andrea de filippo


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giornata spettacolare, senza una nuvola. Con l'intenzione di conoscere un pezzo della via Normale al Velan,son partito in tarda mattinata evitando così il verglass in vista del colle. Al piano a 2000m ho deviato dal sentiero 3 e ho percorso tre quarti dell'anello della Conca di By, dato che ero equipaggiato con scarpe da trail e zaino. Da lì ho poi risalito i ripidi pendii erbosi senza seguire traccia fino a ricongiungermi al sentiero 3 sulla cresta, un duecento metri al di sotto del bivacco. Dal bivacco, deviare a sx verso la pietraia per la salita al colle. Di ometti ne ho visti pochi ma con una giornata così non ci si poteva perdere. Qualche sporadica lingua di neve sulla salita. Al colle, non avendo l'attrezzatura giusta e neanche il tempo, ho desistito per la salita alla vetta godendomi un po' più a lungo la vista di un Gran Combin privo di nuvole. I primi metri della discesa sono insidiosi, poi dopo il bivacco bellissima la discesa sulla cresta erbosa.
Non ho incontrato nessuno sul sentiero nonostante la giornata da urlo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo itinerario :: faticoso
tipo clima :: al limite del freddo
Partenza con 5° da Fenils a metà mattinata, ma con fuseau al ginocchio, maglia manica lunga e gilet più bandana, la temperatura era accettabile anche perché si sale subito ripidamente. Bastoncini utilissimi. Minimo un litro di acqua. Prima parte da esplorazione vera e propria (ma era il mio obiettivo oggi)per cui se non si vuol "perdere tempo" suggerisco la salita classica per sentieri e mulattiera. Giacca a vento e guanti dai 2690m del Colle. La neve sul versante Nord non crea ostacoli né se si seguono tutti i tornanti né se si taglia e si sale di petto il versante nord. Poco vento in vetta ma la temperatura era intorno allo zero. Per la discesa da annotare solo un paio di passaggi tecnici. Per il resto è tutta corribile. Il sentiero che scende a Claviere dopo il cartello dei -3,4 km non è ben segnalato per cui bisogna portarsi quasi subito sulla sx del Rio Secco per prendere la giusta traccia. Ultima parte dell'anello su asfalto (non il massimo ma evitabile volendo come da descrizione). Giro impegnativo di tanti chilometri e un buon dislivello.
Nessun incontro in salita da Fenils. Dal Colle mentre salivo ho incontrato una coppia di italiani e tre runners francesi. In discesa ho incontrato un paio di famiglie in escursione al Colle dello Chaberton e tanti ferratisti nelle Gorge di San Gervasio.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Partenza dal piazzale di Casellette con nubi, ma temperatura gradevole. Tagliafuoco in ottimo stato. Poi le rampe al Pilone Mollar o Della Costa. Breve pausa per godersi la valle e poi in direzione Madonna della Bassa sulla parte più impegnativa del percorso, più per l'alto contenuto tecnico che il dislivello. Sentiero pulito e asciutto. Primo passaggio al piazzale dove si incrociano i sentieri che scendono dal Mont Curt, quello che va alla Madonna della Bassa e il sentiero degli Alpini. Doveroso allungo fino alla Madonna della Bassa, dove ci siamo coperti prima di iniziare la discesa. Secondo passaggio al piazzale e giù sul single trek del Sentiero degli Alpini. il sentiero è stretto e molto tecnico. Ma ci si diverte molto. Il sentiero rimane a mezza costa fino ad un bivio dove sulla destra si risale verso la Madonna della Bassa. Proseguendo diritti, dopo solo 20 metri c'è un altro bivio. A destra prosegue il sentiero degli Alpini. A sinistra inizia una discesa "molto impegnativa"(è ben indicato!!) e noi ci siamo lanciati su questa. La discesa è ripida, su sentiero stretto, con spesso pietroni in mezzo al sentiero da affrontare con attenzione. L'ultimo pezzo è uno slalom tra muretti di pietra e tronchi affioranti. Difficile ma appagante. Si sbuca poi in una delle borgate di Rubiana e da lì per via asfaltata siamo rientrati su Almese e poi Casellette. Complessivamente 38 km molto impegnativi tra salite e discese tecniche ma davvero divertenti per gli appassionati di MTB.
Con Michelone in gran forma e con un grandissimo Giorgio, al suo primo giro per la Tagliafuoco.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Oggi bella giornata di sole ma ventosa. Utili gli occhiali da sole. Ferrata in ottime condizioni. Il primo settore è molto bello: verticale e esposto in alcuni punti ma ci sono gradini ovunque. Il secondo settore è meno impegnativo. Dal secondo al terzo c'è uno spostamento su sentiero di 15 minuti. Seguire le indicazioni un po' sbiadite di frecce rosse. Il terzo settore è equivalente al primo ma più corto. L'ultimo settore si può fare volendo in arrampicata su placche e roccette. Bella la cresta finale. Per il rientro si sale un 50-60 metri dal ripetitore; qui a destra inizia il sentiero di discesa molto ripido nei primi metri (a tratti ci sono dei cavi) per poi spianare in prossimità di grossi massi su cui si iniziano a vedere i bollini gialli. Da qui breve risalita (una ventina di metri) e si inizia la serie di tornanti che porta fin giù a La Bethaz.

Materiale usato: kit da ferrata, casco, imbrago, borraccia, zaino, altimetro, scarpe da trekking.

Partito in primo pomeriggio.

Tempo di salita: intorno alle 3h15'ma salendo abbastanza veloce. Si devono considerare 4h minimo.
Tempo di discesa: intorno alle 2h a passo svelto. Da La Bethaz bisogna considerare un paio di km per tornare all'attacco della ferrata.
In solitaria e non ho incontrato nessuna persona né sulla ferrata né sul sentiero di rientro. Ho incrociato solo due marmotte spaventate, due mucche poco socievoli e una vipera morta. Vista la totale assenza di civiltà, a tratti mi son sentito il protagonista de "Nelle Terre Estreme" :-)
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Sentieri bagnati vista la pioggia della notte/prima mattinata. Un po' di attenzione in discesa sulle pietre umide. Per il resto nulla di rilevante. Fontane con acqua potabile a Chamois, Lago Lod, Cretaz, Maen.
Con Andrea (Don) in ottima forma.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Tempo splendido e temperatura accettabile. Vento forte da 2300 m in su: è necessaria la giacca a vento. Salita per la via Normale fino a 2600 m circa e poi ultimi 300 m D+ per la Cresta Ovest con arrampicata su roccette in diversi passaggi. La via è ottimamente segnata da bollini circolari bianco-rossi.
Con la bravissima Antonietta al suo primo quasi 3000m e alle prime esperienze di arrampicata su roccia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Tempo splendido e temperatura accettabile. Vento forte da 2300 m in su: è necessaria la giacca a vento. Salita per la via Normale fino a 2600 m circa e poi ultimi 300 m D+ per la Cresta Ovest con arrampicata su roccette in diversi passaggi. La via è ottimamente segnata da bollini circolari bianco-rossi.
Con la bravissima Antonietta al suo primo quasi 3000m e alle prime esperienze di arrampicata su roccia.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Salito per il sentiero da Villanova tra un temporale e l'altro. Quindi un po' di attenzione ai passaggi su rocce umide e bagnate. Nulla di rilevante se non le tantissime salamandre incrociate sul sentiero.
In solitaria in attesa della 3 Rifugi di domani.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sentiero pulito fino a 2630m. Poi due facili nevai che volendo si possono aggirare. Arrivati a quota 2800 m il sentiero è ricoperto dalle neve. Se non si è attrezzati o pratici in montagna consiglio di fermarsi qui. Ho attraversato il nevaio in traverso fino a raggiungere delle cenge erbose una 50 m più in alto. Da qui mi sono tenuto a destra del pendio ripido sotto la vetta e sono salito sull'unico pendio erboso presente tra due grandi massi. A quota 2900m c'è solo neve su pendio ripido. Da lì mi sono mosso su neve (che inizia a cedere) con una salita a zig-zag fino all'ex-capanna Margherita. Da qui per i massi non ricoperti di neve sono arrivato al colletto a 3040m. Qui era obbligatorio fermarsi perché per arrivare alla vetta si doveva passare su delle cornici di neve non proprio invitanti! Tra 15 giorni o meno, se fa caldo, credo si possa arrivare in vetta con più tranquillità. Portarsi sempre: guanti, bastoncini e giacca a vento.
In solitaria con tante marmotte, un ermellino, uno stambecco e in basso (intorno ai 2000m) qualche cicloturista
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Visto il periodo c'è ancora neve su diversi tratti del sentiero. Piccolo nevaio intorno ai 1200-1250 m ma facilmente oltrepassabile. Neve sia sul versante sinistro che destro di Campo dell'Arco: motivo principale per fare la salita lungo una direttissima. Poi tanta neve alla selletta di Forca di Cane e sull'ultima parte del sentiero classico alla cima per cui, se non attrezzati, consiglio di fare la salita sul pendio più ripido ma privo di neve. Tanto vento sopra i 1900m.
Con Antonietta e Francesco, entrambi bravissimi, al loro battesimo sul Miletto.
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Tutte le sue gite

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