Ceresole (Punta di) traversata da Pont Valsavarenche a Valnontey (28/08/14)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (14/08/14)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (04/08/14)
    Tseucca (Aouille) Via Normale da Chamen (03/07/14)
    Sasc (Piz) da Bivio (12/12/13)
    Surgonda (Piz) da La Veduta per la Fuorcla d'Agnel (08/12/13)
    Grigna Meridionale o Grignetta Cresta Segantini (19/10/13)
    Guglia o Julier (Piz) per la cresta E dalla Fuorcla Albana (02/10/13)
    Sorapiss Via normale (25/09/13)
    Cristallo (Monte) Via comune (21/09/13)
    Monfalcon di Montanaia Via comune (19/09/13)
    Averau- Nuvolau (Ferrata) (16/09/13)
    Cridola via normale dal rifugio Padova (13/09/13)
    Grivola (La) Via Normale Parete SE e cresta ENE dal bivacco Gratton (31/08/13)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (21/08/13)
    Velan (Mont) Via Normale da Ollomont (14/08/13)
    Giordani (Punta) Cresta del Soldato (11/08/13)
    Roccia Nera, Gemello e Breithorn Orientale da Plateau Rosa (02/08/13)
    Leynir (Punta) da Thumel e il Col Rosset (23/07/13)
    Grand Tournalin (Cima Sud) e Petit Tournalin da Cheneil (15/07/13)
    Gran San Pietro (Torre del) da Diga del Teleccio (30/06/13)
    Pigne d'Arolla da Arolla, anello per il Pas de Chevres e la Cabane des Dix (14/05/13)
    Senggchuppa da Engiloch (08/05/13)
    Finale (Punta di) da Maso Corto per il da Rifugio Bellavista (24/04/13)
    Palla Bianca (WeissKugel) da Maso Corto (23/04/13)
    Gran Zebrù dall'Albergo dei Forni (10/04/13)
    Ferré (Pizzo) da Montespluga (21/11/12)
    Murtèl (Piz) da Surlej (15/11/12)
    Bianco (Corno) dalla Val Vogna (22/10/12)
    Aletschhorn Via Normale della Cresta Sud-Ovest (09/09/12)
    Bioula (Punta) da Eaux Rousses (27/08/12)
    Trélatéte orientale (Aiguille de) Via Normale Italiana da la Visaille (20/08/12)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (08/08/12)
    Tour Ronde via normale per il Colle Freshfield (24/07/12)
    Paramont (Monte) Via Normale da la Joux (16/07/12)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (09/07/12)
    Tosa (Cima) Via Migotti e via normale (27/06/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    San Matteo (Punta) dall'Albergo dei Forni (13/03/12)
    Solda (Cima di) o Suldenspitze da Solda (11/01/12)
    Badile (Pizzo) Via Normale (02/10/11)
    Dente del Gigante Via Normale (11/09/11)
    Chardoney (Becca di) Cresta SO (23/08/11)
    Leschaux (Aiguille de) da Lavachey (26/06/11)
    Piazzi (Cima di) dalla Valdidentro (20/04/11)
    Lagrev (Piz) dal Julierpass (23/03/11)
    Savoretta (Cima di) da Segondin per la Valle di Rezzalo (31/01/11)
    Tresero (Pizzo) dal Passo Gavia per il versante Sud (24/01/11)
    Misaun (Piz) Da Morteratsch con discesa in Val Roseg (17/01/11)
    Tersiva (Punta) da Lillaz per il Passo Invergneux (01/09/10)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (25/08/10)
    Rimpfischhorn Via Normale dalla Fluealphutte (27/06/10)
    Schiara (Cima) Ferrate Zacchi e Marmol (05/06/10)
    Palla Bianca Weisskugel da Melago (17/04/10)
    Cheilon (Mont Blanc de) da Arolla per la Cabane de Dix (09/04/10)
    Argentiere (Aiguille de) dal Refuge d'Argentière (23/03/10)
    Grand Etret (Testa del) da Pont Valsavarenche (14/03/10)
    Vittorio Emanuele II (Rifugio) da Pont Valsavarenche, anello per il vallone del Grand Etret (05/03/10)
    Zerbion (Monte) da Promiod (01/03/10)
    Entrelor (Cima di) dalla Val di Rhèmes (20/02/10)
    Bernarda (Testa) da Plampincieux (27/01/10)
    Monviso Via Normale da Pian del Re (04/10/09)
    Cervino o Matterhorn Cresta dell'Hornli (31/08/09)
    Epicoun (Bec d') o Becca Rayette Traversata N-S (04/08/09)
    Luseney (Becca di) Parete NE dal Bivacco Chentre Bionaz (26/07/09)
    Barre des Ecrins da Prè de Madame Carle, parete nord (24/05/09)
    Arbola (Punta d') dalla Diga di Morasco (06/04/09)
    Boshorn da Engiloch (21/03/09)
    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/03/09)
    Alphubel dalla Täschhütte (19/05/07)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (22/06/06)
    Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort (20/08/05)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (28/07/05)
    Bionnassay (Aiguille de) Cresta E (15/07/05)
    Bianco (Monte) Via Normale Italiana o Via Ratti dal Rifugio Gonella (01/08/04)
    Bianco (Monte) Via Normale dal Refuge des Cosmiques per il Col du Maudit (01/08/04)
    Herens (Dent d') Cresta Tiefenmatten (22/07/04)
    Grand Combin Spalla Isler (17/07/04)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (04/07/04)
    Weissmies Via Normale da Saas Grund (03/07/04)
    Allalinhorn cresta E (Hohlaubgrat) (25/07/02)
    Allalinhorn cresta E (Hohlaubgrat) (12/07/02)
    Polluce Cresta SO (12/07/02)
    Castore traversata NO-SE (11/07/02)
    Disgrazia (Monte) Via Normale della Cresta O/NO (Cresta di Pioda) (26/05/02)
    Tacul (Mont Blanc du) Via Normale (28/08/01)
    Parrot (Punta), Ludwigshohe, Corno Nero, Piramide Vincent Traversata da Indren (12/08/01)
    Bernina (Piz) Via Normale italiana dalla Diga di Campo Moro (06/08/01)