alberto cucatto


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa compatta
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Itinerario molto bello e diretto, su pendii sostenuti ma la valutazione OSA mi pare decisamente eccessiva (un buon BS direi).
Consigliabile nella parte finale, dove l'itinerario volge verso sinistra (Est), seguire il percorso del sentiero estivo, anche se su alcune carte l'itinerario sciistico è indicato che svolta a sinistra un po' più a valle (Nord) per superare un breve pendio-canale molto più ripido. Bellissimo il panorama su St. Moritz e, dalla vetta, verso tutto il gruppo del Bernina.
La neve, grazie all'esposizione in ombra e alle temperature basse, si sarebbe mantenuta farinosa ma purtroppo abbondano anche i tratti con croste da vento più o meno morbide o dure, soprattutto nel tratto intermedio.... Scegliere bene i punti in cui curvare!
Seconda e purtroppo ultima giornata di un bel fine settimana di assaggio scialpinistico in una zona che offre innumerevoli possibilità, non solo scialpinismo!
Ottima sia la compagnia che l'accoglienza alla casa di Salecina, ove abbiamo trascorso 2 notti, assolutamente consigliabile:
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Saliti prima al Piz Campagnung, scesi dal colletto (m 2782) che lo separa dalla quota 3000 sul versante NO fino ai ripiani a quota 2600 m circa per poi risalire il versante SO del Piz d'Agnel (pendii ripidi, 30-35°) fino a raggiungerne la cresta NO poco sotto alla vetta, salita in pochi minuti a piedi. Discesa per il percorso normale, a piedi per la cresta NO fino alla Fuorcla da Flix, traversata del Vedret d'Agnel, breve risalita alla Fuorcla d'Agnel e discesa a La Veduta nella magica luce del tramonto e del crepuscolo.
Bellissimo giro ad anello, panoramico e d'ambiente, che ci ha consentito di conoscere una zona del tutto nuova per buona parte di noi.
I lunghi tratti in traverso, unitamente alle condizioni di neve mediocri (grande varietà di croste, da vento e da rigelo, talvolta portanti e con tratti ghiacciati) hanno reso la discesa non esaltante dal punto di vista sciistico.
Tempo totale impiegato 7,30 h circa.
Prima giornata di un bel fine settimana di assaggio scialpinistico in una zona che offre innumerevoli possibilità, non solo scialpinismo!
Ottima sia la compagnia che l'accoglienza alla casa di Salecina, ove abbiamo trascorso 2 notti, assolutamente consigliabile:


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Come prima salita alla Cougourde non potevo mancare questa grande classica, che il compagno di cordata Pino aveva già percorso circa un quarto di secolo fa conservandone un ottimo ricordo.
Non posso che confermare, via molto bella e logica su roccia veramente ottima. Spit alle soste e sui passaggi più difficili, non molto numerosi ma messi probabilmente in sostituzione dei chiodi di un tempo (il solo chiodo che abbiamo trovato è quello del primo tiro).
Usato qualche nut, friend medio-piccoli (fino a n. 1 BD) e cordini. Gli spit sono spesso poco visibili da lontano ed è possibile qualche confusione con la vicina via Histoire dan Rirou che attacca sulla parete a sinistra della fessura-diedro iniziale della Demenge, la incrocia sul secondo tiro e prosegue tenendosi sulla destra fino a riunirsi nell'ultimo tratto.
Riporto l'ottimo disegno trovato al Rifugio che ci è tornato molto utile.

Sulla parte alta dello sperone

Il percorso
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita di seguito alla Fessura Brunilde, la combinazione delle due vie costituisce una linea di salita diretta alla Torre su difficoltà abbastanza omogenee ma di caratteristiche diverse: arrampicata interna in fessura-camino nella prima parte, esterna in piena esposizione su spigolo e parete nella seconda.
Avendo trovato relazioni varie e talora discordanti su difficoltà e chiodatura, riporto le nostre osservazioni sulla parte da noi percorsa.
Fessura Brunilde: percorso evidente e logico, qualche spit e pochi chiodi lungo i tiri e alle soste (eccetto l’ultima, che non abbiamo trovato). In ogni caso la fessura termina sullo spigolo SE, su cui si prosegue (III+) fino a raggiungere la sosta 2 della Castiglioni). Usato friend fino al 2 BD.
Sullo Spigolo le soste dalla 2 alla 5 (in vetta) sono attrezzate a spit, non tutte coincidono con le originali (che prevedevano un tiro in più) e corrispondono con buona approssimazione alle indicazioni della foto di Scarcagiulio.
Noi abbiamo trovato uno spit su ciascuno degli ultimi 3 tiri, oltre a numerosi chiodi, di cui ho ribattuto quelli non interamente infissi (un paio sono entrati ancora di 1 cm).
Così i tiri finali secondo noi:
3) Salire a dx dello spigolo fino sotto ad uno strapiombo biancastro, quindi traversare a sinistra (V, V+ un tratto) e proseguire sullo spigolo superando la vecchia sosta fino a raggiungere la nuova (IV)
4) Salire in verticale appena a sinistra dello spigolo per 10-15 m e proseguire verso sinistra lungo una cornice ascendente fino a raggiungere la sosta al centro della parete S (V+). Attenzione a non farsi attrarre da un chiodo con cordino bianco ben visibile in alto, dove lo spigolo strapiomba: si deve traversare a sinistra decisamente prima.
5) Superare direttamente l'ultima parete ancora leggermente strapiombante fino in vetta (V).

Via piuttosto breve ma di bellezza eccezionale per l'esposizione e la qualità della roccia. Chiodi talora poco visibili ma, se si entra nell’ottica di “cercare il facile nel difficile”, che dovevano avere nel 1936 i primi salitori (dei quali è inevitabile ammirare il coraggio e la bravura), si scopre che il percorso è assolutamente logico.
Grande soddisfazione avere salito questa splendida via storica con i miei storici amici e compagni di montagna: Luciano e Davide!!!

La Fessura Brunilde che sale in obliquo verso destra allo spigolo SE
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via alpinistica molto bella soprattutto per l’ambiente e piuttosto impegnativa. Gli spit, messi nei posti giusti ma con parsimonia, sono talora poco visibili e la scelta del percorso non è scontata, la roccia è in generale buona, magnifica sul tiro di 6b, ma richiede attenzione, soprattutto nella parte alta. La parte finale è facile ma tutt’altro che rilassante, in quanto il percorso migliore non è evidente, la roccia è spesso rotta e si trovano molti blocchi instabili. Noi dopo la sosta 7 siamo saliti verso destra e poi dritto fino a raggiungere la via normale pochi metri sotto alla vetta senza trovare né il vecchio chiodo né la sosta 8.
Tra le varie opzioni possibili per arrivare all’attacco della via abbiamo scelto di calarci dalla terza sosta, raggiungibile percorrendo la grande cengia che inizia dalla base del catino nevoso circa 100 m sotto al Passo dei Detriti sul versante Baus. Non abbiamo avuto difficoltà a trovarla: poco prima di raggiungere il canale della “caratteristica vena di quarzo”, verso monte si nota una roccia con cordone, sopra alla quale sono visibili alcuni spit della via, in corrispondenza verso valle si trova la sosta per le doppie. Le tre calate per contro non sono particolarmente comode e richiedono un certo tempo, svolgendosi in obliquo e con rischi di incastro delle corde.
Dopo l’ultimo spit della seconda lunghezza, ancora lontano dalla sosta, ci si può proteggere con un nut piccolo in una fessurina a metà placca.
Al termine della terza lunghezza l’ultimo spit si trova un po’ a sinistra rispetto al precedente ma è poco visibile, in compenso è ben visibile il friend piccolo che ho messo per uscire più a destra ed è purtroppo rimasto incastrato.
I cordoni alle soste sono generalmente in cattivo stato.
Con Pino, Davide e Lorenzo

La parete oltre la cengia

Inizio del tiro di 6b
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via molto bella ma con tratti molto disturbati dalla vegetazione, in particolare sul quarto tiro dopo il tratto strapiombante e all’inizio del quinto, ove la fessura è totalmente intasata da rovi. Consigliabile per i prossimi ripetitori munirsi di robusti guanti da giardinaggio e forbici da potatura…
Seguito itinerario del disegno trovato sul sito “Scuola Guide Alpine Valli di Lanzo”, i cui gradi, che qui riportiamo, ci sono sembrati condivisibili.
1) Comune con il Naso, inizio su masso fessurato poi su placca articolata con spit, 6a
2) Si sale la bella fessura a sinistra della sosta: inizialmente 5a, poi tratto strapiombante di 6b (A1), quindi ancora 5a.
3) A sinistra seguendo una cornice, poi si sale per placche fino alla terrazza (5a), da cui si proseguito a sinistra su cengia con vegetazione abbondante fino sotto al muro strapiombante.
4) Si supera il muro in obliquo verso sinistra (6b+ oppure A1, poi 5b)
5) Diedro fessurato molto bello dopo il primo tratto con rovi: 5c e 6b/A1 in uscita a destra strapiombante fino alla cengia, percorso originale.
6) Breve traverso molto aereo con passaggio a pendolo (5b)
7) Diretto sopra la sosta seguendo gli spit su placche a tacchette (5b, ma questo ci è parso piuttosto 6a), anziché traversare ancora a destra e uscire dal Naso.
Alberto e Davide
Sciabilità :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
Oltre i 2500 m neve primaverile solo su esposizioni Sud, altrimenti ancora in corso dei trasformazione. Visto distacchi recenti, in prevalenza di neve umida incoerente e qualche lastrone superficiale. Sentito assestamenti di strati superficiali in particolare nei dintorni del Col di Nana, senza osservare formazione di fratture.
Splendida giornata di maggio, piuttosto fredda, pertanto ideale per un giro così lungo e complesso. Partenza da Cheneil poco prima delle 8, salita alla Roisetta per il canale dell'Alpe Lezan, raggiunta anche la Nord e iniziato discesa su versante Ayas con ottima neve primaverile sull'ampio pendio sospeso fino al Lago Verde. Risalita a piedi al Monte Croce, discesa verso Rifugio Tournalin (m 2535) e risalita al col di Nana su percorso del sentiero estivo con tratti senza neve, probabilmente più scomodo del canale ma ritenuto più sicuro in quanto i pendii sovrastanti erano già scaricati. Dal col di Nana proseguito fino in cima alla Becca Trecaré con successiva breve ma bella discesa su versante Chamois, quindi ultima ripellata verso Col Croux e anticima della Trecaré, tanto per non farci mancare nulla. In sci fino all'ascensore di Cheneil. Tempo totale h 9,30.

La cima Sud della Roisetta vista dalla cresta verso la Nord

Il pendio - pianoro sospeso

Dal Monte Croce uno sguardo alla Roisetta...

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
Cielo nuvoloso e visibilità mediocre, neve primaverile sotto ai 2500 m, più in alto croste varie e ancora po' di farina pressata in piena esposizione nord.

Ultimo tratto di salita verso il colle di Valcournera versante Valpelline

Verso il colle di Bella Tza. In alto a destra il colle di Valcournera

Vallone di discesa dal Colle di Bella Tsa su versante Valpelline
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino a quota 1150
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Da 1200 m la strada è sempre percorribile in sci. Ottimo rigelo, ramponi utili all'inizio della Rava del Ferro.
Neve dura e sastrugi sulla dorsale sommitale, firn eccellente nelle rave, che rimane perfettamente sciabile anche al pomeriggio.
Ambiente magnifico e spettacolare discesa di 1000 metri in un largo canale con pendenza media sui 30 gradi.
Ultimo di tre giorni belli intensi sulle splendide nevi abruzzesi in compagnia di Francesca, Dario, Filippo e Davide.
Ottima formaggeria a Sant'Eufemia a Maiella!

Rava del Ferro

Rava del Ferro

Uscita dalla Rava del Ferro e Gran Sasso sullo sfondo

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Gita ideata il giorno precedente scendendo dal Corno Grande, che si è rivelata molto varia e interessante per il nostro secondo giorno di esplorazione del massiccio del Gran Sasso. Rinunciato a vetta del Pizzo di Intermesoli per timore di non arrivare in tempo per ultima funivia, siamo poi risaliti fino in vetta al Monte Aquila per ridiscendere il bel pendio Sud. Anche oggi firn eccellente e bellissime discese, in particolare dalla Sella dei Grilli.

Sulla cresta verso il Pizzo Cefalone

Pizzo d'Intermesoli visto dalla vetta del Cefalone

Discesa sul versante NO del Cefalone (visibile l'intaglio sulla cresta E)

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Tutte le sue gite

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    Giulian (Monte) da Giordano (06/03/10)
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