albi81


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sempre bella la fessura, la mia prima volta tutta da primo.
Nonostante le martellate sopravvivono, malconci, i due spit sul secondo tiro, peraltro nella parte più facile della via.
Se si procede dopo S3 sul panettone finale, attenzione che con prima doppia le corde si incastrano facilmente, e comunque bisogna sostare su S3.
Con Gio
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima via, molto estetica e su roccia tutto sommato buona per il tipo di ambiente.
La chiodatura impeccabile e l'avvicinamento comodo non devono comunque far sottovalutare una via breve ma piuttosto intensa dall'inizio alla fine (a parte il traverso) che richiedono buona padronanza del grado. Esposizione garantita.
Se se scende in doppia, da S5 si arriva giusti giusti a terra con corde da 60mt, saltando la sosta intermedia fuori via.
Il primo spit di L5 ha il dado lento, sarebbe utile portare una chiave per stringerlo.
Con il mitico Mario un vero mentore!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima via, soprattuto le placche di L6 e L7, molto logica e mai banale a partire da L3.
Spittatura non certo plaisir ma non è possibile integrare almeno nei tiri duri (placca), comunque c'è tutto dove serve.
Un po' di ravanage nel bosco per risalire il canalone di sfasciumi (a saperlo si poteva seguire la ferrata).
L10 è un breve trasferimento (1 spit) che può essere concatenato, ma diventa poi difficile sentirsi.

Con il grande Mario, un maestro, e Guido
La mia prima via di Michelin, spero la prima di molte se sono tutte così belle!
Libro di vetta in una nicchia su S9
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via in ambiente, ottimamente chiodata. A mio avviso il grado proposto è piuttosto stretto (per L4 e L7 ci sta il 5c, sicuramente l'obbligatorio non è un terzo). Piuttosto sporchi i tiri in basso, bellissimo il 4o e gli ultimi tre.
I due quarti gradi si concatenano senza problemi, preferibilmente saltando qualche spit nei tratti più appoggiatI.
In generale la via fa molti zig-zag per cui le corde tirano moltissimo (specie in L8 e L9), consiglio di portarsi un paio di lungoni da 60cm.
Assolutamente sconsigliate le doppie a causa degli zig zag e dei trasferimenti
Con Patrick che ha tirato le prime tre lunghezze e Giovanni. Scesi su sentiero e pietraia, resa piuttosto infida dalla tanto attesa pioggerellina, arrivati alla macchina col buio.

La parete vista dalla pietraia

L1

In vetta, la nebbia ci ha ormai raggiunto
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Frana 500mt dopo il colle del Colomion
Bella gita di alpinismo classico, arrampicata molto poca ravanage parecchio...
Ferrata degli Alpini in discrete condizioni seppur molti ancoraggi siano stati divelti dalle frane, e comunque mai troppo esposta.
Friend e nut non necessari, progressione in conserva ben protetta su lame e spuntoni. Sulla cresta si muove tutto attenzione a cosa si tira.
Leggo che molti hanno abbandonato la via dal secondo torrione, in effetti il filo di cresta si interrompe improvvisamente, bisogna tornare indietro di qualche metro e scendere 7-8mt lungo un breve camino (lato francese). Di qui si traversa il e si va riguadagnare il filo di cresta fino ad arrivare all'ancoraggio della doppia alla sua estremità (cordone e maillon). Dopo 25mt di calata si risale facilmente l'ultimo modesto torrione. Di qui non abbiamo trovato la calata al colle successivo pertanto siamo scesi lato sud per poi immetterci nel canalone precedente. Traversando per cenge senza perdere troppa quota si torna al passo della Sanita e alla ferrata.
In ottima compagnia di Max, Luca e Lorenzo!

La cresta da dove abbiamo lasciato le auto

La Ferrata degli Alpini

La doppia dal secondo torrione
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: si può arrivare fin quasi alla Grangia dell'Agnello
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Molta neve ventata lungo il tragitto e tanto ghiaccio in cima. Usato coltelli nella crestina tra il rifugio e l'ultimo tornante della strada.
Si può parcheggiare parecchio in alto al termine dei tornanti (poco prima dei vari alpeggi).
con l'inossidabile Lorenzo
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Si parcheggia alcuni tornanti prima della diga (100mt)
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti molto tardi (7.30) da Torino, strada chiusa per valanghe qualche tornante prima della diga, si spalla per 300mt buoni fino al Pontese. Nonostante il gran caldo e la discesa alle ore 14 la neve ha tenuto e la sciabilità è stata ottima.
Con Luca Rampo e Lorenzo

Vista dal colle sulla sud del Granpa

Arrivo al colle

Cresta SSO del Becco Meridionale
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Abbondante
tipo ghiaccio :: Plastico
note su accesso stradale :: Ottimo fino al ponte
quota neve m :: 1300
Ottime condizioni, fatto 4 tiri soste tutte su alberi. Cascata facile e divertente, friend non necessario (almeno con queste condizioni), usato non più di 2-3 chiodi per tiro.
Attenzione alle doppie da S4 su albero dove abbiamo lasciato un codino NON si raggiunge la S2 per circa 10mt, staccarsi e camminare fino a S2. Seconda doppia giusta giusta con corde da 60.

Con Davide, Luca e Paolo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: abbondante
tipo ghiaccio :: duro e spaccoso
note su accesso stradale :: Strada libera fino alla borgata sotto la cascata
quota neve m :: 1500
Fatto la cascata in 4 tiri (anche se ne basterebbero 3). Ghiaccio duro e spaccoso, più plastico nella parte alta. Soste su ghiaccio. Per scendere in doppia basta un'unica calata da 60mt dall'albero in cima, il primo (dal basso) saltino di pochi metri può poi essere aggirato su canale di neve. In alternativa seconda doppia sempre su albero o lunga discesa dal sentiero.
In cordata con Luca, a seguire Alberto e Giovanni (alle prese con ramponi non proprio adatti a questo ghiaccio).

La cascata dalla base

Ghiaccio abbondante, duro e spaccoso
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Seconda parte sul Torrione Alice molto più interessante e impegnativa.
Attenzione all'uscita dell'11 tiro bisogna calarsi qualche metro e trasferirsi all'ultimo salto di roccia dove si scegliere se seguire l'ultimo tiro di 6a o 5+ per arrivare alla sommità del Monte Freidur e da qui reperire il sentiero di discesa. Noi ci siamo arrivati alla cima del torrione Alice col buio e non avendo più punti di riferimento abbiamo dovuto calarci con le frontali fino all'attacco della seconda parte della via...
Con Davide grandissimo che ha tirato tutta la via e ha trovato le soste delle doppie col buio, e Andrea.
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